La bibbia in Rai: niente di meglio da fare?


Pubblicato in Cultura e società e Religioni e sètte
8 ottobre 2008
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Interrompiamo la trasmissione

A che pro? Voglio dire, a che pro leg­ge­re la bib­bia alla Rai? La Rai, ser­vi­zio pub­bli­co di uno Sta­to lai­co, non dovreb­be ridur­si a fare ser­vi­ziet­ti alla chie­sa cat­to­li­ca, no? Cioè, le cose sono 2: o non lo fai pro­prio, o dai a *tut­te* le con­fes­sio­ni cri­stia­ne, reli­gio­ni e filo­so­fie di vita (come l’umanesimo ateo) lo stes­so spa­zio. Non vi pare? Que­sta sì che sareb­be cul­tu­ra. Nel desi­de­rio di dare a tut­ti dei veri spun­ti di rifles­sio­ne sul­la vita,  e non solo quel­li cristiano‐cattolici, la Rai sì che fareb­be la sua por­ca figu­ra.
Inve­ce si tra­sfor­ma volen­tie­ri in una emit­ten­te cle­ri­ca­le (ne man­cas­se­ro!) – paga­ta con i sol­di degli ita­lia­ni, cioè anche dei non cat­to­li­ci (20% cir­ca) – e nel modo più ipo­cri­ta lan­cia una mara­to­na di una dico una inte­ra set­ti­ma­na, toglien­do spa­zio a pro­gram­mi che potreb­be­ro esse­re ben più edu­ca­ti­vi (a far­li!), e pro­po­nen­do una sem­pli­ce, bana­le let­tu­ra del­la bib­bia (sarà per­ché è il libro più stam­pa­to ma meno let­to al mon­do?) sen­za alcu­na, e dico alcu­na, spie­ga­zio­ne aggiun­ti­va, nota a mar­gi­ne o rifles­sio­ne di sen­so. Così, si beva, si man­di giù, e buo­na­not­te.
È uno show, nient’altro che tele‐evangelismo vesti­to da intel­let­tua­le, che come al soli­to sarà guar­da­to acri­ti­ca­men­te (e più o meno distrat­ta­men­te) da spet­ta­to­ri sod­di­sfat­ti e sen­za doman­de, e pochi saran­no quel­li che tro­ve­ran­no nei pez­zi più  oscu­ri, vio­len­ti e con­trad­dit­to­ri del­la bib­bia un qual­co­sa per cui dubi­ta­re.
Un suc­ces­so!

Com­pli­men­ti alla Rai e a tut­ti quel­li che non vedo­no il pro­ble­ma.

Inclu­sa, natu­ral­men­te, la gerar­chia cat­to­li­ca, la qua­le – nel­la per­so­na del signor ratzin­ger – si è impe­gna­ta ad apri­re la set­ti­ma­na con il pri­mo capi­to­lo del­la Gene­si, ma non ha tro­va­to anco­ra un momen­to per avvia­re quel pro­ces­so di cura del­la male­det­ta pia­ga del­la pedo­fi­lia all’interno del suo cle­ro, come ave­va annun­cia­to al mon­do di voler fare.
Una neces­si­tà urgen­te, dis­se (final­men­te) in Usa quest’anno. E il mon­do c’è casca­to anco­ra: the show must go on.