Catechismo, papa, madonna, gesù, diavolo, inferno, resurrezione, morale, libertà, logica, ragione, ateismo, compassione, umanesimo, felicità.. |
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Preavviso! La lettura del sito può avere effetti frizzanti sulla fede.. Sono ateo e qui scrivo di umanesimo, quindi anche di religione e dei difetti che ci trovo. Se l'idea ora non ti va, fa' a meno.
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Piccolo manuale di Umanesimo ateo. Il perché e il il percome di una vita senza dèiParte seconda / 6. Perché ci battezzano?Cosa dice la Chiesa / Etica e pratica dei sedicenti successori degli ApostoliFin qui abbiamo parlato di Dio. Abbiamo visto che non ci sono prove per sostenere che esista, e quindi crederci con *assoluta* certezza è una questione di fede. Ma un conto è dio, altro la religione. Ora vedremo in cosa consista proprio la base del cristianesimo, e in che modo questa credenza venga diffusa. Tutto un’altro discorso! In Italia, gomito a gomito con una fetta di fedeli sinceri e non invadenti, la Chiesa cattolica fa di tutto per ‘venderci’ la sua fede e per evitare che cambiamo idea. Non è che sia l’unica: da una parte, spesso anche la politica non fa che abbagliarci con promesse di cambiamento, e poi quel che succede in realtà è ben diverso. Dall’altra, non solo in Italia accade, è un problema che si estende al mondo intero. Certa politica e molte diverse religioni – non solo quella cattolica dunque – si danno una facciata di bontà e tolleranza, che piace alla gente. Da dietro di essa, non esitano a usare mezzi sleali per manovrare consensi e dominare. È come nella favola di Hansel e Gretel, dove la strega cattiva abita in una casa bella, fatta di dolci e marzapane, ma chi vi entra viene messo in gabbia per essere cucinato.. 6. Perché ci battezzano?Quando nasciamo sappiamo fare pochissime cose. Ci basta essere caldi e asciutti, non avere fame, sentirci coccolati, e la vita ci va alla grande, possiamo passare il tempo a esplorare il mondo, ancora sconosciuto. Per il bebè tantissime cose non hanno ancora il minimo significato. Ad esempio, se qualcuno chiedesse a un neonato cosa pensa di una squadra di calcio, o se vuole abbonarsi a ‘Nathan Never’, secondo te, quel neonato risponderebbe? Certo che no! E come potrebbe decidere? Non sa ancora parlare, non ha ancora delle opinioni.. non gliene potrebbe importare di meno! Tu potresti dire: «E allora, che fa? È normale che i genitori scelgano per il bambino. Quel bambino, quando sarà grande, butterà tutto nel cestino e sceglierà la squadra e la rivista che gli piacerà». Vero! Però.. qui non si parla di quale pappina o vestitino usare, ma di scelte più importanti. E su questo ti chiedo: perché costringerlo a cambiare quando sarà grande, invece di lasciarlo in pace da piccolo e aspettare che decida lui quando è il suo momento? (Per inciso, la libertà di divorziare e di uscire dalla Chiesa sono conquiste strappatele di recente). * Ecco cosa succede quando ci battezzano: i nostri genitori, se sono cattolici, in genere appena nati ci portano in chiesa e ci fanno battezzare. Roba di un paio di mesi eh, zap!, battezzati. Un pizzico di storia: per giustificare il cambiamento della tradizione c’era bisogno di un buon motivo.. Detto fatto: il motivo che si è inventata questa Chiesa (ben 400 anni dopo Cristo) è che il battesimo serve a cancellare il.. ‘peccato originale’ con cui nasciamo. Lo sapevi.. no? Il ‘peccato originale’ è l’errore che avrebbero fatto Adamo ed Eva quando disubbidirono a Dio mangiando il frutto proibito. Dio glielo aveva proibito perché veniva da un albero speciale: chi ne mangiava sapeva subito capire cosa è bene e cosa è male. Un’abilità mica da poco! I cattolici credono che questo fu un terribile sbaglio – sia in quanto singola disubbidienza, sia in quanto, potendo ora scegliere da soli, i due si resero proprio indipendenti dalla volontà e dalla guida di Dio – e che le conseguenze ad essi imposte si trasmettano da allora a tutti quelli che nascono. Ma può mai esistere un errore così enorme da ricadere su gente che non c’entra direttamente un bel nulla, e dopo più di 6000 anni?? Se davvero ci fosse un dio un po’ dotato, forse non permetterebbe che un peccato così lontano, commesso da due soli individui (che per inciso nemmeno sono esistiti), debba essere condiviso nientedimeno che da tutto il genere umano e per sempre! Caspiterina, che ingiustizia! Ancora: come può un bambino *appena nato* (Ccc 1250) essere già colpevole di un ‘peccato’? Non si dice sempre che i bambini sono innocenti? E lo sono, infatti: il peccato è un’azione, e i neonati hanno solo aperto gli occhi.. Questo dio.. ma che crudele se mandasse un bambino o un neonato non battezzato in un posto orribile come l’inferno (che, bada bene, NON esiste. Però ci si crede e lo si minaccia). Ancor più facile comprendere la bizzarria di tutto questo leggendo il Catechismo cattolico: sapevi che sul neonato (e su tutti i battezzandi) si opera un.. esorcismo? Sì, un esorcismo per scacciare il diavolo (Ccc 1237)! Ce lo vedi il poppante indemoniato? Se piange forte, se ne fanno 2. No scherzo. Nello sbalordimento più totale, ci potremmo anche chiedere in che modo il peccato di un Adamo è diventato il peccato di tutti i suoi discendenti. Bene, nel Catechismo, al paragrafo 404, troviamo una precisa risposta: «Tutto il genere umano è in Adamo.. come un unico corpo di un unico uomo». Cheeeeee?? Per fortuna neanche loro ci credono davvero (!), tanto che subito dopo troviamo scritto: «Tuttavia, la trasmissione del peccato originale è un mistero che non possiamo comprendere appieno». E meno male!! * Facciamo un’ipotesi, e diciamo che sì, il peccatone originale esiste. Questo mega-peccato, dice la Chiesa, si trasmette attraverso il seme maschile. A prescindere dall’assurdità che – essendo di natura morale, ‘spirituale’ – lo sia attraverso il corpo (e non a caso: il corpo ha più colpa dell’anima), bene, basterebbe allora battezzare tutta la comunità una sola volta: infatti così tutti i nuovi bambini, nati dal seme di uomini ‘guariti’, evidentemente non sarebbero più colpevoli.. È un ragionamento logico, ma non è la logica che conta, qui, evidentemente. Riassumiamo: non c’è prova di un ‘peccato originale’. Però i preti pensano ugualmente che esista e pretendono di poterci ‘salvare’, col rito magico del battesimo. Se anche fosse vero, e dio punisse noi ancora oggi, sarebbe profondamente ingiusto. Però i preti dicono che dio è saggio e giusto. Ne possiamo concludere che i preti, a questo riguardo, ci mentono beatamente in ogni caso. Ma proprio per dignità e credibilità della proposta, non dovrebbe il battesimo essere il coronamento di una *decisione* di cambiare vita? Un segno di maturità? Una scelta informata, consenziente, consapevole, adulta e per questo degna d’onore? Certo! E infatti il battesimo dei neonati è dottrina cattolica, mentre ad esempio nella Chiesa Valdese – che segue un cristianesimo più vicino alle origini e alle persone – concordano che è una pratica ingiusta: è l’adulto che, lungo il suo cammino, deciderà se divenire membro effettivo della congregazione. Questa di farlo appena nati – cioè in modo non consensuale – è una cosa gravissima, considerato pure che i cattolici intendono il battesimo come un segno *indelebile* di appartenenza. E la governanza cattolica dà una gran prova di ipocrisia e ambiguità (sue caratteristiche proprie da sempre) quando sostiene contemporaneamente, (Ccc 2.I.1), che il battesimo presuppone l’atto di fede (quindi l’annuncio del vangelo, il pentimento e la conversione della persona, cfr Mc 16,15-16) e che però è d’obbligo amministrarlo sull’infante (giocando furbamente sul senso della parola ‘bambino’), che niente di questo ha passato (infatti è il padrino che risponde per lui!) e ancora per diversi anni non potrà né capire né scegliere in coscienza. Così, il battesimo dei neonati rivela il suo spirito di imposizione, di indottrinamento. Per quanto i genitori ne possano essere inconsapevoli, convinti di ragioni come quelle sopra, questo aspetto deve essere valutato attentamente. Il rischio è che sia sul serio il primo grande atto di un intero processo educativo mirato a condizionare alla fede più che a farla scegliere! Una cosa troppo ‘normale’ per alcuni, e una necessità per altri, causa la sua mancanza di fondamenti e prove, che altrimenti parlerebbero da sole. * Comunque, per fortuna è tutta una cosa nella loro testa, in realtà non cambia assolutamente niente fra prima e dopo il battesimo! E c’è di più: sappi che oggi si può chiedere di cancellare il battesimo, o meglio di renderlo nullo, e uscire dalla Chiesa! Semplicissimo: se e quando deciderai di non credere nel dio dei cattolici, mandi una bella raccomandata alla tua ex–parrocchia (se non la ricordi va bene anche quella della cresima), per richiedere di far scrivere accanto al tuo nome sul registro dei battezzati che non intendi più far parte della chiesa cattolica. Tutto qui. E il parroco, zitto, deve eseguire. Buono, no? Su questa cosa dello ‘sbattezzo’, online trovi info e moduli pronti. In mancanza del diritto di non essere scaraventati in chiese d’altri, è riconosciuto almeno quello di cancellarsi via. Una questione di principio? Certo, e non solo! I numeri del rito infatti portano vantaggi concreti ai preti e al vaticano! Dunque lo sbattezzo ha il suo valore pratico: è una testimonianza attiva di filosofie di vita diverse, protesta pubblica per una tradizione villana e ingiusta, denuncia dell’idea del condizionamento precoce, rifiuto di un sistema di conta fallato a scopo di lucro e potere. Bello, vero? Diverse migliaia (al mondo) lo hanno già fatto, ora immagina se lo facessero *tutti* quelli che non credono o credono altro! Se dobbiamo essere inclusi nelle statistiche di un qualche credo, che sia dell’umanesimo ateo. No? [6] Soldi, sì, il vil denaro. Grazie al concordato e al ruolo di perpetuo zerbino assunto dallo Stato rispetto alla Chiesa cattolica, essa riceve dagli italiani finanziamenti per diversi miliardi di euro, ogni anno. Il nostro governo insomma sottrae dalle nostre tasse il foraggio per il già sfrontatamente ricchissimo Vaticano, attraverso innumerevoli privilegi fiscali, fra i quali l’esenzione dall’Ici e l’otto per mille sono solo 2 delle voci più note. Capitolo successivo: 7. A che serve la Prima Comunione?
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