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	<title>Anticatechismo.it</title>
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	<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 10:07:09 +0000</pubDate>
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		<title>O sono solo lacrime di coccodrillo</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 11:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Religioni e sètte]]></category>

		<category><![CDATA[TdC e comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ennesimo scandalo pedofilia nel clero.
Il Papa angosciato promette una Lettera Pastorale
agli irlandesi (?), e intanto prega per le&#160;vittime.
BASTA&#160;CHIACCHIERE!
Pedofili subito spretati e in galera,
chi ha taciuto e coperto, pure.
Prevenzione e controlli a tappeto,
obbligo di denuncia e indagini trasparenti,
profonda autocritica sul concetto di &#8216;ispirazione divina&#8217;
Ora! O basta lacrime di coccodrillo!
E voi gente, smettiamola di dare fiducia
al prete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ennesimo scandalo pedofilia nel clero.<br />
Il Papa angosciato promette una Lettera Pastorale<br />
agli irlandesi (?), e intanto prega per le&nbsp;vittime.</p>
<h2>BASTA&nbsp;CHIACCHIERE!</h2>
<p><strong>Pedofili subito spretati e in galera,<br />
chi ha taciuto e coperto, pure.<br />
Prevenzione e controlli a tappeto,<br />
obbligo di denuncia e indagini trasparenti,</strong><br />
<em>profonda autocritica sul concetto di &#8216;ispirazione divina&#8217;</em><br />
Ora! <span style="color: #800080;">O basta lacrime di coccodrillo!<br />
</span>E voi gente, smettiamola di dare fiducia<br />
al prete a scatola chiusa!<br />
<span style="color: #800080;">È chiaro o no che che il rischio esiste<br />
(e la fede NON&nbsp;BASTA)?</span></p>
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		<title>Come ti crocifiggo gli ideali</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 22:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ateismo e Umanesimo]]></category>

		<category><![CDATA[Comunicazione efficace e TdC]]></category>

		<category><![CDATA[Crocifisso]]></category>

		<category><![CDATA[Laicita]]></category>

		<category><![CDATA[Rispetto reciproco]]></category>

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		<description><![CDATA[Inviata ai maggiori quotidiani e riviste, il&#160;06/11/2009
Caro direttore, 
 fra i commenti alla sentenza sul crocifisso della Corte europea, ve ne sono alcuni che mi hanno fatto riflettere.
 Non è grossolano difendere le proprie radici scordandosi di altre radici, come l&#8217;illuminismo e la pizza?
 Non è mediocre difendere la propria fede non in quanto speciale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="testoSmall" style="text-align: right;">Inviata ai maggiori quotidiani e riviste, il&nbsp;06/11/2009</p>
<p>Caro direttore, <br />
 fra i commenti alla sentenza sul crocifisso della Corte europea, ve ne sono alcuni che mi hanno fatto riflettere.<br />
 Non è grossolano difendere le proprie radici scordandosi di altre radici, come l&#8217;illuminismo e la pizza?<br />
 Non è mediocre difendere la propria fede non in quanto speciale e salvifica, ma genericamente in quanto storia e cultura? <span id="more-440"></span><br />
 Non è meschino difendere la propria libertà non in nome del rispetto reciproco, ma della maggioranza?<br />
 Non è arrogante difendere i propri diritti, limitando quelli altrui?<br />
 Non è ipocrita difendere il crocifisso come simbolo di laicità e pluralismo, tuttavia marcando il territorio a senso unico?<br />
 Non è inadeguato difendere la cultura di un intero paese con l&#8217;ostensione di un simbolo non più così condiviso?<br />
 Non è subdolo difendere la sua presenza negli edifici pubblici, senza citare l&#8217;innegabile pubblicità che fa a una religione, né l&#8217;aiuto che da al costituirsi della tradizione?<br />
 Non è disorientante difendere il crocifisso come simbolo di umanità, quando è stato anche usato per secoli come simbolo di potere e tortura?<br />
 Anche questo è cristianesimo. Ma è questo il cristianesimo da difendere? Questi gli ideali da proteggere? Queste le radici che vogliamo mantenere?<br />
 E perché aggrapparsi tanto al passato, come se l&#8217;oggi e il domani dovessero restare ancora ieri?<br />
 Ciascuno ha diritto alla sua fede e ai suoi simboli. Altro è imporli, e per vicoli traversi, a chi ne ha degli altri, o non ne&nbsp;ha.</p>
<p><em>***</em></p>
<p>La sentenza della Corte Europea che vieta il crocifisso nelle scuole pubbliche, ha suscitato in Italia reazioni interessanti (per una rapida e non conclusiva carrellata, <a rel="nofollow" href="http://www.uaar.it/news/2009/11/03/no-europeo-crocifisso-reazioni/" target="_blank">vedi qui</a>). A fronte di autorevoli commenti a favore, la maggioranza dei politici (e dei politici della maggioranza) si è detta sbigottita (e bigotta) e pronta al ricorso (storico). Le critiche alla sentenza sono state di una incredibile inconsistenza, ed è per questo che le giudico interessanti: interessanti perché ci indicano con chiarezza il genere di pensieri che attraversa certe menti, e il modello argomentativo col quale si esprimono: <a href="http://www.anticatechismo.it/cms/piccolo-manuale-di-umanesimo-ateo/trucchi-comunicazione-errori-ragionamento-logica-propaganda/">razionalizzazioni, non sequitur, double-speaking</a>, affermazioni non provate, attacchi personali, vocazioni censorie e altre forme di <em>mirror-climbing</em> spacciate con la forza eccessiva di chi non si sa se ha, ma certo vuole avere, ragione.<br />
 Interessante no?<br />
 Perché quando il gioco si fa duro, le reazioni dei politici ne rivelano la stoffa al di là dei momenti più facili, i pensieri di fondo e le volontà nascoste. E dunque ci aiutano decidere se ci piacciono, se corrispondono, se valgono il nostro voto alla prossima&nbsp;occasione.</p>
<p>Sul discorso del crocifisso nei locali pubblici chiarisce la mia posizione un pezzo nel mio libro <a href="http://www.anticatechismo.it/cms/piccolo-manuale-di-umanesimo-ateo/">Piccolo manuale di Umanesimo ateo</a> (cap. 8, <a href="http://www.anticatechismo.it/cms/piccolo-manuale-di-umanesimo-ateo/un-dio-cosi-rende-schiavi/">&#8220;Un dio così ci rende schiavi&#8221;</a>), che qui&nbsp;riporto:</p>
<p style="padding-left: 30px;">Altra frase che sentirai spesso: «Ma il cristianesimo è alle nostre radici!». ..Certo e allora? Forse che dobbiamo ancora innaffiarle se scopriamo che sono marce? Anche la schiavitù, la guerra e la monarchia assoluta sono nostre radici, forse che dobbiamo coltivare anch’esse? In altri Paesi poi, è tradizione un’altra religione, ed essi pure innaffiano.. Insomma, il luogo o la storia cos’hanno a che fare con la *verità* o la *bontà* di un’idea?<br />
 L’italiano viene dal toscano del XIII secolo, ma nel frattempo si è evoluto, <em>sì ch’io dico, che se coloro che partiron d’esta vita già sono mille anni tornassero a le loro cittadi, crederebbero la loro cittade essere occupata da gente strana, per la lingua da loro discordante.</em> Chi vuole tornare a parlare come Dante, si accomodi! <img src='http://www.anticatechismo.it/cms/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> <br />
 Care, vecchie abitudini..<br />
 Le radici della nostra cultura sono anche altre, come la civiltà greco-romana e l’illuminismo. La nostra storia è fatta anche di un mai battuto impegno laico alla scienza, alla libertà e al diritto (spesso avversati proprio dalla radice-Chiesa)! E adesso come la mettiamo?<br />
 La mettiamo così: oggi viene da ieri, ma non è più ieri, come un figlio non è uguale ai genitori. Ed è giusto che non lo sia, se così vuole, perché è libero e ciò che vorrà mantenere deve poterlo scegliere. Dei bravi genitori gli avranno insegnato ottime cose, in fondo, no? E avranno fiducia in lui.<br />
 Come una cosa va richiesta non ‘perché lo dico io’ ma dando un buon motivo, così un’altra non può essere difesa perché ‘tradizione’ ma perché è tutt’ora buona, utile, adatta ai tempi.. Se non resta che rifarsi alla tradizione, è perché non si hanno ragioni migliori.<br />
 Sempre di più sono le persone che queste radici cristiane non se le filano, per motivi diversi. E allora oggigiorno si cerca di smerciarla non più come religione, ma come ‘cultura’, ‘valori’ e ‘diritti umani’, perché fanno più presa che dio, giustamente, ed è su questi che si gioca il nostro futuro. Ciò però disturba chi ancora pensa – a ragione – che il cristianesimo religione sia, con un messaggio che va accettato in quanto tale. Per molti altri però, Vaticano in testa, ciò che conta sembra essere l’apparenza della fede.. Meglio cristi sui muri e nelle costituzioni che nel cuore dei fedeli, quindi. Grave? Certo, ma se la sbrighino fra loro. Ciò che interessa tutti è che ancora una volta un gruppo vuole imporre le sue credenze religiose – attraverso dei TdC (v. dopo Doublespeak) – a chi non fa parte o non fa più parte di loro, o non è ancora in grado di scegliere, usando i valori come semplice piede di porco. Argomentare a favore dell’etica, della vita, del bene comune, delle radici storiche *non* è argomentare a favore di.. un dio! Cristianesimo perché cultura europea, perché parla di valori universali? È un modo improprio di presentarlo, e, quando sono persone non ignoranti a farlo, anche scorretto. Che ci si abbassi a tanto è indicativo: non solo di doppio gioco, ma penso anche di paura, paura che viene dalla (giusta) previsione che – se offerto per quello che davvero è – non sarebbe più accettato da un sacco di&nbsp;gente.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Il cristianesimo è una *parte* della cultura, ed è innanzitutto una *religione*. Come tale parla *anche* ma non solo di valori, e a suo discutibile modo. Ci vuole tanto a capire che quindi non rappresenta né appartiene a tutti? E che un Dio è simbolo di valori solo per chi ci crede?<br />
 Eccheddiamine!! Volete sostenere valori e diritti, siamo d’accordo! Sosteniamo *valori e diritti*, non altro! Sennò – come disse il conte – cachiamo fuori dalla tazza..<br />
 Eddai su, nun ce&nbsp;provate..</p>
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</p>
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		<title>Il dolo Alfano</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 08:19:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica ed economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il lodo Alfano è&#160;incostituzionale.

What&#8217;s&#160;next?


	
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il lodo Alfano è&nbsp;incostituzionale.</p>
<p><img src="/cms/wp-content/uploads_onmycms/fireworks.jpg" alt="" width="450" height="674" /></p>
<p><em>What&#8217;s&nbsp;next?</em></p>
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		<title>170 pagine di umanesimo ateo</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 21:01:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ateismo e Umanesimo]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi mi sento:  felice &#38;&#160; gagliardoL&#8217;estate è finita? Piove a dirotto? Da oggi, 20 settembre, il tuo inverno sarà un po&#8217; più caldo: è online la nuova versione 4.0 del Piccolo manuale di Umanesimo&#160;ateo!
Ti va di leggere un bel libro su ateismo e umanesimo? Vuoi affinare i tuoi argomenti e aggiungere frecce al tuo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="moods">Oggi mi sento: <img src="/cms/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt="felice emoticon" /> felice &amp;&nbsp;<img src="/cms/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif" alt="gagliardo emoticon" /> gagliardo</p><p>L&#8217;estate è finita? Piove a dirotto? Da oggi, 20 settembre, il tuo inverno sarà un po&#8217; più caldo: è online la <a href="http://www.anticatechismo.it/cms/piccolo-manuale-di-umanesimo-ateo/">nuova versione 4.0 del Piccolo manuale di Umanesimo&nbsp;ateo</a>!</p>
<p><strong>Ti va di leggere un bel libro su ateismo e umanesimo?</strong> Vuoi affinare i tuoi argomenti e aggiungere frecce al tuo arco di scettico impenitente? Ti interessa scoprire perché - come persona morale e non credente - il termine &#8216;laico&#8217; non basta? Vuoi saperne di più su Dio, le religioni, la dottrina&nbsp;cristiana?</p>
<p><strong>Nutri i tuoi dubbi con il Piccolo Manuale!</strong> Scarica l&#8217;ebook in PDF, o vola a leggerti il libro direttamente. E poi.. <a href="http://www.anticatechismo.it/cms/contatto/">fammi&nbsp;sapere!</a></p>
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</p>
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		<title>Umanesimo ateo? Tutto bene, grazie.</title>
		<link>http://www.anticatechismo.it/cms/2009/umanesimo-ateo-papa-ratzinger-macuso/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 22:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ateismo e Umanesimo]]></category>

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		<description><![CDATA[Minchia che palle. O forse no.
 È che mi sono rotto le scatole di essere trattato pubblicamente come una pezza da piedi. Il papa si sveglia una domenica e spara a zero sull&#8217;umanesimo ateo. Mi dice che sono un delinquente. Una specie di esaltato nichilista che se ne fotte delle buone regole perché non credo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Minchia che palle. O forse no.<br />
 È che mi sono rotto le scatole di essere trattato pubblicamente come una pezza da piedi. Il papa si sveglia una domenica e <a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/angelus/2009/documents/hf_ben-xvi_ang_20090809_it.html">spara a zero sull&#8217;umanesimo ateo</a>. Mi dice che sono un delinquente. Una specie di esaltato nichilista che se ne fotte delle buone regole perché non credo nel dio cattolico. E se gli gira pianta sù un bel lager, altro che umanesimo.<br />
 Sono irritato. Non tanto perché un pincopallo qualunque ha parlato male della mia filosofia di vita - al limite ci rido sopra e gli do dell&#8217;incompetente - ma perché è stato uno la cui opinione è stimata dalla massa, uno le cui parole rimbalzano di regola su tutti i media e dunque hanno una eco potentissima. Che lo si voglia o no, un articolo sul quotidiano o un servizio in tv lo si becca e dio sa cosa rimane nella mente e nel cuore di tante persone quando si leggono simili&nbsp;sbrodolate.</p>
<p>Gli risponde <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/08/11/nazismo-nichilismo-errore-di-ratzinger.html">Adriano Sofri dalle pagine di Repubblica</a>, con un intervento sentito e completo (ma non perfetto), unica voce pubblica in un mare di voci indifferenti. Che non sia un grosso problema, quello dell&#8217;etica? Cioè, che davvero abbia ragione il papa quando afferma che essa non può esserci se non in Dio, e chi lo nega annega e fa annegare?<span id="more-392"></span><br />
 Questa seconda considerazione mi toglie il fiato: siamo indifferenti al problema, oppure d&#8217;accordo col papa. Se umanisti in Italia ci sono, non fanno parte del pur folto gruppo di intellettuali, filosofi, politici, professori, scrittori o gente di spettacolo che avrebbero voce in capitolo, per così dire. Oppure tacciono, abbozzano, per qualche ragione. Nemmeno gli atei, la &#8216;formazione&#8217; opposta al cattolicesimo più organizzata in Italia, pensa di dire nulla. Non che sarebbe pubblicata, ma per quel che ne so non hanno nemmeno tentato. Che non esistano atei umanisti, in&nbsp;Italia?</p>
<p>Vito Mancuso pensa di sì. <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?articleFormat=pdf&amp;currentArticle=N55DI&amp;articleCurrentPage=1">Il teologo infatti ribatte a Sofri</a> dalla stessa Repubblica con un pezzo in cui afferma che in fondo da umanisti o si crede, o non lo si&nbsp;è.</p>
<p>Il silenzio dei personaggi pubblici, quelli da cui desidereresti sostegno, la condivisione di un&#8217;idea, di un ideale, stavolta è totale. E il mio umore è&nbsp;pessimo.</p>
<p>Ma un attimo. Mi diverto a leggere <a href="http://www.uaar.it/news/2009/08/14/mancuso-non-esiste-umanesimo-ateo/">alcuni</a> <a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/08/15/opposti-umanesimi-bisogna-essere-credenti-per-voler-bene-allumanita/">commenti</a> <a href="http://vagazioni.wordpress.com/2009/08/10/umanesimo-ateo-il-papa-colpisce-ancora/">positivi</a> in Rete. Come ho potuto pensare che l&#8217;Italia fosse morta?<br />
 È solo agonizzante, mi dico, e questo lo so.<br />
 Non è possibile - ancora - aspettarsi nulla di particolare dalle grandi firme della cultura sul tema specifico, *umanesimo, libertà dal dogma e rigetto dei discorsi campati in aria*, ma fra noi, alla base della società, qualcosa si muove. Si è sempre mosso, in realtà. C&#8217;è una parte di noi che è viva e riconosce il problema, viva e pronta a reagire. Nel suo piccolo.<br />
 Allora ho anche riflettuto sulla forza dei discorsi del papa, in generale. In fondo chi se lo fila più, pover&#8217;uomo? Lo zoccolo duro, certo, ma poi? Gli atei e gli agnostici  se ne fottono, gli altro-cristiani e gli altro-credenti non ci badano troppo, i cattolici da Natale Pasqua e Battesimo - gli stessi che disertano le chiese - lo trascurano senza farsene un problema, e insomma?<br />
 Cazzo, Andrè, forse mi preoccupo per niente. O quasi&nbsp;niente.</p>
<p>Quasi niente perché il problema resta, ed è sempre lo stesso dell&#8217;ottusità e del menefreghismo popolare, solo che non è più prodotto di chiesa, ma del distacco da essa senza alcuna reale alternativa. O meglio ancora: insieme all&#8217;ottusità bigotta prodotta da una fede cieca (religiosa o politica) c&#8217;è anche il menefreghismo sociopatico che nasce dall&#8217;assenza di princìpi e di esempi, di cultura, memoria e fiducia nel futuro. In altre parole, a mio modo di vedere, c&#8217;è assenza di&nbsp;umanesimo.</p>
<p>La questione è seria dunque, e non sono certo tesi come quelle del papa o del Mancuso che aiutano a vederci chiaro. Al contrario, mischiano, confondono e accecano, e il rischio è che per evitare il &#8216;nichilismo&#8217; e l&#8221;arbitrarietà&#8217; si torni all&#8217;eccesso opposto dell&#8217;assolutismo, poco importa se se considerato &#8216;divino&#8217;. Occorre parlare di più e meglio di <a href="http://www.anticatechismo.it/cms/tutto-su-anticatechismo/faq-5/">umanesimo ateo</a>, per il bene che possiamo farci con i princìpi che racchiude e rappresenta, stando nel mezzo fra questi due mostri assetati della nostra umanità.<br />
 E proprio quando mi sto finalmente accarezzando con questi pensieri, arriva via email <a href="http://www.americanhumanist.org/hnn/">la newsletter dello Humanist Network</a>. Nel sommario mi colpisce un titolo: &#8220;Why secular activism is so important&#8221;, <em>perché l&#8217;attivismo secolare (ateo, laico, umanista) è così importante</em>. Mi colpisce e basta. Non leggo oltre, non mi serve, so perché. Mi sorrido, e prendo a&nbsp;scrivere.</p>
<p class="testoSmall">Spedita ai maggiori quotidiani e riviste il&nbsp;20/08/2009</p>
<h1 style="padding-left: 30px;">Umanesimo ateo? Tutto bene,&nbsp;grazie.</h1>
<p style="padding-left: 30px;">Caro direttore,<br />
 sono un ateo umanista e recentemente ho scoperto di essere un poco di buono, anzi di non esistere. All&#8217;Angelus del 9 agosto infatti il Papa ha definito l&#8217;umanesimo ateo come una filosofia che, senza Dio, è destinata ad essere &#8220;arbitrarietà&#8221;, &#8220;nichilismo&#8221;, persino &#8220;inferno sulla terra&#8221;, come quello nazista. Tesi rimarcata giorni dopo a cura del teologo Mancuso, che spiega su Repubblica come l&#8217;umanesimo ateo in realtà sia &#8220;impossibile&#8221;, perché il comportamento &#8220;eticamente cristallino&#8221; dipende in realtà dalla stessa &#8220;assolutezza etica&#8221; e dalla &#8220;prospettiva spirituale&#8221; che hanno le religioni. Allora com&#8217;è: sono io che non ho capito mai me stesso, o è sbagliata questa loro conclusione? Mi basterebbe un errore, una sola piccola crepa nel loro ragionamento per concedermi se non altro il dubbio. Ma sì, ecco!<br />
 Il nazismo non fu nichilista, aveva anzi una dottrina salda, assoluta, e persino un che di cristianesimo - non certo cattolico - ancora incastonato dentro insieme al resto. D&#8217;altra parte, decidere da sé che cosa è bene e cosa è male non deve essere per forza cosa perversa, dipende appunto da quali princìpi si sceglie di seguire, e da come li si pratica. In questo siamo d&#8217;accordo, il regime nazista fu un pessimo esempio di fede malriposta, inverso e ben distante dall&#8217;umaneismo ateo.<br />
 Piuttosto dunque, è la definizione stessa di umanesimo ateo che sembra sfuggire ai due autori: esso non è affatto nichilista, se non nel senso di mancante di un fondamento &#8220;eterno&#8221; secondo la definizione del Mancuso, che in questo dettaglio mi risulta filosoficamente errata. Poiché invece il nichilismo si limita a sottrarre valore e senso alle cose, è evidente che la filosofia atea e umanista non ne è parte, dal momento che essa di valore alle cose - a certe cose almeno - ne assegna e ne aggiunge. Ad esempio alla libertà dell&#8217;uomo, alla sua responsabilità e al suo diritto di scegliere da sé, anziché che al rimettersi passivamente alla volontà di qualcun altro, sia pure un dio. Non vedendo cosa ci sia di male in questo, e scansando  questa cosa della dipendenza che par tanto piacere a certuni, tengo a precisare tuttavia che nell&#8217;umanesimo ateo nessuno si fa né Dio né fuhrer, dal momento che siamo ben consci dei nostri limiti, tanto da non pretendere d&#8217;avere un&#8217;etica infallibile e indiscutibile. Essa è piuttosto il frutto di un accordo per il bene comune, secondo princìpi che l&#8217;esperienza ci dice funzionali.<br />
 Per essere chiari: fra l&#8217;assoluto e l&#8217;arbitrarietà che giustamente temono gli autori, vi è una terza via che è un po&#8217; quella delle democrazie moderne, le quali creano leggi stabili ma eventualmente riformabili, in base a criteri che facilitano la realizzazione di sé, la convivenza pacifica, il benessere, il progresso. È vero, non tutte le democrazie funzionano, ma come non ricordare che anche le teocrazie hanno miseramente fallito in passato, e che ancora oggi proprio non si capisce quale sarebbe la migliore, fra quelle che assicurano di beneficiare di una guida divina? Piuttosto sarà un problema di perfezionamento: se la cronaca ci parla ancora di casi così terribili, è proprio a partire da essi, dal fatto che ci atterriscono e ripugnano, che possiamo definire ciò che invece va fatto e fatto meglio, ciò per cui vale la pena vivere. Credenti o non credenti, siamo spesso uniti e uguali in questo, mi pare. In questo senso, c&#8217;è umanesimo.<br />
 E l&#8217;umanesimo ateo nasce proprio da qui. Nessuna &#8220;assolutezza etica&#8221;, dunque, e nessuna &#8220;prospettiva spirituale&#8221; che sconfini da questo mondo, ma un umanesimo che trova amore, rispetto reciproco e pace guardando l&#8217;uomo negli occhi, e non mirando la sua immagine negli occhi di Dio. Se poi chi crede vi innesta qualcosa che oltrepassa questa passione e questa compassione, fino ad adorarle in un dio senza riuscire più a vederle in sé stessi, stavolta sono io a dubitare che ciò si possa chiamare propriamente umanesimo.<br />
 Infine (non vorrei essere pignolo, ma la posta in gioco è alta): un altro cardine dell&#8217;umanesimo ateo, di valore pari al cuore, è la razionalità. E alla luce di entrambi, le conclusioni del Papa e del teologo si rivelano in bilico su un&#8217;analisi storicamente e filosoficamente infondata, artefatta, inclemente, e un po&#8217; ipocrita. Invero, l&#8217;umanesimo ateo esiste, è vivo e in ottima salute. Chi dice il contrario, foss&#8217;anche il Papa, dovrà argomentare meglio, o&nbsp;sopportare.</p>
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		<title>L&#8217;ossimoro di Bandinelli e l&#8217;ateo umanista</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 00:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ateismo e Umanesimo]]></category>

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		<description><![CDATA[Curioso articolo quello di Bandinelli su &#8216;Il Foglio&#8217; (23/07/09). Non ho mica capito dove voleva andare a parare, uno che non conosce il significato di &#8216;ateo&#8217;, e poi cita Hegel. Comunque, sono d&#8217;accordo sulla difficoltà di senso nella definizione di ateo devoto. Non tutti gli ossimori sono inutilmente assurdi, diciamo che questo assurdo è anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Curioso articolo quello di Bandinelli su &#8216;Il Foglio&#8217; (<a href="http://www.radicali.it/newsletter/view.php?id=145063&amp;numero=11827&amp;title=NOTIZIE%20RADICALI" target="_blank">23/07/09</a>). Non ho mica capito dove voleva andare a parare, uno che non conosce il significato di &#8216;ateo&#8217;, e poi cita Hegel. Comunque, sono d&#8217;accordo sulla difficoltà di senso nella definizione di ateo devoto. Non tutti gli ossimori sono inutilmente assurdi, diciamo che questo assurdo è anche un ossimoro. O forse no? <span id="more-391"></span>No, né ossimoro né assurdo, e il perché è presto detto: l&#8217;ateismo in sé è il semplice non credere agli dèi. Si può dare il caso, dunque, e se ne sono dati, di persone non credenti particolarmente ossequiose nei confronti dell&#8217;autorità etica e politica cattolica, ad essa appunto &#8216;devoti&#8217;. Né il Bandinelli, né se è per questo la maggioranza degli atei italiani, hanno chiaro in testa che la differenza la fanno i valori di vita che l&#8217;ateo - una volta appurato che non crede in una divinità - sceglie per dirigere i suoi passi, per relazionarsi, per essere felice. Gli atei devoti commettono l&#8217;errore di dare lassivamente corda al Vaticano? <em>Affari loro</em>, per dirla con il giornalista.<br />
 Un&#8217;idea palesemente sciocca e rischiosa, ma non un ossimoro, sarà invece per gli atei razionalisti, e ancor di più per gli atei umanisti, cioè per i non credenti che - pari nel mancare di una fede - si distinguono da quelli &#8216;devoti&#8217; per la determinazione all&#8217;autonomia di pensiero e il disaccordo in concreto su tanti temi maltrattati dalla visione cattolica del mondo.<br />
 La differenza è essenziale, perché come si vede non tutti gli atei sono uguali se non nell&#8217;assenza degli dèi. Il discorrere dei quali - sia chiaro anche al giornalista - non è prova che esistano, ché non è ovviamente un dio il &#8216;necessario interlocutore&#8217;, ma chi ci crede, né con questo ente immaginario si polemizza, ma con la dottrina.<br />
 Altri tipi ancora ne esistono, di atei. C&#8217;è il nichilista, l&#8217;egoista, il menefreghista, il cattivo, e, sì, anche quello che il Bandinelli pare suggerire confondendosi ancora, il <em>custode dei più autentici valori dell’umanità</em>, una sorta di assolutista speculare al fanatico religioso. Tutti questi però non hanno nulla a che fare con <a href="http://www.anticatechismo.it/cms/tutto-su-anticatechismo/faq-5/">l&#8217;ateo umanista, che non è devoto per principio, né nichilista, né esclusivamente egoista</a>. L&#8217;ateo umanista ha a cuore questo mondo, e tuttavia non impone la visione che sostiene, ma la insegna, la difende, la discute e la lascia scegliere, <em>fregiandosi</em> semmai di offrire questa libertà. E lo confermo, nel mondo ci sono <em>una quantità di associazioni di atei</em>, parte delle quali esplicitamente umaniste, e <em>disinvolte</em>, ma non <em>aggressive</em>, se non nel senso di decise a far sentire anche di sé, a lato del fitto groviglio di messaggi&nbsp;religiosi.</p>
<p>Non ho ben capito dove volesse andare a parare il Bandinelli, ma se articoli come il suo serviranno a noi atei umanisti per chiarire - e chiaririci - la questione, non sarà stato inchiostro&nbsp;sprecato.</p>
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		<title>Ancora confusione sul Piccolo Ateo</title>
		<link>http://www.anticatechismo.it/cms/2009/ancora-confusione-sul-piccolo-ateo/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 12:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ateismo e Umanesimo]]></category>

		<category><![CDATA[TdC e comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorni fa mi è stato segnalato l&#8217;ennesimo post critico sul libretto &#8216;Il Piccolo Ateo&#8217; dell&#8217;amico Calogero. Potrei sbagliare, ma in 2 anni da quando è &#8216;scoppiato il caso&#8217; mi pare di non aver letto un singolo articolo onesto e informato, da parte cattolica, sulla questione, soltanto il consueto e accanito &#8216;dagli all&#8217;ateo&#8217;. Pessimo modo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorni fa mi è stato segnalato l&#8217;ennesimo <a href="http://www.religione20.net/2009/07/04/risposta-al-manuale-del-piccolo-ateo/">post critico sul libretto &#8216;Il Piccolo Ateo&#8217;</a> dell&#8217;amico Calogero. Potrei sbagliare, ma in 2 anni da quando è <a href="http://www.anticatechismo.it/cms/2007/affaire-piccolo-ateo-2/">&#8216;scoppiato il caso&#8217;</a> mi pare di non aver letto un singolo articolo onesto e informato, da parte cattolica, sulla questione, soltanto il consueto e accanito &#8216;dagli all&#8217;ateo&#8217;. Pessimo modo di fare informazione, piuttosto la solita polemica basata sui soliti pregiudizi. Quest&#8217;ultimo post non è da meno, e sì che le precisazioni in Rete non mancavano.<br />
 Di differente c&#8217;è che il redattore rimanda al link (rotto) di un altro libretto preparato per confutare punto punto le tesi del PA.<br />
 La cosa curiosa - o forse no? - è che 2 miei commenti con i quali speravo di chiarire e rilanciare un dibattito più serio non vi hanno visto la luce, nemmeno dopo la mia richiesta diretta all&#8217;autore.<br />
 Bon, poco male: blog per blog, ecco cosa avevo scritto.<span id="more-387"></span></p>
<div class="citazione">Miei cari,<br />
 sono Andrea, l&#8217;autore del &#8216;Piccolo manuale di umanesimo ateo&#8217;, e sono d&#8217;accordo con voi: bisogna ragionare con la propria testa, e conoscere quel che si critica.<br />
 Per chiarire, dunque: il PMUA e il Piccolo ateo sono due libri diversissimi. Il PMUA è nato come versione &#8216;2&#8217; del PA, e già era un&#8217;altra cosa, in quanto più approfondito (nonché di altro autore) e diretto ai giovani del liceo. Di Lieto (così come la stampa a suo tempo) critica il PA originale, ma la copertina mostrata è quella del PA2, che tra l&#8217;altro non esiste più. Ad oggi poi sono 2 libri totalmente diversi, dal titolo ai contenuti, quindi non andrebbero associati in alcun&nbsp;modo.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Ora, comprendo la sorpresa di un libretto pro-ateismo così semplice, ma dopotutto il Pa originale è appunto per giovanissimi, quindi il linguaggio è adatto a loro. Quanto alla forza degli argomenti, beh non sta a me difenderlo, anche se ricordo che fossero interessanti, un primo spunto per iniziare a pensare da sé. Peraltro, il post cita qui un esempio di contro-argomento che non ha forza logica alcuna: il nostro desiderio di giustizia non ha potere di creare un mondo ultraterreno, la semplice necessità di giustizia non rende vero un dio (né quello cristiano in particolare, in effetti). Hitler è morto e a noi resta il cruccio che non abbia pagato abbastanza, non per questo _deve_ esistere una giustizia divina, che va provata in altro&nbsp;modo.</p>
<p>Dunque spero che gli altri siano migliori, altrimenti il Pa avrebbe ragione a dire che ci serve ragionare di più e&nbsp;meglio..</p>
<p>@Giovanni: non vedo come &#8216;parlare ad un bambino di gesu’&#8217; possa essere una prova tangibile, né a dire il vero come fare &#8216;adorazione eucaristica&#8217; possa essere così determinante, visto che per adorare bisogna già credere. Se mi spieghi in breve,&nbsp;leggerò.</p>
<p>@Suor Teresa: sarebbe interessante citare qualche passo tanto sbagliato. In ogni caso, per una carrellata di critiche alla fede molto più ampia e dettagliata, e la proposta di una visione di vita, l&#8217;umanesimo ateo, che va oltre il solo &#8216;trattato di ateismo&#8217;, il mio &#8216;Piccolo manuale di umanesimo ateo&#8217; è a vostra disposizione al link&nbsp;sopra.</p>
</div>
<p>Come si legge, l&#8217;intervento è privo di qualsivoglia crudezza nei toni, e dritto al punto. Non pubblicarlo è stato un modo poco simpatico di far finta di aver ragione. Mi&nbsp;sbaglio?</p>
<p>Ferma restando  la necessaria distinzione fra il PA originale e il mio lavoro nel <a href="http://www.anticatechismo.it/cms/piccolo-manuale-di-umanesimo-ateo/">Piccolo manuale di umanesimo ateo</a>, ho poi ritrovato e scaricato la confutazione di Antonio Di Lieto, prof di religione. Ne ho letto diverse pagine, e mi sono fermato: a parte alcune giuste osservazioni di dottrina (ricordiamo cmq che il Pa originale non è mai stato editato dopo la prima stesura), troppi <a href="http://www.anticatechismo.it/cms/scudo-galattico/errori-ragionamento-indice/">errori di ragionamento</a> e quel punto di vista da buon cattolico che proprio non riesce a cogliere i problemi della sua fede.<br />
 Per sostanziare ciò che dico, ecco alcuni altri esempi. Antonio risponde a&nbsp;Lillo:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Lillo: Allora, la domanda era: quali prove abbiamo per credere in Dio? Il solito prete ti direbbe che non c’è bisogno di prove per credere in Dio… </em><br />
 <em>Antonio: </em>Non è&nbsp;vero</p>
<p>Vero invece: è comune che quando le prove si scoprono insufficienti si ricorra al basta-la-fede. A Di Lieto non sarà accaduto. O sbaglio io e prove ci&nbsp;sono?</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Antonio: </em>non a caso S.Tommaso parlava di “prove” dell’esistenza di Dio. Non si tratta però di prove “scientifiche” ma su prove&nbsp;“logiche”.</p>
<p>La logica è parte della scienza. Se un ragionamento regge, è valido e verificabile. Le prove addotte sugli dèi, come quelle di s. Tommaso, non solo non lo sono, ma anche dal punto di vista logico risultano errate,&nbsp;mancanti.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Antonio: </em>Ad esempio: come può un mondo così altamente organizzato, essere nato dal caso? Guarda tu che combinazione: gli organi del corpo umano, il sole, la luna, si trovano tutti lì al posto giusto per mantenere la vita: chi li ha messi là se non li ha messi Dio? Si sono trovati lì per “caso”? Possibile? Che&nbsp;culo!</p>
<p>Ecco infatti: questa non è una prova. Non sapere come è nato l&#8217;universo non è una prova che esista un dio, né ovviamente il dio cristiano, che sarebbe anche trinità, signore e padrone, giudice, trascendente, eterno ecc. Il &#8216;dio degli spazi vuoti&#8217; non è una risposta, perché quando la scienza avanza lo si fa ritirare sempre più. Potremmo ben dire &#8220;che culo&#8221;, ma in realtà non è che siamo il fine di niente: l&#8217;universo è nato con le sue regole, la vita si è sviluppata perché poteva farlo, noi oggi siamo il risultato di una evoluzione fatta di adattamento a queste condizioni. L&#8217;universo nasce prima di noi, non per&nbsp;noi.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Antonio: </em>Il fatto che sei tu a dover studiare, non dimostra che Dio “non c’entra”: Lui ti sta vicino e ti&nbsp;incoraggia!</p>
<p>Si? Dove, quando, come?&nbsp;Prove?</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Antonio: </em>Dio un giorno porrà fine a questa sofferenza! Com’è più triste, ingiusto, illogico invece il pensiero di Lillo: l’uomo soffrirà sempre, perchè quando finiranno le sue sofferenze scomparirà anche&nbsp;lui.</p>
<p>Lillo non dice affatto questo, che è il solito pregiudizio sulla presunta vita triste degli&nbsp;atei.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Antonio: </em>Dio è un Padre buono che mi ama ed ha mandato suo Figlio: per dirci che siamo tutti figli di&nbsp;Dio!</p>
<p>Questa è una credenza. Lillo chiede&nbsp;prove.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Antonio: </em>Perché allora miliardi di persone in tutte le epoche storiche hanno sempre avuto questo bisogno&nbsp;religioso?</p>
<p>Per ignoranza scientifica e bisogno d&#8217;affetto e rispetto disatteso. I motivi sono naturali, e oggi possiamo ovviarvi con metodi educativi migliori. Infine: questo cosiddetto bisogno generalizzato proverebbe l&#8217;esistenza dei mille dèi diversi che esso ha generato nel tempo e nelle varie località? Naturalmente no, dunque non è una prova, a maggior ragione xché un semplice <a href="http://www.anticatechismo.it/cms/scudo-galattico/errori-ragionamento-motivi/#5">&#8216;ricorso alla popolarità&#8217;, errore logico</a> in sé&nbsp;stesso.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Antonio: </em>Se c’è questo bisogno nel nostro cuore, non è un indizio in più a favore del fatto che allora veramente siamo Suoi&nbsp;figli?</p>
<p>Andiamo avanti a&nbsp;‹indizi›?</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Antonio: </em>Se i bambini hanno bisogno del Padre, vuol dire che sono veramente figli Suoi: non che quel Padre non&nbsp;esiste!</p>
<p>Ragionamento errato: il bisogno di &#8216;Dio&#8217; non è innato, ma instillato dal catechismo religioso, precoce e&nbsp;condizionante.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Antonio: </em>Tra credere agli ufo (i fantasmi o la Befana) e credere in Dio c’è una bella&nbsp;differenza.</p>
<p>Quali? Solo per il credente. Da fuori: superstizioni tutte uguali, basate sugli stessi meccanismi e rette dalle stesse cause&nbsp;umane.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Antonio: </em>Quindi è vero anche il contrario: spesso anche le cose in cui crediamo, esistono&nbsp;davvero!</p>
<p>E dunque? Fino a prove certe, dubbio e scetticismo sono le risposte più adeguate, a meno di non abbandonarsi a una&nbsp;fede.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Antonio: </em>Il fatto che questo dà sicurezza ad ogni uomo, non dimostra che Dio non esiste, semmai è una prova che siamo davvero Suoi figli: tutti i figli hanno bisogno della sicurezza del&nbsp;Padre!</p>
<p>No, non è affatto una prova. Prova solo l&#8217;intimo bisogno di amore e sicurezza dell&#8217;uomo, fin da piccolo. Che poi esso sia tristemente insoddisfatto dai nostri soliti cattivi modi di rapportarci ed educare, e si esprima deviato in un&#8217;illusione d&#8217;amore ultraterreno è un altro conto, e un nuovo problema. È un problema nella misura in cui ci ottunde la razionalità (come stiamo vedendo), ci costringe il cuore in nuove relazioni di potere basate sulla presunzione di volontà divine, e aiuta a conservare la situazione anziché a sviluppare la stima di noi stessi e la capacità umana di&nbsp;migliorarci.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Eccetera. Tutto lascia pensare che il resto sia sulla stessa linea, e non ho motivo di perderci tempo.<br />
 Nessuna vera &#8216;confutazione&#8217;, dunque. E sì che l&#8217;autore è un professore di religione. Ok, da solo non fa media, ma è un esempio di come si possa sostenere la propria fede con ragionamenti e fatti del tutto irrilevanti, tuttavia credendo di essere perfettamente razionali e nel giusto. Occhi aperti <img src='http://www.anticatechismo.it/cms/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> <br class="spacer_" /></p>
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		<title>Viva l&#8217;Italia?</title>
		<link>http://www.anticatechismo.it/cms/2009/viva-italia/</link>
		<comments>http://www.anticatechismo.it/cms/2009/viva-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 20:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ateismo e Umanesimo]]></category>

		<category><![CDATA[Politica ed economia]]></category>

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		<description><![CDATA[In questa Italia, faccio veramente fatica a vivere. Poi guardo le esperienze positive che qualche coraggioso ogni giorno s&#8217;inventa, e di nuovo sorrido.
Poi guardo i telegiornali, e torno a pensare che il livello della merda è ai massimi storici.
Leggo un po&#8217; di blog dei &#8216;resistenti&#8217;, e respiro di nuovo. Il giorno dopo riecco le stronzate.
Che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questa Italia, faccio veramente fatica a vivere. Poi guardo le esperienze positive che qualche coraggioso ogni giorno s&#8217;inventa, e di nuovo sorrido.<br />
Poi guardo i telegiornali, e torno a pensare che il livello della merda è ai massimi storici.<br />
Leggo un po&#8217; di blog dei &#8216;resistenti&#8217;, e respiro di nuovo. Il giorno dopo riecco le stronzate.<br />
Che palle!<br />
Mi domando perché dobbiamo &#8216;resistere&#8217;, anziché vivere e&nbsp;godere?</p>
<div class="citazione">Golpe. Ma, è possibile? Io non riesco a raccapezzarmi. Tutte le volte che Berlusconi fa un discorso pubblico, circondato da venti guardie del corpo e centinaia di Carabinieri e poliziotti, parla di golpe. D’Alema oggi è preoccupato, bisogna stare pronti. Signori, o le parole non vogliono più dire niente, o c’è qualcosa di strano. C’è qualcosa di strano. Pensate un po’ se Obama parlasse oggi di golpe, di colpo di Stato, negli Stati Uniti. Cosa succederebbe? Qua se ne discute sui giornali così, magari in terza pagina. Guardate che stanno succedendo cose incredibili (&#8230;)<br />
<span class="testoSmall">(Beppe grillo, <a href="http://www.beppegrillo.it/2009/06/grillo168_viva.html">Viva l&#8217;Italia</a>.&nbsp;16giu09)</span></p>
<p>Italiani!!! E non rispose nessuno. Tra poco, nel 2011, ci sarà il centocinquantesimo anniversario della nascita dell&#8217;Italia. Il tempo è volato. L&#8217;italiano non è mai nato. In compenso la Nazionale di calcio ha conquistato quattro mondiali, due li ha persi in finale. Un risultato apprezzabile, ma non tale da giustificare le guerre di indipendenza (da chi?), l&#8217;occupazione del Mezzogiorno, decine di migliaia di patrioti meridionali sterminati come briganti, la Cassa del Regno delle due Sicilie depredata dai Savoia, la nascita di mafia, &#8216;ndrangheta, camorra, la fame nel Triveneto con milioni di emigranti, il colonialismo straccione, due guerre mondiali, il fascismo, la perdita di sovranità nazionale dall&#8217;occupazione americana nel 1945, l&#8217;ingerenza e la prevalenza del Vaticano sullo Stato, la P2, le stragi di Stato, le migliaia di assassinati nel dopoguerra, da Ambrosoli a Impastato, da Dalla Chiesa a Pasolini, da parte dei poteri occulti, i servizi segreti deviati, Sindona, Andreotti, Lima, Ciancimino, Riina, Craxi, Gelli, Provenzano, Dell&#8217;Utri, il territorio e le città devastati, i servizi pubblici inesistenti, i partiti politici autoreferenziali e predoni delle risorse pubbliche, Berlusconi, la peggiore opposizione d&#8217;Europa, la distruzione del senso civico, la cancellazione dell&#8217;informazione, il debito pubblico tra i più alti del mondo, un Parlamento che pullula di condannati, un tessuto industriale allo sfacelo, una immigrazione senza controllo e senza vera accoglienza, milioni di disoccupati, la burocrazia peggiore dell&#8217;Occidente. Il Re in fuga a Pescara, Craxi a Hammamet, Mussolini a piazzale Loreto, lo psiconano con il piede sul predellino dell&#8217;elicottero e l&#8217;altro nel lettone di palazzo Grazioli. L&#8217;italiano mafia, spaghetti, zoccole e mandolino.Italiani!! E non rispose nessuno. Rossi di vergogna, verdi di rabbia, bianchi di sgomento. Sentimenti tricolori. L&#8217;Italia è nata dal nulla e lì è rimasta. Se 150 anni sembrano pochi per costruire una nazione, uno solo in più potrebbe essere insopportabile. Il centralismo e le decisioni prese nell&#8217;interesse della nazione sono scatole vuote, utili per il Ponte di Messina, per la TAV o per le centrali nucleari, per le infiltrazioni mafiose negli appalti. Davvero vogliamo altri centocinquantanni così? Italiani!!! E non rispose nessuno.<br />
<span class="testoSmall">(Beppe Grillo, <a href="http://www.beppegrillo.it/2009/06/lettera_a_un_it.html">Lettera a un italiano mai nato</a>. 21giu09)</span></div>
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		<title>Cristianesimo: esaminarlo è inutile, occorre viverlo. O no?</title>
		<link>http://www.anticatechismo.it/cms/2009/cristianesimo-esaminarlo-viverlo/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 14:13:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Religioni e sètte]]></category>

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		<description><![CDATA[Serie di post: db1. Parte 1 di 1.Simone, un nuovo lettore, mi scrive una email di commento al Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo dal suo punto di vista di credente, e propone di pubblicare lo scambio di idee sul blog. Interessante! Fissiamo insieme un limite di 2 o 3 passaggi, e&#160;cominciamo.
Mi&#160;scrive:
Ciao Morgan,
 mi chiamo Simone, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="seriesmeta">Serie di post: <a href="http://www.anticatechismo.it/cms/series/db1/" title="series-148">db1</a>. Parte 1 di 1.</div><p>Simone, un nuovo lettore, mi scrive una email di commento al <a href="http://www.anticatechismo.it/cms/piccolo-manuale-di-umanesimo-ateo/">Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo</a> dal suo punto di vista di credente, e propone di pubblicare lo scambio di idee sul blog. Interessante! Fissiamo insieme un limite di 2 o 3 passaggi, e&nbsp;cominciamo.</p>
<p>Mi&nbsp;scrive:</p>
<p class="citazioneLarge">Ciao Morgan,<br />
 mi chiamo Simone, ho 26 anni e sono un ancora per pochissimo studente universitario.<br />
 Per quanto sia inutile ai fini della mia comunicazione, sono un tesserato di azione cattolica, un animatore di gruppi, un responsabile del settore giovani, un parrocchiano. Definiscono inutile la mia presentazione perché desidero, in questo caso, che la mia identità non sottragga attenzione alle mie considerazioni.<span id="more-383"></span><br />
 Ti ringrazio da subito perché le tue domande, le tue insinuazioni e le tue dimostrazioni sono fonte di grandissimo stimolo ed ispirazione. Io credo sempre che non bisogna tenersi lontano dal confronto, non esiste ragione che ci possa sottrarre da questo. La verità non può tenere paura per nulla; per quanto assurdo, la contrapposizione la rafforza, la lavora, la lucida, la rende ancora più perfetta, affascinante, seducente ed irresistibile.<br />
 Fosse per me (lo giuro!) metterei uno come te a parrocchia: faresti un gran bene, ci obbligheresti a rendere conto della nostra fede, non ci daresti tregua: saremmo, noi credenti, molto più veri, autentici e coscienti come cristiani.<br />
 Chiaramente ho visitato, in modo sommario lo ammetto, il tuo sito. È impeccabile sulla grafica, sull’organizzazione e tutto il resto. Ma non è questo il punto.<br />
 Mi sono scaricato il Piccolo manuale e l’ho trovato del tutto innocuo come attacco al cristianesimo e alle religioni in generale. Per me hai mancato completamente l’obiettivo. Altro che frizzante, calma piatta. Hai analizzato la questione con lo strumento sbagliato e dal verso sbagliato. Hai intrapreso questa critica mantenendo sempre ed esclusivamente il tuo punto di vista. Ma la religione è di per sé un punto di vista. È come interpretare il gioco del rugby con le regole dell’ippica. Appare ovviamente assurdo, confuso, incoerente. È come cercare di guardare con le orecchie, camminare con la psiche. Come un occidentale che giudica prive di senso o peggio inferiori le tradizioni delle popolazioni pigmee. Come studiare l’astronomia con l’oroscopo.<br />
 Io credo che la religione parli della vita nel senso più intimo, più esistenziale e per questo esiste un solo metro di giudizio, una sola è la prova del fuoco possibile: la vita stessa. Gesù non hai mai voluto convincere nessuno in base alla ragionevolezza delle sue idee, anzi: Gesù non ha mai proposto idee. Cristo ha proposto un incontro, una esperienza concreta, assurda, paradossale, divina, rivoluzionaria. Non una filosofia di vita! Non un partito!<br />
 Se la religione dovesse venire incontro alla tua ragione, qual è il senso della sua esistenza? E se qualcuno ti ha fatto credere questo si sbaglia, ha toppato alla grande. Ebbene, vuoi dimostrare che qualsiasi religione non abbia senso? Hai solo una scelta: viverla, obbedirle. Sono le poche volte che l’ho fatto, per assurdo, che ho conquistato la libertà. Questo è l’unico bancone di prova, solo su questo campo, solo da questa prospettiva puoi perseguire il tuo scopo. Le religioni sono piene di contraddizioni, incoerenze, per forza! Perché la vita lo è! Le religioni parlano, discutono di vita in tutte le sue forme, parlano la stessa lingua.<br />
 Il difetto è che sei partito dall’effetto, non dalla causa: l’amore di Cristo. Il cristianesimo è assolutamente vuoto se non letto da questo punto di vista. Che senso ha la croce? La morte di un messia? Nessuno, se ci limitiamo a ragionare. “Ad esempio qualcuno, molto credente, potrebbe dispiacersi davvero tanto, nel capire che ha sempre avuto torto”. Quello che è in ballo non è avere ragione o avere torto, ma è l’esistenza ed il senso di questa.<br />
Grazie per la disponibilità.<br />
 Simone<br />
P.S. che ne dici di pubblicare il mio intervento sul blog? Sarebbe utile ed interessante dare spazio ad un confronto aperto con&nbsp;tutti.</p>
<p>La tesi di Simone sembra essere questa: <em>mettersi a fare razionalmente &#8216;le pulci&#8217; al cristianesimo non ha alcun senso. Il punto è viverlo, accettarlo e obbedirgli, solo allora sarà chiaro quanto è reale e appagante.</em> Gli mando la mia risposta, chiedendogli conferma per la pubblicazione. Mi dà l&#8217;ok e gli confermo a mia volta che la sua sarà pubblicata a seguire. Ecco dunque cosa&nbsp;penso:</p>
<p>Ciao Simone! <br />
 È strano, prima mi elogi per le mie &#8216;insinuazioni e dimostrazioni&#8217;, e poi le scarti in blocco come innocue e inefficaci. Mi pare una curiosa contraddizione, a meno che tu non intenda soltanto dire che la semplice &#8216;contrapposizione&#8217; di qualsiasi argomento, per il solo fatto che si oppone, rende forte la tua&nbsp;fede.</p>
<p>Se ho capito bene, il tuo unico argomento è stato: &#8216;la fede si deve viverla, obbedirle, questo è l’unico banco di prova&#8217;. Infatti, dici, &#8216;il cristianesimo è assolutamente vuoto se non letto da questo punto di vista. Viceversa si conquista la libertà. Quello che è in ballo non è avere ragione o avere torto, ma è l’esistenza ed il senso del Messia in&nbsp;croce&#8217;.</p>
<p>L&#8217;argomento è debolissimo, a mio avviso.<br />
 L&#8217;esistenza o meno della croce, di un Messia e del resto, nei termini definiti dalla teologia, è proprio materia di ragione o torto: è così che è andata, o possiamo dubitarne? Il senso attribuito a quegli eventi ha senso?<br />
 Il cristianesimo non è affatto &#8216;vuoto&#8217; da questo punto di vista, dal momento che riempie, giudica e condiziona la vita del credente. Per questo bisogna che sia indagato, verificato, e rapportato alla nostra sensibilità personale, perché proprio se regge e passa questo esame in tutto possiamo dargli un peso nella vita, e accettare l&#8217;idea del &#8216;divino&#8217;.<br />
 Se invece dici che occorre solo viverla (al di là di ragione o torto) e obbedirle, subito penso che si può fare con qualsiasi filosofia di vita, anche la più sciocca, e che sarebbe quanto meno ingenuo da parte nostra. Non vedo come il senso di libertà che si ricava sempre quando semplicemente si obbedisce, si lascia fare ad altri, si sottostà e si demandano le proprie responsabilità, possa avere valore. È mica così che dovremmo vivere? Forse non intendi questo, e allora ti chiederei di spiegarmi meglio che intendi nel tuo caso.<br />
 Se intendi che nel viverla e obbedirle dio si rivela e tutto torna, ti chiedo come puoi essere sicuro che sia Dio (e il tuo, dio) a rivelarsi, visto che per principio e senza verificare hai già accettato l&#8217;idea. Quando si vive per fede in un certo modo, per fede ogni cosa si &#8216;legge&#8217; come una conferma, ma lo è? Questo incontro spirituale, interiore, non è troppo esposto a interpretazioni personali, fatte di bisogni, desideri, paure e riflessi sociali, tali da condizionare facilmente il giudizio sulle nostre sensazioni, forti quanto vuoi ma naturali?<br />
 Ti chiedo anche perché dovremmo semplicemente obbedire, come se in questo (da servi?) noi ci realizzassimo davvero. Ti chiedo pure perché abbandono acritico e obbedienza debbano essere le premesse della certezza, e della felicità. Perché mai un dio dovrebbe volere questo, per&nbsp;rivelarsi?</p>
<p>In realtà, penso proprio di non aver affatto usato &#8216;lo strumento sbagliato dal verso sbagliato&#8217; nel mio approccio alle religioni e al cristianesimo in particolare. Ho esaminato eccome le cause, oltre che gli effetti. Esse si compongono di un sacco di precetti, di storie, di dogmi - oltre che esperienze - che sarebbe dal mio punto di vista assurdo e rischioso semplicemente &#8216;vivere e obbedire&#8217;. La mia idea dunque, che immagino condividi per le altre religioni, è che esse debbano essere piuttosto prese in carico col loro bagaglio di credenze e verificate nella loro essenza. E con la ragione - scienza, storia, logica - si ricava che esse sono false o non provabili, dunque inaffidabili. Ma c&#8217;è di più: forse, nel tuo leggere il Piccolo Manuale (sommario, come dici), non hai potuto notare quanto la mia analisi e le mie conclusioni non si basino affatto soltanto sulla ragione, ma anche sul cuore. Da ateo umanista..<br />
 Del cristianesimo valuto l&#8217;etica, i metodi di insegnamento, i princìpi sui rapporti umani e quelli del rapporto con dio. E anche attraverso di esso - il mio cuore, la sensibilità, la compassione, la passione - ebbene lo trovo mancante, e spiego a lungo&nbsp;perché.</p>
<p>Ritengo che questa idea del viverlo e obbedirgli al di là della sua verità, della sua etica e della sua giustizia - se ho capito bene la tua idea - non sia contrapposta alla ragione, ma a ragione e cuore. Entrambi possono - e dovrebbero - giudicare filosofie e concezioni di vita che ci vengono proposte, l&#8217;una nel senso della verità e realtà, l&#8217;altra quanto a serenità e benessere. Queste, dopotutto, sono le migliori &#8216;regole del gioco&#8217; della nostra vita, no? Abbandondosi, non si fa né l&#8217;una né l&#8217;altra cosa, si è contenti e basta. Ma in un modo a mio avviso poco maturo e&nbsp;irresponsabile.</p>
<p>Che ne pensi? Cosa mi dici delle ragioni per non credere che porto nel PMUA? Razionalmente sono forti, valide? Emotivamente, sono profonde e liberatorie? Davvero non servono? Cioè, davvero il cristianesimo è solo incontro e obbedienza? Si può proprio dire che abbandonarsi e obbedire acriticamente porta alla verità? E al nostro&nbsp;bene?</p>
<p>Ciao!<br />&nbsp;Andrea</p>
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		<title>Eluana è morta. Finalmente. Provo gioia e lacrime.</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 20:46:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ateismo e Umanesimo]]></category>

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		<title>Flores D&#8217;Arcais su ateobus e democrazia</title>
		<link>http://www.anticatechismo.it/cms/2009/flores-darcais-ateobus-umanesimo-ateismo/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 22:56:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ateismo e Umanesimo]]></category>

		<category><![CDATA[TdC e comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto un bell&#8217;articolo di Paolo Flores d’Arcais, pubblicato il 19 su (l&#8217;ottimo) Micromega online. D&#8217;arcais critica la prepotente opposizione - sfociata in censura - all&#8217;iniziativa dell&#8217; Uaar (Unione Atei e Agnostici Razionalisti) di fare pubblicità &#8216;atea&#8217; sugli autobus di genova.
 A seguire, il mio commento.  
I cento fiori del&#160;laicismo
di Paolo Flores&#160;d’Arcais
L’agnostico sostiene l’incapacità della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/i-cento-fiori-del-laicismo/">un bell&#8217;articolo di Paolo Flores d’Arcais, pubblicato il 19 su (l&#8217;ottimo) Micromega online</a>. D&#8217;arcais critica la <a href="http://www.uaar.it/news/2009/01/23/qualche-riflessione-sull-avvio-della-campagna-ateobus-uaar/">prepotente opposizione</a> - <a href="http://www.uaar.it/news/2009/01/16/bloccati-gli-ateibus-genovesi-vietato-dire-che-dio-non-esiste/">sfociata in censura</a> - all&#8217;iniziativa dell&#8217; <a href="http://www.uaar.it/">Uaar (Unione Atei e Agnostici Razionalisti)</a> di fare <a href="http://www.uaar.it/uaar/campagne/bus/">pubblicità &#8216;atea&#8217; sugli autobus di genova</a>.<br />
 A seguire, il mio commento. <img src='http://www.anticatechismo.it/cms/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<h4 style="padding-left: 30px;">I cento fiori del&nbsp;laicismo</h4>
<p style="padding-left: 30px;"><span class="testoSmall">di Paolo Flores&nbsp;d’Arcais</span></p>
<p style="padding-left: 30px;">L’agnostico sostiene l’incapacità della mente umana di conoscere l’assoluto, l’ateo nega l’esistenza di Dio (prendo le definizioni dal Devoto-Oli) , ma nemmeno questo mi sembra l’essenziale. Più importante è che <strong>esistono atei e/o agnostici di ogni tipo, con diversissime convinzioni morali, politiche, artistiche, ecc.</strong> Il mio maestro Lucio Colletti, marxista eretico quando lo conobbi, politicamente è finito deputato di Forza Italia, sempre restando perfettamente ateo e anzi, come si compiaceva di dire ironicamente, “materialista volgare”.<br />
 Personalmente, perciò, proprio perché l’ateismo significa per me, dal punto di vista esistenziale, che tutto si gioca nella finitezza della nostra vita, <strong>mi interessa la coerenza dell’impegno per i valori di giustizia e libertà</strong>, molto meno le radici psicologiche che tale impegno<span id="more-372"></span> ha presso chi lo pratica (perché disgustato laicamente dall’ingiustizia o perché ispirato dal vangelo). Mi sono trovato molte volte, e so che mi troverò ancora, da una stessa parte con tanti credenti (perfino molti preti, e un paio di vescovi, e forse un cardinale), e contro tanti atei reazionari o conservatori (ora si è aggiunta la categoria degli atei devoti, che pure non è nuova ma ha i sui antecedenti storici, Maurras un secolo fa).<br />
 <strong>Ovviamente, quando si tratta di discussione filosofica, credo sia necessario ribadire le infinite ragioni che militano a favore della non esistenza di Dio</strong> (e dell’anima immortale, e tutto il resto), <strong>e che credo dimostrino tale inesistenza</strong>, malgrado la maggior parte dei filosofi, anche non credenti, sostengano invece che non si può dimostrare né l’esistenza né l’inesistenza di Dio.<br />
 Ora, la questione degli “ateobus” di Genova pone due problemi, assolutamente diversi e da non confondere: il diritto a fare propaganda per una posizione (in questo caso l’ateismo) e l’opinione sulle forme possibili, e su questa in particolare, di ateismo militante.<br />
 Sul primo, <strong>ogni democratico, non solo ateo o agnostico, dovrebbe avere una posizione ovvia e di assoluta fermezza: la nostra Costituzione (e ogni Costituzione democratica degna del nome) consente il diritto alla propaganda religiosa e alla propaganda anti-religiosa</strong>, se si mette in discussione questa seconda diventa non solo legittimo ma doveroso mettere in discussione anche la prima, e con ciò uscire dalla democrazia (sia nella forma teocratica sia in quella dell’ateismo di Stato di staliniana memoria). Questo diritto Pellizzetti <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/ateobus-la-sagra-della-sciocchezza/">ha ribadito senza equivoci</a>.<br />
 Sul secondo, ovviamente, sono legittimi “cento fiori”, anche tra gli atei e gli agnostici (anzi, soprattutto fra loro, poiché fino ad epoca recentissima quelle posizioni sono state discriminate, e troppo spesso lo sono ancora, come il rifiuto capzioso della società tramviaria di Genova conferma).<br />
 A Pierfranco Pellizzetti questo tipo di inziativa di ateismo militante, e anche quella dello sbattezzo, sembrano “sciocchine”. E’ possibile che la maggioranza degli atei e agnostici italiani non sia d’accordo (difficile valutarlo, sono convinto che siano milioni, anzi decine di milioni, e nessun sondaggio affidabile è stato fatto), <strong>quello che non capisco è perché chi la pensa diversamente debba scatenarsi in un sabba di insulti. Si può dire il proprio disaccordo, anzi esprimere un dissenso energico e appassionato, e anche durissimo, senza finire negli anatemi</strong>, contro i quali gli atei e gli agnostici dovrebbero essere naturalmente vaccinati, e tanto più vaccinati quanto più appassionatamente militanti.<br />
 A me personalmente vedere quegli autobus in giro avrebbe fatto piacere, anche se non mi sarei mai impegnato per lanciare una iniziativa del genere, perché <strong>non mi interessa convertire nessuno all’ateismo, mi interessa convincere quanti più cittadini possibili a lottare per giustizia e libertà</strong>. Ma mi avrebbe fatto piacere, perché avrebbe dimostrato che in Italia alcuni aspetti elementari della democrazia erano rispettati, il che evidentemente non è, visto che la propaganda pro-religioni dilaga (fino alla forme più indecentemente superstiziose degli ennesimi “miracoli” di questo e quello), ma u<strong>n semplice cartello su un paio di autobus, perfino troppo rispettoso (perché mai la non esistenza di Dio sarebbe una cattiva notizia?) ha provocato una nuova forma di censura (e nel silenzio delle opposizioni che si dicono democratiche, abusivamente, una volta di più).</strong><br />
 Devo dire francamente, però, che dovendo decidere come impiegare le energie (per ciascuno di noi limitate) nella sempre più necessaria battaglia per la laicità (anzi il laicismo) <strong>ritengo di gran lunga più importante combattere l’ormai lugubre accanimento del partito dei torturatori sul corpo di Eluana Englaro, e impegnarsi per quel fondamentale diritto civile che è il diritto all’eutanasia</strong> (e non solo il rifiuto dell’accanimento terapeutico).<br />
 <strong>Spero perciò che il dibattito continui, con tutte le asprezze argomentative che sono nelle corde di ciascuno</strong> (e Pierfranco Pellizzetti in questo certamente non si risparmia) <strong>ma senza che a nessuno venga mai in mente di chiedere la censura, come purtroppo invece è apparso in filigrana (e non solo) in qualche&nbsp;intervento.</strong></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Concordo con D&#8217;Arcais! Ma vorrei fare un passo avanti. Dice giustamente che da atei si può pensarla <em>in tanti modi</em>, e che la cosa importante è impiegare le nostre energie per lottare non tanto per &#8220;convertire all&#8217;ateismo&#8221;, ma <em>per la giustizia, la libertà, la laicità, l&#8217;etica</em>. Quello che gli è sfuggito è che lo slogan della campagna non inneggia all&#8217;ateismo, ma appunto a una vita etica e positiva quanto una da credenti, senza dio. In altre parole, direbbero in Usa, Inghilterra, Svezia ad esempio, a una vita da non credenti umanisti, laddove per umanesimo si intende appunto una filosofia di vita etica, razionale e appassionata in una realtà che è completamente naturale, in cui l&#8217;uomo ha la massima responsabilità del suo&nbsp;mondo.</p>
<p>E gli è sfuggito perché in Italia non abbiamo quasi alcuna coscienza di cosa voglia dire essere non credenti e allo stesso tempo avere quelle aspirazioni.<br />
 Sembrano due cose distinte, lontane, e continuiamo un po&#8217; tutti ad associare stabilmente nulla a questo ateismo positivo, intenzionalmente ateo e intenzionalmente&nbsp;positivo!</p>
<p>Non semplice ateismo.<br />
 Non semplice ateismo perché senza credere si può essere anche &#8220;reazionari&#8221;, &#8220;devoti&#8221; o perfetti stronzi. Da non credenti si possono avere &#8220;diversissime convinzioni&#8221; sull&#8217;etica, la convivenza, la felicità. Se - da atei e agnostici - siamo qui a sostenere un&#8217;etica laica e umana, la ragione contro il dogma, una felicità possibile naturalmente - cioè in natura e per natura - noi fortemente connotiamo il nostro ateismo in un certo modo, e non in&nbsp;altri!</p>
<p>Non è un caso allora se anche questo ateismo positivo, umanista, è nella percezione della maggioranza quel semplice ateismo da cui è impossibile trarre del bene, che non vale manco la pena di ascoltare. L&#8217;ateismo non ha nulla da proporre, in sé, ed è vero! Siamo i primi noi a non definire la differenza fra un&#8217;opinione su dio e un&#8217;intera visione di vita naturalistica.<br />
 Di che ci meravigliamo se il nostro comportamento viene considerato una farsa? Sterile polemica? Quando non la voce ruggente di satana in&nbsp;persona?</p>
<p>Non che non esistano tali non credenti!<br />
 L&#8217;Uaar ne è un bell&#8217;esempio, in quanto associazione (nazionale) che lotta per i diritti di questa e altre minoranze, per l&#8217;etica, la scienza e la laicità in un&#8217;ottica di rispetto reciproco. Lo stesso Flores D&#8217;Arcais è ateo, e questi suoi princìpi non sono quelli di un nichilista sfaccendato, al contrario! Eppure - appunto - la prima attualmente sembra non avere interesse alcuno a distinguersi per i suoi princìpi (umanisti) oltre che per il suo ateismo, tanto che persino il secondo, nella sua profondità intellettuale e umana di ateo, fermandosi al diritto di &#8220;laicismo&#8221; non vi riconosce che dell&#8217;ateismo militante, la mera voglia di &#8220;convertire all&#8217;ateismo&#8221;, proprio una delle poche volte che l&#8217;Uaar esce allo scoperto con una campagna che invita esplicitamente a una vita sì senza dèi, ma degna, nobile, piena. Una campagna.. da atei umanisti!<br />
 Non è incredibilmente&nbsp;significativo?</p>
<p>In finale: avete fatto anche voi la scelta di essere non soltanto atei, ma di lanciare la vostra vita verso quegli alti valori che ci rendono magnificamente umani? Sentite dentro la mia stessa necessità di *umanesimo ateo*, e non solo di ateismo? Percepite anche voi quanto ha senso definirci atei *e* umanisti, di confrontarci finalmente alla pari con le chiese e la politica senza essere scansati per principio? Avete anche voi questa voglia di &#8216;cambiare il mondo&#8217; in positivo, alla luce di princìpi che comprendono la libertà da dogmi imposti, l&#8217;autorealizzazione, la ragione e il cuore, accanto e prima ancora&nbsp;dell&#8217;ateismo?</p>
<p>Allora.. non aspettiamo ancora! Atei umanisti, facciamo <em>outing</em> e diamoci da fare. <img src='http://www.anticatechismo.it/cms/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>A quando i bus ateo-umanisti?</title>
		<link>http://www.anticatechismo.it/cms/2009/campagna-bus-atei-uaar-e-umanesimo/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 23:13:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ateismo e Umanesimo]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi mi sento:  convinto &#38;&#160; sorpresoA proposio dell&#8217;efficacia del messaggio degli ateobus, ho postato sul sito Uaar (ultimissime, forum) il seguente&#160;pensiero.
Sì, è ottimo che (per la prima volta?) si parli di iniziativa &#8216;atea&#8217; e non &#8216;laica&#8217; Le due cose sono ben diverse, ed è fastidioso osservare la voluta resistenza all&#8217;uso del corretto aggettivo.
 Concordo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="moods">Oggi mi sento: <img src="/cms/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt="convinto emoticon" /> convinto &amp;&nbsp;<img src="/cms/wp-includes/images/smilies/icon_surprised.gif" alt="sorpreso emoticon" /> sorpreso</p><p>A proposio dell&#8217;<strong>efficacia del messaggio</strong> degli <a href="http://www.uaar.it/uaar/campagne/bus/">ateobus</a>, ho postato sul sito Uaar (<a href="http://www.uaar.it/news/2009/01/21/campagna-ateobus-superati-20000-euro/">ultimissime</a>, <a href="http://www.uaar.it/forum/viewtopic.php?p=111080">forum</a>) il seguente&nbsp;pensiero.</p>
<p>Sì, è ottimo che (per la prima volta?) si parli di iniziativa &#8216;atea&#8217; e non &#8216;laica&#8217; Le due cose sono ben diverse, ed è fastidioso osservare la voluta resistenza all&#8217;uso del corretto aggettivo.<br />
 Concordo con Lauraf sul sistematico pregiudizio, e dunque con Emmeesse sul fatto che c&#8217;è bisogno di farci conoscere per i valori che portiamo, non solo per anticlericalismo. Quest&#8217;ultimo di fatto è solo una parte dell&#8217;azione Uaar, l&#8217;altra - cioè quella sul valore di razionalità e scienza e a favore di valori e diritti umani - è volutamente passata sotto silenzio quando si parla solo degli&nbsp;&#8216;atei&#8217;.</p>
<p>In questo, lo dico ancora una volta, l&#8217;errore è innanzitutto nostro: continuiamo per primi a proporci come atei e atei soltanto.<span id="more-370"></span> Ad esempio, se da una parte la campagna nasce &#8220;in chiave umanista&#8221; (v. pagina campagna sul sito), poi viene offerta ai media - cioè alla vetrina che conta - come una &#8216;sfida atea&#8217;. Non va bene!<br />
 A mio parere non possiamo oggi farci ancora identificare come &#8216;quegli ateacci&#8217;, ma dobbiamo presentarci come i portatori di *valori positivi* che siamo. A che serve dire &#8216;non hai bisogno di dio&#8217; se poi non diciamo mai perché nero su&nbsp;bianco?</p>
<p>Mettiamoci alla pari delle religioni, nel senso di proporre una *visione di vita* come fanno loro, non il solo e semplice &#8216;non credere&#8217;.<br />
 Non crediamo, E POI? Guardacaso lottiamo per i diritti, gli alti ideali, la ragione, la laicità.. FACCIAMOCI IDENTIFICARE con&nbsp;questo!</p>
<p>Raccolgo quindi la provocazione di Emmeesse sul &#8216;neo-illuminismo&#8217;, e suggerisco che una definizione che calza ancora meglio - ed è all&#8217;estero largamente usata - è&nbsp;UMANESIMO.</p>
<p><a href="http://www.anticatechismo.it/cms/tutto-su-anticatechismo/faq-5/" target="_blank">Umanisti è - mi pare - quello che siamo</a> (l&#8217;Uaar per Statuto, iniziative, affiliazioni, valori). Diamogli una connotazione specificamente ATEA (scettica, agnostica, non credente, ..) e sarà MOLTO più difficile sbolognarci via quando parliamo. Ci contesteranno sempre, ovvio, ma dovranno prenderci più sul&nbsp;serio.</p>
<p>E immaginate l&#8217;effetto sulla gente.. «Oddiamine, allora davvero posso essere una brava persona anche se non&nbsp;credo!».</p>
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		<title>Intercettazioni: SI grazie</title>
		<link>http://www.anticatechismo.it/cms/2009/intercettazioni-si-grazie/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 11:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica ed economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico un pezzo inviatomi da Ugo Cortesi. Il delicato argomento è quello della giustizia in Italia, di cui le intercettazioni non sono che un tassello: a piccoli passi si vuole riformare la giustizia - di più, il &#8216;senso di giustizia&#8217; - e sta a noi italiani verificare che sia davvero per il meglio,  e solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 30px;"><em>Pubblico un pezzo inviatomi da Ugo Cortesi. Il delicato argomento è quello della giustizia in Italia, di cui le intercettazioni non sono che un tassello: a piccoli passi si vuole riformare la giustizia - di più, il &#8216;senso di giustizia&#8217; - e sta a noi italiani verificare che sia davvero per il meglio,  e solo per il meglio!<br />
 Manteniamoci svegli, attivi, coscienti e critici! La posta in gioco per tutti è&nbsp;altissima.</em></p>
<h4>Intercettazioni: SI grazie<br />
</h4>
<p>E’ in dirittura d’arrivo l’approvazione del decreto “mai più intercettati”  che andrà in aula probabilmente il prossimo 21 gennaio.   La stampa, anche quella di sinistra, non parla dell’argomento come se fosse un qualcosa di secondo ordine.  Forse perché anche qualcuno a sinistra ne potrebbe trarre qualche beneficio e quindi preferisce giocare al “vai avanti te che mi scappa da ridere”.  Non so se vi sia la possibilità nel momento della sua approvazione di chiedere la votazione nominativa. Sarebbe molto interessante conoscere i nomi dei favorevoli e dei contrari, ma vedrete che ciò non avverrà, forse il contrario sì, perché potrebbe esserci qualcuno che pur sbraitando contro, nel segreto dell’urna vota a favore.  Non voglio fare nessun processo alle intenzioni, ma vedrete che non mi sbaglio. La nuova legge sulle intercettazioni (che qualcuno addirittura chiama riforma) dovrebbe prevedere il divieto di controllare potenziali ipotesi di reato la cui pena non superi i 10 anni di reclusione. <br />
 Divieto di controllare non vuol dire divieto di utilizzare, che sarebbe tutta un’altra cosa.  Sono però curioso di leggere il testo della legge per vedere in che modo e chi sarà colui che deve decidere se una certa fattispecie comporti una pena superiore o meno ai 10 anni.  Faccio un piccolo esempio, ma ce ne potrebbero essere decine.  Il reato di estorsione comporta una pena che va dai 5 ai 10 anni e quindi per detto reato non è prevista l’intercettazione. Se io faccio una segnalazione o una denuncia alle competenti autorità, dicendo che Tizio e Caio, velatamente minacciandomi, mi hanno chiesto dei soldi, oppure (per sdrammatizzare)  il cappuccino e brioche pagati tutte le mattine, gli stessi non sono soggetti ad intercettazione e quindi possono liberamente parlare fra di loro, telefonare a me o ad altri con lo stesso scopo, in pratica fare quello che meglio gli pare.  Tizio e Caio, come molti altri Tizi e Cai, non hanno nulla da perdere e decidono, al bar o per telefono, che se la vittima non paga, non solo gli faranno saltare l’automobile, ma gli daranno anche due coltellate.  Il reato di omicidio prevede una pena superiore ai dieci anni e fino all’ergastolo.  Quindi come fa un giudice a stabilire a priori se nell’ipotesi di reato da intercettare ci possa essere altro reato connesso che comporti una pena superiore ai dieci anni?   Sono io che mi scappa qualcosa, o è quel qualcosa che non quadra?<br />
 Comunque fra i tanti reati che comportano una pena inferiore o fino a 10 anni ci sono anche: l’abuso di informazioni privilegiate, il falso in atto pubblico, l’estorsione come già detto, le lesioni personali gravi, il sequestro di persona, la rapina semplice, l’usura, l’associazione a delinquere, la bancarotta fraudolenta, ed altri.  Poi ci pensate ai  vari truffatori e ai clonatori di carte di credito che trovano la via sempre più libera. Anche il “mai più intercettati” è uno dei casi che mette forti dubbi sulla “culla del diritto”.  Mi sembra che da un po’ di tempo si remi a rovescio e il nostro diritto, più che diritto sta diventando storto.<br />
 Fatevi coraggio perché il peggio deve ancora&nbsp;venire.</p>
<p>Un cordiale saluto.<br />
 Ugo&nbsp;Cortesi</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.anticatechismo.it/cms/?p=368&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_368" class="akst_share_link" rel="nofollow"><img src="http://www.anticatechismo.it/cms/wp-content/themes/anticatechismo/images/orna_bookmarkthis.gif" width="125" height="16" border="0" alt="Aggiungi il post ai tuoi Bookmark online" align="absmiddle" /></a>
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		<title>&#8220;Teocrazia Italia&#8221; - L’Italia è uno Stato laico?</title>
		<link>http://www.anticatechismo.it/cms/2008/teocrazia-italia-laicita/</link>
		<comments>http://www.anticatechismo.it/cms/2008/teocrazia-italia-laicita/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 21:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ateismo e Umanesimo]]></category>

		<category><![CDATA[Religioni e sètte]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico con piacere (doppio: è la prima volta che su Anticatechismo c&#8217;è un altro autore) la prima parte di un dossier a me inviata da Gaspare Serra. Sul suo interessante blog &#8216;Spazio Libero&#8217; troverete le altre 4 parti. A metà del post, un mio&#160;commento.
Chiesa Cattolica S.P.A.: l’altra faccia del neo-confessionismo di&#160;stato
Come sottolineato dalla sentenza n. 203 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="PADDING-LEFT: 30px"><em>Pubblico con piacere (doppio: è la prima volta che su Anticatechismo c&#8217;è un altro autore) la prima parte di un dossier a me inviata da Gaspare Serra. Sul suo interessante</em> <a href="http://spaziolibero.blogattivo.com" target="_blank">blog &#8216;Spazio Libero&#8217; </a><em>troverete le altre 4 parti. A metà del post, un mio&nbsp;commento.</em></p>
<h1>Chiesa Cattolica S.P.A.: l’altra faccia del neo-confessionismo di&nbsp;stato</h1>
<p>Come sottolineato dalla sentenza n. 203 della Corte Costituzionale, per la Costituzione Italiana la laicità è un &#8220;principio supremo dello Stato&#8221;: &#8220;il principio di laicità, quale emerge dagli artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20 della Costituzione, implica non indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni, ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale.&#8221;<br />
Nei fatti la situazione è molto diversa da quel che appare: l’affermazione della piena laicità delle Istituzioni è ben lontano dall’essere una conquista comune e condivisa, apparendo ancora una meta cui ambiziosamente tendere.<span id="more-366"></span><br />
I motivi sono molto diversi ma tutti legati all’ingombrante presenza e alla forte autorità esercitata dalla Chiesa cattolica nella Società e sulle&nbsp;Istituzioni:</p>
<p style="PADDING-LEFT: 30px">- il cattolicesimo è fortemente presente in Italia mente le altre religioni sono presenti in percentuale molto bassa<br />
- l&#8217;Italia ha instaurato un rapporto privilegiato con lo Stato della Città del Vaticano, con cui  ha stipulato e rinnovato accordi di forte integrazione (Patti Lateranensi e Concordato)<br />
- per quasi tutta la seconda metà del XX secolo, un solo partito (la Democrazia Cristiana, esplicitamente ispirato ai principi del cattolicesimo) ha assunto una posizione di quasi predominio ideologico nel Paese<br />
- l’associazionismo cattolico, rappresentato principalmente dalle ACLI, dall&#8217;Azione Cattolica e dall&#8217;AGESCI, ha assunto un’influenza decisiva sulla classe&nbsp;politica.</p>
<p>La ragione di fondo, però, è un’altra: la Chiesa Cattolica giudica negativamente la visione laica dello Stato perché, al contrario, ad esempio, delle Chiese Protestanti che prediligono un rapporto diretto con i fedeli e sono convinte della necessità di non imporre alcun loro precetto per legge anche a coloro che non sono credenti, i Cattolici ritengono la Politica uno strumento a servizio della loro Verità!<br />
La nostra Democrazia parlamentare, a ragione della sua debolezza e mancanza di autorevolezza, sui più importanti temi etici (che richiedono risposte dalla Politica) e su argomenti più svariati risulta, di fatto, sotto commissariamento delle gerarchie vaticane, incapace di rispondere alla domanda di nuovi diritti che proviene dalla Società moderna senza tener conto dei moniti della Cei e delle posizioni di Avvenire.<br />
La diffusione della cultura legata alla Chiesa Cattolica fa si che nel nostro ordinamento siano accettate norme e usanze legate alla tradizione cattolica benché lesive dell&#8217;uguaglianza fra i cittadini.<br />
Nessuno vuole imbavagliare il diritto della Chiesa di esprimersi liberamente: il Capo dello Stato Vaticano, in qualità di rappresentante della grande Comunità cristiana presente in Italia, oppure il card. Bagnasco, a capo della Cei, hanno pieno diritto a manifestare il loro dissenso sull’agenda di Governo e i provvedimenti allo studio del Parlamento. La Costituzione italiana, però, non riconoscere loro alcun potere di veto né alcuna funzione istituzionale (come tal volta sembrano&nbsp;assumere!).</p>
<p>Secondo l’art. 7 della nostra Costituzione, “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono (rectius: dovrebbero essere), ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”. Il dubbio che ciò sia vero, però, sussiste e trova una prima ragion d’essere proprio in&nbsp;Costituzione:</p>
<p style="PADDING-LEFT: 30px">- nello stesso art. 7, che riconosce alla Chiesa cattolica il rango di “potere indipendente”, tutelato dai Patti e dal Concordato, mentre regola, al successivo art.8, il rapporto tra lo Stato e le altre confessioni religiose sulla base di più modeste, arbitrarie ed eventuali intese<br />
- e sia nell’art. 7 che 8, ove prevedono speciali garanzie e privilegi per chi professa una confessione religiosa mentre si dimenticano di far cenno minimamente alla libertà di religione “in negativo”: atei, agnostici e simili non hanno formalmente riconosciuto il diritto di non professare alcuna religione. E tale appunto non è meramente&nbsp;formale!</p>
<p>In Italia esiste una grave distanza tra la politica ufficiale e la società civile nell’affrontare temi etici (specie in un Parlamento in cui non sono più rappresentate le forze politiche d’ispirazione più laica). Nonostante il contagio del più bieco servilismo nei confronti dei poteri forti che colpisce sempre più ampia parte della Politica, resiste ancora (e ad essa dobbiamo dare voce) un’altra Italia, un’Italia laica [<a name="up" href="#miocommento">* un mio&nbsp;commento</a>]:</p>
<p style="padding-left: 30px;">- che crede che la convivenza civile si fondi sul rispetto, sulle libertà e sullo spirito critico di ognuno<br />
- che condanna ogni forma d’integralismo ideologico<br />
- che non vorrebbe mai imporre a nessuno valori unici e verità assolute<br />
- che crede che la libertà e la democrazia trovi fondamento sulla autonomia delle Istituzioni da ogni potere forte<br />
- e che confida nell’individuo quale padrone di sé e libero di scegliersi la propria&nbsp;morale.</p>
<p>La cosa che più sconcerta non sono le pretese clericali di decidere l’agenda di governo (si veda il caso dei DICO o del Testamento biologico) o le ingerenze della Chiesa sui pubblici poteri e sul funzionamento della democrazia in Italia (si veda il ruolo decisivo di “Comitato per il NO” che ha assunto il Vaticano in occasione del referendum sulla procreazione assistita nel 2005), bensì l’acquiescenza e i segnali di resa delle forze politiche e culturali del Paese.<br />
La realtà è che l’Italia non è uno Stato moderno perché manca di attuazione uno dei principi su cui lo stato moderno si fonda (assieme a quello dello separazione dei poteri): il principio di “laicità”, quello che ha salvato l’Europa dalle guerre religiose e ha garantito la libertà di culto, la distinzione tra diritto e morale.<br />
La gerarchia ecclesiastica interviene quasi quotidianamente e pesantemente sull’attività del Governo e del Parlamento, addirittura sulle trattative per la formazione degli esecutivi. Poiché al mondo cattolico manca il grande partito di riferimento che fu la DC, è la Chiesa stessa a “farsi partito”, dimenticando la sua funzione unicamente spirituale di guida delle anime.<br />
Le elezioni politiche dello scorso aprile hanno rappresentato l’ennesimo banco di prova, con numerosi vertici della Chiesa “scesi in campo”, sull’onda della battaglia ideologica iniziata da Luciano&nbsp;Ferrara:</p>
<p style="padding-left: 30px;">- per rivendicare la necessità di rivedere la legge 194<br />
- per condannare ogni promessa elettorale di regolamentazione delle coppie di fatto<br />
- e per invitare l’elettorato italiano, a pochi giorni dal voto, a tener conto della posizione dei partiti sui temi etici prima di scegliere nelle&nbsp;urne.</p>
<p>Addirittura all’interno del PD abbiamo assistito alla nascita di una corrente politica (i “Teodem”, guidati dall’on. Binetti) apertamente ispirata a posizione tendenzialmente “teocratiche”!<br />
Come non denunciare, poi, gli attacchi e i moniti alla magistratura italiana proferiti, in primis, da mon. Bagnasco prima e contro la sentenza dello scorso 13 novembre delle S.U. della Cass. sul caso di Eluana Englaro? E la dura condanna della sentenza che ne è seguito, con l’invito alle forze amiche dell’attuale maggioranza politica di approvare al più presto una legge per impedire che sentenze del genere si ripetano?<br />
Esempi del genere non fanno più scandalo perché costantemente ed ossessivamente ripetuti con ampio spazio concesso dal mondo dell’informazione: dopo il nostro Presidente del Consiglio, è il papa il personaggio che trova più spazio nell’informazione televisiva! Tornando indietro con la memoria di qualche anno, poi, si scopre come il clima non sia mai cambiato.<br />
Risalgono al 1999 le pesanti parole sul tema dell’immigrazione dell’allora arcivescovo di Bologna Giacomo Biffi, dichiarante che “lo Stato italiano dovrebbe consentire ai musulmani in Italia solo ciò che nei paesi musulmani è effettivamente consentito agli altri. Lo Stato (…) faccia quello che la Chiesa non può fare: adottare il piccolo strumento della reciprocità come pressione sull’Islam”. In pratica, un invito al Governo italiano a non trattare gli immigrati in egual modo bensì in relazione alla loro fede religiosa e a selezionare l’immigrazione  favorendo quella cattolica, in pieno dispregio dell’art. 3 della nostra Costituzione!<br />
E come dimenticare quanto hanno sbraitato le autorità vaticane, nel 2000, per impedire una libera e pacifica manifestazione ritenuta “inopportuna” nell’anno del Giubileo: ossia il “World gay pride”? Fortunatamente l’unico risaltato ottenuto è stato costringere l’allora Sindaco di Roma, Rutelli, a negare il patrocinio alla manifestazione e, indirettamente, sollecitare migliaia di famiglie comuni a scendere in piazza anche solo per rivendicare quanto sia bello vivere in una Repubblica democratica in cui vige ancora l’art. 21 della Cost.! Già, ma come non dar peso all’amaro lapsus dell’allora Ministro degli Interni, Giuliano Amato, che, come a volersi giustificare agli occhi della Chiesa, si è lasciato scappare un “purtroppo” al riconoscimento che quella manifestazione era legittima e che non avrebbe potuto far nulla per impedirla?!<br />
Il tema della laicità non solo è costantemente attuale ma riguarda sorprendentemente la vita di ognuno di noi più di quanto traspaia: se l’Italia è il paese occidentale con la legislazione più arretrata sul piano dei diritti civili e di libertà ciò è dovuto proprio alla mancanza di autonomia della Politica dai poteri forti!<br />
Uno Stato forte e democratico è uno Stato in cui in Parlamento siedono rappresentanti della Società civile che si fanno carico dei bisogni espressi dalla Comunità nazionale ed in cui un Governo operi libero da ogni altro condizionamento che non sia il benessere generale. Uno Stato laico è uno Stato che rende chiara la differenza tra il governare ed il guidare spiritualmente un Paese.<br />
Il giorno in cui la Politica italiani, senza pregiudizi, condizionamenti e visiere:<br />
- saprà discutere di come affrontare il problema della revisione della legge Merlin sulla prostituzione o della legge 40 sulla procreazione assistita o il dramma della droga o della mancanza informazione sessuale dei giovani (specie sull’utilizzo dei contraccettivi come arma per combattere l’AIDS)<br />
- saprà metterà all’ordine del giorno un d.d.l., come quello sull’indulto o sul testamento biologico o sui DICO, senza che sia la Cei ad indicare l’agenda del Parlamento<br />
- saprà mettere un punto fermo su alcune conquiste di civiltà ottenute a fatica, come la legge 194 sull’interruzione di gravidanza, e saprà aprire la strada a nuove conquiste, come la pillola ru486<br />
questo sarà il tempo in cui anche l’Italia potrà essere indicata come uno Stato moderno, una Democrazia matura ed una Società che non ha paura del proprio&nbsp;futuro.</p>
<p style="text-align: right;">Gaspare Serra (il dossier continua sul <a href="http://spaziolibero.blogattivo.com/" target="_blank">blog Spazio&nbsp;Libero</a>)</p>
<p>[<a name="miocommento" href="#up">*</a>] &#8220;<em>Resiste ancora (e ad essa dobbiamo dare voce) un’altra Italia, un’Italia laica</em>&#8221;. Concordo, esiste e resiste, questa Italia. E dobbiamo darle voce, verissimo! È per questo che dobbiamo smetterla di chiamarla &#8216;laica&#8217;. Laica è poco. Laica è impreciso. Laica confonde. <br />
I valori indicati <em>(la convivenza civile fondata sul rispetto, sulle libertà e sullo spirito critico di ognuno; la condanna ogni forma d’integralismo; nessuna imposizione di valori unici e verità assolute; libertà e democrazia fondate sull&#8217;autonomia delle Istituzioni da ogni potere forte; fiducia nell’individuo quale padrone di sé e libero di scegliersi la propria morale)</em> non fanno parte della laicità perché laicità è la separazione di Stato e Chiese, punto.<br />
Cosa è che invece li racchiude, questi, e la laicità? A quale corrente di pensiero moderna fanno capo? Quale termine possiamo e dobbiamo usare, di subito chiaro, immediatamente riconoscibile e realmente opponibile agli estremismi di certa religione? Quale ideale può unirci in questa lotta pacifica e dura? UMANESIMO. <a href="http://www.anticatechismo.it/cms/tutto-su-anticatechismo/faq-5/">Una filosofia dell&#8217;etica e della passione, prettamente e orgogliosamente *umane*</a>. Una filosofia di vita che al mondo ha un&#8217;impronta <em>scettica</em> rispetto alle verità rivelate (giustamente, a mio avviso) ma che appartiene legittimanente anche alla fede, a qualsiasi fede che faccia propri i valori appena annunciati e quella fiducia e quella responsabilità tutta terrena.<br />
Che ne dici, Gaspare? Che ne dite, tutti&nbsp;voi?</p>
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		<title>La bibbia in Rai: niente di meglio da fare?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 22:54:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Religioni e sètte]]></category>

		<category><![CDATA[TdC e comunicazione]]></category>

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A che pro? Voglio dire, a che pro leggere la bibbia alla Rai? La Rai, servizio pubblico di uno Stato laico, non dovrebbe ridursi a fare servizietti alla chiesa cattolica, no? Cioè, le cose sono 2: o non lo fai proprio, o dai a *tutte* le confessioni cristiane, religioni e filosofie di vita (come l&#8217;umanesimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.anticatechismo.it/cms/wp-content/uploads_onmycms/bibbiagiornonottesospeso.jpg" alt="Interrompiamo la trasmissione" width="474" height="359" /></p>
<p>A che pro? Voglio dire, a che pro leggere la bibbia alla Rai? La Rai, servizio pubblico di uno Stato laico, non dovrebbe ridursi a fare servizietti alla chiesa cattolica, no?<span id="more-355"></span> Cioè, le cose sono 2: o non lo fai proprio, o dai a *tutte* le confessioni cristiane, religioni e filosofie di vita (come l&#8217;umanesimo ateo) lo stesso spazio. Non vi pare? Questa sì che sarebbe cultura. Nel desiderio di dare a tutti dei veri spunti di riflessione sulla vita,  e non solo quelli cristiano-cattolici, la Rai sì che farebbe la sua porca figura.<br />
 Invece si trasforma volentieri in una emittente clericale (ne mancassero!) - pagata con i soldi degli italiani, cioè anche dei non cattolici (20% circa) - e nel modo più ipocrita lancia una maratona di una dico una intera settimana, togliendo spazio a programmi che potrebbero essere ben più educativi (a farli!), e proponendo una semplice, banale lettura della bibbia (sarà perché è il libro più stampato ma meno letto al mondo?) senza alcuna, e dico alcuna, spiegazione aggiuntiva, nota a margine o riflessione di senso. Così, si beva, si mandi giù, e buonanotte.<br />
 È uno show, nient&#8217;altro che tele-evangelismo vestito da intellettuale, che come al solito sarà guardato acriticamente (e più o meno distrattamente) da spettatori soddisfatti e senza domande, e pochi saranno quelli che troveranno nei pezzi più  oscuri, violenti e contraddittori della bibbia un qualcosa per cui dubitare.<br />
 Un&nbsp;successo!</p>
<p>Complimenti alla Rai e a tutti quelli che non vedono il&nbsp;problema.</p>
<p>Inclusa, naturalmente, la gerarchia cattolica, la quale - nella persona del signor ratzinger - si è impegnata ad aprire la settimana con il primo capitolo della Genesi, ma non ha trovato ancora un momento per avviare quel processo di cura della maledetta piaga della pedofilia all&#8217;interno del suo clero, come aveva annunciato al mondo di voler fare.<br />
 Una necessità urgente, <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/esteri/benedetto-xvi-1/benedetto-xvi-1/benedetto-xvi-1.html">disse (finalmente) in Usa</a> quest&#8217;anno. E il mondo c&#8217;è cascato ancora: <em>the show must go&nbsp;on</em>.</p>
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