Catechismo, papa, madonna, gesù, diavolo, inferno, resurrezione, morale, libertà, logica, ragione, ateismo, compassione, umanesimo, felicità.. |
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Preavviso! La lettura del sito può avere effetti frizzanti sulla fede.. Sono ateo e qui scrivo di umanesimo, quindi anche di religione e dei difetti che ci trovo. Se l'idea ora non ti va, fa' a meno.
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Sondaggino
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, art. 19 - Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
Costituzione della Repubblica Italiana, art. 21 - Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. E se.. ..ti intimorisce un nome che comincia con 'Anti'? Ti tranquillizzo, Anticatechismo.it NON ha un'ispirazione diabolica. Neanche divina. Molto umana, però. ..ti scoccia un'opinione così diversa? Sei fortunato/a: la Costituzione italiana garantisce che tu possa pensarla così. E garantisce anche me. ..ti preoccupa parlarne? Sì, confrontarsi su queste idee può mettere agitazione.. Se adesso non te la senti, non farlo. Tieni conto che è per una crescita positiva e costruttiva, e che non sei affatto obbligato/a a cambiare idea.
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2008
L’evento più fresco dell’estate 2008..!!Oggi mi sento: Il nuovo Piccolo Ateo è infine giunto! Promesso da tempo - una specie di teaser involontario! - sbarca in Rete l’ultimissima versione del mio libro. E come avevo preannunciato, ha un nuovo titolo! Perché i piccoli atei crescono.. Signore, signori, a voi il Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo. Il perché e il percome di una vita senza dèi!! Con malcelato orgoglio, ora vado a rilassarmi un po’. Voi, fatemi sapere! Tags:Agnosticismo, Altre religioni, Anticlericalismo, Apparizioni, Ateismo, Bibbia, Catechismo, Censura, Chiesa Cattolica, Comunicazione efficace e TdC, Condizionamento, Convivenza, Crescita interiore, Cristianesimo, Dio, Dipendenza, Diritti umani, Dogmi e pregiudizi, Educazione, Esperienze, Estremismo, Etica, Famiglia, Felicita, Fenomeni paranormali, Filantropia, Filosofia, Giovani, Giustizia, Illuminazione, Intolleranza, Ipocrisia, Laicita, Libero Pensiero, Logica e scienza, Miglioramento personale, Miracoli, Misteri, Misticismo, Mitologia, Motivazione, New Age, Nonviolenza, Oscurantismo, Pace, Papa, Passione, Peccato, Plagio, Politica, Preti in gamba, Privilegi della Chiesa, Propaganda, Pseudoscienze, Ratzinger, Relazioni umane, Rispetto reciproco, Satana, Satanismo, Satira, Scetticismo, Scuola, Sette e Culti, Societa, Stare insieme, Storia, Successo, Suggestione, Teologia, Truffe, Umanesimo, Valori, Vaticano, Verita
Piaciuto? Prova questi!
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08
2008
Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo / Il perché e il percome di una vita senza dèiHabemus librum! Ragazzi, buon divertimento.. ;-D Scarica qui l’EBOOK:› Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo (20.09.2009. PDF, 1.9Mb) Leggi il PMUA online:Comincia subito! Vai all’indice del libro, oppure direttamente alla › Introduzione Il Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo è un libro sull’ateismo, posizione filosofica di chi non crede ad una divinità, e sull’umanesimo, cioè una *visione di vita* che gioca alla pari con quella religiosa, eppure non si aggrappa agli dèi. Nel PMUA troverete anche le ragioni che mi spingono a pensarla così, tra le quali gli errori che attribuisco a certe religioni, nella dottrina e nel modo di presentarcela. Negli anni in cui il libro è stato disponibile online è stato scaricato oltre 13.000 volte! Un vero record.. Tags:Agnosticismo, Altre religioni, Ateismo, Bibbia, Catechismo, Chiesa Cattolica, Condizionamento, Crescita interiore, Cristianesimo, Dio, Dogmi e pregiudizi, Educazione, Etica, Felicita, Filosofia, Illuminazione, Libero Pensiero, Logica e scienza, Miglioramento personale, Miracoli, Misteri, Misticismo, Mitologia, Papa, Peccato, Plagio, Privilegi della Chiesa, Propaganda, Pseudoscienze, Ratzinger, Rispetto reciproco, Satana, Scetticismo, Scuola, Suggestione, Teologia, Truffe, Uaar, Umanesimo, Valori, Vaticano, Verita
Piaciuto? Prova questi!
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2007
2. Quali prove abbiamo che esiste un dio?In generale le persone più grandi, famose o raffinate, paiono subito ‘esperti’. Spesso diamo per scontato che abbiano più esperienza e cultura, che siano dei gran saggi, affidabili e nel giusto. Ma, detto semplicemente, non è affatto sicuro che abbiano sempre ragione, su ogni argomento. Quando si parla di fede e di dogmi, i credenti in effetti dicono spesso cose che non possono provare: dio esiste, dopo la morte vai in Paradiso, la madonnina piange se fai il cattivo, eccetera. Dicono che ci si deve credere ‘per fede’, a occhi chiusi, cioè senza pensarci, oppure offrono prove da poco, personali interpretazioni e spiegazioni teologiche che sfiorano la letteratura fantasy. Ah, la Bibbia.. Nella terza parte vedremo un bel po’ delle sue fantasie. Quello che possiamo osservare con certezza, riguardo a cosa succede dopo la morte, è.. un bel niente! Nessuno, dopotutto, è mai tornato per raccontarci come vanno le cose, e non c’è certezza che una parte di noi se ne vada in un posto chiamato ‘inferno’. A soffrire per sempre poi! Allora, la domanda era: quali prove abbiamo per credere in Dio? Perché, si è mai fatto vedere? Vedere così, con esattezza, con semplicità, scusa ci sei? Sì, eccomi qua! * Il solito prete, o un appassionato credente, invece, ti direbbe che le prove del suo dio ci sono, e comincerebbe: la tradizione, la bibbia, i miracoli, la storia, l’esperienza, la logica, la scienza.. e persino l’etica. Ok, vediamo: – «In 2000 anni di storia, milioni di persone ci hanno creduto, in tanti non possono sbagliare!». E invece sì, se tutti hanno creduto alla stessa illusione iniziale! E poi, nella lunga storia dell’Uomo, altri milioni di fedeli hanno creduto a un sacco di altri dèi. Tutti veri? – «La Bibbia afferma che Dio esiste, ed essendo parola di Dio non si sbaglia». Pensaci. Riesci a vedere l’errore? La risposta è fra i TdC alla fine del libro. – «Vedi come quella donna si è salvata? E quell’uomo guarito? Questi sono miracoli di Dio!». Ma questa deduzione è campata per aria, potrebbe essere stato il caso, o un altro dio (non cattolico), o l’energia universale.. E.. si può proprio dire che sia guarito in modo miracoloso? Prima, accertiamolo. – «Cristo, risorto da una vita di miracoli, ne è la prova». Storicamente infondato. Basta crederci? – «La bellezza della Natura ci parla di Dio». Dov’è la connessione? O tutto può voler dire tutto? Se si crede a un Dio dal senso artistico, tutto fa quadro.. La Natura va gustata per sé stessa, non guardata pensando tutto il tempo all’‘autore’.. a rischio di perdersi la vera magia dell’attimo presente. – «Io sento Dio dentro di me». Eh, ma lo senti tu dentro di te, mica io dentro di me! E poi, i credenti di un sacco di religioni sentono il loro dio.. la differenza? L’emozione di una presenza, la sensazione di un contatto, la percezione di un messaggio, un’esperienza mistica, una visione.. non è possibile che siano soltanto interpretazioni? Dopotutto, non hanno né mittente, né timbri, né istruzioni per l’uso, né garanzie. Sono anonime per natura, vaghe quanto a contenuti, e le ragioni per pilotarne il senso – magari involontariamente – sono forti e numerose. È l’incontro che crea emozione e fede, o sono l’emozione e la fede che creano l’incontro? Sarà meglio sincerarsene. – «Dio è per definizione migliore di qualsiasi essere concepibile. Dunque esiste, perché se gli mancasse l’esistenza non sarebbe il migliore». La famosa ‘prova ontologica’ sembra efficace, ma lascia come un senso di dubbio, di qualcosa che non torna (tanto che è usata quasi niente). È perché non funziona, e ora vediamone i motivi. Cioè, siccome ho l’idea di un essere perfetto che deve esistere, allora esiste. O anche: siccome immagino un dio, e suppongo sia il migliore in tutto, allora deve esistere. Ferrea logica? No, un simpatico esercizio mentale: un’idea creata a misura ancora non si trasforma in realtà. Un’idea è un’idea. Ed *è possibile* che esista una cosa tanto infinitamente migliore? Qualsiasi cosa sia, se non può, allora è vano attribuirgli l’esistenza per via concettuale. Prima quindi, l’osservazione di dio. Poi il concetto. – «Vedi che perfezione l’universo? È fatto a misura d’uomo, ed egli stesso non può essere uscito fuori per caso!». Perfezione? Ne riparliamo al prossimo terremoto? Guarda poi che è il contrario, prima c’è l’universo, poi l’uomo vi si adatta per sopravviverci. E non ‘per caso’: si è evoluto per selezione naturale[1] in qualche miliarduccio di anni. Che gran fico!! – «Come l’orologio denota un orologiaio, così la natura il suo architetto». Ma l’orologio è un insieme di parti preesistenti, mentre la natura sarebbe creata dal nulla.. L’orologiaio ha delle mani, degli strumenti di precisione, a 10 anni non sa costruire e a 100 morirà. E Dio? Ah, di orologi ce ne sono tanti, anche di universi? A dire il vero, vengono costruiti pure grattacieli sottomarini e computer: fanno un sacco di architetti, no? Ecco, la connessione è solo superficiale, ignora ipotesi naturali e pone all’inizio un’incognita più grande.. Dio. Il quale, al contrario dell’orologiaio, è un inarrivabile mistero! Ops, ma questo rende vana la similitudine.. Come mai accettare la (maggiore) complessità di Dio non è un problema? Questa relazione orologio-orologiaio si osserva in natura: con che logica può essere usata per provarne una di tipo soprannaturale? Perché per spiegare il cosmo, ne usciamo letteralmente fuori? Che cosa sappiamo di cosa c’è oltre, e quali leggi vi governino? – «Chi vuoi che abbia creato l’universo?». E chi dice che è stato creato? E un eventuale creatore è anche giudice? Magari non ci si fila proprio.. E perché dev’essere onni-potente? Magari invece è solo molto-potente. Metti allora che esista un creatore, ma che al di sopra egli abbia un altro dio, un padre e una madre, un datore di lavoro.. E se questo non fosse che l’esperimento di fisica di un piccolo extraterrestre al concorso di scienze della scuola, in un sistema stellare ancora più grande? – «L’universo non può mica essere sbucato dal nulla!». E infatti chi lo dice? Proprio il credente, che non ha difficoltà ad accettarlo.. a patto che ci abbia pensato un dio. Ma affermarlo è arbitrario, e se è già difficile studiare le leggi che hanno governato il lontanissimo inizio dell’universo conosciuto, perché complicare le cose implicando persino un essere al di là di esse? Perché porre un dio dietro a eventi ancora ignoti? Perché tanta fretta? Ci sentiamo in ansia, per il non sapere tutte queste cose? Di fronte all’immensità e al mistero, è comprensibile. E perché invece non curiosi e affascinati! Cercare una spiegazione è una magnifica e vitale spinta tipicamente umana. Anche la scienza nasce da lì! Però poi non ha fretta, non si accontenta, e non complica pur di semplificare. – «Come può la vita essere nata da ciò che non era vivo?». Sebbene non manchino interessanti esperimenti a supporto della sua generazione spontanea (abiogenesi), non sappiamo con certezza com’è apparsa la vita sulla Terra. Sempre liberi di credere che sia stato Dio, o un dio, o l’ingegneria genetica di una razza aliena proveniente da Vega7, ma non confondiamo ‘risposta’ con ‘ipotesi’ o ‘preferenza’. Se non sapessimo come sboccia un fiore, avrebbe senso credere alla magia di una fata? Romantico, ma non scientifico. – «Ma c’era una possibilità su un quinquiliardo che la Terra stesse a questa esatta distanza dal Sole, e che la vita vi si formasse!». Ma dai? E come si calcola tale percentuale? E perché insistere a vederlo come un privilegio per noi, come se ne fossimo lo scopo? Questa visione antropocentrica (l’uomo come fine ultimo di Dio) è cara alla fede per pregiudizio: come credere che un universo così vasto possa essere stato creato per degli esserini sperduti su un pianeta ai suoi margini? Se l’universo si fosse disposto diversamente, invece, è probabile che ci sarebbe stato un altro equilibrio, con altre leggi e altre costanti fisico-chimiche, e forme di vita tutte diverse. E se invece questo nostro fosse l’unico stato possibile, appunto vorrebbe dire che la natura fisica dell’universo doveva essere così, esclusivamente di suo. La realtà è che non sappiamo cosa poteva accadere, ed è un errore contare a ritroso le possibilità che questa mano di carte uscisse, dopo che è uscita! Il vincitore di una lotteria non è l’oggetto di un piano a sua misura, ma un partecipante come gli altri, tutti con le stesse probabilità. Qualcuno doveva pur vincere, n’est pas? La fede offre spiegazioni, ma non conoscenza. Di fronte a questo spettacolare, gigantesco, antichissimo e inesplorato spazio stellare, presumere di averne decifrato l’enigma senza averlo studiato è pura illusione. – «Le regole morali, perché siano affidabili, devono provenire da una autorità assoluta: Dio». Già.. gli umani sono imperfetti e peccatori, da soli si autodistruggerebbero, e se si danno una regola morale sarà stupida o cmq carente e instabile. Che immagine ridicola dell’uomo! Davvero limitante: più lo si crede incapace e cattivo, più lo si obbliga semplicemente a obbedire, meno gli si insegnerà a essere grande e a imparare dai suoi errori. Così resterà incapace e cattivo.. Ma al mondo tutte le regole vengono dagli uomini, anche le migliori e le più durature: crederle assolute, e persino divine, non prova alcunché. – «Allora provami che Dio NON esiste!!». Lo farò, non appena proverai tu a me che la gallina dalle uova d’oro NON esiste. Lo so che non puoi farlo, è per questo che io ci credo! O no? – «L’albero di Dio si riconosce dai suoi frutti». Eh. I buoni frutti, come dire che vengano da Dio? C’è un collegamento reale, o è solo il pregiudizio di una fede? I frutti cattivi, come dire che non vengano da Dio, quando ad esso si ispirano? Solo il pregiudizio di un’altra fede? Riconosci in ciò l’albero dell’uomo? – «Dio si fa trovare da chi lo cerca». Apparentemente semplice ed efficace, no? Ma invano un ateo offrirà a Dio di mostrarsi, pur chiedendolo col cuore in mano e mente pronta, per mille e mille volte.. Non ci saranno segni inoppugnabili e definitivi, nessun miracolo certamente suo, nessuna parola, nessuna abbraccio, nessun incontro diretto. Dio si mostra solo a chi già crede, o credere vuole. – «Dio non ci forza a credergli, ci da segni che sta a noi accettare come prove». Appunto. Eccetera. Alcuni credenti arriccerebbero ora il naso in disapprovazione: se tali argomenti hanno occupato migliaia di libri nei secoli, e richiesero giorni e giorni solo per essere formulati da così tanti arguti filosofi e teologi sopraffini, due paginette di obiezioni non vanno forse liquidate per superficialità? È questa, invece, un’obiezione superficiale: la forza di ogni argomento va valutata in sé stessa, non per quanto ha coinvolto o sconvolto l’altrui pensiero! Solo questo dev’essere il criterio di giudizio, perché il tema può essere di fatto più semplice, essere stato mal analizzato nonostante fiumi di inchiostro, o semplicemente essere vecchio e sorpassato.. Non passiamo più un istante a meditare sul modello geocentrico del sistema solare, visto che la Terra non è al centro di nulla dal ’500.. La maggior parte dei discorsi teologici sono dello stesso stampo. È molto più facile oggi – in tempi di libero pensiero e democrazia – demolire certe trovate un tempo maestose, da parte di scienza, logica e sensibilità moderne. Inaccurati e astratti, essi dimostrano soltanto quanto può fuorviare la forza di una fede che venga prima dei fatti. Se tali contro-argomenti sono da respingere, lo si faccia mostrandone l’errore, non li si eviti solo perché sviluppati in meno di un’enciclopedia. Ora fatti un favore: riflettici. Qui pure si va in profondità. Ma per prima cosa in direzione della verità e dell’uomo, non della fede, né di Dio. Instancabile, ma ormai in imbarazzo, il prete (o chi per lui), se ancora non si lascia sfiorare dal minimo dubbio e non rinuncia ad ‘illuminarci’, può ricorrere ad argomenti-patacca: ▪ Minimizzare: «L’ateismo, che banalità» ..E perché?? ▪ Elucubrare: «In realtà tu senti dio ma non lo vuoi ammettere» ..Eeeh?? ▪ Mischiare le carte in tavola: «Dio è Bene, si fa il bene solo in lui» ..Beh, forse Dio è Bene, ma Bene non è solo Dio. Senza, infatti, fare Bene si può eccome! ▪ Molle opportunismo: «Credici, che se c’è t’è convenuto» ..Reversibile: se non c’è, tutta la nostra sola vita così? Se poi c’è, non sarà felice che abbiamo cercato e ragionato da soli? ▪ Fraintese mancanze: «Beh, l’alternativa atea cosa offre di valido?» ..Il meglio della religione senza il peggio della religione, più qualche altra buona cosa, umana originale doc. ▪ Sconcertare: «..Sai che umiliazione derivare dalle scimmie? Sai quanto più affascinante è l’idea di un dio nel mondo?» Umiliante no, ora siamo umani! Affascinante sì, ma.. vero? ▪ Prendere per i fondelli: «Sei troppo piccolo/a per questi discorsi» ..Detto da uno che ci ha battezzato a pochi mesi! ▪ .. E infine, vinto dalla tua ‘testardaggine’ e incavolato per la tua precisione, il povero prete dirà forse la mitica frase: «Non c’è bisogno di prove per credere in Dio, basta la fede» ..E grazie! In fondo, sono convinto, neanche lui crede che ‘basta la fede’. Infatti usa spesso la ragione, in ogni momento della sua giornata.. solo che non può applicarla alle basi del suo credo, che crollerebbe d’un botto. Avere fede senza prove è una cosa ad alto rischio. «Ragazzi, Dio è una carota! Lo so per fede!». Fa ridere. Una prova fa la differenza fra la verità e una balla colossale, fra i fatti e le superstizioni, fra la migliore approssimazione della realtà e le false certezze di un’illusione. * D’accordo che uno crede in quel che gli piace, ma meglio qualcosa che dia una certa garanzia di esistere, no? * «Però tu non puoi provare che Dio NON esiste». È vero. La cosa è semplice: o abbiamo prove sufficienti e ragioni consistenti per ritenere che una cosa esista, oppure no. Ci vuole forse fede per affermare che non esistano fino a prova contraria, o è l’unica scelta logica e funzionale? In questo senso dunque, la scienza può dire eccome che ‘dio non esiste’, come fa per tutta la miriade di esseri divini e forze magiche partorite e rimaste nella nostra fantasia. L’argomento iniziale dunque non ha alcuna forza di prova diretta o indiretta di un dio, e citarlo come tale dimostra piuttosto una certa ingenuità. Facciamo luce quindi su un altro errore che in fondo ne consegue: il fatto che la scienza ancora non spieghi certe cose, non rende una alternativa qualsiasi automaticamente vera. Non è *abbastanza* per ritenerla vera. “Non sappiamo cosa causa il fenomeno X, dunque la causa Y che io sostengo è vera!” -> ragionamento errato. Si può certo sempre credere con fede, uscendo appunto di razionalità. Perché hai presente quando non trovi più un calzino, o sparisce l’accendino, o il numero di forchette di casa non torna più? Un classico, a chi non è successo? Beh, c’è chi dice infatti che nelle nostre case vivano dei buffi omettini minuscoli che amano farne collezione.. Li vedresti, se avessi gli occhiali di farfalla, ma il calzino sparito è la prova che esistono! O no? Basterebbe chiamarle ipotesi.. Ipotesi ufo, ipotesi folletti, ipotesi piccoli uomini minuscoli che vivono nascosti in casa mangiano briciole e escono quando dormiamo, ipotesi uomonero, ipotesi reincarnazione, ipotesi.. Dio. Nondimeno, gli dèi potrebbero esistere. Ma abbiamo modo di saperlo, finché vorranno giocare a nascondino, i birbanti? Semplicemente.. finché non si faranno vivi.. finché non si faranno collegare ai fatti con certezza.. dobbiamo pensare che tutti questi esseri non esistono. Quando succederà, se succederà, sarà un piacere cambiare idea. E magari intanto cercare, con forza e perseveranza, la verità, scrostando via il falso, sulla base delle ipotesi più probabili e attendibili.. ‘Dio’, idea generica, non è fra quelle, così com’è costruito su attributi tanto vaghi.. Qualcuno sa com’è una cosa ‘perfetta’? E una ‘trascendente’? Bah! In realtà il credente non intende un’idea dio in generale, ma quella del *suo* dio, di cui pretende di sapere eccome! Beh, a parte quest’ovvio paradosso – che dovrebbe da solo bastare – meglio ancora: così è possibile una critica diretta. Se si comincia a definirlo bene, c’è un modo sicuro di vedere se *quel dio* non esiste: basta capire se per caso alcune di queste sue qualità non siano.. contraddittorie. Infine: è una regola lampante che è chi fa l’affermazione a doverla dimostrare. Chiunque può parlare, e parlare è facile, verificare invece richiede impegno, e gettare l’impegno di provare delle straordinaaaaarie idee personali sulle spalle di chi è lì per essere convinto è troppo comodo.. e scorretto. Dire che una cosa esiste impegna chi lo dice a provarlo! Chi ascolta invece ha il diritto di non fare nulla, di aspettare spiegazioni, e di essere scettico/a fino al momento in cui ne verranno date di convincenti. Non dovrebbe essere difficile, basta rendere chiari i motivi per cui si è certi di quanto si afferma.. E sappiamo anche che le persone, per loro natura, cercano sollievo dalla paura dell’ignoto e della morte, consolazione per la perdita dei cari e un desiderio a volte insostenibile di riabbracciarli, e speranza per il futuro, la giustizia e il benessere che gli mancano, e tutto l’amore, la stima e l’aiuto di cui hanno bisogno.. E che in queste delicatissime circostanze è facile crearsi illusioni. E allora? Quando una fede nasce e si diffonde per motivi come questi, o ne è intrisa al punto da non riuscire a separarli, non ce n’è abbastanza per dedurre che ‘Dio’ è una comoda idea, un’utile creazione umana, un perfetto appiglio sagomato a ciccio? Una soluzione tattica veloce ma inaccurata? Uhm, bah.. coloro che credono in un dio dovranno decidersi a mostrarlo, questo dio, altrimenti la loro verità non sarà distinguibile da quella di un’altra religione.. Né da interessanti ipotesi, né da rozze invenzioni, da frottole, fantasie o totali imposture. Fino a quell’istante, come fidarsi? Fraintendere la storia e usare impropriamente la scienza è purtroppo un difetto ricorrente nel ragionare della fede. Capita così di avere l’impressione che esse spieghino, difendano o almeno suggeriscano l’esistenza di un qualcosa chiamato dio, e inoltre di essere del tutto razionali nel proprio credere. Quando si fanno errori del genere, invece, pur senza volerlo, si dimostra esattamente il contrario. Una informazione accurata e l’abitudine a una logica corretta permette di non perseverare, di insegnare bene, e di sostenere le proprie opinioni in modo inappuntabile. Perché no, anche la propria fede: in quanto fede, e nulla più. * Yumm.. Era un punto importante. Cosa ne pensi? * Se un dio esistesse come esistono il Monte Bianco e Vienna, non staremmo a discuterne: gli atei non esisterebbero, e vi sarebbe al mondo una religione sola. * «Chiaramente, stai rifiutando Dio!». Può di sicuro sembrare, a chi ci crede. Dopotutto per essi dio esiste, e dunque l’ateo, è lui che si rifiuta di ammetterlo. È un errore, però, e da non sottovalutare. Intanto, per ripudiarlo, dovrebbe esistere. E se un dio esistesse, ce ne sarebbero prove inequivocabili. Mancando, perciò, le parti si rovesciano: c’è chi si picca di conoscerlo. Non atei che rinnegano, disconoscono e respingono un essere che non esiste, ma credenti che lo presumono e lo pretendono, per ragioni diverse. L’affermazione è anche mal posta: atei e agnostici non credono ad alcun dio. Non hanno niente contro uno di essi in particolare, come qui sembrerebbe.. Che ripudino *tutti gli dèi*? Avrebbe poco senso: «Chiaramente, stai rifiutando Dio, Yahveh, Allah, Geova, Marte, Anubis, Tangaroa, ..». «La fede è fiducia, e tutti usiamo la fiducia, anche tu». Vero.. solo in parte! Guardala così: non è un caso se la religione (tutte) chiede ‘fede’ e non ‘fiducia’. Altra differenza: una cosa è la fiducia in qualcuno perché gli si riconosce un valore o un’abilità, un’altra è la fede nell’*esistenza* di quel qualcuno. La seconda per me è ingiustificabile: non ha senso credere vera una cosa in assenza di prove, in presenza di contraddizioni o nonostante prove del contrario! Nessuno si sogna di credere per fede alla luna di formaggio o alla pentola d’oro all’inizio dell’arcobaleno.. e per gli dèi è lo stesso discorso. Se la scienza usasse la fede per conoscere, saremmo ancora fermi all’idea che il sole gira intorno alla terra e che i fulmini li lancia Giove. Saremmo letteralmente ancora là. Domanda (da un milione di dollari): dimmi, quali altre cose credi – o crederesti – esistere per fede? La fede dunque non è fiducia. Chiamarle uguali è semplificare, al solo scopo di giustificare la fede.. E se tutti usiamo la fiducia, che in effetti è utile e anzi necessaria, la cecità è un limite: nello scegliere dove portare i nostri passi non è meglio vedere se la strada è libera o c’è un campo minato davanti a noi? Chiediti: per quale ragione dovrei credere questa cosa? «Ma tu credi in qualcosa: che Dio non esiste. Vedi che pure tu hai una fede?», dicono alcuni. Io rispondo: «Fede? La nostra ‘fede’ è del tutto diversa! · Io ho una opinione. Voi avete un credo che chiamate Unica Verità. Insomma, un conto è la fede assoluta, altro è una opinione provvisoria fondata su ogni evidenza del momento, perciò non astratta e non dogmatica. * Filosoficamente, le caratteristiche di Dio sono un bel problema, senza contare il suo alter-ego cattivo.. In effetti abbiamo inventato un dio che non si capisce se è buono o no, se è giusto o no, se è onnipotente o no.. È uno strano dio, che però viene agghindato come avesse le migliori qualità al massimo del top, tutte insieme. Bello no? Si prende un uomo, si vede che ha dei limiti e fa degli errori, si immagina un essere che non ne abbia e non ne faccia mai. Shakerare e servire con ghiaccio. Gusto forte? Puoi solo immaginarlo: anche perché tutte quelle qualità cominciano presto a fare a cazzotti. Pensa all’idea di Trinità: Padre+Figlio+Spirito fanno UN SOLO dio. 3 per 1, cos’è, un saldo? 3 persone che vengono l’una dall’altra eppure sono eterne, distinte l’una dall’altra ma ciascuna Dio tutto intero e anzi un solo Dio. Sono diversi, e però identici! E attenzione: una è *anche vero uomo*, quindi in realtà è una specie di quartetto! Per aggiungere stravaganza all’inverosimile, ovunque sia ha il corpo di un uomo.. e anche i limiti (come la non-eternità), se non i difetti, dell’uomo! Ancora: Dio sarebbe ‘perfetto’, e questa perfezione sarebbe essere onnipotente (che significa che può fare tutto), onnisciente (sa tutto), onnipresente, trascendente (al di là della natura), eterno, e giusto e buono al massimo grado. Alleluia! Nient’altro? Se è perfetto è completo, se è completo come può beneficiare del nostro amore? Come può un essere perfetto provare il turbine dei sentimenti (amore, compassione, tristezza, preferenza, ..), e lasciarsi influenzare dall’esterno (cosa necessaria per cambiare sentimenti)? Se è perfetto non ha da imparare niente, ma se non può imparare è perfetto? Perché un essere perfetto si interesserebbe di cose imperfette? Anzi, cos’è davvero la ‘perfezione’, e dov’è? Come può un essere infinito non comprendere anche noi e tutte le cose? Se è infinito, incorpora forse gli opposti, quindi il male come il bene? Se trascende spazio/tempo e materia/energia, come fa ad interagire con questo mondo che è l’esatto contrario? Come può essere al contempo al di là della natura e onnipresente in essa? Se è invisibile, quanti altri esseri invisibili potrebbero esserci? Se è onnipotente, come fa ad essere anche buonissimo (non può fare il male), e onnisciente (non può essere ignorante, né conoscere molte emozioni come paura, debolezza, dolore, desiderio, ..)? Se è onnisciente non ha creatività, anzi non può nemmeno pensare, ragionare, perché conosce già tutto, ogni conseguenza, ogni soluzione. E.. un essere proprio perfetto, può desiderare, cioè può non avere e sentire la mancanza o la voglia di qualcosa? Se è perfetto e buonissimo, perché mai richiede adorazione? Se è onnipotente può forse morire, avere imperfezioni, soffrire di malattie, non essere onnipotente, sbagliare, migliorarsi? Come fa ad essere onnisciente + incorporeo (non ha esperienza diretta di canto o di nuoto, per dire), o onnisciente + buonissimo (non avrà odiato o ucciso, ad esempio [ehm.. se per convenienza dimentichiamo il VT!])? Se è onnisciente, come fa a conoscere emozioni come attesa, sorpresa, curiosità o speranza? Se lo è, (=>conosce già il suo destino), come fa ad essere libero e onnipotente? Se lo è (=>conosce già il nostro destino), noi siamo davvero liberi? Oppure è lui ad essere limitato dal nostro imprevedibile libero arbitrio? Se lo è (=> conosce già le nostre ‘scelte’), come può essere soddisfatto o deluso da noi? Anzi, che ci ha creato a fare? .. Se un essere con qualcuna di queste belle qualità esistesse sarebbe veramente un fico (magari un po’ annoiato, ma fico), ma un essere con *tutte* queste qualità che insieme si oppongono non può esistere, come non può esistere un quadrato anche tondo! Un essere ‘perfetto’ può esistere solo nella fantasia, il solo posto in cui possiamo immaginare anche gli Altibassi, quel popolo di ventenni di settant’anni tutti molto alti e bassissimi, con grossi nasi piccoli piccoli.. :-)) In realtà, perfezione è un termine indefinibile: poiché non l’abbiamo mai osservata in natura, ce ne facciamo un concetto a nostra misura, migliorando per astrazione e sintesi pezzi della nostra esperienza. Un’abilità tutta umana, da cui nasce l’arte, la filosofia, la matematica, ma che lasciata vagabondare da sola costruisce simboli privi di senso reale, magnifiche chimere senza peso. L’idea cristiana di Dio è incoerente con sé stessa, quindi resta un’idea. Il passo successivo – che poteva essere cercare prove di esistenza – si rivela già inutile. A meno che.. A meno che non si ammette che Dio può essere incoerente, non limitato dalla logica, illogico. Allora sì che potrebbe esistere, però.. potrebbe essere tutto e il contrario di tutto! Allora potrebbe esistere *qualsiasi* essere illogico che immaginiamo! Non se ne potrebbe mai dare descrizione certa, sciocchezze e fantasie farebbero brodo, ognuno cercherebbe la sua e non capirebbe quella dell’altro. Perché, se si salta fuori dalla logica, tutto diventa possibile: anche che 1=3, che un dio si infili in un disco di pane, e che il mio orologio sappia giocare a tennis. ?? A molti cristiani piace affermare che la ragione non è in contrasto con la fede, anzi la sostiene. Ma come si possono conciliare? Se ci fossero ragioni logiche, razionali, naturali sul tema, non solo non gli sarebbe più necessaria la fede, ma non si lo chiamerebbe più.. soprannaturale! Diventa chiaro come la neve quindi, che le due sono quanto mai lontane: davanti a tanti misteri la ragione si fa prudente e indaga come può, la fede prosegue da sola di gran passo, la sorpassa e se ne va senza voltarsi, nemmeno a salutare. La scusa ufficiale è che la dottrina è solo definita meglio, in sostanziale ‘continuità’. Giusto, è la fede che si deve adattare alla ragione e alla sensibilità, perché esse – appunto – non la sostengono.. ma questo continuo cambiare dal passato fa a pugni con le idee di ‘immutabilità’, ‘assoluto’ e ‘ispirazione divina’. Come si può sostenere l’uno e le altre insieme? Eppure c’è chi lo fa.. Non tutti, in verità: alcuni – più coerenti ma distanti dalla realtà – negano che la dottrina debba cambiare, e restano a prima del Concilio Vaticano II, o anche solo alla bibbia. Ma in entrambi i casi si da precedenza alla fede, e si chiede alla realtà di piegarvisi. Quando accade, le ragioni della ragione hanno meno valore, la logica sfugge alle regole, la scienza rinnega sé stessa, e il cuore, eh, si adatta e si inchina al nuovo senso che si da alle parole. «Ma il mio Dio è Ragione, dunque la mia fede non può non essere razionale!». Uhmm.. Dire, semplicemente dire, a parole, che dio=ragione, non implica che sia vero. La teologia e la scienza, fede e ragione, di sicuro desiderano e puntano entrambe alla verità. Ma ciascuna ha la sua. Nel capire, la prima procede per dogmi e affermazioni non provate, certezze ‘assolute’, ispirazioni mistiche, rivelazioni infallibili, libri sacri, giustificazioni al rovescio, storie misteriose, sopra-naturale, singole esperienze, interpretazioni personali, deduzioni spicce, emozioni, buffe razionalizzazioni e non di rado con errori logici e pregiudizi. L’altra no. Lei, l’opposto. La fede non risponde a nessuna domanda. Ingegnosamente improvvisa. Senza prove, robe come dio, anima, aldilà, finalità, verità assoluta, rivelazioni resurrezioni e reincarnazioni, razionalmente le si può mettere al limite fra le ipotesi da verificare. Come fa la scienza. Come non fa la religione. La prima non ne esclude nessuna, e cerca la verità. La seconda le crea e si fissa su di esse, senza più tendere alla verità. Ma presupporle è arbitrario, necessarie non sono, e dirle vere perché la scienza non ne sa ancora nulla è un errore di ragionamento in sé stesso. Sintesi e scioglimento: i ragionamenti proposti per fede partono da assunti inconsistenti, quindi gli argomenti a favore sono falsi, ergo le conclusioni non reggono. Ça suffit. Non mi sentirai dire che la ragione è in assoluto il modo migliore sempre. Deificare la scienza non è.. scientifico! È solo il metodo più affidabile, al momento, per indagare e capire la realtà, e offrire il massimo grado possibile di sicurezza sull’esistenza e il funzionamento delle cose. Il ‘massimo grado’, perché la ricerca è progressiva! È un continuo esplorare, mettere in dubbio, accertare, perfezionare! L’esperienza ci insegna che una scoperta tira l’altra, e che potremmo sbagliarci completamente.. C’è così tanto da capire! A noi sta – con coraggio, decisione e giusta modestia – di fare del nostro meglio. La certezza assoluta in scienza non esiste, esiste un costante affinamento della conoscenza. «E gli assiomi?». È vero che la scienza parte dagli assiomi, anch’essi dei presupposti non provati.. ma assioma e dogma non sono la affatto stessa cosa: l’assioma è una premessa *convenzionale*, oppure attualmente auto-evidente - come il principio di non contraddizione - di cui si *ipotizza* la verità per ricavare teorie funzionali, coerenti, capaci di previsioni e verificabili sperimentalmente. Si può benissimo cambiare o aggiungere (formulando così teorie nuove), e pure scartare all’istante se fosse contraddetto dall’esperienza. L’assioma è un punto di partenza che consente conoscenza, derivato e sottomesso ai fenomeni, valido solo finché li spiega bene, e sempre sotto esame. È anche semplice, preciso, osservabile, congruo e necessario, in un gruppo di pochi, ben scelti, essenziali e sufficienti. Chiara la differenza, no? Non è esagerato dire, dunque, che usare la fede è.. non razionale, irrazionale. Intendiamoci! Non vuol dire essere stupidi, svaniti o polli. Chi crede possiede certo intelligenza e cultura anche grandi, le usa e ci tiene a farlo in tutti gli altri campi, con tutte le altre religioni, e persino su parti meno centrali della sua dottrina. Sui fondamenti invece ha certo le sue ragioni, ma non.. secondo ragione. In quel momento ha abbandonato la strada di una cauta, rigorosa e profonda ricerca, per la scorciatoia sentimentale, ma piripinda, del mistero ‘soprannaturale’. Allora: fede e ragione sono campi distinti, non si mischiano, non si aiutano, non dipendono l’una dall’altra, sui temi comuni competono, ma possono certamente convivere, a patto di non imporsi l’una all’altra. A ciascuno la sua scelta su quello che ritiene essere il metodo più affidabile per la ricerca del vero. * Se esiste, se c’è un piano divino, perché Dio non ce lo dice chiaro? Forse rimane nell’ombra perché ‘ci lascia liberi di scegliere’.. Eh? E come facciamo a scegliere un’ombra? 1) Dio è (creduto) onnisciente, e conoscere tutto di noi, anche il futuro. Se così fosse, inevitabilmente noi non siamo mai stati liberi. Ne abbiamo l’impressione, ma per lui siamo bamboline. Bene, se questa è la scelta che offre il dio cristiano, che se ne stia del tutto fuori dalle scatole. E.. Dèi, Atlantidèi, Fatine dei denti, Extraterrestri, Agenti Smith, .. Il silenzio di tutti questi esseri invisibili non è prova che esistano né che ci guidino, e una ‘azione non firmata’ resta al massimo un fenomeno dalle cause ancora da chiarire. Quindi, vediamo: è dimostrato che Dio esiste? Come vedi gli argomenti a favore riportati sopra? E i rispettivi contro-argomenti? Conosci altre prove, le hai esaminate? Sono sufficienti, o forse indizi, o solo aria calda? Di quale dio, cmq, di preciso? Se un fatto ha cause ancora sconosciute, convincersi che è stato dio è Verità o Interpretazione? Tu che ne pensi? Non ‘credere’ e basta, ragiona con la tua testa, e il cuore al sicuro dalla stretta indelicata di alcuni: magari arrivi lo stesso a un certo dio, magari invece te ne libererai del tutto, in ogni caso sarà per tua libera scelta e non per imposizione, sarà perché ti senti soddisfatto/a della tua ricerca e non per aver creduto alla cieca. Meglio, così, giusto? [1] Sulla Teoria dell’Evoluzione girano dei malintesi, classici esempi di ‘logica apparente’. Tipo: «È come se un jet si assemblasse per caso in un tornado!» –> Per niente: il ‘caso’ è solo una delle condizioni necessarie. Le altre sono: riproduzione (e un jet non si riproduce), molto molto tempo (altro che un tornado), biocompatibilità delle parti (quelle di un jet sono pezzi inerti), mutazione e selezione naturale (e un jet non vi è sottoposto!). Quest’ultima, non è affatto casuale. In ogni generazione, una specie subisce minuscoli cambiamenti: quelli funzionali la rendono più capace di sopravvivere, cioè più adatta all’ambiente e abile in certe cose, e dunque prevarranno sugli altri. Nell’arco di milioni di anni la specie si sarà evoluta, sarà più completa e complessa, molto diversa da prima, o nuova. Tags:Altre religioni, Catechismo, Cristianesimo, Dio, Dogmi e pregiudizi, Libero Pensiero, Logica e scienza, Propaganda, Scetticismo, Storia, Verita
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10
2007
Un viaggio lungo un click. Altri luoghi (in Rete) molto, molto interessanti!Finalmente anche qui la pagina dei links! Gli amici, i siti interessanti e utili.. Internet, che gran cosa!* ..E l’elenco crescerà nel tempo (anche grazie alle vostre segnalazioni).
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10
2007
Ancora sete? L’archivio: i post del passato!Tags:Agnosticismo, Altre religioni, Anticlericalismo, Apparizioni, Ateismo, Audio e Video, Belle azioni, Bibbia, Catechismo, Censura, Comunicazione efficace e TdC, Condizionamento, Convivenza, Crescita interiore, Cristianesimo, Dio, Dipendenza, Diritti umani, Dogmi e pregiudizi, Educazione, Esperienze, Estremismo, Etica, Famiglia, Felicita, Fenomeni paranormali, Filantropia, Filosofia, Gay, Giovani, Giustizia, Guerra, Illuminazione, Intolleranza, Ipse dixit, Libero Pensiero, Logica e scienza, Matrimonio, Miglioramento personale, Miracoli, Misteri, Misticismo, Mitologia, Motivazione, New Age, News, Nonviolenza, Oscurantismo, Pace, Papa, Passione, Peccato, Plagio, Politica, Propaganda, Pseudoscienze, Ratzinger, Rispetto reciproco, Satana, Satanismo, Satira, Scetticismo, Scuola, Sette e Culti, Societa, Storia, Successo, Suggestione, Teologia, Truffe, Uaar, Umanesimo, Usa, Valori, Vaticano, Verita
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3
10
2007
Eilà! Benvenuto, benvenuta! › Piccolo manuale di Umanesimo ateo / Il perché e il percome di una vita senza dèi. Online! Nuova versione 4.0, leggilo anche tu! Ti va di divertirti, piangere, arrabbiarti? La religione è piena di leggi, tanti dogmi, e un sacco di storie fantastiche. È importante che tu capisca di cosa parlano, così potrai scegliere. È la tua vita, no? Ok, mettiamo che vuoi verificare gli insegnamenti, e magari confrontarli con una visione di vita completamente atea eppure bella come l’Umanesimo, 1-2-3-via, vediamo.. Dove guardi? Cosa leggi? Con chi parli?? Eh-eh, è qui che entra in gioco Anticatechismo.it! Entra in › Tutto su Anticatechismo.it per conoscere il progetto, fai un salto nello › Scudo galattico per cominciare a sciogliere le idee, o vai subito al sodo e scarica il › Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo. Il perché e il percome di una vita senza dèi. Il blog, naturalmente, › è a tua disposizione! Tutte le sue aree saranno riempite e aperte nel tempo, così come quelle del sito: le idee ci sono, vanno realizzate! Che tu sappia già dove cercare oppure no, il ‘Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo’ può venirti in aiuto. È un concentrato ad altissima potenza di super-notizie segretissime! Non solo: nel sito trovi anche lo ‘Scudo Galattico’, con una parte sulla logica e la descrizione di molti trucchi della comunicazione.. cioè di quei modi di fare, poco conosciuti ma usati spesso, che aggiungono nuovi significati al discorso! Conoscerli, per migliorare la comunicazione, o difendersene (quando usati per confondere e raggirare), diventa ogni giorno più importante.. Credere, non credere e in chi credere è una scelta importante per la vita, vogliamo scambiare verità e favole? Se anche per te conta, sei nel sito giusto. E vedrai che anche tu un po’ riderai, un po’ piangerai, un po’ ti arrabbierai.. Ma nulla è perduto! Sappi che per essere una persona in gamba, essere Umano/a è tutto quello che ti serve.. A proposito! Io sono Andrea_Tufoni, ateo (e sbattezzato), umanista (mi ci sforzo), finalmente blogger. Mi piace stare bene e far stare bene, detesto chi mi vuole manovrare. Non si era capito?
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