Caro credente disinformato sul ‘pericolo gender’…


Pubblicato in Cultura e società e Ateismo e Umanesimo
19 giugno 2015
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Tor­no sul­la que­stio­ne per­ché la tro­vo un sin­to­mo gra­vis­si­mo.

Doma­ni 20 giu­gno a Roma talu­ni (e spe­ro in un flop di nume­ri) mani­fe­ste­ran­no con­tro un fan­to­ma­ti­co ‘peri­co­lo gen­der’, per una scuo­la pub­bli­ca che non accen­ni a modi di esse­re diver­si dai ruo­li uomo/donna e alle alter­na­ti­ve alla fami­glia uomo‐donna.
In ulti­ma ana­li­si, ma con par­ti­co­la­re dispie­go di noti­zie infon­da­te e impe­gno nel distor­ce­re i signi­fi­ca­ti, oppo­nen­do­si a for­me di esi­sten­za e cop­pia che non sia­no quel­le det­ta­te da dio e arti­fi­cial­men­te defi­ni­te ‘leg­ge natu­ra­le’.

A me ‘sta cosa sta gran­de­men­te sul caz­zo.

Non tan­to e non solo per il soli­to del tut­to imme­ri­ta­to male che si rac­con­ta del­la comu­ni­tà LGBT. È, più in gene­ra­le, un sin­to­mo di disin­for­ma­zio­ne e igno­ran­za, di cat­ti­ve­ria e man­can­za di rispet­to, di inten­zio­na­le dif­fu­sio­ne di osti­li­tà e disprez­zo, masche­ra­to ipo­cri­ta­men­te – vigliac­ca­men­te, ma anche con gran­de arro­gan­za – da ‘dife­sa dei bam­bi­ni’. No: si trat­ta di per­so­ne che non voglio­no scom­pa­ri­re in una socie­tà moder­na che viep­più li scan­sa e non li capi­sce. Di per­so­ne che riten­go­no che un dio pos­sa coman­da­re le loro vite e defi­ni­re per loro ciò che è ‘natu­ra­le’ e ciò che è ‘giu­sto’.
Ma soprat­tut­to di per­so­ne che riten­go­no che non solo loro, ma tut­ti indi­stin­ta­men­te, si deb­ba sot­to­sta­re e obbe­di­re a que­sto dio, con­du­cen­do la vita che lui ha scel­to per noi.

In que­sta osses­sio­ne, in que­sta pre­sun­zio­ne, in que­sta mani­po­la­zio­ne dei signi­fi­ca­ti, in que­sta pover­tà di con­ce­zio­ne del vive­re, e in que­sta inde­bi­ta pres­sio­ne ver­so chi ne è o vuo­le final­men­te esser­ne libe­ro, per me sta il sin­to­mo gra­vis­si­mo di una disfun­zio­ne socio­pa­ti­ca, emo­ti­va pri­ma anco­ra che men­ta­le.
Dan­ni di una fede che ren­de cie­chi.

Caro/a credente disinformato/a…

Tu che sen­ten­do cer­te noti­zie ti sei allarmato/a, e sudan­do incazzato/a ti sei deciso/a scen­de­re in piaz­za doma­ni per pro­te­sta­re con­tro la vio­len­za sui bam­bi­ni e una scuo­la pub­bli­ca indot­tri­nan­te, hai un cuo­re d’oro. Quel­lo che ti man­ca è ora di accen­de­re il cer­vel­lo.

NON esi­ste alcun allar­me di que­sto tipo, non c’è alcun pro­gram­ma di ‘colo­niz­za­zio­ne ideo­lo­gi­ca gen­der’, nes­sun indot­tri­na­men­to all’amore gay nel­le scuo­le e sui più pic­co­li. Il caso è mon­ta­to ad arte da altre per­so­ne come te, ma mol­to mol­to più con­sa­pe­vo­li e stron­ze, con lo sco­po di dif­fon­de­re spa­ven­to, disgu­sto e osti­li­tà ver­so un ‘nemi­co’ da abbat­te­re.
E il ‘nemi­co’ non è che l’informazione obiet­ti­va, la scel­ta libe­ra, il pro­gres­si­vo e ormai inar­re­sta­bi­le abban­do­no dei dove­ri di fede ver­so la chie­sa e dio, con le loro richie­ste obso­le­te e arti­fi­cia­li spac­cia­te per ‘leg­ge natu­ra­le’.
I bam­bi­ni van­no sem­pre dife­si e pro­tet­ti da qual­sia­si vio­len­za, inclu­so l’indottrinamento di fede, l’obbligo ver­so l’autorità di un dio piut­to­sto che il rispet­to di sé stes­si, la pro­ie­zio­ne su di loro del­le pro­prie ango­sce sul­le que­stio­ni del ses­so, la disin­for­ma­zio­ne (o meglio, l’informazione mani­po­la­ta e fazio­sa).

Tu che sen­ten­do cer­te noti­zie ti sei allarmato/a, smet­ti di pre­oc­cu­par­ti per le caz­za­te sul ‘gen­der’ dif­fu­se in que­sti gior­ni, e uni­sci­ti a quel­li che doma­ni NON scen­de­ran­no in piaz­za per cele­bra­re le pip­pe men­ta­li di cer­ti cre­den­ti in pre­da al pani­co di esse­re dimen­ti­ca­ti. Sono loro il pro­ble­ma.