Battesimo, in fondo che male c’è?


Pubblicato in Ateismo e Umanesimo e Religioni e sètte
16 maggio 2014
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Si par­la­va sul forum dell’Uaar a pro­po­si­to di qua­li­tà nel­le opi­nio­ni, e mi capi­ta di dire que­sto: “Una cosa è edu­ca­re, influen­za­re, infor­ma­re, invi­ta­re, dare l’esempio; com­ple­ta­men­te altro è indot­tri­na­re, richie­de­re fede, limi­ta­re le fon­ti, sco­rag­gia­re il con­fron­to e la ricer­ca, far leva su col­pa e dove­re, impli­ca­re una accet­ta­zio­ne del­la per­so­na con­di­zio­na­ta alla sua accet­ta­zio­ne del cre­do e maga­ri pure mar­chia­re il par­go­lo con un bat­te­si­mo. Indot­tri­na­re i bam­bi­ni toglien­do­gli la pos­si­bi­li­tà e la capa­ci­tà di scel­ta auto­no­ma non va bene”.
Un uten­te, per il resto d’accordo, ha sot­to­li­nea­to che per lui da ateo la que­stio­ne del bat­te­si­mo è fin trop­po gon­fia­ta:

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Insom­ma, il bat­te­si­mo, che male c’è in fon­do? La mia rispo­sta:

Anche per me è senz’altro solo una que­stio­ne di prin­cì­pio. Ma come tale, una piut­to­sto impor­tan­te. Nean­che se fin­to mi sta bene che ci sia­no per­so­ne che sfron­ta­ta­men­te riten­go­no di poter piaz­za­re sul­la pel­le di altre per­so­ne un sigil­lo inde­le­bi­le, tale è con­si­de­ra­to il bat­te­si­mo.
Non mi pia­ce che si riten­ga giu­sto e ovvio e nor­ma­le far­lo. E figu­ria­mo­ci se lo si fa su per­so­ne incon­sa­pe­vo­li e non libe­re di sce­glie­re, i bam­bi­ni appun­to.
Il bat­te­si­mo inol­tre rap­pre­sen­ta l’inserimento all’interno di un siste­ma che spes­so con­ti­nue­rà ad esse­re basa­to su quel cat­ti­vo indot­tri­na­men­to di cui par­la­va­mo, sim­bo­li­ca­men­te l’inizio di qual­co­sa che con­di­zio­ne­rà la ragio­ne e il cuo­re di quel­la per­so­na pri­ma che pos­sa capi­re e sce­glie­re, ren­den­do poi di fat­to mol­to più dif­fi­ci­le una libe­ra scel­ta suc­ces­si­va al pro­po­si­to, non­ché l’eventuale modi­fi­ca o abban­do­no di cer­te idee – in sé stes­se discu­ti­bi­li – pro­prio per­ché lega­te al cuo­re. Que­sti, sono effet­ti pra­ti­ci. Brut­ti, ed evi­ta­bi­li.
E dicia­mo­ce­lo, il bat­te­si­mo ha anche un valo­re sta­ti­sti­co, per­ché al nume­ro di bat­tez­za­ti cor­ri­spon­de nell’immaginario sociale/mediatico/politico il nume­ro di adul­ti effet­ti­va­men­te cat­to­li­ci, riman­dan­do la fal­sa idea di ‘Pae­se cat­to­li­co’ e con­tri­buen­do ai pri­vi­le­gi uni­vo­ci del­la Chie­sa in dena­ro, auto­ri­tà, spa­zio.

Insom­ma, met­to quel­la con­tro il bat­te­si­mo fra le bat­ta­glie da fare, non la prin­ci­pa­le ma cer­ta­men­te una attra­ver­so cui si pos­so­no pro­por­re alla discus­sio­ne tut­ti que­sti temi. Pro­prio per riu­sci­re a garan­ti­re quel­la liber­tà di scel­ta che dici, e maga­ri per­si­no a ren­de­re le con­se­guen­ti ope­re un po’ miglio­ri.

Nel libro ‘Pic­co­lo manua­le di Uma­ne­si­mo ateo’ ho dedi­ca­to un capi­to­let­to a que­sto tema. Si leg­ge onli­ne. 😉