Tutti i post in: Ateismo e Umanesimo

Uaar ieri e oggi: 30 anni e 30 e lode!

Trent'anni e non sentirli, l'umanesimo ateo rende giovani? ;-)
Pubblicato in Ateismo e Umanesimo
19 settembre 2017 + edit 5 ottobre 2018
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In occa­sio­ne del suo tren­ten­na­le, l’Uaar – Unio­ne degli Atei e degli Agno­sti­ci Razio­na­li­sti, asso­cia­zio­ne nazio­na­le –  si è fat­ta un gran bel rega­lo: così oggi si pre­sen­ta a soci, sim­pa­tiz­zan­ti e oltre.

Uaar, festival laico umanista 2017

Net­to, chia­ro, for­te, final­men­te!
Gran­de Uaar!

Altri (atei, e maga­ri soci) for­se stor­ce­ran­no il naso. Per me Continua ⋯▸

Immigrazione: accoglienza, non buonismo.
La crisi è umanitaria, ma anche di sistema.

Oggi 2 link mi hanno rimbalzato in faccia il problema. Ci sono giorni che non lo puoi scordare. Ma la narrazione sui media è fortemente carente, e allora se vuoi farti un'idea devi fare fact-checking da te. Scoprendo che le cose stanno anche peggio.
Pubblicato in Ateismo e Umanesimo
12 agosto 2017 + edit 5 ottobre 2018
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Il pri­mo link è un pod­ca­st di Radio24, Dati, fat­ti e nume­ri sull’immigrazione.

La chia­ma­no emer­gen­za, la chia­ma­no inva­sio­ne. L’immigrazione è un feno­me­no strut­tu­ra­le che va gesti­to bene. Cer­chia­mo di dis­si­pa­re la neb­bia che si è crea­ta in que­sti gior­ni in tema immi­gra­zio­ne e lo fac­cia­mo affron­tan­do l’argomento dal pun­to giu­ri­sdi­zio­na­le e nume­ri­co. Quan­ti migran­ti sono arri­va­ti nel 2017? Si trat­ta vera­men­te di inva­sio­ne? (…)”

Pie­no di dati rea­li, una bel­la ana­li­si, che però non esau­ri­sce la que­stio­ne né fa pro­po­ste. L’altro è un arti­co­lo su un blog del Fat­to Quo­ti­dia­no – Sal­va­re i migran­ti in mare, una que­stio­ne di giu­sti­zia o di buo­ni­smo? – in cui l’autore fa nota­re come – pur nell’impeto emo­ti­vo uma­ni­ta­rio – si evi­ti­no doman­de pur essen­zia­li:

Il dibat­ti­to sull’immigrazione sem­bra esse­re mono­po­liz­za­to da com­men­ta­to­ri e sup­por­ter sem­pre più spe­cia­liz­za­ti in distra­zio­ni di mas­sa. Il tema su cui si discu­te con più acca­ni­men­to è il valo­re da dare alla sal­vez­za del­le vite uma­ne nel Medi­ter­ra­neo. L’argomento è sicu­ra­men­te rile­van­te, anche tenen­do con­to del­le dimen­ti­can­ze ver­so cui è spin­ta l’opinione pub­bli­ca dai media nei con­fron­ti di con­flit­ti, guer­re e care­stie che riguar­da­no popo­li che abi­ta­no regio­ni peri­fe­ri­che del mon­do, o del­le con­di­zio­ni inu­ma­ne in cui sono costret­ti a vive­re i pro­fu­ghi siria­ni nei cam­pi di Smir­ne o Nezip in Tur­chia finan­zia­ti con il con­tri­bu­to “uma­ni­ta­rio” del­la Comu­ni­tà euro­pea.

Il tema del sal­va­tag­gio nel Medi­ter­ra­neo tut­ta­via, per quan­to impor­tan­te, non dovreb­be esi­me­re poli­ti­ci e cit­ta­di­ni da por­si alcu­ne doman­de rispet­to a cosa acca­de pri­ma e dopo il momen­to del sal­va­tag­gio. (…)
Sareb­be moral­men­te giu­sto chie­der­si qua­le sia il costo in ter­mi­ni di vite uma­ne, vio­len­ze e sopraf­fa­zio­ni che si regi­stra duran­te il cam­mi­no nel deser­to.
(…) cosa acca­de ai migran­ti una vol­ta sal­va­ti e appro­da­ti sul suo­lo ita­lia­no. Si può dire sia­no sal­vi? Che sia­no mes­si in con­di­zio­ne di vive­re un’esistenza miglio­re di quel­la che han­no spe­ri­men­ta­to nei pae­si di ori­gi­ne?”

Ecco, sì. Il discor­so non ini­zia e non fini­sce su un gom­mo­ne.
E se di mol­ti sono dispo­sto a non met­te­re in dub­bio uno spi­ri­to uma­ni­ta­rio (men­tre di altri sì: il ‘Regno dei Cie­li’ lai­co è vici­no, e oltre a puli­re spol­ve­ra­re la coscien­za por­ta voti e por­ta sol­di, un mare nostrum di sol­di), mi chie­do pure quan­ta inge­nui­tà ci sia.

La mag­gio­ran­za di chi arri­va Continua ⋯▸

Ritratto (astratto) dell’ateismo: lettera aperta a Eugenio Scalfari


Pubblicato in Lettere ai direttori e Ateismo e Umanesimo
25 luglio 2017
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Spe­di­ta ai mag­gio­ri quo­ti­dia­ni, in meri­to all’edi­to­ria­le del 23 luglio su L’Espresso

Caro Scal­fa­ri,
ma tu non eri ateo?
Non impor­ta. Ciò che impor­ta è che quel­lo che hai scrit­to nell’editoriale del 23 su L’Espresso, degli atei appun­to, è erra­to.
Così aper­ta­men­te, pale­se­men­te erra­to che venen­do da un intel­let­tua­le del­la tua leva­tu­ra e non da un mal­de­stro apo­lo­ge­ta, sor­pren­de.
Baste­reb­be rile­va­re che la nostra spe­cie non deri­va dagli scim­pan­zé.

Ma ha fat­to agli atei tut­ti un dis­ser­vi­zio trop­po gran­de per pas­sa­re il resto in caval­le­ria.

La que­stio­ne non è bana­le: i non cre­den­ti – sino­ni­mo – sono oggi, anco­ra, una mino­ran­za stig­ma­tiz­za­ta, esat­ta­men­te nel sen­so da lei stes­so con­di­vi­so. I modi e i luo­ghi poi varia­no – e pas­sa­no dal disprez­zo espli­ci­to a quel­lo passivo‐aggressivo, dai rap­por­ti quo­ti­dia­ni al pul­pi­to, anche media­ti­co, fino alle leg­gi e ai favo­ri di uno Sta­to spes­so lai­co a sin­ghioz­zo – solo per par­la­re dell’Occidente. Peg­gio va altro­ve.
E per cosa? Non cre­de­re “in nes­su­na divi­ni­tà, nes­sun crea­to­re, nes­su­na poten­za spi­ri­tua­le” in sé non impli­ca che que­sto, e nul­la è impli­ci­to riguar­do a come di fat­to atei e agno­sti­ci vivo­no sen­za dio.
Si trat­ta dun­que di un pre­giu­di­zio, e di una gene­ra­liz­za­zio­ne inde­bi­ta,
quel­lo di cre­der­li, in quan­to atei, “poco tol­le­ran­ti” e “all’attacco con­tro chi cre­de”, pro­cla­man­do “la loro veri­tà asso­lu­ta” in modi “pro­vo­ca­to­ri, ris­so­si e calun­nio­si”, pre­da “incon­sa­pe­vo­le” del­la “pre­po­ten­za del loro Io” che “recla­ma odio” e “non pen­sa e non si vede ope­ra­re e non si giu­di­ca”.
Di più: è fal­so.
Le par­lo come a qual­cu­no che non è sta­to ateo e non li cono­sce affat­to: Continua ⋯▸

Umanesimo ateo, passi avanti (ancora incerti) nell’Uaar


Pubblicato in Ateismo e Umanesimo
10 maggio 2017
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Sco­pro oggi che in home sul sito Uaar cam­peg­gia fra le altre sli­de un bel richia­mo all”Umanismo’ e ai suoi prin­cì­pi. Ne ho gran­de pia­ce­re per­so­na­le, miti­ga­to dal fat­to che non si trat­ta di una aper­ta pre­sa di posi­zio­ne a favo­re. Tut­ta­via se ne par­la, e lo si apprez­za come tale.
Mal­gra­do le incer­tez­ze (un paio anche di con­te­nu­to, non a caso) tro­vo sia estre­ma­men­te posi­ti­vo. L’Uaar è una asso­cia­zio­ne for­te­men­te rap­pre­sen­ta­ti­va a cui anco­ra man­ca que­sto ‘pez­zo’ a mio avvi­so essen­zia­le.

Umanesimo ateo, secolare, laico, e Uaar Unione atei agnostici

Continua ⋯▸

25 novembre, Giornata anti violenza donne. Perché parlarne?


Pubblicato in Ateismo e Umanesimo e Politica ed economia
27 novembre 2016
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2 gior­ni dopo la Gior­na­ta inter­na­zio­na­le per l’eliminazione del­la vio­len­za con­tro le don­ne mi capi­ta di leg­ge­re un post che, in un sospi­ro di ras­se­gna­zio­ne anche giu­sto, rile­va come la vio­len­za sia sem­pre vio­len­za, e dif­fe­ren­zia­re, ghet­tiz­za­re, è per non ammet­te­re che la vio­len­za è gene­ra­ta dal­la socie­tà quan­do c’è un altro, un diver­so. Che è vit­ti­ma al di là del moti­vo del­la sua diver­si­tà.
In fon­do sia­mo tut­ti uma­ni, ricor­da giu­sta­men­te, nes­su­na vio­len­za è accet­ta­bi­le.

Solo che non è sem­pre così. Cioè, sia­mo uma­ni, cer­to. E l’atto vio­len­to non è accet­ta­bi­le, senz’altro.
Ma la vio­len­za non è ugua­le né per qua­li­tà né per quan­ti­tà.
Quan­do i nume­ri ci dico­no che sono 116 le don­ne, e non gli uomi­ni, ad esse­re sta­te ammaz­za­te da uomi­ni, e non da don­ne, al novem­bre di quest’anno (il con­to non è chiu­so, il 2016 non è anco­ra fini­to), per­ché come don­ne sono con­si­de­ra­te un pos‐sesso debo­le, for­se è il caso di sen­si­bi­liz­za­re anche pro­prio nel­lo spe­ci­fi­co. Sen­za for­se.
Come per quel­la sui bam­bi­ni, per dire.
Ser­ve, par­lar­ne. Tipi di vio­len­ze, tipi di vio­len­ti, col­pe­vo­li da iden­ti­fi­ca­re, dina­mi­che da rico­no­sce­re e pre­ve­ni­re, gen­te cui far pren­de­re coscien­za di feno­me­ni pre­ci­si.
Che sono socia­li, sì, ma non sen­za cau­se e quin­di non sen­za rime­di.
Se pri­ma li iden­ti­fi­chia­mo fra gli altri.

Le potenzialità reali dell’essere umano. E dei non credenti.


Pubblicato in Ateismo e Umanesimo
16 novembre 2016
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[Upda­te]

Gior­ni fa sul forum Uaar ave­vo ini­zia­to un discor­so sull’effettiva pos­si­bi­li­tà di miglio­ra­re la nostra socie­tà con due altri atei che espri­me­va­no for­ti riser­ve.
Il ‘Cini­co’ per ora ha rinun­cia­to, men­tre il ‘Pes­si­mi­sta’ ripren­de sen­za con­si­de­ra­ra­re dav­ve­ro i miei argo­men­ti, ma aggiun­gen­do esem­pi a suo favo­re e ripe­ten­do alcu­ni con­cet­ti.
Mi sta bene: for­se esa­mi­na­re il tema da un ulte­rio­re ‘ango­lo’ può esse­re uti­le, per­ciò gli offro qual­che altra idea.

L’intenzione è tri­pli­ce: Continua ⋯▸

All’ateo che pensa che l’uomo sia lupo all’uomo. Lui incluso.


Pubblicato in Ateismo e Umanesimo
12 novembre 2016
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[3di3]

[Ripor­to qui un mio post sul forum Uaar, che è pub­bli­co. L’utente ha scrit­to lì, non qui, quin­di mi pare giu­sto non sia cita­to. I suoi argo­men­ti, tut­ta­via, sono fra le tipi­che obie­zio­ni ad un approc­cio costrut­ti­va­men­te eti­co alla con­vi­ven­za uma­na, e in quan­to tali mi per­met­to di ripor­tar­le, con la mia rispo­sta. L’intento infat­ti non è di par­la­re dell’utente, ma di cor­reg­ge­re alcu­ne opi­nio­ni comu­ni ad atei con un’altra visio­ne del mon­do. Even­tua­li rife­ri­men­ti per­so­na­li sono sta­ti qui omes­si]

> Hai voglia a com­bat­te­re il wish­ful thin­king
> Però no, lui non vuo­le vio­len­ta­re la natu­ra uma­na né for­za­ta­men­te tra­sfor­ma­re tut­ti i lupi in cani che di esser cani non se lo sognan nep­pu­re
> per il mio van­tag­gio accol­go ben volen­tie­ri lo svan­tag­gio di mol­ti altri
> Dovreb­be esser ovvio, ma ad alcu­ni pia­ce sep­pel­li­re i sen­si di col­pa nell’ipocrisia. Chis­sà a quan­ti fot­te real­men­te sega dei bam­bi­ni che muio­no di fame in Afri­ca ad esem­pio
> Esat­ta­men­te (ne cono­sco pure qual­cu­no), però se pro­vi a dire che ti fot­te­se­ga dei bam­bi­ni che muo­io­no di fame sei con­si­de­ra­to male se non un mostro (e pari­men­ti per ana­lo­ghe que­stio­ni) da una sel­va di ipo­cri­ti che se ne sbat­to­no tan­to quan­to te
> Direi pro­prio un misto di poca con­sa­pe­vo­lez­za e poca acce­ta­zio­ne di sé. Non tutt­ti sono in gra­do di rico­no­sce­re ed accet­ta­re di esse­re inti­ma­nen­te bastar­di

[nic­k­na­me dell’utente],
per me anche la tua let­tu­ra lascia a desi­de­ra­re,
ma più di quel­la di [nic­k­na­me dell’utente].
Com­met­ti gli stes­si erro­ri di ana­li­si, ma ci aggiun­gi un’acrimonia par­ti­co­la­re.
C’è pro­prio che miri a deni­gra­re chi pen­sa si pos­sa fare qual­co­sa di buo­no e, nel caos in cui vivia­mo, maga­ri ci si sfor­za pure.

Ti ser­ve dare l’idea che l’altro ragio­ni per idea­li­smi e uto­pie, e che non sia sin­ce­ro ma ipo­cri­ta, super­fi­cia­le, ill­lu­so, incon­sa­pe­vo­le.
Sor­ry, que­sti sono ad homi­nem. Continua ⋯▸

All’ateo che pensa che le cose ‘stanno così’ e la volontà sia niente.


Pubblicato in Ateismo e Umanesimo
12 novembre 2016
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[2di3]

[Ripor­to qui un mio post sul forum Uaar, che è pub­bli­co. L’utente ha scrit­to lì, non qui, quin­di mi pare giu­sto non sia cita­to. I suoi argo­men­ti, tut­ta­via, sono fra le tipi­che obie­zio­ni ad un approc­cio costrut­ti­va­men­te eti­co alla con­vi­ven­za uma­na, e in quan­to tali mi per­met­to di ripor­tar­le, con la mia rispo­sta. L’intento infat­ti non è di par­la­re dell’utente, ma di cor­reg­ge­re alcu­ne opi­nio­ni comu­ni ad atei con un’altra visio­ne del mon­do. Even­tua­li rife­ri­men­ti per­so­na­li sono sta­ti qui omes­si]

Dun­que [nic­k­na­me dell’utente],
nel­la tua ana­li­si rile­vo quel­li che mi paio­no erro­ri.
In ogni caso, men­tre da que­sta tua visio­ne del mon­do rica­vi, mi pare, un cer­to sostan­zia­le disin­te­res­se per l’impegno socia­le in sen­so eti­co, e pre­fe­ri­sci ‘volar­te­ne’ su altri pia­ne­ti, io mi gio­co lo stes­so la car­ta del miglio­ra­men­to. Del­la fati­ca qui e ora di tro­va­re un accor­do su rela­zio­ni più fun­zio­na­li.
Per­ché for­se colo­niz­ze­re­mo altri pia­ne­ti, ma nel lun­go frat­tem­po dob­bia­mo cavar­ce­la qui.

Sem­pli­ce­men­te tro­vo trop­po gra­ve la situa­zio­ne di oggi e trop­po nume­ro­si gli erro­ri che, pri­ma di arren­der­mi a que­sta situa­zio­ne per altri moti­vi anche maga­ri vali­di – l’impronta evo­lu­zio­ni­sti­ca, quel­la gene­ti­ca, quel­la ormo­na­le, e quel­la dell’impossibile con­trol­lo su tut­te le impre­ve­di­bi­li for­ze in azio­ne – pro­ve­rò ad agi­re su qual­sia­si fat­to­re sia mini­ma­men­te pos­si­bi­le influi­re.
Nel mio pic­co­lo, dal mio pic­co­lo, mi gio­che­rò la *mini­ma* pos­si­bi­li­tà di sta­re meglio, e con­vi­ve­re meglio.

L’opzione ‘è così che ci vuoi fare’, nel­la misu­ra in cui mi pare scor­ret­ta, non la con­tem­plo. Continua ⋯▸

L’uomo, l’etica, la società. La nostra natura ci consente una convivenza più felice?


Pubblicato in Ateismo e Umanesimo
12 novembre 2016
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[1di3]

A me l’argomento pia­ce,
per­ciò in gene­re non sono io ad ini­ziar­lo. Quan­do esce in una discus­sio­ne dico mol­to volen­tie­ri la mia.
Sta­vol­ta è capi­ta­to nel forum dell’Uaar, e se mai ser­vi­va una pro­va che esse­re atei non dice pro­prio nul­la di chi sia­mo e di come la pen­sia­mo, si pren­da tran­quil­la­men­te a para­dig­ma l’episodio. 😉

L’umanista, il cinico e il pessimista.

La par­ten­za è len­ta, per­ché il 3d ave­va un altro topic. Do una rispo­sta rapi­da a un uten­te, che così scon­so­la­to dice:

Dal forum Uaar, discussione su etica, natura umana e società

Inte­res­san­te, no?
Rispon­de che non è pes­si­mi­sta – “alme­no non mi con­si­de­ro tale” – ha sem­pli­ce­men­te “foto­gra­fa­to il mon­do come è ades­so”, che “la volon­tà da sola non ser­ve a nien­te” se non aiu­ta­ta da altri fat­to­ri che però “sono fuo­ri dal con­trol­lo”.
La volon­tà dell’uomo “già sap­pia­mo esse­re una illu­sio­ne”, occor­re “sve­stir­la di cer­to misti­ci­smo posi­ti­vi­sta” e “accet­ta­re la pre­ca­rie­tà e l’arbitrarietà del­la con­di­zio­ne uma­na”.

Mmm. Non pes­si­mi­sta? Ok.

Men­tre scam­bio qual­che opi­nio­ne con il Pes­si­mi­sta Continua ⋯▸

Felicità per tutti! Tantissima, ma non senza limiti.


Pubblicato in Ateismo e Umanesimo e Religioni e sètte
28 agosto 2016
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Sul forum Uaar in una recen­te discus­sio­ne un  cre­den­te difen­de così la sua scel­ta di cre­de­re:

La feli­ci­tà è uno sta­to del­la men­te indi­vi­dua­le e può esse­re valu­ta­to solo da chi vive que­sto sta­to. Ciò che indu­ce o pro­vo­ca que­sto sta­to è diver­so da indi­vi­duo ad indi­vi­duo. Tu puoi par­la­re solo del­la tua.
A cia­scu­no la sua feli­ci­tà”.

Il che, det­to da un cat­to­li­co, è anche cari­no. Cioè, non so in che misu­ra lo abbia det­to solo per riaf­fer­ma­re in mez­zo a non cre­den­ti il dirit­to di chi ha fede a tro­var­vi la feli­ci­tà, ma cer­ta­men­te ha anche abbat­tu­to per un post un con­cet­to prin­ci­pe del­la sua stes­sa dot­tri­na: che la fon­te del­la feli­ci­tà dell’uomo è in Dio, e non ci pio­ve.

Comun­que, gli rispon­de un ateo razio­na­li­sta e mol­to pra­ti­co:

Cer­to. Che ognu­no cer­chi la pro­pria feli­ci­tà. Per con­to pro­prio. Come desi­de­ra.
Ma sen­za sol­di pub­bli­ci. Faci­le, no?

Giu­sto, ma anche que­sto incom­ple­to. Dato che l’argomento – feli­ci­tà dell’uomo! – mi è mol­to caro, for­mu­lo la mia rispo­sta: Continua ⋯▸