Preavviso! La lettura del sito può avere effetti frizzanti sulla fede.. Sono ateo e qui scrivo di umanesimo, quindi anche di religione e dei difetti che ci trovo. Se l'idea ora non ti va, fa' a meno.
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Sondaggino

Fai attenzione ai trucchi della comunicazione e agli errori di ragionamento?


  • No, perché non ho idea di cosa siano (ma ora me li vado a leggere nello Scudo Galattico)!
  • No, tanto non falsano assolutamente i messaggi. E anche se lo fanno, non gli do importanza.
  • Sì, sono comuni e sto imparando a riconoscerli sempre meglio.
  • Sì molta, perché aggiungono senso, falsano i risultati e possono nascondere secondi fini. Ormai li riconosco bene! ;-)
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Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, art. 19 - Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

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14 08 2008

L’evento più fresco dell’estate 2008..!!

Autore Morgan, in Ateismo e Umanesimo, Religioni e sètte e TdC e comunicazione.

Oggi mi sento: divertito emoticon divertito & gagliardo emoticon gagliardo

Il nuovo Piccolo Ateo è infine giunto! Promesso da tempo - una specie di teaser involontario! - sbarca in Rete l’ultimissima versione del mio libro. E come avevo preannunciato, ha un nuovo titolo! Perché i piccoli atei crescono..

Signore, signori, a voi il Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo. Il perché e il percome di una vita senza dèi!!

Con malcelato orgoglio, ora vado a rilassarmi un po’. Voi, fatemi sapere! :-D


Tags:Agnosticismo, Altre religioni, Anticlericalismo, Apparizioni, Ateismo, Bibbia, Catechismo, Censura, Chiesa Cattolica, Comunicazione efficace e TdC, Condizionamento, Convivenza, Crescita interiore, Cristianesimo, Dio, Dipendenza, Diritti umani, Dogmi e pregiudizi, Educazione, Esperienze, Estremismo, Etica, Famiglia, Felicita, Fenomeni paranormali, Filantropia, Filosofia, Giovani, Giustizia, Illuminazione, Intolleranza, Ipocrisia, Laicita, Libero Pensiero, Logica e scienza, Miglioramento personale, Miracoli, Misteri, Misticismo, Mitologia, Motivazione, New Age, Nonviolenza, Oscurantismo, Pace, Papa, Passione, Peccato, Plagio, Politica, Preti in gamba, Privilegi della Chiesa, Propaganda, Pseudoscienze, Ratzinger, Relazioni umane, Rispetto reciproco, Satana, Satanismo, Satira, Scetticismo, Scuola, Sette e Culti, Societa, Stare insieme, Storia, Successo, Suggestione, Teologia, Truffe, Umanesimo, Valori, Vaticano, Verita
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13 08 2008

Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo / Il perché e il percome di una vita senza dèi

Autore Morgan, in Senza categoria.


Habemus librum!
È proprio lui, pronto, prontissimo: il ‘Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo’!
L’ultima evoluzione del libro fino a poco tempo fa conosciuto con il titolo ‘Il Piccolo ateo v2’!
Sì, il mio Il Piccolo ateo - Umanesimo e anticatechismo non esiste più, da tempo ormai ha lasciato il posto al Piccolo Manuale, e questo.. è finalmente giunto alla sua 4° edizione! Ampliato, corretto, aggiornato.. più deciso nella critica ai difetti che vedo nella religione, e più appassionato che mai nel descrivere la sua migliore alternativa: l’umanesimo ateo!

Ragazzi, buon divertimento.. ;-D

Scarica qui l’EBOOK:

› Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo (20.09.2009. PDF, 1.9Mb)
PDF? › Foxit Reader (lettore di PDF gratuito e portable, in inglese ma d’uso intuitivo. 1.2Mb).

Leggi il PMUA online:

Comincia subito! Vai all’indice del libro, oppure direttamente alla › Introduzione

Il Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo è un libro sull’ateismo, posizione filosofica di chi non crede ad una divinità, e sull’umanesimo, cioè una *visione di vita* che gioca alla pari con quella religiosa, eppure non si aggrappa agli dèi. Nel PMUA troverete anche le ragioni che mi spingono a pensarla così, tra le quali gli errori che attribuisco a certe religioni, nella dottrina e nel modo di presentarcela.
Come anti-catechismo, è rivolto a chi crede o è in dubbio e desidera approfondire, così come all’ateo/a e all’agnostico/a, che vi potrà trovare info interessanti e argomenti nuovi e affilati.. Per tutti, la nobile filosofia umanista, che abbatte il mito dell’ateo ‘cattivo’ e del ‘caos senza gli dèi’, offrendo al loro posto un bello scopo per la vita.. e gli strumenti per realizzarlo.
L’ho scritto per i ragazzi (del liceo), perché proprio loro sono i più bersagliati dei catechismi e raramente vengono informati di tutti i fatti. In questo modo, potranno farsi un’idea più precisa e magari personale su questi importanti temi! Naturalmente, se chi legge avrà qualche anno di più, bene lo stesso! ;-)

Negli anni in cui il libro è stato disponibile online è stato scaricato oltre 13.000 volte! Un vero record..
E ora si riparte!!



Tags:Agnosticismo, Altre religioni, Ateismo, Bibbia, Catechismo, Chiesa Cattolica, Condizionamento, Crescita interiore, Cristianesimo, Dio, Dogmi e pregiudizi, Educazione, Etica, Felicita, Filosofia, Illuminazione, Libero Pensiero, Logica e scienza, Miglioramento personale, Miracoli, Misteri, Misticismo, Mitologia, Papa, Peccato, Plagio, Privilegi della Chiesa, Propaganda, Pseudoscienze, Ratzinger, Rispetto reciproco, Satana, Scetticismo, Scuola, Suggestione, Teologia, Truffe, Uaar, Umanesimo, Valori, Vaticano, Verita
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16 10 2007

2. Quali prove abbiamo che esiste un dio?

Autore Morgan, in Senza categoria.

In generale le persone più grandi, famose o raffinate, paiono subito ‘esperti’. Spesso diamo per scontato che abbiano più esperienza e cultura, che siano dei gran saggi, affidabili e nel giusto. Ma, detto semplicemente, non è affatto sicuro che abbiano sempre ragione, su ogni argomento.
E in fondo è ovvio, nessuno sa tutto di tutto.. Per esempio, si potrebbe parlare di cose in un campo che non si conosce bene, avere un’esperienza insufficiente o convinzioni ormai antiquate. Perciò quando uno scienziato, o un genitore, un vicino anziano, un prof, un politico, un giornalista, un capo religioso, un leader, ecc. dice una cosa che ci pare assurda, ridicola, ‘strana’ o fenomenale faremmo bene a non accettarla in automatico, pensando solo che ‘se lo dice lui/lei’.. Piuttosto, cerchiamo conferme sicure, altre fonti di rilievo, e se è possibile chiediamogli/le di spiegarsi meglio e aspettiamo con gentile curiosità una prova che chiarisca e confermi ciò che dice: se quello che afferma è bizzarro ma vero, avrà zero difficoltà a fartecela avere. Non intendo di essere cinici, snob e increduli a oltranza – sarebbe l’estremo opposto della fede! – ma proprio di lasciare un punto di domanda, di dubitare, in attesa della necessaria dimostrazione. Corretto, no? 

Quando si parla di fede e di dogmi, i credenti in effetti dicono spesso cose che non possono provare: dio esiste, dopo la morte vai in Paradiso, la madonnina piange se fai il cattivo, eccetera. Dicono che ci si deve credere ‘per fede’, a occhi chiusi, cioè senza pensarci, oppure offrono prove da poco, personali interpretazioni e spiegazioni teologiche che sfiorano la letteratura fantasy.
L’Inferno, ad esempio: secondo la Chiesa, sarebbe un posto orribile dove finisce una persona che durante la vita ha commesso gravi crimini, o meglio dei gravi peccati (2 cose diverse, come vedremo). In questo luogo infuocato, l’assenza di Dio la fa soffrire in modo terribile per tutta l’eternità. Niente di meno!
Vita dopo la morte? Fuoco? Punizione eterna?? E magari qualche diavoletto col forcone? Tu l’Inferno l’hai mai visto? Lo so che qualcuno te lo ha descritto per benino (e magari ti ha pure messo paura).. ma quel qualcuno, neanche lui lo ha mai visto, né sa dov’è! L’inferno, il paradiso, il purgatorio, non esiste niente.. O almeno fin’ora non ce n’è traccia, se non nei racconti appassionati di qualcuno che ancora vuole crederci, dopo che a sua volta li ha sentiti raccontare, da chi li sentì raccontare, da chi a sua volta..

Ah, la Bibbia.. Nella terza parte vedremo un bel po’ delle sue fantasie.

Quello che possiamo osservare con certezza, riguardo a cosa succede dopo la morte, è.. un bel niente! Nessuno, dopotutto, è mai tornato per raccontarci come vanno le cose, e non c’è certezza che una parte di noi se ne vada in un posto chiamato ‘inferno’. A soffrire per sempre poi!
Che sia una panzana per farci stare buoni?
E una scusa per battute d’effetto al cinema, tipo: «Ehi tu, vai all’inferno!». ;-) 

Allora, la domanda era: quali prove abbiamo per credere in Dio? Perché, si è mai fatto vedere? Vedere così, con esattezza, con semplicità, scusa ci sei? Sì, eccomi qua!
No. In effetti no. Mai.. 

*

Il solito prete, o un appassionato credente, invece, ti direbbe che le prove del suo dio ci sono, e comincerebbe: la tradizione, la bibbia, i miracoli, la storia, l’esperienza, la logica, la scienza.. e persino l’etica. Ok, vediamo:

«In 2000 anni di storia, milioni di persone ci hanno creduto, in tanti non possono sbagliare!». E invece sì, se tutti hanno creduto alla stessa illusione iniziale! E poi, nella lunga storia dell’Uomo, altri milioni di fedeli hanno creduto a un sacco di altri dèi. Tutti veri?

«La Bibbia afferma che Dio esiste, ed essendo parola di Dio non si sbaglia». Pensaci. Riesci a vedere l’errore? La risposta è fra i TdC alla fine del libro.

«Vedi come quella donna si è salvata? E quell’uomo guarito? Questi sono miracoli di Dio!». Ma questa deduzione è campata per aria, potrebbe essere stato il caso, o un altro dio (non cattolico), o l’energia universale.. E.. si può proprio dire che sia guarito in modo miracoloso? Prima, accertiamolo.

«Cristo, risorto da una vita di miracoli, ne è la prova». Storicamente infondato. Basta crederci?

«La bellezza della Natura ci parla di Dio». Dov’è la connessione? O tutto può voler dire tutto? Se si crede a un Dio dal senso artistico, tutto fa quadro.. La Natura va gustata per sé stessa, non guardata pensando tutto il tempo all’‘autore’.. a rischio di perdersi la vera magia dell’attimo presente.

«Io sento Dio dentro di me». Eh, ma lo senti tu dentro di te, mica io dentro di me! E poi, i credenti di un sacco di religioni sentono il loro dio.. la differenza? L’emozione di una presenza, la sensazione di un contatto, la percezione di un messaggio, un’esperienza mistica, una visione.. non è possibile che siano soltanto interpretazioni? Dopotutto, non hanno né mittente, né timbri, né istruzioni per l’uso, né garanzie. Sono anonime per natura, vaghe quanto a contenuti, e le ragioni per pilotarne il senso – magari involontariamente – sono forti e numerose. È l’incontro che crea emozione e fede, o sono l’emozione e la fede che creano l’incontro? Sarà meglio sincerarsene.

«Dio è per definizione migliore di qualsiasi essere concepibile. Dunque esiste, perché se gli mancasse l’esistenza non sarebbe il migliore». La famosa ‘prova ontologica’ sembra efficace, ma lascia come un senso di dubbio, di qualcosa che non torna (tanto che è usata quasi niente). È perché non funziona, e ora vediamone i motivi. Cioè, siccome ho l’idea di un essere perfetto che deve esistere, allora esiste. O anche: siccome immagino un dio, e suppongo sia il migliore in tutto, allora deve esistere. Ferrea logica? No, un simpatico esercizio mentale: un’idea creata a misura ancora non si trasforma in realtà. Un’idea è un’idea. Ed *è possibile* che esista una cosa tanto infinitamente migliore? Qualsiasi cosa sia, se non può, allora è vano attribuirgli l’esistenza per via concettuale. Prima quindi, l’osservazione di dio. Poi il concetto.
Ancora: la premessa ‘non c’è niente di meglio’ è arbitraria, relativa, vaga e problematica (migliore di piccolo è infinitamente piccolo.. migliore di malvagio è infinitamente malvagio.. che però è anche infinitamente buono.. ??). Che esistere sia meglio, per un’idea, è discutibile, non solo perché il corrispettivo reale in genere ne è una brutta copia, ma perché è variabile e corruttibile.
E se esiste, dov’è?
Ancora: il concetto di Fiat Punto verde di mio cugino è identico sia che quella macchina esista sia che sia stata rottamata e non esista più. L’idea di un dio che esiste, il quale esista, è identico all’idea di un dio che esiste, il quale non esista. Esistere, dunque, non aggiunge niente a un concetto. In altre parole, esistere non è una sua qualità. Ancora: se fosse solo appena ‘migliore’ di chi esiste, non sarebbe il dio delle religioni. Se poi il confronto è con ciò che è solo immaginabile, non ha alcun senso.. I limiti del ragionamento sono anche evidenti quando costruiamo esempi equivalenti: se immagino il giocatore di baseball perfetto – uno che gioca sempre da dio, non si rompe mai, sarà per sempre il migliore, ecc. – allora, essendo perfetto, necessariamente esiste? Un dio che creasse il mondo senza essere onnipotente è migliore di uno onnipotente, per il quale sarebbe impresa banale. Dunque dio non è onnipotente? Possiamo anche immaginare 2 dèi, uno l’opposto dell’altro, ciascuno nella sua metà migliore di qualsiasi essere concepibile.. Infine: molti dèi sono creduti perfetti, ma nel loro piccolo sono molto diversi (che ironia).. dunque ammesso che ‘sta perfezione esista, di quale dio parliamo?

«Vedi che perfezione l’universo? È fatto a misura d’uomo, ed egli stesso non può essere uscito fuori per caso!». Perfezione? Ne riparliamo al prossimo terremoto? Guarda poi che è il contrario, prima c’è l’universo, poi l’uomo vi si adatta per sopravviverci. E non ‘per caso’: si è evoluto per selezione naturale[1] in qualche miliarduccio di anni. Che gran fico!!

«Come l’orologio denota un orologiaio, così la natura il suo architetto». Ma l’orologio è un insieme di parti preesistenti, mentre la natura sarebbe creata dal nulla.. L’orologiaio ha delle mani, degli strumenti di precisione, a 10 anni non sa costruire e a 100 morirà. E Dio? Ah, di orologi ce ne sono tanti, anche di universi? A dire il vero, vengono costruiti pure grattacieli sottomarini e computer: fanno un sacco di architetti, no? Ecco, la connessione è solo superficiale, ignora ipotesi naturali e pone all’inizio un’incognita più grande.. Dio. Il quale, al contrario dell’orologiaio, è un inarrivabile mistero! Ops, ma questo rende vana la similitudine.. Come mai accettare la (maggiore) complessità di Dio non è un problema? Questa relazione orologio-orologiaio si osserva in natura: con che logica può essere usata per provarne una di tipo soprannaturale? Perché per spiegare il cosmo, ne usciamo letteralmente fuori? Che cosa sappiamo di cosa c’è oltre, e quali leggi vi governino?

«Chi vuoi che abbia creato l’universo?». E chi dice che è stato creato? E un eventuale creatore è anche giudice? Magari non ci si fila proprio.. E perché dev’essere onni-potente? Magari invece è solo molto-potente. Metti allora che esista un creatore, ma che al di sopra egli abbia un altro dio, un padre e una madre, un datore di lavoro.. E se questo non fosse che l’esperimento di fisica di un piccolo extraterrestre al concorso di scienze della scuola, in un sistema stellare ancora più grande?
E.. chi ha creato Dio? Se ammettiamo un dio increato, non potrebbe esserlo invece l’universo, nella sua essenza? Dopotutto, non ha senso pretendere che esista un creatore fuori dalla natura solo perché ne esistono in natura, né definire l’universo una cosa fra le altre, perché è tutto ciò che c’è, per definizione. Eterno, perfetto, increato e creatore.. sono qualità fantasiose di cui per logica è incomprensibile la necessità e in scienza non si sente il bisogno. Ma per alcuni lo diventa. Perché?

«L’universo non può mica essere sbucato dal nulla!». E infatti chi lo dice? Proprio il credente, che non ha difficoltà ad accettarlo.. a patto che ci abbia pensato un dio. Ma affermarlo è arbitrario, e se è già difficile studiare le leggi che hanno governato il lontanissimo inizio dell’universo conosciuto, perché complicare le cose implicando persino un essere al di là di esse? Perché porre un dio dietro a eventi ancora ignoti? Perché tanta fretta? Ci sentiamo in ansia, per il non sapere tutte queste cose? Di fronte all’immensità e al mistero, è comprensibile. E perché invece non curiosi e affascinati! Cercare una spiegazione è una magnifica e vitale spinta tipicamente umana. Anche la scienza nasce da lì! Però poi non ha fretta, non si accontenta, e non complica pur di semplificare.

«Come può la vita essere nata da ciò che non era vivo?». Sebbene non manchino interessanti esperimenti a supporto della sua generazione spontanea (abiogenesi), non sappiamo con certezza com’è apparsa la vita sulla Terra. Sempre liberi di credere che sia stato Dio, o un dio, o l’ingegneria genetica di una razza aliena proveniente da Vega7, ma non confondiamo ‘risposta’ con ‘ipotesi’ o ‘preferenza’. Se non sapessimo come sboccia un fiore, avrebbe senso credere alla magia di una fata? Romantico, ma non scientifico.

«Ma c’era una possibilità su un quinquiliardo che la Terra stesse a questa esatta distanza dal Sole, e che la vita vi si formasse!». Ma dai? E come si calcola tale percentuale? E perché insistere a vederlo come un privilegio per noi, come se ne fossimo lo scopo? Questa visione antropocentrica (l’uomo come fine ultimo di Dio) è cara alla fede per pregiudizio: come credere che un universo così vasto possa essere stato creato per degli esserini sperduti su un pianeta ai suoi margini? Se l’universo si fosse disposto diversamente, invece, è probabile che ci sarebbe stato un altro equilibrio, con altre leggi e altre costanti fisico-chimiche, e forme di vita tutte diverse. E se invece questo nostro fosse l’unico stato possibile, appunto vorrebbe dire che la natura fisica dell’universo doveva essere così, esclusivamente di suo. La realtà è che non sappiamo cosa poteva accadere, ed è un errore contare a ritroso le possibilità che questa mano di carte uscisse, dopo che è uscita! Il vincitore di una lotteria non è l’oggetto di un piano a sua misura, ma un partecipante come gli altri, tutti con le stesse probabilità. Qualcuno doveva pur vincere, n’est pas?
Supponi ora che esistano tanti universi. O che il nostro non sia affatto il migliore, tecnicamente. E considera i miliardi di pianeti che sono sparsi in miliardi galassie, dove è del tutto possibile esistano altri esseri viventi. Come suona rispetto all’idea della nostra unicità? Infine: solo sul nostro pianeta, fino alla prima microscopica forma di vita adatta a resisterci e replicarsi, l’attività chimica fra elementi compatibili è stata frenetica per miliardi di anni.. come mille e mille lotterie contemporanee! La possibilità di vincerne una sola, per quanto bassa, non fu così inverosimile. E invece, quanto è più incredibile quella di un dio onni-tutto, increato, immateriale, giudice, trinità, esistente da prima del.. tempo? Certe conclusioni di fede soffrono di un bel problema di metodo, come vedremo.

La fede offre spiegazioni, ma non conoscenza. Di fronte a questo spettacolare, gigantesco, antichissimo e inesplorato spazio stellare, presumere di averne decifrato l’enigma senza averlo studiato è pura illusione.

«Le regole morali, perché siano affidabili, devono provenire da una autorità assoluta: Dio». Già.. gli umani sono imperfetti e peccatori, da soli si autodistruggerebbero, e se si danno una regola morale sarà stupida o cmq carente e instabile. Che immagine ridicola dell’uomo! Davvero limitante: più lo si crede incapace e cattivo, più lo si obbliga semplicemente a obbedire, meno gli si insegnerà a essere grande e a imparare dai suoi errori. Così resterà incapace e cattivo.. Ma al mondo tutte le regole vengono dagli uomini, anche le migliori e le più durature: crederle assolute, e persino divine, non prova alcunché.

«Allora provami che Dio NON esiste!!». Lo farò, non appena proverai tu a me che la gallina dalle uova d’oro NON esiste. Lo so che non puoi farlo, è per questo che io ci credo! O no?

«L’albero di Dio si riconosce dai suoi frutti». Eh. I buoni frutti, come dire che vengano da Dio? C’è un collegamento reale, o è solo il pregiudizio di una fede? I frutti cattivi, come dire che non vengano da Dio, quando ad esso si ispirano? Solo il pregiudizio di un’altra fede? Riconosci in ciò l’albero dell’uomo?

«Dio si fa trovare da chi lo cerca». Apparentemente semplice ed efficace, no? Ma invano un ateo offrirà a Dio di mostrarsi, pur chiedendolo col cuore in mano e mente pronta, per mille e mille volte.. Non ci saranno segni inoppugnabili e definitivi, nessun miracolo certamente suo, nessuna parola, nessuna abbraccio, nessun incontro diretto. Dio si mostra solo a chi già crede, o credere vuole.

«Dio non ci forza a credergli, ci da segni che sta a noi accettare come prove». Appunto.

Eccetera.
In conclusione, queste ‘prove’ non provano un bel niente: sono una giocosa interpretazione della realtà, troppo approssimativa per avere un peso senza una fede. 

Alcuni credenti arriccerebbero ora il naso in disapprovazione: se tali argomenti hanno occupato migliaia di libri nei secoli, e richiesero giorni e giorni solo per essere formulati da così tanti arguti filosofi e teologi sopraffini, due paginette di obiezioni non vanno forse liquidate per superficialità? È questa, invece, un’obiezione superficiale: la forza di ogni argomento va valutata in sé stessa, non per quanto ha coinvolto o sconvolto l’altrui pensiero! Solo questo dev’essere il criterio di giudizio, perché il tema può essere di fatto più semplice, essere stato mal analizzato nonostante fiumi di inchiostro, o semplicemente essere vecchio e sorpassato.. Non passiamo più un istante a meditare sul modello geocentrico del sistema solare, visto che la Terra non è al centro di nulla dal ’500.. La maggior parte dei discorsi teologici sono dello stesso stampo. È molto più facile oggi – in tempi di libero pensiero e democrazia – demolire certe trovate un tempo maestose, da parte di scienza, logica e sensibilità moderne. Inaccurati e astratti, essi dimostrano soltanto quanto può fuorviare la forza di una fede che venga prima dei fatti. Se tali contro-argomenti sono da respingere, lo si faccia mostrandone l’errore, non li si eviti solo perché sviluppati in meno di un’enciclopedia. Ora fatti un favore: riflettici. Qui pure si va in profondità. Ma per prima cosa in direzione della verità e dell’uomo, non della fede, né di Dio.

Instancabile, ma ormai in imbarazzo, il prete (o chi per lui), se ancora non si lascia sfiorare dal minimo dubbio e non rinuncia ad ‘illuminarci’, può ricorrere ad argomenti-patacca:

▪ Minimizzare: «L’ateismo, che banalità» ..E perché??

▪ Elucubrare: «In realtà tu senti dio ma non lo vuoi ammettere» ..Eeeh??

▪ Mischiare le carte in tavola: «Dio è Bene, si fa il bene solo in lui» ..Beh, forse Dio è Bene, ma Bene non è solo Dio. Senza, infatti, fare Bene si può eccome!

▪ Molle opportunismo: «Credici, che se c’è t’è convenuto» ..Reversibile: se non c’è, tutta la nostra sola vita così? Se poi c’è, non sarà felice che abbiamo cercato e ragionato da soli?

▪ Fraintese mancanze: «Beh, l’alternativa atea cosa offre di valido?» ..Il meglio della religione senza il peggio della religione, più qualche altra buona cosa, umana originale doc.

▪ Sconcertare: «..Sai che umiliazione derivare dalle scimmie? Sai quanto più affascinante è l’idea di un dio nel mondo?» Umiliante no, ora siamo umani! Affascinante sì, ma.. vero?

▪ Prendere per i fondelli: «Sei troppo piccolo/a per questi discorsi» ..Detto da uno che ci ha battezzato a pochi mesi!

▪ ..

 E infine, vinto dalla tua ‘testardaggine’ e incavolato per la tua precisione, il povero prete dirà forse la mitica frase: «Non c’è bisogno di prove per credere in Dio, basta la fede» ..E grazie! :-D

In fondo, sono convinto, neanche lui crede che ‘basta la fede’. Infatti usa spesso la ragione, in ogni momento della sua giornata.. solo che non può applicarla alle basi del suo credo, che crollerebbe d’un botto. Avere fede senza prove è una cosa ad alto rischio. «Ragazzi, Dio è una carota! Lo so per fede!». Fa ridere. Una prova fa la differenza fra la verità e una balla colossale, fra i fatti e le superstizioni, fra la migliore approssimazione della realtà e le false certezze di un’illusione.
Basta credere? Allora credete che io sia un dio. Tra un paio di secoli, se saremo stati bravi, avremo proseliti in tutte le galassie!
Ragionare sulle cose, raccogliere prove e scoprire la verità sui fatti che ci riguardano è impegnativo, ma libera una felicità di qualità molto più pregiata che cullarsi in credenze prive di evidenza, o diventare i pupazzetti di qualcun altro che sulla vendita di queste credenze ci campa.

*

D’accordo che uno crede in quel che gli piace, ma meglio qualcosa che dia una certa garanzia di esistere, no?

*

 «Però tu non puoi provare che Dio NON esiste». È vero.
Non è un problema che l’affermazione sia ‘al negativo’, ma la sua vastità. Ad esempio, si può benissimo provare che in una scatola di cerini NON ci sia un ippopotamo. La apri, non c’è. La cosa cambia quando si tratta di provare la non *esistenza* di una entità *sconosciuta*.
Per essere certi che qualcosa NON esiste, dovremmo prima guardare in tutto l’universo, in ogni tempo, e questo.. è un po’ difficile! Va bene, allora, dimostrino i credenti che i draghi sputafuoco, gli unicorni viola, le super-formiche, il Dio-coniglio e Zeus NON esistono! Come, non si può? O bella!
È possibile dimostrare la non-esistenza di qualcosa di cui non si ha traccia concreta?
Per non crederci, dovremmo forse dimostrare la non-esistenza di ogni personaggio incorporeo o clandestino dai poteri irrintracciabili? Di ogni singola fantasia?
Andarci dietro per ‘provarle false’ sarebbe un immane lavoro, in realtà senza fine, e in larga parte chiaramente inutile. È la strada sbagliata, e la scienza lo sa, ma chi vuole si accomodi.
Di fatto, di qualsiasi cosa è vero che scientificamente ‘non sappiamo’, non tutto almeno. Non essere certi è lo stato di base, per noi. Ma ci sono cose che conosciamo meglio, indubbiamente. Avendole osservate e sperimentate, con risultati costanti, malgrado il fatto che potremmo sbagliarci e sempre aperti a nuovi indizi, di esse diciamo che esistono e che funzionano in un certo modo. Altre invece ci sono completamente oscure. Quali e quante sono, come e *se* sono, sappiamo zero. E allora con lo stesso criterio – cioè malgrado il fatto che potremmo sbagliarci e sempre aperti a nuovi indizi, NON avendole osservate NÉ potute sperimentare con risultati costanti, non potendo essere riferite con sufficiente certezza ad alcun fenomeno sconosciuto e non essendo strettamente necessarie alle teorie che già spiegano quelli conosciuti – queste, ancora non esistono per noi!
Secondo la scienza, per ritenerle vere, reali, presenti, e almeno probabili, ragionevoli o anche solo un filo.. plausibili, abbiamo bisogno di buoni motivi, di conferme. Prima. Altrimenti, l’assenza di prove è prova di assenza. Quella cosa può esistere, ma finché assente, come crederla presente? Non è ovvio per i centauri e i licantropi? Perdono tempo, i credenti, con gli altri dèi? Allo stesso modo, perché non accantonare il proprio?

La cosa è semplice: o abbiamo prove sufficienti e ragioni consistenti per ritenere che una cosa esista, oppure no. Ci vuole forse fede per affermare che non esistano fino a prova contraria, o è l’unica scelta logica e funzionale? In questo senso dunque, la scienza può dire eccome che ‘dio non esiste’, come fa per tutta la miriade di esseri divini e forze magiche partorite e rimaste nella nostra fantasia. L’argomento iniziale dunque non ha alcuna forza di prova diretta o indiretta di un dio, e citarlo come tale dimostra piuttosto una certa ingenuità.

Facciamo luce quindi su un altro errore che in fondo ne consegue: il fatto che la scienza ancora non spieghi certe cose, non rende una alternativa qualsiasi automaticamente vera. Non è *abbastanza* per ritenerla vera. Non sappiamo cosa causa il fenomeno X, dunque la causa Y che io sostengo è vera! -> ragionamento errato. Si può certo sempre credere con fede, uscendo appunto di razionalità. Perché hai presente quando non trovi più un calzino, o sparisce l’accendino, o il numero di forchette di casa non torna più? Un classico, a chi non è successo? Beh, c’è chi dice infatti che nelle nostre case vivano dei buffi omettini minuscoli che amano farne collezione.. Li vedresti, se avessi gli occhiali di farfalla, ma il calzino sparito è la prova che esistono! O no?
L’assenza di prove può al massimo rendere reale una possibilità di esistenza, il che non giustifica la sicurezza sull’esistenza che la fede cerca di sfoggiare. Possiamo immaginare infinite cose con ‘una possibilità di esistenza’, ma invisibili e non provate, e allora? Facciamo già che sono vere? Tutte? È una possibilità teorica – che non si nega a nessuno – e c’è anche quella che non esista.. Siccome è possibile che sia vera, allora lo è! -> ragionamento errato. Si può certo credere con fede..
Magari sull’Everest c’è uno che vende windsurf, ci credi? Dire che una cosa è ‘possibile’ non ci aiuta in niente, dato che tutto è possibile.

Basterebbe chiamarle ipotesi.. Ipotesi ufo, ipotesi folletti, ipotesi piccoli uomini minuscoli che vivono nascosti in casa mangiano briciole e escono quando dormiamo, ipotesi uomonero, ipotesi reincarnazione, ipotesi.. Dio.
Qual’è il problema a non pretendere che sia già una verità? Facciamolo, e siamo ancora nel campo del razionale. È nel balzo dall’ipotesi alla certezza che si entra nell’affollato e onnistupefacente pianeta della fede.
Infatti, per la scienza sarebbero al massimo dei punti di partenza, non di arrivo. Ma poi ancora: davvero sono ipotesi di lavoro valide? La cosa va vista in questa luce: considerate le ambiguità di base, le ragioni alternative, le prove contro, gli errori, i dubbi, i misteri, le singolarità, i trucchi e i falsi allarmi della teologia, e il fatto che idee del genere – per definizione sopra-naturali – non sono direttamente osservabili né testabili (qualità necessarie di una buona ipotesi) né falsificabili (cioè: per ogni caso irrisolto o esperimento fallito c’è una scusa che dice che esistono lo stesso.. Qualsiasi verifica dunque non ha più valore) sono totalmente imprevedibili e poste a causa di un fatto senza il minimo collegamento sicuro con esso (altre 2 condizioni necessarie) oltre che, nel caso di dio, vaghe immodificabili e sovrabbondanti (in scienza si va per la parsimonia: perché aggiungere un dio se una teoria funziona anche senza?).. considerato tutto ciò, è sbagliato dare a questo tipo di ipotesi lo stesso peso e la stessa forza di quelle che ne sono l’opposto! Esse non hanno alcuna proprietà scientifica, né, ad ora, alcun ruolo significativo o necessario secondo il metodo razionale. Perché proprio questo? Perché è il metodo più attendibile: di fronte all’ignoto e al sorprendente, osservazione, ipotesi e verifica consentono teorie coerenti, previsioni affidabili e correzioni incessanti. Non si può dire lo stesso di dogmi e preghiere. Idee del genere sono del tutto inutili alla scienza. Questo è il pane della fede.

Nondimeno, gli dèi potrebbero esistere. Ma abbiamo modo di saperlo, finché vorranno giocare a nascondino, i birbanti? Semplicemente.. finché non si faranno vivi.. finché non si faranno collegare ai fatti con certezza.. dobbiamo pensare che tutti questi esseri non esistono. Quando succederà, se succederà, sarà un piacere cambiare idea. E magari intanto cercare, con forza e perseveranza, la verità, scrostando via il falso, sulla base delle ipotesi più probabili e attendibili.. ‘Dio’, idea generica, non è fra quelle, così com’è costruito su attributi tanto vaghi.. Qualcuno sa com’è una cosa ‘perfetta’? E una ‘trascendente’? Bah!
«Appunto, noi umani siamo così limitati, non possiamo escludere Dio solo perché non possiamo capirlo!». Al contrario: proprio perché è così inarrivabile possiamo escluderlo! Che senso avrebbe? È un’idea vuota, incolmabile di vero significato. Domanda: se appunto non possiamo capirlo, come fanno i credenti ad esserne tanto sicuri? Dio è questo, ha fatto quello, pensa, vuole, chiede, dice, promette.. Ma di cosa parliamo?

In realtà il credente non intende un’idea dio in generale, ma quella del *suo* dio, di cui pretende di sapere eccome! Beh, a parte quest’ovvio paradosso – che dovrebbe da solo bastare – meglio ancora: così è possibile una critica diretta. Se si comincia a definirlo bene, c’è un modo sicuro di vedere se *quel dio* non esiste: basta capire se per caso alcune di queste sue qualità non siano.. contraddittorie.
La prima cosa allora è chiederne una definizione precisa: «Scusa, che cosa intendi tu più esattamente?». È necessario cominciare da lì, dal momento che di idee di dio ce ne sono molte, e da atei non possiamo dare per scontato quale preferisca la persona che abbiamo davanti.. Chiarito di quale dio si tratta, possiamo vedere se ha qualità che messe insieme lo rendono impossibile come cosa reale. Per quello cristiano ad esempio è così, e ci stiamo giusto arrivando.

Infine: è una regola lampante che è chi fa l’affermazione a doverla dimostrare. Chiunque può parlare, e parlare è facile, verificare invece richiede impegno, e gettare l’impegno di provare delle straordinaaaaarie idee personali sulle spalle di chi è lì per essere convinto è troppo comodo.. e scorretto. Dire che una cosa esiste impegna chi lo dice a provarlo! Chi ascolta invece ha il diritto di non fare nulla, di aspettare spiegazioni, e di essere scettico/a fino al momento in cui ne verranno date di convincenti. Non dovrebbe essere difficile, basta rendere chiari i motivi per cui si è certi di quanto si afferma..
E ci si spieghi cercando di essere precisi su questa storia del soprannaturale, perché quello che si vede è invece.. naturalissimo!
La storia infatti ci racconta di uomini che hanno da sempre prestato la voce ai loro dèi.. Che da primitivi e ignoranti spiegavano con essi ogni cosa sconosciuta, e che poi, contraddetti dalla realtà, ne hanno visti sempre meno, o hanno creduto in un solo dio ben nascosto, padre e padrone solo di quanto ancora la scienza non ha spiegato e l’etica si lascia scippare via. Questo è successo di sicuro, lo sappiamo!

E sappiamo anche che le persone, per loro natura, cercano sollievo dalla paura dell’ignoto e della morte, consolazione per la perdita dei cari e un desiderio a volte insostenibile di riabbracciarli, e speranza per il futuro, la giustizia e il benessere che gli mancano, e tutto l’amore, la stima e l’aiuto di cui hanno bisogno.. E che in queste delicatissime circostanze è facile crearsi illusioni.
..Sappiamo che la fede è buona per sostenere l’esistenza di qualsiasi dio, e infatti ogni religione e setta se ne serve per trovare il proprio, e che la gente per essa ha abboccato ad ogni genere di cose assurde, dalla guerra alla fine del mondo.. Sappiamo che spesso non la si lascia scegliere, la fede, ma la si suscita portando i più piccoli a credere alla fede dei grandi. E che proprio assorbendola da piccoli è più difficile staccarsene e facile tramandarla. Anche questo è sicuro.
..Sappiamo quale potente catena a una fede possano essere il senso di colpa e di dovere, l’idea di dover ‘essere perdonati’, l’idea di ‘Salvezza’ da un mondo corrotto.. Sappiamo che un ‘Dio buono’ è un’ottima razionalizzazione di errori educativi, capace di salvare nel nostro cuore chi ce li fece subire, e garantire (pur rimosso dalla terra al cielo) l’esistenza del padre ideale, che con noi non sbaglia mai e ci ama come siamo.. Anche questo succede, è sicuro.
..Sappiamo che ci esalta sempre unirci sotto un ideale, bandiera, leader, credo o progetto..
..Sappiamo che certe persone preferiscono osannare dei capi piuttosto che fare da sé. E anche che possono sbagliare a sceglierli, soprattutto quando si fidano senza controllare e quando interpretano testimonianze fatti e sensazioni secondo quanto già credono; e che la sicurezza che ne ricavano spesso basta a convincere altri ancora.. Anche questo è sicuro.
..Sappiamo che gli dèi e i loro alti rappresentanti, come i leader di culti distruttivi, hanno – e non per caso – ‘poteri’ la cui azione non è verificabile.. «Non testabili, né falsificabili», direbbe uno scienziato che esperimenti ne fa ogni giorno! E che a molti basta soltanto sentire la parola miracolo per esserne immediatamente certi..
..E sappiamo che promettere bontà a fronte di obbedienza (e terribili castighi viceversa) è l’eterna promessa del pre-potente sul debole, entrambi magari convinti che sia questo l’amore. La religione infatti è storicamente (anche) comodo strumento di potere, di un gruppetto che – arrogandosi privilegi e poteri ‘divini’ ‘intoccabili’ e ‘indiscutibili’ – in ogni epoca e fino ad oggi ha tentato e spesso ottenuto d’imporre le proprie regole al resto del popolo.. Anche questo è sicuro.
..E sappiamo pure che, al contrario, all’aumentare di libertà benessere sapere e rispetto in genere scende il bisogno di sperarli in un aldilà, e sale la voglia e la capacità di non dipendervi..

E allora? Quando una fede nasce e si diffonde per motivi come questi, o ne è intrisa al punto da non riuscire a separarli, non ce n’è abbastanza per dedurre che ‘Dio’ è una comoda idea, un’utile creazione umana, un perfetto appiglio sagomato a ciccio? Una soluzione tattica veloce ma inaccurata?
Stando così i fatti: da 1 a 10, quanto c’è da stare in campana quando ci viene chiesta pura fede? E quando la si prova con logica sgangherata? E quando la si sostiene nonostante i difetti del credo?

Uhm, bah.. coloro che credono in un dio dovranno decidersi a mostrarlo, questo dio, altrimenti la loro verità non sarà distinguibile da quella di un’altra religione.. Né da interessanti ipotesi, né da rozze invenzioni, da frottole, fantasie o totali imposture. Fino a quell’istante, come fidarsi?
Certo, a parte tutti questi deboli meccanismi umani un dio potrebbe lo stesso esistere.. Invisibile com’è, infatti, potrebbe stare nell’angolo di universo con tutti gli altri misteri e possibilità teoriche.. Una buona scusa per tutto, dalle divinità ai vampiri! Curioso, il credente non si azzarderebbe a credere per fede a quelli ..ma al proprio dio, sì. ??!

Fraintendere la storia e usare impropriamente la scienza è purtroppo un difetto ricorrente nel ragionare della fede. Capita così di avere l’impressione che esse spieghino, difendano o almeno suggeriscano l’esistenza di un qualcosa chiamato dio, e inoltre di essere del tutto razionali nel proprio credere. Quando si fanno errori del genere, invece, pur senza volerlo, si dimostra esattamente il contrario. Una informazione accurata e l’abitudine a una logica corretta permette di non perseverare, di insegnare bene, e di sostenere le proprie opinioni in modo inappuntabile. Perché no, anche la propria fede: in quanto fede, e nulla più.

*

Yumm.. Era un punto importante. Cosa ne pensi?

*

Se un dio esistesse come esistono il Monte Bianco e Vienna, non staremmo a discuterne: gli atei non esisterebbero, e vi sarebbe al mondo una religione sola.

*

«Chiaramente, stai rifiutando Dio!». Può di sicuro sembrare, a chi ci crede. Dopotutto per essi dio esiste, e dunque l’ateo, è lui che si rifiuta di ammetterlo. È un errore, però, e da non sottovalutare. Intanto, per ripudiarlo, dovrebbe esistere. E se un dio esistesse, ce ne sarebbero prove inequivocabili. Mancando, perciò, le parti si rovesciano: c’è chi si picca di conoscerlo. Non atei che rinnegano, disconoscono e respingono un essere che non esiste, ma credenti che lo presumono e lo pretendono, per ragioni diverse. L’affermazione è anche mal posta: atei e agnostici non credono ad alcun dio. Non hanno niente contro uno di essi in particolare, come qui sembrerebbe.. Che ripudino *tutti gli dèi*? Avrebbe poco senso: «Chiaramente, stai rifiutando Dio, Yahveh, Allah, Geova, Marte, Anubis, Tangaroa, ..».
Potremmo qui convenire che, se l’evidenza manca, ciascuno è cmq libero/a di credere, magari dall’alto di una irripetibile esperienza personale. Per altri purtroppo è più facile schierarsi dietro a un pregiudizio (Non lo vuoi riconoscere) e tagliare corto sul monte di motivi – religiosamente raccolti e ponderati –  per cui un ateo non crede. Tuttavia ottenendone un’accusa gratuita e una difesa infondata, e con ciò regalando a quell’ateo una conferma di ciò che pensa. ..Ma una prova no?

«La fede è fiducia, e tutti usiamo la fiducia, anche tu». Vero.. solo in parte! Guardala così: non è un caso se la religione (tutte) chiede ‘fede’ e non ‘fiducia’.
Senza dubbio ogni giorno ci fidiamo di molte cose: che la sedia su cui sediamo ci regga, che l’aereo che prendiamo ci porti a destinazione, che i nostri amici ci restino vicini, che.. domani il sole sorga, e sempre dalla stessa parte! E così via.
Ma è fede, questa, o fiducia? Siamo certi al 100% che la sedia regga, che l’aereo decolli? No..
Ci *aspettiamo* che lo facciano, ci regoliamo su questo perfino, ma non potendo leggere il futuro non possiamo affatto esserne sicuri. Ciò che possiamo fare è assicurarci che la sedia sia solida, e che la compagnia aerea esegua test di sicurezza.. dato che la terra fa sempre un giro intorno al sole in un certo tot di tempo, possiamo concludere che quasi certamente sarà così anche domani e stabilire leggi fisiche basate sull’osservazione.. salvo imprevisti!
Ecco la differenza fra fiducia e fede: la prima si costruisce poco a poco, sulla base di fatti, studi e precise esperienze del passato, raramente arriva al 100% e in ogni caso è soggetta a continue verifiche e pronta a cambiare (tanto che se un buon amico ci tradisce noi perdiamo fiducia in lui!). La scienza stessa per questo ammette con buon senso di poter sbagliare, e prevede di aggiornare le sue teorie nel tempo!
La fede, invece, si basa su desideri e bisogni, su interpretazioni e dogmi. La fede vuole abbandono, accettazione di tutta una serie di idee e di ideatori, sospensione di critica e verifica, certezza sul mistero, travestimento di ipotesi in verità.. è fiducia cieca!

Altra differenza: una cosa è la fiducia in qualcuno perché gli si riconosce un valore o un’abilità, un’altra è la fede nell’*esistenza* di quel qualcuno. La seconda per me è ingiustificabile: non ha senso credere vera una cosa in assenza di prove, in presenza di contraddizioni o nonostante prove del contrario! Nessuno si sogna di credere per fede alla luna di formaggio o alla pentola d’oro all’inizio dell’arcobaleno.. e per gli dèi è lo stesso discorso. Se la scienza usasse la fede per conoscere, saremmo ancora fermi all’idea che il sole gira intorno alla terra e che i fulmini li lancia Giove. Saremmo letteralmente ancora là.
Quelle erano epoche di grande ignoranza, certo infatti.. e la fede come modo di ‘conoscere’ vi ha sempre contribuito.
Insomma, con la fiducia si sta ai fatti, con fede si creano esseri sovrannaturali. Ma se qualcosa esiste, esiste al di là di quanto uno ci crede. Se non esiste, non c’è e basta. Non importa quanto sia forte una fede!
Perciò, se si ha bisogno di fede per credere vera una cosa, non viene da pensare che sia in effetti *incerta* la sua reale esistenza? Se dev’essere accettata per fede è perché non può esserlo per il suo evidente esistere.

Domanda (da un milione di dollari): dimmi, quali altre cose credi – o crederesti – esistere per fede?

La fede dunque non è fiducia. Chiamarle uguali è semplificare, al solo scopo di giustificare la fede.. E se tutti usiamo la fiducia, che in effetti è utile e anzi necessaria, la cecità è un limite: nello scegliere dove portare i nostri passi non è meglio vedere se la strada è libera o c’è un campo minato davanti a noi?

Chiediti: per quale ragione  dovrei credere questa cosa?

«Ma tu credi in qualcosa: che Dio non esiste. Vedi che pure tu hai una fede?», dicono alcuni. Io rispondo: «Fede? La nostra ‘fede’ è del tutto diversa! 

·    Io ho una opinione. Voi avete un credo che chiamate Unica Verità.
·    Io posso sbagliare, e sono pronto a cambiare idea davanti a una prova.
Voi pure non avete prove, e nonostante questo credete ciecamente.
·    Io osservo i fatti e ne ipotizzo una spiegazione.
Voi prima immaginate la spiegazione, poi con essa giustificate i fatti».
  

Insomma, un conto è la fede assoluta, altro è una opinione provvisoria fondata su ogni evidenza del momento, perciò non astratta e non dogmatica.
Ti pare allora che per non credere ci voglia il salto nel buio necessario al credere? Se con i primi argomenti si è tentato di innalzare la semplice fede al livello della fiducia che il metodo scientifico consente, come avesse anch’essa una base razionale e affidabile, ora si vorrebbe abbassare quella fiducia alla fede, come se in fondo fossero entrambe limitate, e allora ‘tanto vale’ credere in Dio. Manovre scorrette da principianti: accosti prego, patente e libretto.. In entrambi i casi, dev’essere ormai chiaro quanto in realtà siano diverse, e – fra le due – chi merita e perché.

*

Filosoficamente, le caratteristiche di Dio sono un bel problema, senza contare il suo alter-ego cattivo.. In effetti abbiamo inventato un dio che non si capisce se è buono o no, se è giusto o no, se è onnipotente o no.. È uno strano dio, che però viene agghindato come avesse le migliori qualità al massimo del top, tutte insieme. Bello no? Si prende un uomo,  si vede che ha dei limiti e fa degli errori, si immagina un essere che non ne abbia e non ne faccia mai. Shakerare e servire con ghiaccio. Gusto forte? Puoi solo immaginarlo: anche perché tutte quelle qualità cominciano presto a fare a cazzotti.

Pensa all’idea di Trinità: Padre+Figlio+Spirito fanno UN SOLO dio. 3 per 1, cos’è, un saldo? 3 persone che vengono l’una dall’altra eppure sono eterne, distinte l’una dall’altra ma ciascuna Dio tutto intero e anzi un solo Dio. Sono diversi, e però identici! E attenzione: una è *anche vero uomo*, quindi in realtà è una specie di quartetto! Per aggiungere stravaganza all’inverosimile, ovunque sia ha il corpo di un uomo.. e anche i limiti (come la non-eternità), se non i difetti, dell’uomo!
È l’apoteosi, la vetta del trasformismo divino.
Non posso non unirmi a questo esercizio di creatività, immaginando una conversazione tipica in cielo: «Spirito, hai visto che bella veste nuova che indossa oggi il nostro Gesù?» – «Sì, tanto deliziosa!» – «Non trovi che mi starebbe d’incanto?» – «Beh, tu mica puoi indossarla.. Però sì, credo di sì!» – «Amen! Quando arriva gli dico di prestarmela.. per lui non sarà un grande sacrificio» – «Guarda che sono già qui, lo sai benissimo! Ah, quando ti accorgerai di me?» – «Figliolo non dire così, sono tuo padre il Padre, e ti voglio bene!» – «Sarà, ma qui chi si sacrifica sono sempre io! E prenditi ’sta maglietta, và!» ..
E così via.. :-)))
Ecco dove ragione e fede si rivelano diverse e distanti: mentre la prima è lì che si sorprende e si domanda, ecco che l’altra si scatena, e se ne esce con quello che vuole!
Fiera di sparare non-senso e di crederci..
Oddèi, faccia pure. Ma non pretenda di essere allo stesso tempo anche logica e coerente, perché proprio non lo è.

Ancora: Dio sarebbe ‘perfetto’, e questa perfezione sarebbe essere onnipotente (che significa che può fare tutto), onnisciente (sa tutto), onnipresente, trascendente (al di là della natura), eterno, e giusto e buono al massimo grado. Alleluia! Nient’altro?
Gran bella entrata, ma l’insieme di queste cose non sta in piedi.. Ad esempio: come può essere giustissimo e condannare per l’eternità (’spè, fammi rendere meglio l’idea: più di un fantastiliardo di milioni di miliardi di anni!) a fronte di delitti in una sola vita? Come può essere buonissimo ed esistere l’inferno? Se è giusto alla perfezione, come fa ad essere anche buono alla perfezione? L’uno esclude l’altro!

Se è perfetto è completo, se è completo come può beneficiare del nostro amore? Come può un essere perfetto provare il turbine dei sentimenti (amore, compassione, tristezza, preferenza, ..), e lasciarsi influenzare dall’esterno (cosa necessaria per cambiare sentimenti)? Se è perfetto non ha da imparare niente, ma se non può imparare è perfetto? Perché un essere perfetto si interesserebbe di cose imperfette? Anzi, cos’è davvero la ‘perfezione’, e dov’è?

Come può un essere infinito non comprendere anche noi e tutte le cose? Se è infinito, incorpora forse gli opposti, quindi il male come il bene? Se trascende spazio/tempo e materia/energia, come fa ad interagire con questo mondo che è l’esatto contrario? Come può essere al contempo al di là della natura e onnipresente in essa? Se è invisibile, quanti altri esseri invisibili potrebbero esserci? Se è onnipotente, come fa ad essere anche buonissimo (non può fare il male), e onnisciente (non può essere ignorante, né conoscere molte emozioni come paura, debolezza, dolore, desiderio, ..)? Se è onnisciente non ha creatività, anzi non può nemmeno pensare, ragionare, perché conosce già tutto, ogni conseguenza, ogni soluzione. E.. un essere proprio perfetto, può desiderare, cioè può non avere e sentire la mancanza o la voglia di qualcosa? Se è perfetto e buonissimo, perché mai richiede adorazione? Se è onnipotente può forse morire, avere imperfezioni, soffrire di malattie, non essere onnipotente, sbagliare, migliorarsi? Come fa ad essere onnisciente + incorporeo (non ha esperienza diretta di canto o di nuoto, per dire), o onnisciente + buonissimo (non avrà odiato o ucciso, ad esempio [ehm.. se per convenienza dimentichiamo il VT!])? Se è onnisciente, come fa a conoscere emozioni come attesa, sorpresa, curiosità o speranza? Se lo è, (=>conosce già il suo destino), come fa ad essere libero e onnipotente? Se lo è (=>conosce già il nostro destino), noi siamo davvero liberi? Oppure è lui ad essere limitato dal nostro imprevedibile libero arbitrio? Se lo è (=> conosce già le nostre ‘scelte’), come può essere soddisfatto o deluso da noi? Anzi, che ci ha creato a fare? ..

Se un essere con qualcuna di queste belle qualità esistesse sarebbe veramente un fico (magari un po’ annoiato, ma fico), ma un essere con *tutte* queste qualità che insieme si oppongono non può esistere, come non può esistere un quadrato anche tondo!
Se le possiede tutte è contraddittorio, se non le possiede è incompleto. In entrambi i casi non è perfetto. Vedi vie d’uscita?

Un essere ‘perfetto’ può esistere solo nella fantasia, il solo posto in cui possiamo immaginare anche gli Altibassi, quel popolo di ventenni di settant’anni tutti molto alti e bassissimi, con grossi nasi piccoli piccoli.. :-)) In realtà, perfezione è un termine indefinibile: poiché non l’abbiamo mai osservata in natura, ce ne facciamo un concetto a nostra misura, migliorando per astrazione e sintesi pezzi della nostra esperienza. Un’abilità tutta umana, da cui nasce l’arte, la filosofia, la matematica, ma che lasciata vagabondare da sola costruisce simboli privi di senso reale, magnifiche chimere senza peso.

L’idea cristiana di Dio è incoerente con sé stessa, quindi resta un’idea.

Il passo successivoche poteva essere cercare prove di esistenzasi rivela già inutile. A meno che.. A meno che non si ammette che Dio può essere incoerente, non limitato dalla logica, illogico. Allora sì che potrebbe esistere, però.. potrebbe essere tutto e il contrario di tutto! Allora potrebbe esistere *qualsiasi* essere illogico che immaginiamo! Non se ne potrebbe mai dare descrizione certa, sciocchezze e fantasie farebbero brodo, ognuno cercherebbe la sua e non capirebbe quella dell’altro. Perché, se si salta fuori dalla logica, tutto diventa possibile: anche che 1=3, che un dio si infili in un disco di pane, e che il mio orologio sappia giocare a tennis. ??
Si può anche rifiutare il problema e non riconoscere la gravità di queste contraddizioni, sfumandole in semplici ‘paradossi’, o chiamandole ancor più benevolmente ‘misteri che non possiamo capire’, e via sgattaiolando.. Classica scusa, l’avrai già sentita! Però, più che una scusa per credere, in effetti è un solidissimo motivo per *non* credere: se appunto ‘non possiamo capire’..
Per sua precisa ammissione, la chiesa cattolica ritiene un *mistero* cardini della sua dottrina come la trinità, la volontà di Dio, la presenza del male, l’incarnazione, la resurrezione di Cristo e la sua presenza ora fra noi, l’eucaristia, la realtà divina della Chiesa, la creazione, la trasmissione del peccato originale, la resurrezione dei corpi (es. Compendio del Ccc, pte1 sez2). Ma come si possa scegliere di credere *vero* ciò che è apertamente chiamato *mistero*, è per me il mistero più grande di tutti!!
Da mistero a dogma: come aspirare alla Verità.. e accontentarsi di molto meno.

A molti cristiani piace affermare che la ragione non è in contrasto con la fede, anzi la sostiene. Ma come si possono conciliare? Se ci fossero ragioni logiche, razionali, naturali sul tema, non solo non gli sarebbe più necessaria la fede, ma non si lo chiamerebbe più.. soprannaturale! Diventa chiaro come la neve quindi, che le due sono quanto mai lontane: davanti a tanti misteri la ragione si fa prudente e indaga come può, la fede prosegue da sola di gran passo, la sorpassa e se ne va senza voltarsi, nemmeno a salutare.
È una questione di metodo! E un buon metodo, nella ricerca della verità, è importante come la verità stessa. Se anche la fede dicesse cose che la scienza conferma (e non è così), vi sarebbero arrivate per strade diverse, senza toccarsi. Ma il più delle volte questo non avviene, perché troppe sono le cose che ‘potrebbero essere’, e molte meno quelle che sono. Lo dimostra la recente affermazione del papa: «Il Limbo non esiste!». Vedi? Dopo che per secoli era stato creduto vero che più vero non si può, questo spazio non-paradiso e non-proprio-inferno mai osservato e però affermato per fede, per fede ora non esiste più. Prima c’era, ora no, ma niente è cambiato, se non ciò che si vuole credere!! Era solo un’‘ipotesi teologica’, dice il papa, e ne inventa un’altra. Relativista come pochi, ha serie difficoltà ad ammetterlo..
Di verità quindi nemmeno l’ombra, solo ipotesi che interpretano fantasie.. Per *questo* le ipotesi teologiche  non sono, né possono essere, insegnate nell’ora di scienze assieme alle teorie scientifiche, e viceversa!

La scusa ufficiale è che la dottrina è solo definita meglio, in sostanziale ‘continuità’. Giusto, è la fede che si deve adattare alla ragione e alla sensibilità, perché esse – appunto – non la sostengono.. ma questo continuo cambiare dal passato fa a pugni con le idee di ‘immutabilità’, ‘assoluto’ e ‘ispirazione divina’. Come si può sostenere l’uno e le altre insieme? Eppure c’è chi lo fa.. Non tutti, in verità: alcuni – più coerenti ma distanti dalla realtà – negano che la dottrina debba cambiare, e restano a prima del Concilio Vaticano II, o anche solo alla bibbia. Ma in entrambi i casi si da precedenza alla fede, e si chiede alla realtà di piegarvisi. Quando accade, le ragioni della ragione hanno meno valore, la logica sfugge alle regole, la scienza rinnega sé stessa, e il cuore, eh, si adatta e si inchina al nuovo senso che si da alle parole.
Una visione di vita che si fondi o provochi questo, è a mio avviso nociva.

«Ma il mio Dio è Ragione, dunque la mia fede non può non essere razionale!». Uhmm.. Dire, semplicemente dire, a parole, che dio=ragione, non implica che sia vero. La teologia e la scienza, fede e ragione, di sicuro desiderano e puntano entrambe alla verità. Ma ciascuna ha la sua. Nel capire, la prima procede per dogmi e affermazioni non provate, certezze ‘assolute’, ispirazioni mistiche, rivelazioni infallibili, libri sacri, giustificazioni al rovescio, storie misteriose, sopra-naturale, singole esperienze, interpretazioni personali, deduzioni spicce, emozioni, buffe razionalizzazioni e non di rado con errori logici e pregiudizi. L’altra no. Lei, l’opposto.
La fede come metodo di verità è dunque per natura in inconciliabile contraddizione con il metodo scientifico..
La fede non dà certezze assolute. Solo credenze assolute.
La ragione, la logica, la scienza, hanno regole ben precise, non si può non usarle o usarle male, e dirsi lo stesso razionali. Lo abbiamo visto prima: è un punto importante per capire la differenza. Certo, l’idea di un Creatore invisibile e al di là del mondo ‘non contraddice’ la scienza, ma è ovvio: è un’idea talmente impalpabile, generica, elastica e riciclabile! Troppo comodo.

La fede non risponde a nessuna domanda. Ingegnosamente improvvisa.

Senza prove, robe come dio, anima, aldilà, finalità, verità assoluta, rivelazioni resurrezioni e reincarnazioni, razionalmente le si può mettere al limite fra le ipotesi da verificare. Come fa la scienza. Come non fa la religione. La prima non ne esclude nessuna, e cerca la verità. La seconda le crea e si fissa su di esse, senza più tendere alla verità. Ma presupporle è arbitrario, necessarie non sono, e dirle vere perché la scienza non ne sa ancora nulla è un errore di ragionamento in sé stesso.

Sintesi e scioglimento: i ragionamenti proposti per fede partono da assunti inconsistenti, quindi gli argomenti a favore sono falsi, ergo le conclusioni non reggono. Ça suffit.

Non mi sentirai dire che la ragione è in assoluto il modo migliore sempre. Deificare la scienza non è.. scientifico! È solo il metodo più affidabile, al momento, per indagare e capire la realtà, e offrire il massimo grado possibile di sicurezza sull’esistenza e il funzionamento delle cose. Il ‘massimo grado’, perché la ricerca è progressiva! È un continuo esplorare, mettere in dubbio, accertare, perfezionare! L’esperienza ci insegna che una scoperta tira l’altra, e che potremmo sbagliarci completamente.. C’è così tanto da capire! A noi sta – con coraggio, decisione e giusta modestia – di fare del nostro meglio. La certezza assoluta in scienza non esiste, esiste un costante affinamento della conoscenza.

«E gli assiomi?». È vero che la scienza parte dagli assiomi, anch’essi dei presupposti non provati.. ma assioma e dogma non sono la affatto stessa cosa: l’assioma è una premessa *convenzionale*, oppure attualmente auto-evidente - come il principio di non contraddizione - di cui si *ipotizza* la verità per ricavare teorie funzionali, coerenti, capaci di previsioni e verificabili sperimentalmente. Si può benissimo cambiare o aggiungere (formulando così teorie nuove), e pure scartare all’istante se fosse contraddetto dall’esperienza. L’assioma è un punto di partenza che consente conoscenza, derivato e sottomesso ai fenomeni, valido solo finché li spiega bene, e sempre sotto esame. È anche semplice, preciso, osservabile, congruo e necessario, in un gruppo di pochi, ben scelti, essenziali e sufficienti. Chiara la differenza, no?
Non sentirai mai dire a uno scienziato «Gli assiomi sono verità assolute, trascendenti, rivelate. Se non ci credi non sei uno di noi. Brucerai all’inferno, eretico!», piuttosto «Ma dai? Fammi vedere..?».
Un assioma non è dogma, dunque, come la scienza non è una religione. Certi credenti le scambiano, per dire che ‘tanto c’è un identico salto di fede’ e che ‘alla fine sono entrambe incerte’, ma è un errore, e.. un autogol: nel tentativo di delegittimare la scienza, non solo si dimostra grande ignoranza di come essa funziona, ma si evidenziano inconsapevolmente proprio i limiti della fede.

Non è esagerato dire, dunque, che usare la fede è.. non razionale, irrazionale. Intendiamoci! Non vuol dire essere stupidi, svaniti o polli. Chi crede possiede certo intelligenza e cultura anche grandi, le usa e ci tiene a farlo in tutti gli altri campi, con tutte le altre religioni, e persino su parti meno centrali della sua dottrina. Sui fondamenti invece ha certo le sue ragioni, ma non.. secondo ragione. In quel momento ha abbandonato la strada di una cauta, rigorosa e profonda ricerca, per la scorciatoia sentimentale, ma piripinda, del mistero ‘soprannaturale’.

Allora: fede e ragione sono campi distinti, non si mischiano, non si aiutano, non dipendono l’una dall’altra, sui temi comuni competono, ma possono certamente convivere, a patto di non imporsi l’una all’altra. A ciascuno la sua scelta su quello che ritiene essere il metodo più affidabile per la ricerca del vero.

*

Se esiste, se c’è un piano divino, perché Dio non ce lo dice chiaro? Forse rimane nell’ombra perché ‘ci lascia liberi di scegliere’.. Eh? E come facciamo a scegliere un’ombra?
Questa cosa fa effetto e per questo è un argomento famoso, ma che significa di preciso?
 Vediamo:

1) Dio è (creduto) onnisciente, e conoscere tutto di noi, anche il futuro. Se così fosse, inevitabilmente noi non siamo mai stati liberi. Ne abbiamo l’impressione, ma per lui siamo bamboline.
2) Le opzioni sono ben conosciute: dio, credergli o no. Ciò che manca sono le prove. Quindi la cosa in realtà sta così: siamo liberi di scegliere per fede. Questa solo è la scelta che ci offre dio, e a molti non basta o non interessa. Io, ad esempio, di essere libero di credere o non credere a Polifemo, me ne infischio.
3) *Tutti* gli dèi si tengono nascosti, tutti ‘ci lasciano liberi’. Chi scegliere? Possiamo sbagliarci all’infinito. Stare nascosti e sottrarsi alla verifica è un vantaggio per loro, non per noi.
4) Possiamo scegliere, però se ‘sbagliamo’ ci sbatte all’inferno. Oh, quanto liberi di scegliere!

Bene, se questa è la scelta che offre il dio cristiano, che se ne stia del tutto fuori dalle scatole.
In realtà, proprio la volontà di nascondersi alimenta i miti e gli equivoci. E la conseguente necessità della fede alza paurosamente il rischio-ingenuità e rafforza il sospetto di dominio e manipolazione da parte di chi la insegna. Ma in fondo, soprattutto, sa di scusa per un dio che non esiste, non sembra anche a te? Così come tante altre, furbescamente sottili e altrettanto necessarie a chi vuole scusarsi l’assenza degli dèi, i quali non si curano di chiarire nulla – né potrebbero, non esistendo.. Chi vuole credere deve immaginare una scusa dietro l’altra, e razionalizzazioni ad hoc,  per assolvere il proprio dio dalle sue assenze, in genere e con piacere appoggiandosi a logica inesatta e deviando su di noi la colpa di non vederlo.
Ad esempio: «Poiché credendo ti senti bene, allora Dio esiste» (sentirsi bene pensando una cosa non prova che esiste. Inoltre per molti pensare a Dio è causa invece di dure lotte interiori, sarebbero prove che dio non esiste?); «In realtà hai paura di conoscerlo» (svia il problema: non è la paura ma l’assenza di prove e la presenza di difetti dottrinali. Può essere vero il contrario: ci si crede per paura); «Se guardi in te onestamente, lo sentirai» (dà per scontato che non lo abbiamo ancora fatto onestamente. Inoltre non basta, visto che in ogni religione si ‘sentono’ i propri dèi. Quindi può essere vero il contrario: siccome il segnale non è chiaro, è onestamente difficile dire se è un dio e quale sia, se non per sola fede); «Non tentare Dio chiedendo prove» (come se uno al telefono ci dicesse: «Venga al parco a mezzanotte» – «Scusi, ma lei chi è?», chiediamo giustamente noi – «Come si permette?!», fa lo sconosciuto!); «Se dubiti di Lui, non ti meravigliare che non risponda» (insomma abbi fede fede fede.. perché non è mai abbastanza!).. Gira che ti rigira, la colpa che non si faccia vedere è sempre nostra!

E..
E se ‘ci lascia liberi’ perché allora i credenti continuano a pregare, a sentirsi messi alla prova, a ringraziare e a gridare al miracolo? Non sono proprio i credenti ad essere abituati a dare a un dio il merito delle cose belle (ma ovviamente non la colpa per quelle brutte, in modo che ne esca ancora una volta pulito, pur senza aver mai riconosciuto in pubblico un’azione)?
Davvero non si intromette mai? In passato in realtà è intervenuto tantissimo, stando alla bibbia (cioè alla parola di altri uomini), s’è persino incarnato, c’è una dottrina che finisce con un giudizio universale, senza contare miracoli e angeli custodi.. cosa sarebbero queste – dal punto di vista di chi crede – se non azioni sue dirette, e grandemente condizionanti? Poi però, se si tratta di prove vere e proprie, tace: non è incoerente? Ma allora dio ci guida o ci lascia liberi?
Forse – diranno alcuni – Dio è presente sì, ma in modo silenzioso, discreto, e interviene senza ‘firmarsi’, se ci credi capisci.. Bene, non è provato ma potrebbe essere, in effetti, no? Certo se fosse così, c’è da domandarsi: se al posto di questo Dio mettessimo un altro dio.. o una roba qualsiasi impalpabile, metafisica o cmq invisibile.. cosa cambia? Potrebbe essere chiunque.. Urca!
Anzi, ora che ci penso: che differenza c’è tra un dio che per lasciarci liberi non parla con chiarezza e non si mostra.. e un dio che non esiste? Come dire: che differenza c’è tra uno sformato prosciutto e patate che non vedo sul tavolo, e uno che sul tavolo.. non c’è?
Ok, ora mettiamo ‘papà’ al posto di ‘dio’, nell’esempio. Cosa cambia?
Beh, una cosa fondamentale: che un padre biologico, sia pure assente, esiste.

Dèi, Atlantidèi, Fatine dei denti, Extraterrestri, Agenti Smith, .. Il silenzio di tutti questi esseri invisibili non è prova che esistano né che ci guidino, e una ‘azione non firmata’ resta al massimo un fenomeno dalle cause ancora da chiarire.
E fin tanto che non sappiamo, perché *credere vero* un dio, o l’universo dei gelati alla fragola?
 
 *

Quindi, vediamo: è dimostrato che Dio esiste? Come vedi gli argomenti a favore riportati sopra? E i rispettivi contro-argomenti? Conosci altre prove, le hai esaminate? Sono sufficienti, o forse indizi, o solo aria calda? Di quale dio, cmq, di preciso? Se un fatto ha cause ancora sconosciute, convincersi che è stato dio è Verità o Interpretazione? Tu che ne pensi?

Non ‘credere’ e basta, ragiona con la tua testa, e il cuore al sicuro dalla stretta indelicata di alcuni: magari arrivi lo stesso a un certo dio, magari invece te ne libererai del tutto, in ogni caso sarà per tua libera scelta e non per imposizione, sarà perché ti senti soddisfatto/a della tua ricerca e non per aver creduto alla cieca. Meglio, così, giusto?


[1] Sulla Teoria dell’Evoluzione girano dei malintesi, classici esempi di ‘logica apparente’. Tipo: «È come se un jet si assemblasse per caso in un tornado!» –> Per niente: il ‘caso’ è solo una delle condizioni necessarie. Le altre sono: riproduzione (e un jet non si riproduce), molto molto tempo (altro che un tornado), biocompatibilità delle parti (quelle di un jet sono pezzi inerti), mutazione e selezione naturale (e un jet non vi è sottoposto!). Quest’ultima, non è affatto casuale. In ogni generazione, una specie subisce minuscoli cambiamenti: quelli funzionali la rendono più capace di sopravvivere, cioè più adatta all’ambiente e abile in certe cose, e dunque prevarranno sugli altri. Nell’arco di milioni di anni la specie si sarà evoluta, sarà più completa e complessa, molto diversa da prima, o nuova.
«C’è un anello mancante fra l’uomo e la scimmia!» –> No. L’uomo non discende dalla scimmia, siamo solo parenti, ovvero abbiamo degli avi in comune. E se è vero che mancano alcuni collegamenti (si tratta dopotutto di materiale antichissimo, magari ormai perduto), è pur vero che ne abbiamo trovati a iosa, tanti da poter osservare la continuità e la coerenza dei cambiamenti, non solo nella specie umana.
«L’Entropia la impedisce!» – No. La ‘tendenza al disordine’ di un sistema chiuso (aumento di entropia, v. 2a legge della termodinamica) non impedisce affatto che si crei ordine in alcuni punti di esso. La vita e il suo complesso sviluppo sono possibili, al costo di un aumento di entropia altrove.
«È solo una teoria!» –> Malinteso: in scienza il termine‘Teoria’ è usato per definire una complessa spiegazione più che certa (attualmente), e non come sinonimo di ‘ipotesi’..
Di conseguenza, chi critica in tal modo l’Evoluzionismo moderno rivela la sua ignoranza in materia e – piuttosto anzichenò – un uso zoppicante e superficiale del metodo scientifico. Spesso sotto c’è il desiderio di sostenere l’idea di un ‘disegno intelligente’, cioè divino, dell’universo, a costo di rifiutare una spiegazione naturale confermata continuamente da ogni dato disponibile ad ogni branca della scienza (in completa assenza di quelli a supporto di un dio). Oggi a livello accademico si discute circa il come esattamente avvenga, ma che avvenga è assodato.. Se non per i sostenitori del ‘creazionismo’, le cui tesi – mascherate da scienza per il grande pubblico – non reggono all’esame, tanto che la comunità scientifica le ha rigettate da tempo. Curioso: costantemente impegnati a richiedere prove dell’evoluzionismo e mai soddisfatti da esse, i creazionisti non hanno alcuna difficoltà ad accettare Dio sulla parola..


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12 10 2007

Un viaggio lungo un click. Altri luoghi (in Rete) molto, molto interessanti!

Autore Morgan, in Senza categoria.

Finalmente anche qui la pagina dei links! Gli amici, i siti interessanti e utili.. Internet, che gran cosa!* ..E l’elenco crescerà nel tempo (anche grazie alle vostre segnalazioni).
Maglioncino, pranzo al sacco e.. buon viaggio!

Links amici / Ateismo, Umanesimo, scienza, comunicazione

Links amici / Inglese

    Facebook, Youtube, ..

      (*)Su internet si trovano un sacco di cose, vero? Alcune molto utili, altre meno, altre così così. Una vera miniera! Il fatto è che in Rete è facile pubblicare roba, e quando si tratta dei nostri temi (non solo) sono molte le informazioni di valore e anche di più quelle incomplete, imprecise o di parte (anche le tre insieme!). Un aspetto curato (parole difficili, qualifiche altisonanti, grafica ricercata) non ne migliora la qualità, e può nascondere il vuoto. Vale anche per TV e media in generale – qui a maggior ragione: occhi aperti – lo so, già lo sai – filtra obiettività e competenza al di là dei TdC e della convinzione personale che l’autore esprime.


      Tags:Agnosticismo, Altre religioni, Anticlericalismo, Bibbia, Catechismo, Censura, Chiesa Cattolica, Comunicazione efficace e TdC, Dio, Diritti umani, Etica, Libero Pensiero, Logica e scienza, Miglioramento personale, Nonviolenza, Rispetto reciproco, Scetticismo, Uaar, Umanesimo, Valori
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      7 10 2007

      Ancora sete? L’archivio: i post del passato!

      Autore Morgan, in Senza categoria.

      Tags:Agnosticismo, Altre religioni, Anticlericalismo, Apparizioni, Ateismo, Audio e Video, Belle azioni, Bibbia, Catechismo, Censura, Comunicazione efficace e TdC, Condizionamento, Convivenza, Crescita interiore, Cristianesimo, Dio, Dipendenza, Diritti umani, Dogmi e pregiudizi, Educazione, Esperienze, Estremismo, Etica, Famiglia, Felicita, Fenomeni paranormali, Filantropia, Filosofia, Gay, Giovani, Giustizia, Guerra, Illuminazione, Intolleranza, Ipse dixit, Libero Pensiero, Logica e scienza, Matrimonio, Miglioramento personale, Miracoli, Misteri, Misticismo, Mitologia, Motivazione, New Age, News, Nonviolenza, Oscurantismo, Pace, Papa, Passione, Peccato, Plagio, Politica, Propaganda, Pseudoscienze, Ratzinger, Rispetto reciproco, Satana, Satanismo, Satira, Scetticismo, Scuola, Sette e Culti, Societa, Storia, Successo, Suggestione, Teologia, Truffe, Uaar, Umanesimo, Usa, Valori, Vaticano, Verita
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      3 10 2007

      Eilà! Benvenuto, benvenuta!

      Autore Morgan, in Senza categoria.

        › Piccolo manuale di Umanesimo ateo / Il perché e il percome di una vita senza dèi. Online! Nuova versione 4.0, leggilo anche tu! ;-)   

      Ti va di divertirti, piangere, arrabbiarti?
      No, non parliamo di cinema..! Qui chiacchieriamo di vita, di benessere, di umanesimo, e quindi anche di religione, hai presente: dio, comandamenti, gesù bambino, inferno e paradiso.. E forse dirai: «Ancora???», eh sì dico io! Vale la pena di parlarne un po’, se vogliamo capire che c’è di buono, che c’è di vero, in quello che tanti insistono che impariamo.

      La religione è piena di leggi, tanti dogmi, e un sacco di storie fantastiche. È importante che tu capisca di cosa parlano, così potrai scegliere. È la tua vita, no?

      Ok, mettiamo che vuoi verificare gli insegnamenti, e magari confrontarli con una visione di vita completamente atea eppure bella come l’Umanesimo, 1-2-3-via, vediamo.. Dove guardi? Cosa leggi? Con chi parli??

      Eh-eh, è qui che entra in gioco Anticatechismo.it!

      Entra in › Tutto su Anticatechismo.it per conoscere il progetto, fai un salto nello › Scudo galattico per cominciare a sciogliere le idee, o vai subito al sodo e scarica il › Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo. Il perché e il percome di una vita senza dèi.

      Il blog, naturalmente, › è a tua disposizione! Tutte le sue aree saranno riempite e aperte nel tempo, così come quelle del sito: le idee ci sono, vanno realizzate!

      Che tu sappia già dove cercare oppure no, il ‘Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo’ può venirti in aiuto. È un concentrato ad altissima potenza di super-notizie segretissime!
      Ok, magari non tutte ^_^ comunque sono *ottime* per cominciare a capire che quelle classiche e più conosciute della religione non sono le uniche.. né le migliori! Vi troverai infatti un’altra importantissima idea: per una vita davvero bella credere non è necessario, perché il bene che possiamo farci fra noi basta e avanza. Chiamalo appunto.. Umanesimo ateo!!
      Un libro che può sul serio avere effetti ‘frizzanti’ sulla fede.. (perciò se sei credente ma non ti senti pronto/a a una bella sfida, rimanda pure, ok? Sarà per un’altra volta!).

      Non solo: nel sito trovi anche lo ‘Scudo Galattico’, con una parte sulla logica e la descrizione di molti trucchi della comunicazione.. cioè di quei modi di fare, poco conosciuti ma usati spesso, che aggiungono nuovi significati al discorso! Conoscerli, per migliorare la comunicazione, o difendersene (quando usati per confondere e raggirare), diventa ogni giorno più importante..
      E la cosa bella è che lo Scudo è uno strumento buono per valutare *ogni* idea, dunque anche quelle di Anticatechismo.it! Perché no?
      Con questi mezzi, e gli altri che imparerai da te, saprai meglio capire cosa dice - e cosa vuole davvero - chi ti parla.

      Credere, non credere e in chi credere è una scelta importante per la vita, vogliamo scambiare verità e favole? Se anche per te conta, sei nel sito giusto. E vedrai che anche tu un po’ riderai, un po’ piangerai, un po’ ti arrabbierai..

      Ma nulla è perduto! Sappi che per essere una persona in gamba, essere Umano/a è tutto quello che ti serve.. :-)

      A proposito! Io sono Andrea_Tufoni, ateo (e sbattezzato), umanista (mi ci sforzo), finalmente blogger. Mi piace stare bene e far stare bene, detesto chi mi vuole manovrare. Non si era capito? ;-)

      Morgan  su Anti catechismo scrive di umanesimo e ateismo!
      Tags:Agnosticismo, Altre religioni, Anticlericalismo, Apparizioni, Ateismo, Audio e Video, Belle azioni, Bibbia, Catechismo, Censura, Chiesa Cattolica, Comunicazione efficace e TdC, Condizionamento, Contrasti nella Chiesa, Convivenza, Crescita interiore, Cristianesimo, Dio, Dipendenza, Diritti umani, Divertenti, Dogmi e pregiudizi, Educazione, Esperienze, Estremismo, Etica, Famiglia, Felicita, Fenomeni paranormali, Filantropia, Filosofia, Gay, Giovani, Giustizia, Guerra, Illuminazione, Intolleranza, Ipocrisia, Ipse dixit, Laicita, Libero Pensiero, Logica e scienza, Matrimonio, Miglioramento personale, Miracoli, Misteri, Misticismo, Mitologia, Motivazione, New Age, News, Nonviolenza, Oscurantismo, Pace, Papa, Passione, Peccato, Plagio, Politica, Preti e crimini, Privilegi della Chiesa, Proibizionismo, Propaganda, Pseudoscienze, Ratzinger, Relazioni umane, Rispetto reciproco, Satana, Satanismo, Satira, Scetticismo, Scuola, Sette e Culti, Societa, Storia, Successo, Suggestione, Teologia, Truffe, Uaar, Umanesimo, Usa, Valori, Vaticano, Verita
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