Catechismo, papa, madonna, gesù, diavolo, inferno, resurrezione, morale, libertà, logica, ragione, ateismo, compassione, umanesimo, felicità.. |
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Preavviso! La lettura del sito può avere effetti frizzanti sulla fede.. Sono ateo e qui scrivo di umanesimo, quindi anche di religione e dei difetti che ci trovo. Se l'idea ora non ti va, fa' a meno.
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Piccolo manuale di Umanesimo ateo. Il perché e il il percome di una vita senza dèiPrima parte / 1. Allora, chi è Dio?Un leggerissimo cambiamento. Da Dio all’Umanesimo ateoIn questa prima parte vediamo che cosa si intende per ‘Dio’. Scopriamo così che ogni religione (ce ne sono tantissime) ha un dio diverso e tutte pensano sia quello giusto! In realtà dio è una ipotesi, e non sappiamo se è davvero la causa delle cose belle e brutte della Terra. Non avendo prove, non è ragionevole crederci alla cieca: torniamo sulla terra, e concentriamoci sulla capacità di migliorare le cose, che abbiamo noi Esseri Umani! 1. Allora, chi è Dio?La parola ‘dio’, con la lettera minuscola, e che al plurale fa ‘dèi’, viene dal greco e significa ‘luminoso, splendente’. Nei secoli sono nate migliaia di religioni diverse, ognuna col suo dio o i suoi dèi.. Si adorava di tutto: il serpente, il toro, l’uccello, il tuono, il sole, la luna, madre terra, una infinità di ‘esseri’ soprannaturali dai più vari poteri.. Dio, con la lettera maiuscola, invece è proprio il nome con cui alcune religioni (come quella cattolica) chiamano il loro dio. Una piccola furbizia: basta dire ‘dio’ che si pensa subito a ‘Dio’. Ciascuna fede sostiene che le sue divinità sono uniche, o le più potenti, e certamente vere. I credenti incentrano così la loro vita su quello che ritengono il loro dio voglia o no, interpretando in modo particolare gli eventi naturali e più misteriosi e basandosi su tradizioni antiche. Chi non crede in alcun dio, è chiamato ateo (in greco theos è ‘dio’: a-theos = senza dio). L’ateismo quindi è l’idea che un ‘dio’ non esista, idea basata sulla sicura evidenza che.. non ce n’è evidenza sicura. «Per quel che ne sappiamo, non esiste! E non lo crederò per sola fede». No, gli atei non odiano dio, non se lo negano, non sono cattivi, né satanisti, né posseduti, né ‘stolti’, né ignoranti. Qualcuno che lo è ci sarà, ma la maggioranza no. E sì: esistono.. ;-D Naturalmente poi, oltre a non credere in dio, gli atei e gli agnostici come i credenti hanno pure una visione della vita, valori e scopi, ed è proprio in base a questa che gli uni e gli altri saranno persone più profonde, amichevoli oneste generose attive felici.. che no! * Ti avranno detto che Dio è un tizio che sta in cielo, che è ‘il creatore del cielo e della terra’, che può fare tutto, che bla-bla-bla conosce i nostri cuori e bla-bla-bla ci sorveglia continuamente e bla-bla-bla ci manda le cose buone e ci sempre aiuta nei momenti più brutti. È così? Ok, potremmo immaginare che è lui a mandarci le cose belle e brutte, vero, ma allo stesso modo (cioè senza prove) potremmo dire che è il Tiracchio Penperòn (l’ho appena inventato), o un altro dio, o le stelle, o un incantesimo.. * Ogni religione descrive un dio. Non lo mostra, lo disegna. Anche simile, a volte, ma mai del tutto uguale agli altri in ciò che ‘dice’ e in ciò che ‘è’. Tra virgolette, sì per forza: non solo ciascuna descrizione non è supportata da prove valide – introvabili – non solo per fede esisterebbero tanti dèi quante sono le religioni – impossibile – ma oltretutto queste stesse affermano – contraddicendosi – che il proprio dio è comunque ‘un mistero’.. Perciò insomma, sembrano avere le idee chiare ma poi alle strette questa è la loro verità. Di più: che succede se Dio stesso si contraddice? Cioè se le qualità, le azioni e le parole che gli si attribuiscono non sono coerenti e in armonia, ma si tradiscono e smentiscono l’un l’altra? Beh, non sarebbe pazzesco? Bene, allora vedremo di preciso com’è fatto e cosa direbbe il dio della cristianità, così da scoprire se è vero. Se appartieni a un’altra fede o sei nel dubbio, è lo stesso: applicando liberamente il metodo critico non ci si mette molto a fare inaspettate scoperte. A quel punto, conoscendo le qualità ma anche i limiti di ciò che crediamo, sarà più facile scegliere. O più difficile, forse, per alcuni. Comunque, in tutta libertà e consapevolezza. È ciò che conta, no? Ogni religione ha libro sacro. In tutti si trovano grandi e grandissimi insegnamenti, parole di pace tanto sensate che sembrano proprio ispirate.. questo prova forse che tutti gli dèi sono veri? O che ce n’è uno solo, pur nelle profonde differenze fra religione e religione? O piuttosto la grandezza degli uomini che li hanno scritti e sostenuti? E allora: *perché* scegliere una fede o l’altra? In generale: *cosa* rende una certa dottrina o un ideale preferibile? Come capire che un’idea è reale o un comportamento è realmente migliore, se il semplice «Io credo lo sia» non serve veramente a nulla? Si dice al discepolo: «Ecco il punto: se credi, dio esiste». Eppure, se esistesse non servirebbe la fede, come non serve fede per sapere di un albero o del sole. Una cosa che esiste, esiste. Non sta alla fede partorirla e sostenerla. Senza la fede (e qualcuno che la insegni), il sole resta il sole, l’albero l’albero, e dio.. diventa un’idea come tante. Se un fatto è andato di certo in un modo, avrebbe senso credere diversamente per fede? Ecco.. la fede si applica ‘felicemente’ solo ai fatti ancora misteriosi, e tuttavia non è decisiva per capirli davvero, ed è anzi un freno, perché dà a chi la usa la falsa impressione di sapere già. Poi però, quando la realtà avanza, è sempre la fede che fa un passo indietro. O, per il nostro bene, almeno dovrebbe. * E allora? Questo Dio non fa mai niente, non parla, non viene a trovarci, non appare da nessuna parte.. Chi l’ha visto mai? Passano raggi di luce attraverso le nubi e pensiamo si manifesti in quel modo, ma non è Dio. È il meraviglioso spettacolo della Natura.. È lei che si merita gli applausi.. Ci mettiamo a tavola e ringraziamo dio, ma non è che il cibo si è materializzato davanti a noi.. sarebbe più giusto ringraziare la mamma che ha cucinato, papà che ha fatto la spesa, il fornaio, il macellaio e il contadino.. Un incredibile colpo di fortuna, un delizioso periodo positivo? Subito a sentirsi benedetti da un miracolo, quando fra quello e Dio ciò che manca è una vera connessione. Accade qualcosa di strano e sconosciuto e sorprendente.. ma chi ci dice già chi o cosa c’è dietro? Una cosa sconosciuta non si può rappresentare, se non inventandosela di sana pianta, se non spilluzzicando parti delle nostre vite e dandogli un altro nome. Le idee di Dio che senti in giro, quelle cose belle che i credenti amano chiamare ‘opera sua’, o l’impressione di percepirlo dentro di sé, e tutte le fanta-qualità che avrebbe, sono il frutto del volerci credere. Chi *crede ciecamente* mischia la realtà con la fantasia, confonde la vita vera con una vita che non c’è.. E vive come un animaletto che non si fa mai domande, un robot che sta sempre seduto composto, una marionetta legata a dei fili che un altro gli muove nell’ombra. Magari fa del bene, ma perché crede sia la volontà di un dio: dov’è la *sua* coscienza? * Insomma? Chi è Dio? Capitolo successivo: 2. Quali prove abbiamo che esiste un dio? Torna a: Intro
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