Catechismo, papa, madonna, gesù, diavolo, inferno, resurrezione, morale, libertà, logica, ragione, ateismo, compassione, umanesimo, felicità.. |
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Preavviso! La lettura del sito può avere effetti frizzanti sulla fede.. Sono ateo e qui scrivo di umanesimo, quindi anche di religione e dei difetti che ci trovo. Se l'idea ora non ti va, fa' a meno.
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01
2008
Lo spirito rosso del NataleBuon natale! E un felice, meraviglioso 2008 a tutti noi. Che in questo anno che abbiamo davanti possiamo migliorare la nostra vita e sentirci più liberi e realizzati. Lo scorso, duro 2007 abbiamo piantato molti piccoli semi, ma c’è ancora così tanto da fare!! Il 25 dicembre ho fatto gli auguri ai miei cari e ai miei amici (sul blog no, ma eccoli in ritardo!!), e una di essi, atea, si è meravigliata e mi ha ironicamente risposto: «Auguri di buon anno anche a te… ma il natale???????!!!! Di mitra, spero!!!!».. Perché il natale, o meglio l’idea di festeggiare in questo periodo dell’anno, gli ultimi di dicembre, non è nato con il cristianesimo ma lo precede di secoli e in tante culture diverse. E naturalmente oggi, è per molti un evento molto diverso da una festività religiosa: la nascita di gesù per i credenti è certo importante, ma per la maggioranza di essi – penso si possa dire – è più centrale uno spirito di ritrovata amicizia, di fratellanza, un’occasione per scambiarsi affetto e doni, e più in generale per risvegliare i buoni sentimenti e ripensare ai valori più importanti. Nel festeggiarlo insieme, in famiglia il natale e con gli amici il capodanno, assecondiamo quel desiderio di stare bene insieme che tutti proviamo – e anche questo penso si possa dire, senza tema di generalizzare. Siamo poi bravissimi a scordarcene durante l’anno, ma questo è un altro problema. Ciò che conta è la voglia di stare insieme, di farci dei regali, di festeggiarci ed augurarci il meglio del meglio l’un l’altro. Meraviglioso! In questo senso, che è poi il senso originale pre-cristiano, se la vivono i tanti nuovi atei e agnostici, i non credenti e gli altro-credenti, che vivono per qualche giorno con più forza l’importanza dei legami affettivi e dei valori di convivenza più alti.. E li vivono in quanto tali, per la loro giustizia e bellezza intrinseca all’uomo, dunque slegati sia dal ricordo propriamente cristiano dell’Avvento, sia dalla necessità per nulla necessaria di derivarli da un qualsivoglia dio. Che meraviglia lo Spirito del Natale, simbolo di amore, calore e generosità! Di fatto, nel natale moderno si mischiano tradizioni religiose e secolari di diverse culture, che in questi speciali giorni d’inverno usavano festeggiare. Al presepe si aggiunge o si alterna l’albero addobbato proveniente dalla ‘pagana’ nord Europa, lo scambio di doni e il banchetto derivano dalla festa dei Saturnali nell’antica Roma, la data del 25 risale al 3° secolo EC con il Sol Invictus (simbolo di diversi dèi, fra cui Mitra) ed è da sempre legata alle celebrazioni del solstizio d’inverno (momento in cui il sole ‘rinasce’ e i giorni si allungano). La figura di Babbo Natale fonde in sé diverse figure religiose e popolari (tra cui Odino, che porta doni e dolci ai bambini che avessero riempito gli stivali con cibo per il suo cavallo Sleipnir, il san Nicola cristiano e il Father Christmas inglese), via via perdendo ogni senso religioso e trasformandosi nel paffuto uomo buono e magico vestito di rosso nel corso del 1800, fino al vero e unico Babbo Natale – secolare e laico – che ben conosciamo! Dunque, questa è la mia risposta alla mia amica: il natale non è una festa esclusivamente cristiana! E da non credenti, da umanisti, possiamo quindi festeggiarlo quanto ci pare, legittimamente! Sono certo che la mia amica avrà perfettamente capito. Ho speranze anche per Claudio Magris. Tags:Ateismo, Convivenza, Felicita, Mitologia, Relazioni umane, Societa, Storia, Umanesimo, Valori
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