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Piccolo manuale di Umanesimo ateo. Il perché e il il percome di una vita senza dèi

Help & Tips / I trucchi della comunicazione

Autore Morgan

Indice del libro

Aiuti e consigli per non farsi raggirare

L’opinione di uno può essere vera o meno, chisseneimporta. È importante per te solo quando ha una conseguenza su te, o su chi ti sta a cuore! A quel punto, meglio sai giudicarla, migliore sarà la tua decisione su cosa fare.

I Trucchi della Comunicazione

Ora, nel comunicare si usano le parole, giusto? Sì. Solo quelle? Ah-ah, no! Si possono usare altri strumenti: precisi, efficaci, ma non chiari come le parole.. Il tono di voce e i movimenti del corpo ne sono un esempio facile: mai visto un mimo? Chiamiamoli.. ‘Trucchi della Comunicazione’! Li usiamo un po’ tutti, di frequente, e in genere con ottime intenzioni.. Aggiungono, diciamo, un po’ di pepe al discorso! Se usati in modo scorretto e nascosto, invece, possono servire a insabbiare la verità, e a mascherare una prepotenza con della finta grazia, mescolando messaggi buoni e cattivi in uno. Chi usa i TdC in quel modo vuole ferirci o farci fessi, e se anche non è lo scopo.. spesso ne è comunque il risultato. Sono efficaci, sai!

I TdC fanno sembrare vero e serio uno sfondone pazzesco. Una frase qualsiasi diventa allora una CC.. ‘Cavolata Convincente’! Ti faccio un esempio. Uno dice: «Sai che ai gatti di notte ricresce coda? No? Ma lo sanno tutti! Imbranato che sei!». Uhm.. vediamo:

Affermazione: AI GATTI DI NOTTE RICRESCE CODA
Dimostrazioni offerte: NESSUNA
TdC – esagerazione: LO SANNO TUTTI
TdC – offesa: IMBRANATO!
TdC – tono di superiorità
Intenzione sottintesa: TENTATIVO DI RENDERE CONVINCENTE UNA SCIOCCHEZZA!
Messaggio completo: TI DERIDO, TI INSULTO, VOGLIO UMILIARTI.

Eh? In questo caso, la persona che parla la dice grossa, non porta prove, e ci offende pure! Lo avrà fatto di proposito? Non sappiamo, ma l’effetto è certamente quello.
Attento/a ai messaggi dai molti significati! Occhio ai significati nascosti! Se ne scopri pensa: perché questa persona usa i TdC? Con chi ho a che fare? Per prima cosa è meglio, dunque, mooolto meglio saperli riconoscere! Così possiamo capire al volo le reali intenzioni di chi ci parla..

Ecco alcuni TdC, senza particolare ordine:

  • La simpatia, l’entusiasmo, la convinzione, la commozione di chi parla.. Coinvolgono, certo, ma non dicono niente sulla verità dei fatti. Ad esempio, nel Piccolo Manuale ci sono molte espressioni divertenti. Senza quelle, il ragionamento regge ancora?
  • Anche l’atmosfera (lo sfarzo di una cattedrale, il misticismo di una chiesetta, musica alta e cori, una folla di persone, ..) e altri ‘effetti speciali’ coinvolgono e.. distraggono.
  • La ripetizione di uno stesso concetto lo rafforza ma.. solo apparentemente.
  • Bugie! Pure e semplici.. Le affermazioni che si ascoltano vanno controllate, e anche quando sono in forma di prova! Ad esempio, molti romanzi ricostruiscono situazioni nei dettagli, per favorire il calarsi nella storia, ma tali dettagli sono completamente inventati!
  • Il tono falsamente dolce e accogliente: «Per il tuo bene, figliola, tu resti in castigo!».
  • Affermare senza sostenere, accusare ma non spiegare. È tutto sbagliato, è una cazzata, è falso e inventato sono semplici affermazioni: le prove quando arrivano? Come diceva la mia prof. di matematica: se , perché? Se no , perché?
  • Rafforzare una brutta credenza generale su sé stessi a causa di un semplice fatto (o di una breve serie di fatti):
    «E ti pareva, non ci riuscirò mai!»,
    «Ancora un 4. In matematica sarò sempre una capra»,
    «Sei una continua delusione..», «Alzati, sei la solita pigra!». Hai notato? Certe parole fanno scena ma a volte dicono poco: mai, sempre, tutti, nessuno, ..
  • “Quindi, ovviamente, non c’è dubbio, naturalmente allora, segno evidente di, è chiaro che, ne consegue che.. Sono espressioni che preannunciano una conclusione del tutto logica del discorso, quindi possono essere usate per dare l’impressione che lo sia! «Il furto è avvenuto a mezzanotte, dunque è lampante che evidentemente è stato Dino, naturale!». Prove?
  • Buttarla sul ridere, cambiare discorso, minimizzare, far prediche, alzare gli occhi al cielo, ironizzare, ridicolizzare: sembrano niente, ma spesso scoraggiano, ci fanno sentire incompresi, mettono un freno alla voglia di chiarirsi e conoscersi.
  • Il ricatto, che spesso è buttato lì come fosse niente, con un sorrisetto, ma è un ordine che non da scampo. «Lava i piatti o ti scordi della festa, caro».
  • Double-speak: traduciamolo in parlare con lingua biforcuta. Si fa doublespeak quando si usa un’espressione più soft in luogo di un’altra ritenuta rude o sconveniente, per scopi poco seri che si intende nascondere. A volte usiamo veri sinonimi per buone ragioni (es. persona di colore invece di negro). In altri casi però si usano alternative per far passare idee inaccettabili sul serio, motivazioni e fini di facciata, eufemismi o termini gergali come vere e proprie maschere per distorcere i significati. Ed ecco che il politicamente corretto diventa ipocrisia, e la discrezione si fa inganno da propaganda! «Religione cattolica a scuola come momento di riflessione sulla vita e i valori, e in quanto cultura italiana». Ma conoscere la religione è un conto, impartire precetti un altro, alla faccia di tutte le altre religioni e di una seria, completa riflessione sulla vita. La realtà che si vuole nascondere è quindi quella di un catechismo cattolico infiltrato nella scuola pubblica e laica, fin dall’infanzia e senza valide alternative. Detto così, però, suona male..
  • Senso inverso: semplice e.. assurdo, ma talvolta assai efficace. È la forma estrema di double-speak: consiste nel definire un concetto con un altro dal significato opposto. Ad esempio chiamando libertà la sottomissione a dio, felicità l’afflizione, conoscereil credere, e umanesimo ciò che invece è teocrazia, la quale ne è appunto proprio il contrario.. Ciò genera confusione di senso e rovesciamento della realtà, uno stato davvero pericoloso per chi ci casca.
  • Giocare con le emozioni: mettere in discussione l’amore e il rispetto di base («Cattiva! È questa è la figlia che ho cresciuto?»), far dipendere la stima di sé dal soddisfare pretese altrui («Niente piercing, sei o non sei un bravo ragazzo!»), suscitare senso di colpa («Farai venire di nuovo il mal di cuore a tua madre!»), ..
  • .. (Ne hai scoperto uno? Aggiungilo!)

Nel PMUA abbiamo anche incontrato:

Trappole mentali. Sono affermazioni dall’apparenza logica e certa, che hanno un particolare effetto schiacciante sulle emozioni e sull’opinione di sé. Usate in qualsiasi ambiente, nel cristianesimo suonano così: Senza Dio è il caos, siamo tutti peccatori, la morte del Figlio è l’amore del Padre (!), l’uomo tende naturalmente a Dio (ergo non credere..), peccando ferisci Gesù (?), se non vedi Satana lo fai vincere, non è dio che non ti ascolta ma tu che non hai abbastanza fede ... Come ci si può sentire rispetto a queste frasi? Dargli peso ci chiude all’angolo: più si pensano più turbano, se le accettiamo sono come macigni sul nostro cuore, a dubitarne ci sentiamo indegni o perduti. Ma sono false, e questo è il punto: o vengono provate, o non hanno alcuna forza. Smettiamo di dargliela! Può aiutare metterle in forma di domanda, così perdono certezza e puoi rispondere come vuoi.
Finte equivalenze. Tipo: Dio = Amore = Dio. Così se si esalta una cosa bella e umana (come l’amore), anche l’altra di rimbalzo ci fa bella figura.
Doppio standard. Uno stesso tema si giudica una volta in un modo, una volta in un altro, ma entrambi i giudizi sarebbero veri, a turno o.. contemporaneamente! 2 pesi e 2 misure. Ne è piena quella fede che chiama la verità Dio (v. equivalenze), ma se costretta a scegliere butta a mare la verità. Sostiene infatti che: Dio è (cosìecosà)/Dio è inconoscibile, la ragione giunge a Dio/Dio non ha bisogno di provare sé stesso, Dio è vicinissimo/è trascendente, Dio è uno/è tre, Gesù è Dio/è uomo, Gesù è morto per noi/è vivo con noi, Gesù ci ha salvati/siamo tutti peccatori, la Salvezza è dono/va meritata, basta la fede in Cristo/è necessario essere cattolici, se fai cose cattive hai sbagliato tu/le buone te le ha ispirate Dio, questo è Dio che dona/Satana che tenta, quest’altro è Satana che mette paura/Dio che mette alla prova, bisogna amare tutti/gli atei vanno fermati, la Bibbia è l’esatta e perfetta parola di Dio/è scritta da uomini erranti, la Bibbia descrive il reale/è metafora, la preghiera funziona/grazie dottore, il Papa capo religioso/capo di Stato estero, la Verità divina è immutabile/va interpretata e precisata nel tempo, .. Seee.. Quando riconosci questo trucco, metti in evidenza che si stanno usando 2 metri di giudizio per la stessa cosa, chiedi perché, e vedi se la spiegazione ha senso o fa senso..
Pregiudizi, cioè giudizi ripetuti senza prima alcuna verifica. Non per forza sono sbagliati, ma se ci si azzecca lo si fa per caso, appunto perché non si è verificato. Spesso il pregiudizio riguarda intere classi e non è raro che serva a difesa rigida e più o meno cieca di altre idee: le sue conseguenze quindi sono ad alto rischio. Nel caso della religione, ecco esempi: Dio è buono, Gesù è buono, gli atei/i diversi sono male. Anche agli atei capita: i cristiani sono stupidi, gli ebrei/i mussulmani sono cattivi. Puoi capire non solo come queste idee siano false (troppo generiche!), ma come possano condurre a scelte personali e sociali sconsiderate, fino ad azioni drammaticamente violente.
Errori nella logica di ragionamento. Sono errori che ne rendono sbagliate le conclusioni. Se ne conosce una lunga lista eppure sono ancora usati da molti, non per stupidità ma per ignoranza e abitudine a tirare semplicemente acqua al nostro mulino, nel discutere! La cosa simpatica è che chi li usa è perfettamente convinto/a di aver usato una logica d’acciaio!! :-) È spesso da qui che nasce l’idea che la ragione sostenga la fede. Abbiamo già visto: lo spaventapasseri (estremizzare o fare una caricatura di una cosa, e criticare questa invece che la cosa come è), il pendio scivoloso (esasperare le possibili conseguenze future di una cosa per criticarla ora) che è una forma di non sequitur, e la razionalizzazione (improvvisare apposite ragioni e soluzioni inverificabili per un caso specifico [ad hoc], pur di salvaguardare una posizione indifendibile). Usati spesso nel nostro caso sono anche l’attacco personale (generiche accuse alla persona) e il ricorso a una autorità («L’ha detto mia madre/l’esperto/il Papa/..»). Errori perché evitano il cuore del discorso: l’argomento e le sue ragioni (e, nel primo caso, offendono e stringono sulla difensiva, oltre che diffamare).
Onere della prova: «Dio esiste, e Sirio è un ologramma, ora provate voi che mi sbaglio, ahahahah!». È chi asserisce una cosa che ha il dovere di provarla, a meno che non voglia che resti campata in aria. Oh beh, non è raro trovare uno scettico paziente che si metta a spiegargli perché sbaglia.. ;-)
– I dunque di una fede sono non di rado dei non sequitur, espressione latina per dire che, quando si afferma che da una cosa ne consegue un’altra, in realtà non ne segue affatto, o non necessariamente!
– Un altro classico è il ricorso alla premessa: «L’assenza di errori prova che la bibbia è da Dio, e il fatto che è da Dio prova che è senza errori». Ragionamento circolare, in cui la premessa sostiene la conclusione che però sostiene la premessa! Ciascuna affermazione vorrebbe sorreggere l’altra, ma chi sorregge loro? :-)

Errori di logica? No paura! Come al solito, se non sappiamo fare possiamo imparare. Su Anticatechismo.it trovi una guida a questi errori che spiega anche come rispondervi. ;-)

I TdC sono piuttosto nascosti, dicevamo. Sono l’arma che sostituisce le armi, la violenza diretta e l’oppressione aperta, che oggi nei paesi democratici non sono più possibili. Un’arma che invece di colpire il corpo mira alla mente e alle emozioni. Per questo non si vede . Ma c’è! E in questo sta la loro forza: essere in ombra, usati senza badarci o intenzionalmente, ingannatori, feroci.. Sembrano comunicare e invece vogliono persuadere, incantare, condizionare. Anche più efficaci, quindi, se riescono a far *accettare* brutte idee senza nemmeno alzare un po’ di polvere, anzi facendo figurare chi le impone come teneri e saggi babysitter.. Ma finché non si scoprono! Riconoscerli è stupendo, perdono subito il 90% della forza e i loro effetti su di te vanno in fumo!

Divertiti allora a riconoscerli, facendo attenzione a *cosa* ti viene detto e *come*. Un po’ di esercizio ti aiuterà a smascherarli. A quel punto se vuoi puoi informare chi li ha appena usati, se pensi che sia importante. A volte chi li usa non li conosce, magari è un tipo corretto che ce l’ha per abitudine.. e ogni tanto fa la frittata. Allora ottimo: evidenziato e chiarito l’errore, l’atteggiamento di chi è in buona fede cambierà in uno meno sadico.. e il vostro rapporto ne uscirà perfino più forte!
Se invece il messaggio resta uguale o avverti anche più resistenza, sospetta cattive intenzioni e – almeno – una certa insensibilità. Tieni conto che chi lo fa apposta in genere da quell’orecchio ci sente poco, e magari si crede pure nel giusto perché non ci ha preso a schiaffi, anzi ha provato a farci ragionare! Che faccia come la zona dove ci sediamo!!
Con tipi così, ragionare potrebbe essere una perdita di tempo. Sganciati, o ripeti una sola frase che evidenzi il difetto e le tue esigenze: «Scusa Giovanni, stai di nuovo minimizzando. Questo però per me è importante, ti dispiace tenerne conto per favore?».

Come capire se un TdC è di quelli brutti? Sentire se la propria serenità diminuisce è un ottimo campanello di allarme! La verifica principale infatti è: sei a tuo agio?
In un rapporto si esprimono sentimenti, desideri, bisogni.. I tuoi sentimenti sono ascoltati? I desideri sono considerati? I bisogni esauditi? E ancora: hai tu l’ultima parola su quello che pensi e fai? Puoi fare liberamente domande? Ti vengono date risposte? Le risposte ti soddisfano? Puoi tranquillamente essere in disaccordo? Hai diritto di voto nelle questioni che riguardano anche te? Ti senti rispettato/a? E gli altri? Si può parlare di ogni aspetto della questione? Si incoraggia la discussione e la ricerca di soluzioni che vadano bene a tutti? Gli accordi possono casomai essere cambiati? Nel caso una certa cosa non possa andare diversamente, puoi esprimere la tua irritazione o dispiacere? E chi ti parla, accetta la tua reazione ed è davvero amareggiato di non poterti venire incontro?
In altre parole, c’è vero *rispetto reciproco*?

C’è spesso qualcuno che dice di ‘farlo per il tuo bene’.. e può essere! Allora chiediti: ha capito bene qual’è il mio bene? Per caso invece soddisfa una *sua* necessità (es. tranquillità, piacere, superiorità, prepotenza, ..)? Cosa ci guadagna se accetto? Cosa perdo o rischio io? Se la risposta è proprio niente, allora in genere è davvero per il tuo bene.
..Ancora una volta: ti senti ben bene? Perché questo è lo scopo finale: che tutti si sentano bene!

*

Un discorso a parte facciamo per la prepotenza chiara: un ordine, un’occhiataccia, una sculacciata, un giudizio severo, un tono villano, uno strillo, una cattiveria.. Uno li guarda e non sbaglia, dice «Uè, ma è violenza!». , e non va bene lo stesso!

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