Preavviso! La lettura del sito può avere effetti frizzanti sulla fede.. Sono ateo e qui scrivo di umanesimo, quindi anche di religione e dei difetti che ci trovo. Se l'idea ora non ti va, fa' a meno.
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Piccolo manuale di Umanesimo ateo. Il perché e il il percome di una vita senza dèi

Terza parte / 10. Le bugie della Bibbia

Autore Morgan

Indice del libro

Quello che la Chiesa non dice / Perché i fatti parlano chiaro

Se nella prima parte abbiamo visto che l’esistenza di dio come minimo è dubbia, e nella seconda abbiamo scoperto e criticato alcuni princìpi e metodi della religione cristiana e cattolica, ora ci soffermiamo sui fatti: nella bibbia tutto è vero e corretto? Le credenze dei cristiani sono tutte affidabili? Il comportamento della chiesa è sempre stato illuminato da dio? La risposta è ovvia.. già, come risulterà chiaro dopo aver letto questo incredibile capitolo.

Non avendo preconcetti né fini diversi dalla verità, ho cominciato a informarmi senza l’intento di provare la bibbia falsa o la chiesa meschina. Che sia così mi è diventato chiaro nel corso degli studi, via via che toccavo con mano tutto quello che poi ho scritto. I conti, infatti, non tornano: basta andare un po’ oltre le solite semplici affascinanti 4 cose che si raccontano, per notare tante imperfezioni, grandi e piccole, nell’ispirata storia del Cristianesimo, e nel suo libro sacro.
La relazione che leggi non nasce dalla ‘fetta’ di informazioni che sono d’accordo con la tesi Mamma mia quant’è brutta ’sta religione, ma da buona parte della torta, direi. È frutto di una estesa ricerca, svolta su fonti attendibili e con spirito obiettivo. Non ho una formazione accademica, vero, ma lascio questo obiettivo professionale ad altri: le migliori scoperte della storia e della scienza, le risposte della teologia e i commenti dell’apologetica sono ormai a nostra disposizione da leggere e confrontare. Non ci si mette molto a scoprire chi lavora con buon metodo e senza scopi nascosti, e chi – magari vantando lauree e copertine – invece no, e serve molto meno di una cattedra per capire se una fede regge, se una dottrina fa acqua per storia, logica ed etica.. e se quindi vale veramente la pena di sceglierla. La verità sulle religioni oggi è alla portata di tutti. Cercarla sta a noi, perché limitarsi alle fonti più popolari senza una verifica è facile, fermarsi agli altrui giudizi (e pregiudizi) è sciocco, e di abili chiacchieroni è pieno il mondo. Poi, rimanere pronti ad accogliere eventuali nuovi buoni argomenti. Dalla mia prima versione, il Piccolo Manuale è migliorato un sacco.. È così che si arriva alla verità.. o il più vicino ad essa che sia effettivamente possibile.
Con piacere allora, ecco le mie conclusioni: mi raccomando, se anche le trovassi illuminanti non farne oro colato, confrontale, discutine, riflettici, verifica, se serve lima, pulisci, aggiungi e migliora.. Allora saranno tue.

10. Le bugie della Bibbia

Chissà quante volte ti hanno detto che la Bibbia contiene tutti fatti veri e indiscutibili! Si dice che il Vecchio e il Nuovo Testamento sono proprio la ‘parola di Dio’, cioè sono giusti, stragiusti, supergiusti al 100%, perché sono ispirati direttamente da Lui e Lui non può sbagliare. Probabilmente nessuno, tra quelli che conosci, mette in discussione questo dogma.
La questione è importantissima, perché è questa ispirazione divina che rende la Bibbia autorevole, e degni di fede i suoi insegnamenti, noiosi e irritanti che siano.
Eppure
.. Eppure non è così.
Studi importanti sull’origine della Bibbia (anche della moderna critica cattolica liberale [sì, esiste!]) concludono che tali testi sono nient’altro – attenzione – che racconti tramandati a voce, poi scritti da persone diverse e in tempi diversi senza grande precisione, per sviluppare una teologia più che fare storia. In essi vengono raccolte ed elaborate idee ebraiche e di altri, in forma di eventi e regole soprannaturali anziché umane, poi sottoposti lungo i secoli a fantasiose aggiunte, traduzioni capricciose e convenienti interpretazioni.
È un puzzle
, ideato e scritto da semplici uomini, come tutti i libri sacri, il cui messaggio – frammentato, anche inesatto, a volte inconciliabile e in parte oscuro – proprio per la sua approssimazione ed evanescenza di fondo è possibile ricomporre in modi diversi.
Bibbia che cerchi
, bibbia che trovi..
Il che, se ha sempre affaticato gli storici, ha fatto il gioco dei tanti difensori della fede. Ecco perché da cristiani si può essere evangelici, anglicani, ortodossi, cattolici e quant’altro, perché gli ebrei e i musulmani possono restare tali, perché si può credere ad altri dèi, e perché di conseguenza.. è possibile, sensato e legittimo il non credere affatto.

*

D’accordo che uno crede in quello che gli piace, ma meglio qualcosa che dia una certa garanzia di autenticità, no?

*

Da sapere: alcuni, di fronte all’evidenza di questi e altri errori, produrranno spiegazioni d’ogni tipo per dimostrarne invece la divina coerenza. Ma il vestitino teologico non sempre nasconde contenuti: se senti puzza di dogma o le info non ti convincono, non sentirti obbligato/a a crederci.
Altri, poi, si affretteranno a minimizzare come niente fosse, dicendo che fra noi e Dio il succo è ‘ben altro’. Ah sì? Ma se dimostriamo che la Bibbia traballa, che Dio non esiste, e che non è affatto la fonte del buono, che succo rimane?

E bada che non le ho inventate io queste notizie, sono fatti che puoi verificare. Stanno lì, nella bibbia stessa, nella storia, nel lavoro dei critici, e nello stridente contrasto con l’etica umana.

Eppure, certe cose saranno lo stesso considerate ‘blasfeme’, cioè false, offensive, corrotte e crudeli. Perciò, sarà meglio usare un po’ di tatto nel parlarne in giro, soprattutto con persone particolari: ad esempio qualcuno, molto credente, potrebbe dispiacersi davvero tanto, nel capire che ha sempre avuto torto. Alcuni saranno aperti e rispettosi, di certo persino interessati, ma qualcun altro, potrebbe sentirsi molto colpito/a e chiudersi in difesa, o non tollerare che tu abbia un’opinione tua e informazioni contrarie sull’argomento. Allora, invece di ascoltarti, potrebbe prenderti in giro, o farti sgradevoli pressioni, persino cercare di intimidirti in qualche modo.. come se aver ragione così avesse qualche valore! Non sarebbe affatto giusto, perché ogni Essere Umano ha diritto alle sue idee, e siamo d’accordo che non te lo meriteresti proprio: non solo avere idee proprie è una cosa lodevole, ma avresti anche ragione tu sull’argomento! Una reazione esagerata, quella, che si può capire: certe persone per prima cosa non accettano che si mettano in dubbio le loro certezze, e non gradiscono opinioni diverse, soprattutto se evidenziano errori e limiti di un religione. Così li tengono nascosti o non ci pensano, o alzano il volume del gregoriano quando ne sentono parlare, senza curarsi delle orecchie altrui. Ma questo non cancella i problemi della fede, anzi, semmai li inasprisce.
Se ti capita di parlare di queste cose con persone così
, ti do un consiglio, meglio un po’ per volta, così assaggi le loro reazioni e decidi se ti va di approfondire, se vale la pena di ascoltare, e a tua volta spiegare. Non è detto che tu debba per forza farlo: a volte è meglio nemmeno iniziare l’argomento, con chi è  più pronto/a a predicare e a prendersela che a ragionare. Invece, parlane liberamente con chi sai che rispetta di sicuro la tua opinione (il che non vuol dire essere sempre d’accordo) ed è ben disposto/a al dialogo. Tieni conto che è vero che gli adulti hanno più esperienza e nozioni dei giovani, ma l’età non dà automaticamente ragione né rende per forza migliori. Che esperienze, che nozioni? A qualcuno non piace ammetterlo ma anche i genitori e i professori, i preti e i papi possono sbagliare. Se una cosa è vera o buona si capisce guardando i fatti e camminando insieme.

*

Agli esempi che seguono, ho aggiunto anche dei dettagli (nomi, passi del Vangelo, date, ..) per provare ciò che dico: è necessario per fare la differenza fra una banale polemica e una critica precisa. Per andar via veloce, lo sai, leggi solo il neretto.
Sta’ a sentire
, e fatti un’idea:

La nascita di Gesù fu annunciata da una stella cometa

Cominciamo bene! Quella dell’annunciazione di un dio tramite stella era una leggenda molto diffusa ancor prima del cristianesimo, e i cristiani la copiarono così com’era; infatti, anche la nascita del dio Horus in Egitto e di Krishna in India (1400 AEC[7]), ad esempio, fu annunciata da una stella, e anche quella del re Mitridate, di Giulio Cesare ed altri.. Il che ci dice che, con buona probabilità, era solo un espediente comune per dare fama divina a un personaggio.

Ad onor del vero, avrebbe potuto trattarsi di una luminosità speciale di due pianeti molto vicini, Giove e Saturno, fenomeno astronomico previsto e accaduto nel 7 AEC. Ma allora perché il Vangelo parla di una stella? E perché solo un vangelo su quattro descrive un così bel segnale divino? Tutto lascia pensare, piuttosto, ad una trovata da teatro del buon Matteo..

Gesù era figlio unico

Così dicono.. ma sembra proprio il contrario: nei vangeli è scritto piuttosto chiaro che Gesù aveva 4 fratelli e almeno due sorelle (es. Mc 6,3 e 3,31-34; Mt 1,25 e 13,55-56 e 12,46-50; Lc 8,19-21; Gv 7,3-5; At 1,13-14). Molto imbarazzante per la Chiesa, che ha stabilito il dogma della verginità di Maria (v. dopo)!
Nel tentativo di trovare un accomodamento, alcuni dicono che fratelli va inteso come ‘amici intimi, fratelli di sangue’. Tuttavia, se è verissimo che il senso è tale in altri passi del NT, non lo è per *questi*, in cui specificamente ci sono la madre e i figli, in mezzo ad apostoli e discepoli.
Per altri allora si devono intendere come ‘fratellastri’, cioè figli di Giuseppe da un suo primo matrimonio. Ma è una totale fantasia senza riscontro alcuno. Comodo, eh?
In ultimo, i fratelli diventano.. cugini! «In antico ebraico, la stessa parola indicava sia fratello che cugino», dicono. Giusto! Peccato che in lingua greca la differenza si poteva fare, eccome! E nei vangeli scritti in greco (le copie a noi rimaste degli originali scomparsi) si usa proprio un’altra parola quando si deve dire ‘cugino’ (anepsiòs), e non ‘fratello’ (adelfòs).

Gesù è definito il primogenito (Lc 2,7). La parola era usata anche per indicare il primo e unico figlio, sarà questo il caso? Ma perché usare una parola ambigua sapendo di parlare di un figlio unico e così.. singolare? Forse perché appunto.. non lo si sapeva affatto?

La bibbia lascia dunque pochi dubbi sulla questione. E allora perché ritenere 100% vera l’ipotesi più improbabile, fino a farci un dogma (solo cattolico)? La risposta è semplice: se era 100% vera non c’era bisogno di nessun dogma, si crea ‘una verità di fede’ proprio perché non dimostrabile come si deve. Chi ha voglia di crederci? Tu? Tu? E tu, là dietro?

La Madonna, quando ebbe Gesù, era vergine

I vangeli di Marco e di Giovanni non ne parlano. E quelli di Matteo e Luca dicono cose diverse tra loro. Comunque, anche la verginità della Madonna è un’idea elaborata da leggende più antiche: non solo vi sono diversi esempi nel VT di gravidanze ‘impossibili’, ma ai fondatori di diverse religioni del passato, così come a uomini saggi e santi, re e faraoni, politici ed eroi.. era attribuita una nascita ‘miracolosa’ (persino quando le loro radici in realtà erano risapute). Tanto era il desiderio dei seguaci di credere – e far intendere – che fossero mitici..

Se davvero fosse stata vergine, davvero la maggioranza se ne sarebbe infischiata di lei e del figlio per i successivi 30 e rotti anni, fino alla ‘vita pubblica’, come i vangeli ci confermano?
Un punto essenziale, no?
Ma ammettiamo per un momento che Maria abbia concepito Gesù con un miracolo, senza aver fatto l’amore con Giuseppe. Poi ha partorito, no? Ed è impossibile fare un figlio e rimanere vergine. Fu forse un altro miracolo?? Ah, sì, il miracolo di un concilio nel 649! E poi? Altri ancora – miracoli a raffica – per farla rimanere vergine dopo il concepimento (stavolta sì grazie a Giuseppe) e il parto dei suoi altri figli e figlie? Per considerare Maria vergine ci vuole proprio tanta fede.
Deve saltare anche all’occhio del cristiano quanto questa credenza sia stirata all’eccesso..
Così in effetti, il mondo protestante ha rifiutato il dogma cattolico della ‘perpetua verginità’. Ma ci vorrebbe più coraggio ancora per ammettere la debolezza dell’intera faccenda, se non altro considerando quanto più è possibile la strada naturale della semplice bugia dettata da un bisogno legittimo, nella situazione di una ragazza che si ritrova incinta senza aver avuto rapporti con il marito. Altra riflessione: e se avesse fatto solo del petting, e dello sperma caduto vicino avesse trovato la sua strada? Niente di nuovo, succede. E ancora: visto che il dogma stesso afferma la verginità dopo il parto di un bimbo, non sarebbe forse rimasta intatta, a maggior ragione, dopo un semplice rapporto sessuale? Si comparino le proporzioni. Dunque come può dimostrare il contributo divino, per non parlare delle purezza della giovane?
È un coraggio che è difficile chiedere a chi è abituato ad arrendersi e accettare certi ‘misteri’, ma resta una scelta personale pur sempre possibile. Ciò che possiamo anche fare è prevenire, evitando ai nostri bambini di assumere questa forma mentis, in modo che sappiano misurarsi con le illusioni.

Che poi, la verginità di questa donna si fonda su una profezia citata a occhio in Matteo, cioè Isaia 7,14. Sembra facile, diresti che la chiesa stavolta ci azzecca? Puntualmente no!
La ‘profezia’
(Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele) infatti, soffre di tre grandi difetti, ciascuno dei quali è sufficiente a finirla.
Come già per l’affare dei ‘cugini’ di Gesù, anche qui si gioca con la traduzione: la fonte greca di Matteo usa parthenos (giovane donna, vergine), ma nel testo ebraico originale l’autore scelse almah, che significa solo *giovane donna* (vergine o meno), e non invece bethulah (vergine, appunto). Ma le parole che esistono a fare?
Il secondo difetto è evidente: il nome del ragazzo che tanti adorano non è stato Emmanuele, né in senso letterale né come titolo (esattamente: Dio è con noi), mentre in Isaia sì! Dozzine di nomi nella bibbia esprimono concetti su Dio: perché questo dovrebbe indicare che il bimbo *È* dio??
Terzo e ultimo? Ma è che quelle parole si riferiscono alla situazione *del tempo*! Nel passo, Isaia parla al suo re circa un’alleanza contro di lui e di un segno imminente, non di un miracolo futuro, si capisce benissimo!
Per questi motivi, dal tempo di Isaia solo poi i cristiani si sono presi la libertà di rendere almah e parthenos nel doppio senso di giovane che concepirà un figlio tra poco, e vergine incinta di dio 700 anni dopo. Ingegnoso, eh? Dall’equivoca traduzione di una parola, si parte per far dire al passo ciò che non dice, fino a creare una profezia e qualche dogma di fede. Questa scelta è arbitraria, ma se basta la fede..

E quanto chiasso attorno a questa verginità! Che Maria non abbia mai fatto l’amore con l’uomo che ha sposato, per i cattolici è degno di tanta venerazione. E poi dicono che non hanno problemi con il sesso!

Gesù visse 33 anni, morì e risorse

No. Probabilmente Gesù fu crocifisso nella pasqua dell’anno 30 EC e dovrebbe essere nato tra il 9 AEC e il 7 EC (i vangeli su questo si contraddicono). Persino l’anno zero è sbagliato!
Questo per parlare di storia
, e non del dio-agnello-salvatore-amico-che-cammina-con-te del cristianesimo di oggi, che è solo un rigonfiamento della fede.
Infatti, non c’è fonte sicura a provarlo: oh che strano!, nessuno storico, filosofo o letterato del suo tempo ne parla! Filone di Alessandria (20 AEC-50 EC), Giuseppe Flavio (37-95 EC), Tacito, Seneca, Plinio il Vecchio, Plinio il Giovane, Plutarco, Svetonio.. studiosi a cui bastava affacciarsi alla finestra per vedere Gesù passare, hanno riempito libri e libri e ancora libri su uomini, eventi naturali, fatti e fatterelli anche molto meno importanti, di quei precisi luoghi, ma nessuno scrive di lui o della sua ‘rivoluzione’, sulla sua pazzesca nascita, gli incredibili miracoli e guarigioni, le folle al seguito, e nemmeno sulla sua resurrezione.. Dico, e che resurrezione!! Imbarazzaaaaaante.
Si accenna (anni dopo) ai primi cristiani, cioè a un gruppo che credeva a un certo leggendario Maestro, e non si dedicano che poche, vaghe e indifferenti righe al maestro stesso! Decisamente debole come prova storica, di un uomo che si suppone avesse stravolto quel mondo. Si vede che in realtà c’era poco da dire.. tranne per i suoi fedeli compagni e tutti quelli che in seguito credettero alle loro voci.
Già, perché nemmeno loro scrissero nulla, per decine d’anni fu il gioco del telefono (e fra tante persone, in differenti città, in lingue diverse!). Del resto nemmeno Gesù si preoccupò – poco furbamente – di scrivere o dettare un bel testo riassuntivo dei suoi insegnamenti, da lasciare in tante belle copie autografe come eredità chiara e sicura! Boh.. Se riteneva il proprio messaggio e il proprio sacrificio tanto essenziali alla salvezza, perché incarnarsi ma poi lasciare che ciò assumesse i contorni della leggenda? Perché da risorto non farsi vedere da tutti, anziché dai discepoli, guarda un po’ i soli a raccontarlo? Di più: perché non farsi vedere *mentre risorgeva dalla morte*? Invece lascia un buco vuoto.. da riempire a piacere.

Così, gli unici che abbondano in dettagli saranno proprio.. i cristiani! «Cristo-Dio esiste perché lo diciamo noi, eh-eh!». È come se io scrivessi un libro sulla mia capacità di volare, e poi per provare che è vero dicessi «C’è scritto nel mio libro!». ..Ceeeerto, cosa si vorrà di più, mica una prova vera? :-D
Al massimo
, e non tutti gli storici oggi ne sono certi, si può dire che un Gesù-Uomo visse, e che in certe cose fu un grande.. Ma da lì, provare che era un dio e risorse, richiede tutt’un altro sforzo, più intenso che andare da re Artù a Excalibur.

Invece, piano piano i primi cristiani rappezzano un pugno di indizi storici con una sfilza di fantasiose credenze, principalmente ebraiche, e per un motivo o per l’altro fanno di un Maestro un Dio: come fedele cronaca dei tempi i vangeli non saranno granché, ma per seminare una ideologia sono perfetti.. Questo lo sapeva anche Paolo, uno che ha avuto una parte decisiva nel rivedere e diffondere il pensiero di Gesù.. Un bel record, per non averlo mai conosciuto!!
Il buon Gesù
, reso divino solo dalla testardaggine umana, con l’occhio della fede possiede i tratti mitici (stirpe divina, nascita prodigiosa, gesta e miracoli, detti e sagge verità, avversari malvagi, viaggi negli’inferi, sacrificio e ritorno, mediazione e salvezza) che fedeli di ogni tempo hanno creduto di numerosi dèi (più volte in gruppi di tre, come le precedenti Trimurti indiana e Triade capitolina), eroi e maestri (ciascuno a suo modo), già da millenni prima.. Osiride e Horus (Egitto, 4000 AEC), Krishna (India, 1200 AEC) Zarathustra (Persia, 700 AEC), Inanna, Buddha, Dioniso, Perseo, Eracle, Ercole, Attis, Mitra, Romolo/Quirino, Castore e Polluce, Asclepio, ..
E quei maestri e dèi, che vissero prima, sono considerati mitologia per creduloni. Quelli.

Idee niente affatto nuove, ma vecchie trame di religioni e leggende, di cronache (Plinio il Vecchio per es. riporta numerosi casi di ‘risorti’), arti (es. Omero) e filosofie (es. Platone in Repubblica [4° secolo AEC] narra di Er, tornato vivo dopo ben 12 giorni dall’aldilà, dove osservò pure un sistema di giudizio buoni/cattivi). Miseramente provate e quindi credute, se credute, soltanto per fede. Eppure seguaci non mancano mai. Straordinarie testimonianze della solita storia (c’è un personaggio ammirato, via via spontaneamente glorificato da chi lo ama, le cui doti nel tempo si fanno più marcate, e le azioni avventure strabilianti) e della facilità con cui gli uomini sanno creare e credere ai loro miti, con tutto il cuore. Era (ed è!) una tendenza popolare riconosciuta, psicologia già vista non solo in campo religioso, perché per Gesù non dovrebbe essere stato lo stesso? Proprio l’episodio della resurrezione così testimonia, di fatto, da Paolo a Marco a Giovanni, nell’arco di quasi 70 anni. Forse perché ancora molti ci credono? Ma crederci da tanto – o crederci in tanti – non ha a che fare per forza con la verità. Allora l’Induismo ha più di 4000 anni (ed è sostenuto da 800 milioni di credenti), l’Ebraismo 3000, il Buddhismo 2500..

Non portate miliardi di fedeli, ma 1 sola prova.

Il fatto è che più o meno tutte le religioni nascono per motivi simili e si basano per natura su elementi simili. Poi ciascuna ci cuce un suo lenzuolo di speranza, e ci si copre. Non è dunque che il cristianesimo abbia copiato di sana pianta, no. Per Gesù, il suo gruppo e poi quelli che scrissero i vangeli non era una gara di carta carbone (per nessuno lo era).. È ben possibile che sentirono la spinta delle idee e tradizioni che avevano tutt’intorno, cmq le scritture del primo Testamento erano già fonte di spunti impagabile. Cresciuti sotto queste forti influenze, assuefatti a spiegazioni pre-scientifiche e abituati fin da piccoli a usare la fede, si fecero convinti di un affascinante, in parte nuovo e certamente utile ‘cammino di salvezza’, che nutrì la loro speranza di cambiare le cose in quel difficile periodo della storia.. Un cammino così particolare che, pur venendo dall’ebraismo e da ebrei, durante la vita del maestro proprio non convinse la maggior parte di essi, per i quali certe idee erano una grossa forzatura del VT e non videro cose che le provassero al di là di ogni dubbio.
La sua stessa famiglia si interrogava su di lui, e alcuni discepoli non si convinsero persino della sua resurrezione (Mt 28,17; cfr Lc 24,16 e Gv 20,14[8])! Come sarebbe stato possibile, fosse stata reale, evidente, osservabile, inequivocabile?
Così infatti, la leggenda di quest’uomo prese piede dopo, e soprattutto altrove.

Simili racconti in realtà sono tutti senza prove, dal primo all’ultimo ‘dio’, e quindi non ci aiutano a capire, al di là della fede, se oltre ad essere creduti veri.. erano anche veri.
Della stessa resurrezione
, evento chiave del cristianesimo, i vangeli danno versioni contrastanti e inconciliabili. Che pensarne? Che di qualsiasi spiegazione naturale, anche la più incredibile è più plausibile di una sopra-naturale, e ce ne sono di quelle (es. reazione emotiva ad estrema delusione esistenziale [la psicologia sa che forza possano avere], allucinazioni, corpo sottratto o sepolto altrove, gesù sopravvissuto alla croce [non sarebbe stato il primo, ci dice la storia], esperienza di pre-morte, bugia a fin di bene, un.. sosia, episodio tutto inventato, ..o in mix di essi) che non si possono proprio escludere. Niente è impossibile, in teoria, nemmeno risorgere: ma se succede nessuna fede serve, se invece non succede nessuna fede basta.

Pensiamo agli apostoli: il Messia non libera nessuno, non porta la pace, e muore. Immagina la delusione immensa, il dolore allucinante.. il loro orgoglio fatto a pezzi, la vergogna, l’angoscia sconfinata e lo smarrimento per il futuro.. E la fede, che li portò fin lì, a cui non volevano e forse non sapevano rinunciare, anziché ammettere con sé stessi di averla riposta in qualcosa che andò completamente storto.. La potenza di questa miscela di sentimenti ed emozioni sarebbe stata incredibile, persino intollerabile. Possono forse aver rivisto e parlato col Maestro in una visione, del tipo oggi molto ben documentato, in cui alcune persone sconvolte dalla perdita di un caro dicono di averlo fatto? Di certo sì. Ed essendo all’oscuro del fenomeno come risposta psicologica, non dovettero far altro che inquadrare la cosa nei semplici termini che gli consentiva la loro ignoranza e la loro fede. E ancora: per resistere, per sopportare quel peso spaventoso, si può supporre una reazione anch’essa già osservata in situazioni simili: «Doveva andare così, niente paura! Gesù non è morto, si è sacrificato per noi, e poi è risorto! Eccolo, è là, lo vedo! Andiamo a dirlo a tutti!». Ipotesi estrema? Oh sì, così come doveva essere per loro la situazione.
Tentare una estrema razionalizzazione può venire istintivo
, in questi casi, e crederci, crederci è tanto più facile quanto più fossimo già abituati a non chiedere prove da tutta una vita. Così, si attenua il dolore, e si salva il proprio credo. C’è la possibilità che sia andata così?
Bisogna ammettere che la dinamica ci è nota
, ne conosciamo molti altri casi: laddove gli eventi contraddicono una nostra convinzione irrinunciabile, o stravolgono il nostro equilibrio emotivo, si può arrivare a una spiegazione che compensi la dissonanza, che ci aiuti a negare i fatti e rimuoverli. Una che ci consenta di andare avanti, eppure di restare indietro. E sia anche illusoria, inverosimile, illogica, incoerente e infondata, il suo senso sta nel proteggerci dall’urto della realtà, e dunque andrà difesa ad ogni costo.
Mi perdoni il credente per questa mondana ricostruzione, come pure per quella su Maria, ma non sto minimizzando i fatti. Al contrario, è una lettura fideistica che li gonfia di regola oltre misura. Restiamo pure aperti all’incredibile, ma è un errore prederlo per buono senza motivo, cioè escludere a priori l’ipotesi naturale.
Considerata dunque la regolarità delle leggi fisiche, e per contro gli innumerevoli casi in cui persone hanno inconsciamente razionalizzato, o mentito, ingigantito, interpretato grossolanamente e anche solo ricordato male, date poi queste possibilità realisticamente più semplici, e il fatto che non disponiamo che di testimonianze secondarie, disarmoniche e di parte, su un singolo episodio così antico: che ragione resta per credervi?

Anche se volessimo escluderle tutte, se pure avessimo delle prove consistenti e non delle dichiarazioni di 4a mano ansiose di fede e speranza.. una resurrezione non ne farebbe con certezza un dio lui stesso. Come al solito è sempre possibile immaginare spiegazioni fuori dal normale, e fra le tante c’è chi predilige quella dell’intervento di Dio. Ma di fronte a un simile massa di dubbi su di essa l’unica certezza è che affidarsi a una fede vale come il due di denari con briscola a coppe. Di nuovo, è una questione di metodo: la fede non tende alla verità, la presuppone. Perciò è utile come pettinarsi per risolvere un’addizione.

*

Chi era davvero Gesù?
Beh, per sicuro fu una persona di cui si *scelsero* azioni e detti fra quelli di una vita (Gv 21,25), che si trascrissero anni dopo raccogliendo ricordi, che furono completati e lustrati dai primi cristiani (malamente, come stiamo vedendo), che solo molto dopo furono riuniti (ma non erano nati per stare insieme e spiegarsi l’un l’altro), e poi furono tradotti in modi diversi, quindi variamente interpretati lungo tutti i secoli successivi.. Il che rende esile e incerta la sua stessa storia di uomo. E detto questo, accettarne l’evidente idealizzazione subita è nient’altro che volontà di *credere vero*.. In fondo è un po’ poco! Ciascuno misuri la sua.

Personalmente, do per buono che gesù sia esistito, e che sia stato considerato un carismatico maestro di vita.. Non mi sento di poter andare oltre: scarto la natività come costruzione posteriore, nutro dubbi sui suoi miracoli e l’episodio della resurrezione resta troppo vago per decidere che è vero. Inoltre la sua venuta, legata al VT secondo una cattiva mentalità tipicamente umana, ha proprio poco di un piano divino.. Non ho problemi ad accettare la sua natura di uomo, quindi, ma penso che considerarlo di più sia una cosa da cristiani.

Credere a cristo è credere ai cristiani, così da sempre disposti e predisposti alla fede e senza prove (fin dai discepoli che videro la morte di Gesù, fin dalla prima generazione di credenti che ascoltarono da terzi – e non vissero in prima persona – le sue gesta, e se lo fecero bastare. Sì, da allora in poi!) da non essere attendibili: non è gesù che ha scosso il mondo, ma ciò che ferventi seguaci hanno voluto dire fare credere e ripetere della sua figura, ostinandosi e isolandosi in essa, decorandola d’onori e passione, spesso dandole ogni esclusiva di virtù e saggezza.. ricostruendosela nel cuore per fede e lasciandola così in eredità.
Peccato
, però: la spruzzata di paranormale che gli ha consentito di ritrovarsi così famoso, alla faccia di tanti altri grandi, doveva essere provata molto meglio, proprio perché tanto fuori dal normale!, anziché riposare su episodi storicamente fragili, e propagarsi per atti di golosa fede.
Per chi scrisse i vangeli la storia non era importante
, ma per noi sì. E adesso?

Gesù è Dio

Cosa? Gesù non si è mai definito Dio. Proprio non ha mai detto questo di sé!
In nessuno dei vangeli si fa dire a Gesù una simile importante affermazione. Nemmeno in Atti e Lettere degli apostoli si conosce una Trinità, persino Paolo non osa fino a lì. Nessuna traccia, niente, nada, nicht, nothing, rien de rien! Predicava sì di avere una specialissima relazione con dio, dicevano ne fosse il figlio (ma si diceva anche di altri: nel VT di angeli e re, come nel mondo ellenico di eroi e pii uomini), ok, ma da lì a essere la divinità in persona ce ne passa!
Basta leggere la bibbia, eh!, suvvia: «Perché mi dici buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio» (Lc 18,19), e «..perché il Padre è più grande di me» (Gv 14,28. Anche: Gv 20,30-31)..

Perché non ha detto «Signore e signori sì, io sono proprio Dio. Perché Dio è Uno e anche Trino, siamo Io, il Padre e lo Spirito Santo. Beccatevi questa. Domande?»?
Non sarebbe stato capito? Veramente era lì per questo. E gente pronta a credere, su cose così, non manca mai!

Mai chiaramente disse di essere Dio, né Una di ‘tre persone’.. ciò che troviamo sono accenni e allusioni interpretabili a piacere, concentrate soprattutto nel 4° vangelo, il più tardo (di almeno 60 anni dopo), nato lontano (nella comunità orientale dell’Impero) e intriso di una teologia sostanzialmente diversa frutto di progressiva idealizzazione e di contaminazioni culturali (perché offerta da Gentili ai Gentili), nell’intento di diffondersi e affermarsi fra gente avvezza a concetti simili. Per la mentalità pre-scientifica e superstiziosa del tempo, un tipo come Gesù poteva certamente suscitare la sensazione di essere un uomo di Dio. Ma mentre nei sinottici – e in particolare in Marco (il primo vangelo) – lo si fa parlare principalmente del Regno, quasi mai di sé e distinguendosi da Dio al punto da far persino dubitare avesse coscienza e desiderio di un suo ruolo centrale, solo nel 4° troviamo un Gesù che si compiace di definire sé stesso in senso ambiguamente super-umano. Fosse stato vero, difficile credere che i 3 vangeli precedenti avrebbero omesso una cosa del genere!
E
.. se anche l’avesse detto? Che garanzie ci sono che dicesse la verità? Come l’ha provato in vita? In nessun modo soddisfacente e conclusivo, per essere un dio. La resurrezione? Ma fu risorto da Dio, nei vangeli è chiaro e tondo! Nemmeno i suoi miracoli, ammettendoli con l’audacia di chi non ha le prove, ne fanno più di un tizio strano con un superpotere (e infatti più o meno questo si diceva degli altri guaritori, all’epoca). Forse è per questo che non lo disse, ovvero che non glielo fecero dire mentre imbastivano i vangeli: sarebbe stata una responsabilità troppo grossa, e prove decisive dovevano darsi, meglio tenere tutto sul confuso, così che la verità fosse marionettabile a piacere con la scusa che tanto serve la fede..
Ancora oggi continuano a nascere religioni e sette per mezzo di ‘testimonianze’, ‘esperienze’, interpretazioni ‘ispirate’, libri ‘sacri’, sedicenti ‘vicari’ e ‘visioni divine’.. Sempre lo stesso meccanismo: le stesse esigenze, la stessa fede, le stesse inconsistenti – inesistenti – prove.
Se un credente in altro dio ti venisse a dire lo stesso
, con lo stesso tipo di dimostrazioni, gli crederesti? Prenditi un momento per rifletterci.

Ma allora chi tira fuori questo dogma, bada bene un dogma fondamentale, e quando? Forse un apostolo che sapeva? Forse la mamma, che Gesù era troppo modesto? Non so, Dio in persona? Nooo: un pugno di religiosi riuniti in concilio quasi 300 anni dopo Cristo!
Il concilio fu convocato a Nicea dall’imperatore Costantino proprio allo scopo di affermare la verità di fede di Gesù come Dio. Infatti, fra le altre interpretazioni che nacquero fin dalle prime comunità post-pasquali, in quel periodo andava forte quella di un prete, Ario, che riteneva che Dio fosse così fico che non poteva essere composto da altre persone in contemporanea. Non ti dico il putiferio: c’era chi difendeva idee opposte, e benché né gli uni né gli altri avessero mai avuto prova alcuna, erano tutti lì che discutevano su chi aveva capito meglio, accusandosi a turno di eresia. Il concilio, allora, stabilì ‘definitivamente’ che Gesù e Dio erano della stessa sostanza, e, solo più tardi (381 EC, concilio di Costantinopoli), vi si aggiunse lo Spirito Santo. Tre secoli e mezzo dopo Cristo, si ebbe di colpo un dio fatto di tre.. persone, non so come dire, un trittico, una diottria, uno stridio.. la cosiddetta trinità. La principale verità – il principale mistero – del cristianesimo vide la luce non per l’annuncio del protagonista, ma proprio per la mancanza di esso, grazie al vantaggioso patteggio fra l’astuto imperatore e l’avido clero cattolico. Storica occasione per entrambi di rafforzare il proprio potere politico e sociale a scapito del messaggio cristiano originale e di tutte le altre visioni religiose dell’Impero, ora duramente oppresse per ‘eresia’, al culmine di una evoluzione teologica passata attraverso tre secoli di controversie, contaminazioni e interpretazioni, che ebbero per naturale oggetto la mitizzazione del maestro.
Ma dico io: se né Gesù né tantomeno Dio hanno puntualizzato di essere la stessa cosa, è facile che non lo siano; o ce lo avrebbero detto chiaro e tondo, invece di lasciare a peccatori e teologi la chance di pannocchiare tonnellate di pensieri personali uno meno ispirato dell’altro, no?
Interpretare a forza passi vagamente simili può essere stimolante.. ma prendere certe deduzioni per vere è un salto nel buio! Farne un dogma è azzardato! Dài, che poi i fedeli ci credono..

Sia stato davvero una grande persona (saggio, guaritore, innovatore, ..), perché non scegliere i suoi messaggi più felici – e poi anche quelli degli altri grandissimi maestri della storia – adattarli dove serve, farli nostri dentro e viverli..? Basterebbe, funzionerebbe? Certo! Possono reggersi da soli senza obbligare all’adorazione del messaggero, e all’identificazione con esso? Naturalmente! Vanno scomodati gli dèi a loro garanzia? Niente affatto! Dobbiamo per forza essere anche ‘salvati’? No, questa è un’idea extra, allestita per farci sentire sbagliati e sperare a oltranza..
Certo invocando autorità divina tutto sembra più fantastiglioso.. e forse allora aveva una sua utilità, ma oggi? A mio avviso è la maturità, non più la convenienza, la paura o il desiderio, che deve decidere.

Nella Bibbia ci sono molte profezie che si avverano

È uno degli argomenti più citati come prova dell’eccezionalità della bibbia e, quindi (?), di dio. , solo che nell’ideare i vangeli, molti fatti furono costruiti volutamente in modo da adempiere ad una profezia, come per l’entrata di gesù in Gerusalemme su.. due somari (Mt 21,7), per un malinteso da Zc 9,9. Gesù, apostoli e compagnia, da bravi ebrei, conoscevano a menadito il Vecchio Testamento, da cui attinsero di continuo per citazioni e insegnamenti (come il mitico ‘Amerai il prossimo tuo come te stesso’, Mc 12,31.. semplice copia-incolla da Lev. 19,18), ma Matteo evidentemente no, e qui rivela la sua maldestra, spudorata intenzione di manipolare il testo.
In altri casi
, dei passi qualsiasi furono considerati profezie solo all’epoca degli avvenimenti (come per i trenta denari del povero giuda, e ovviamente la nascita da ‘vergine’). Persino, furono aggiunte in seguito profezie riguardanti fatti.. già avvenuti (come quelle di gesù sulla sua passione)! Insomma, fu come compilare una schedina.. dopo che si sono giocate le partite! Se poi uno esce di casa urlando «Ho fatto trediciiiiii!!».. Bah!

Le profezie bibliche sono fatte così. Con tutta la buona volontà, è troppo poco per considerarle vere, e men che meno una prova di Dio. A ragione quindi, solo ai cristiani appaiono tali.. mentre ad esempio gli ebrei, che conoscono il VT come le loro tasche (è la loro Bibbia), considerano quei passi niente affatto collegati a Gesù, né rivelatori di un messia.

Perché sia evidente che un passo è profezia, dovrebbe essere (oltre che accaduto con certezza) definito e considerato tale quando composto, non dopo che i fatti si sono verificati. Dovrebbe dare riferimenti chiari, precisi e inconfondibili di eventi inattesi, non vaghe descrizioni di fatti del tutto prevedibili, o interpretabili, o semplicemente possibili, o solo desiderati, o relativi a quell’immediato futuro.. Non dovrebbe essere possibile dire «Sì, questa È una profezia ma.. NON si è ancora avverata!». E dovrebbe essere verificabile, in modo che ogni significato più logico e possibile, ogni altra possibile spiegazione (incluso il magheggio) venga scartata con certezza.
Non è ‘strano’ invece che le profezie bibliche siano tutte poco chiare e specifiche?
Che siano confermabili solo dalla fede forzandone il senso?

Perché non ce n’è una tipo: Da aprire tra 206 anni esatti, il 25 dicembre del 753 AUC alle 12e32, a Betlemme – Sotto il governo di Erode il Grande, che in quel momento avrà una gamba rotta, nascerà un bambino di 3 chili e 150 che Maria e Giuseppe (la madre e il padre adottivo) chiameranno Gesù. Maria lo avrà concepito ancora vergine e vergine resterà: la cosa sarà verificata da 4 medici famosi, che annunceranno un best-seller dal titolo ‘Una gravidanza della Madonna’. Ci saranno, a parte voi, 1248 testimoni oculari in tutto, tra cui cinque rinomati storici, tre pittori, un pastore con 2 cani, 1 gatto e 6 lucertole. Ah, dimenticavo: pioverà!?
Niente del genere è stato fatto nella bibbia, che non passa il test!

Se anche fosse? Se davvero delle vere profezie fossero state infilate una dopo l’altra, proverebbe l’esistenza di Dio? Non con certezza: chi dice che quelle profezie *venivano da dio*? Non potrebbe essere un’interpretazione di fede? Se anche, non potrebbe *tutto il resto* comunque essere falso? Ma se anche, diciamo che tutto fosse connesso e verificato, non sarebbe comunque la sua opera nel mondo a tratti infelice ed eticamente criticabile?
Per di più, l’idea di profezie su predeterminati fatti futuri si scontra con il libero arbitrio..

I 10 Comandamenti: la chiara, completa ed inequivocabile legge di Dio

Ovvio no? Spiacente, ma anche questo è falso..
Aaaah, sui comandamenti la chiesa sfiora la commedia! Tanto per cominciare, dei comandamenti originali vi sono 2 versioni, perché Mosè ruppe le prime due tavole (!) e quando Dio gliele scrisse di nuovo, erano diversi. Completamente diversi.
Dirai ma che, 2 versioni diverse? Clamoroso!! Già, non l’ho mica scritta io la Bibbia! Poi una terza versione, differente un altro po’, è riportata più avanti (in un libro chiamato Deuteronomio, le prime due sono in Esodo 20,2 e 34,12). Inoltre il Vecchio Testamento è pieno zeppo di comandamenti sparsi qua e là, sempre parola di Dio eh!, che non vengono considerati. Perché?
Ma il bello è questo: la versione che insegnano oggi al catechismo.. è un’altra ancora!
Guarda le quattro versioni da vicino, nell’appendice A, in fondo al libro. Dovrebbero essere gli stessi, ma non è così. Che c’è, l’opinione di Dio.. andava ritoccata?

*

Scopriamo così che i comandamenti insegnati nel Catechismo sono in realtà nove. Infatti, il secondo comandamento è stato cancellato, e per far tornare i conti, il decimo è stato diviso in due..
Vediamo le differenze più da vicino:

a – È sparito il n. 2, che proibiva di adorare le immagini invece che il dio (si chiama idolatria). Perché? È chiaro: oggi un mare di gente adora (ah già, ‘venera’) un sacco di immagini e statue! Santi, madonne, improbabili ritratti di gesù e crocifissi ovunque, e questo alla chiesa è molto utile.

b – Il n. 4, che comandava di santificare il sabato, è stato sostituito col n. 3 che comanda di santificare le feste. Chiaro anche questo: così si possono festeggiare tutte le ricorrenze che la chiesa cattolica infila nel calendario!

c – Il n. 7 originale proibiva solo di tradire il coniuge, ma è stato cambiato col n. 6 che proibisce tutti gli ‘atti impuri’. Già, il sesso è una forte ossessione dei cattolici.. lo abbiamo capito!

d – Il n. 10 originale, che imponeva di non desiderare la moglie, la casa e parecchie altre cose del prossimo tra cui i suoi begli schiavi, nel catechismo di oggi è stato spezzato in due: il 9 contro il desiderio della donna d’altri, e il 10 contro il desiderio della roba d’altri.

Sei un po’ confuso/a? Allora siamo in due! Rattoppa lì e tagliuzza di là, i comandamenti tornano ad essere 10.. La cosa è incredibile, dato che questi comandamenti sarebbero stati dettati da Dio in persona! Come mai la Chiesa cambia le sue parole? Perché poi ne allarga il preciso senso originale come e quanto le fa comodo, per renderlo più idoneo e politically correct oggi? È una cosa intelligente, adattarsi ai tempi (a proposito di relativizzare!), ma perché non ha il coraggio di dircelo e li chiama ancora assoluti e divini? È chiaro: o il loro Dio ha sbagliato, e dunque non è perfetto, o la Chiesa da secoli mente e truffa i fedeli. E tace.
«Appendiamo ovunque il decalogo!», chiede ogni tanto qualche fanatico, per ficcare la sua fede nella vita pubblica di tutti gli altri. Non è giusto ma.. ok, dico io: allora mettiamoci tutte e 4 le versioni! Non 10 ma 40 bei comandamenti per accontentare tutti, il dio che li ha ispirati e coloro che ci credono.. e stavolta persino chi non ci crede, il quale apprezzerà che sia esposta in quattro cornici l’incoerenza della bibbia.
E la sua ‘morale’, che stiamo per esaminare.

I dieci comandamenti sono una valida, assoluta legge morale

Per un microsecondo, diamo per buono che Dio esista. Secondo i cristiani, costui vuole che ci comportiamo bene. Così ci ha dato delle regole da seguire. Regole positive, di buon comportamento: morali. Senza, gli Uomini farebbero solo un gran casino, dice.
Beh, anche su questo è difficile essere d’accordo. Io trovo che non è per niente così! L’Uomo può eccome essere buono, ed è meglio quando le regole se le fa da solo (vedi sopra il capitolo ‘Ma se dio..’).

Ok, forse potrebbero essere delle buone regole, in generale, no? Vediamole insieme: uhm.. ah già, quale versione prendiamo? La prima e originale? La seconda, quando Dio cambia idea del tutto? O quella del catechismo?? Tutte sono importanti (parola di Dio o della Chiesa, mica poco!).. Ma tutte come regole di vita fanno pena:

·    Nel 1° comandamento, scopriamo subito che Dio è intollerante con le altre idee, anzi fin dall’introduzione vuole la guerra (Es 34).

·    Nel 2° che è geloso, possessivo e ingiusto, anziché paterno e amorevole.

·    Nel 4° e nel 10°, riconosce la schiavitù (anche qui la furba Chiesa sorvola).

·    Nel 5° (4° per la Chiesa), scopriamo che i figli non sono citati, quindi gli si può mancare di rispetto a cuor leggero. E che la sottomissione a un’autorità intoccabile si impara fin da piccoli. Ma l’onore va guadagnato non comandato! E dev’essere reciproco non a senso unico!!
Ai figli di obbedire, ai genitori di disciplinare alla lettera del Signore: quale miglior schema educativo per assicurarsi potere – anziché favorire parità indipendenza e fiducia – e con ciò ripetere i soliti errori sociali? I genitori si meritano rispetto non qualsiasi cosa facciano, ma se da genitori si comportano da genitori in gamba. Così il rispetto fluirà tenero e spontaneo, non per dovere né per convenienza, come quella (peraltro mai garantita) di una vita ‘più lunga’. Anche questa quindi, non può certo essere considerata regola perfetta e assoluta.

·    , 8° e 9° sembrano giusti, tanto che ispirano da sempre le leggi dello Stato (3 su 10!) e i migliori rapporti fra persone, ma così sono generici e incompleti: cosa farebbe, ad esempio, una persona assalita da un ladro armato di coltello? E una madre poverissima che ruba del cibo per il suo bambino? E un soldato che difende la sua terra? La legittima difesa dove la mettiamo? E perché dio nel VT permette comanda e premia stragi ed atti efferati dei suoi?
Ancora: le bugie pesano forse tutte uguali? E una bugia detta per evitare un’ingiustizia maggiore? E perché circoscrivere alla testimonianza, anziché dire in generale ‘non mentire’? Perché scrivere – in questo punto così essenziale – proprio ‘il vicino’ e non ‘gli altri’ o ancora meglio ‘l’umanità’? Bugie, furti e omicidi stanno sullo stesso piano, meritano la stessa pena?
Ma perché poi non proibire *tutti* i tipi di violenza anziché 3, dico io? E perché non esprimerli al positivo? Uhm.. neanche questi sono assoluti, confermi?

·    Nel 7° (6° della Chiesa) è proibito l’adulterio, eppure non risiede necessariamente qui il problema di una coppia. La Chiesa poi, nel suo slargare i significati, lo trasforma in tutti gli ‘atti impuri’. Cosa saranno mai? Semplice, il sesso. Alla Chiesa il sesso fa schifo, ai preti è ancora imposto di negarselo e trattenersi tutta la vita, in modo innaturale e inutile, e ci vorrebbe tutti casti pure noi. Ma il sesso in sé non è impuro, né sgradevole, né pericoloso (se prudente)! E allora? Anche questo, come assoluto, non funziona.

·    Il 10° (9 e 10 per la Chiesa) chiarisce: si parla agli uomini (un esempio di quanto poco le donne erano, e spesso sono, considerate; alla faccia delle pari opportunità!). E proibisce addirittura il desiderio! Ma il desiderio non si può proibire, comandare, decidere.. Il desiderio poi è anche ciò che ci spinge a migliorare la nostra vita, e non fa bene opprimerselo dentro. Non è altro che un forzare ad accontentarsi di poco. E perché poi far pagare un desiderio quanto al ladro o all’assassino!

Questa è la ‘moralità’ del decalogo. Sono queste perfette regole di comportamento?? Regole assolute e universali?
I primi comandamenti sono di stampo religioso, e non morale (cioè non c’entrano col fare il bene o il male), è evidente. Dunque proprio non morali, immorali, poiché diventano un’ingiusta imposizione a non credenti e altri credenti, ed equiparano il loro ateismo ai crimini citati dopo. La nostra Costituzione garantisce più rispetto (Art.3).
Il resto, un rigido e incompiuto accrocchio di regolette che oggi non soddisfa per niente, in origine rivolto ai soli maschi ebrei, mica universali, e forse derivate da due illustri codici precedenti (il Libro dei Morti egiziano e il Codice di Hammurabi babilonese), storica testimonianza del fatto che prima del dio cristiano la morale c’era eccome.
Scompare, l’accrocchio, paragonato all’etica di un Socrate, un Epicuro, o ai 5 Precetti del Buddhismo, o ai Dicta di Solone.. Parole antiche che mostrano la virtuosa maestà del cammino dell’uomo. Non ‘comandamenti’, cioè ordini, da obbedire pena l’ira, l’offesa e la punizione di un dio, ma linee guida, raccomandazioni per la persona che desidera coltivare la sua nobiltà morale.. Che figuraccia ci fa il decalogo!
Cosa abbiamo
, in realtà? Da una parte il Dio biblico, aggressivo e impaziente, che comanda invece di insegnare, così vanitoso da dedicare 4 comandamenti a sé stesso (3 nei più recenti) (!). Dall’altra la Chiesa Cattolica, che accorcia e abbellisce le parole di un dio come le pare – un bell’esempio di.. relativismo! –  e non dice niente ai suoi fedeli.. 2 volte colpevole.
Begli esempi! Che moralità, pure in chi li ha scritti e in chi li insegna..
Esistono valori e regole ben migliori a cui ispirarsi
. Conclusione? Concludi quello che vuoi.

Il Papa è il legittimo successore di Pietro, e i preti sono ministri di Dio

Né Gesù né altri hanno mai detto che dovevano esserci dei sacerdoti. Tant’è vero che, almeno fino al quinto secolo, la comunione la potevano celebrare anche le persone comuni. Se Gesù avesse voluto creare una poderosa organizzazione gerarchica fatta di papi, vescovi, arcivescovi, cardinali, preti, suore, santi, cattedrali, messe, sacramenti, dogmi, banche, finanziarie, possedimenti, miliardi, case, un’intero Stato e quant’altro, ne avrebbe parlato con una certa chiarezza, ne avrebbe come minimo espresso il desiderio! Invece niente.
Ma da un certo momento in poi la Chiesa di Roma volle più potere e più denaro. E questo è comprensibile: uomini crudeli e senza scrupoli videro (e vedono) nella fede degli ingenui una miniera d’oro.. Per avere questo, essa doveva darsi un prestigio indiscutibile agli occhi del popolo ignorante. Cominciarono allora a giustificare l’autorità che si auto-davano forzando il senso di qualche frase di Gesù in una sorta di sua autorizzazione. Perché cosa meglio del volere di dio stesso? Tombola! Ad esempio: «Andate e ammaestrate tutte le nazioni» (Mt 28,19). Sebbene il passo non si trovi nei manoscritti più antichi (!), ha senso che Cristo volesse condividere quello che sapeva. Ma dov’è scritto ‘Considerate la Chiesa un gradino sopra tutti’? ‘Imponetevi come autorità’? ‘Interpretate e aggiungete a piene mani’ (2 Pt 1,16)?
Disse anche: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa.. e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli..» (Mt 16,18-19). Su questo passo, in particolare, la Chiesa Cattolica fonda la sua esistenza e il suo prestigio, perché i Papi sarebbero i successori di Pietro. Ma che sciocchezza!

Chi se la beve? Questa scusa fa acqua in mille maniere:

1)  È presente solo in un vangelo su quattro. Che misera importanza gli si dà!

2)  Non risulta che Pietro – trascinatore per passione, carisma ed età – abbia mai esercitato una funzione di comando esclusivo nella comunità, e nemmeno che fu primo papa a Roma, come tradizione vorrebbe!

3)  Come apostolo, Pietro non si scelse un successore (ovvio, non si considerava papa! v. At 10,25-26 e 14,15 + Ap 21,14 e 22,8-9; Ef 2,20; 1 Co 3,21-23). Chi decise di esserlo, e con quale autorità? Non di Gesù, che non ne parlò, non degli apostoli, né di Paolo, ..di chi?? Nella Bibbia non si definisce regola di successione: che il potere di ‘legare e sciogliere’ e i vantaggi dello spirito santo (esistenza del quale tutta da verificare) passino di vescovo in vescovo è una trovata.. dei vescovi! E infatti solo alla fine del 4° secolo (!) essi cominciano a pretendere sul serio di essere gli eredi di Pietro..

4)  Come testimone, ciò che ha visto è morto con lui. Non si può passare la forza di una testimonianza oculare: chi non ha visto (dunque tutti i successori) non può essere considerato testimone a sua volta. Anche questa ‘garanzia’ che rendeva speciali gli apostoli (v. At 1,8 e 21-23), se mai c’è stata, è scaduta da un pezzo.

5)  In un passo dopo, lo stesso invito è rivolto a tutti gli ascoltatori (Mt 18,18; Gv 20,20-23). Dunque non in special modo a Pietro. Oppure gesù voleva farli tutti papi??

Frasi come quelle esprimevano il desiderio di Gesù di creare un largo gruppo di persone (un’assemblea, in greco ‘ekklesia’, chiesa) con una fede come quella di Pietro, e di assicurarsi che qualcuno predicasse i suoi insegnamenti nel suo stile di vagabonda umiltà.
Pietro è l’esempio da cui partire, e come tale non viene posto sopra ma solo prima degli altri. Pietro stesso lo sapeva bene, se disse “Questo Gesù è la pietra.. In nessun altro c’è salvezza” (At 4,10-12 poi 1 Pt 2,4-6 e 5,1-3), e anche Gesù (Mc 10,42-45; Mt 20,25-28; Lc 22,25-26; Gv 14,12 v. anche 1 Co 3,4-11; Ef 1,9-22 e 4,11-16 ..). Il succo di queste frasi è piuttosto chiaro, no? Interpretate a forza (da III secolo!), diventano l’ordine di fondare la Chiesa, una ricca casta di privilegiati, invadenti e presuntuosi personaggi in maschera, con a capo Pietro e i suoi presunti successori in qualità di autonominati potenti e santissimi sostituti di Cristo-Dio in terra!
È il festival della frittata rivoltata, il lunapark della lettura fra le righe! Fedeeeee, non autorità!
E la cosa più bella (se non fosse triste) è che.. al Vaticano lo sanno bene, è scritto e stampato nel catechismo, paragrafo 424: ‘Sulla roccia di questa fede, confessata da san Pietro, Cristo ha fondato la sua Chiesa’. Il primato papale non è storia, ma dogma (v. Pastor aeternus, cap3).
Ma bravi! Il solito caos.
Se il vescovo a Roma fu il principale tra quelli importanti
, tale primato non ha radici nel NT. Nessun diritto divino dunque, né apostolico lignaggio, ma superiori circostanze sociali e scelte politiche forti, in particolare dal IV secolo in poi, grazie agli imperatori Costantino e Teodosio. La Chiesa cattolica oggi è la più diffusa, non necessariamente la più ispirata: che essa difenda le proprie idee è lecito, che ne abbia avute di felici è certo, ma che tutte in blocco siano le uniche giuste per popolarità o timbro divino è.. volontà di fede. Per questo l’altra metà dei cristiani non riconosce al papa alcuna preminenza.
Vogliamo proprio guardare nelle Scritture? ‘Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:.. «Voi siete tutti fratelli.. E non fatevi chiamare maestri»’ (Matteo 23,8-12. Vedi anche Mc 9,33-35 e 1 Pietro 5,1-3).
 Punto.

La Bibbia è l’infallibile parola di Dio

Certo un dio, sapendo quanto possiamo essere duri a capire e presuntuosi nell’insegnare, essendo sceso proprio per farsi scoprire e conoscere, poteva essere un filo più preciso, per non lasciare spazio a dubbi storici, divagazioni teologiche e sempre nuove richieste di fede.. [segue]


[7] AEC, Avanti Era Comune. Si usa al posto di Avanti Cristo, ed EC al posto di DC. Una notazione culturalmente neutra e religiosamente.. ecumenica. Già diffusa nel mondo, è meno cristo-centrica, quindi più rispettosa di tutti i credo, correttamente.

[8] L’episodio di Tommaso? Lo considero soltanto un espediente letterario, servito nel maldestro tentativo di fornire una ‘prova’ ai lettori. Come potrebbe, infatti, aver infilato un dito nelle carni di qualcuno che era appena passato attraverso il muro, o apparso nella stanza chiusa come una visione? E Gesù, come poteva starsene lì tranquillo con ancora aperte le ferite sanguinanti che presumibilmente lo avevano portato a morire?
Subito dopo (Gv 20, 30-31) Giovanni ci dice chiaramente che scrive perché crediate. Grazie di avercelo ricordato.

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