Catechismo, papa, madonna, gesù, diavolo, inferno, resurrezione, morale, libertà, logica, ragione, ateismo, compassione, umanesimo, felicità.. |
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Preavviso! La lettura del sito può avere effetti frizzanti sulla fede.. Sono ateo e qui scrivo di umanesimo, quindi anche di religione e dei difetti che ci trovo. Se l'idea ora non ti va, fa' a meno.
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Sondaggino
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, art. 19 - Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
Costituzione della Repubblica Italiana, art. 21 - Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. E se.. ..ti intimorisce un nome che comincia con 'Anti'? Ti tranquillizzo, Anticatechismo.it NON ha un'ispirazione diabolica. Neanche divina. Molto umana, però. ..ti scoccia un'opinione così diversa? Sei fortunato/a: la Costituzione italiana garantisce che tu possa pensarla così. E garantisce anche me. ..ti preoccupa parlarne? Sì, confrontarsi su queste idee può mettere agitazione.. Se adesso non te la senti, non farlo. Tieni conto che è per una crescita positiva e costruttiva, e che non sei affatto obbligato/a a cambiare idea.
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08
2008
L’evento più fresco dell’estate 2008..!!Oggi mi sento: Il nuovo Piccolo Ateo è infine giunto! Promesso da tempo - una specie di teaser involontario! - sbarca in Rete l’ultimissima versione del mio libro. E come avevo preannunciato, ha un nuovo titolo! Perché i piccoli atei crescono.. Signore, signori, a voi il Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo. Il perché e il percome di una vita senza dèi!! Con malcelato orgoglio, ora vado a rilassarmi un po’. Voi, fatemi sapere! Tags:Agnosticismo, Altre religioni, Anticlericalismo, Apparizioni, Ateismo, Bibbia, Catechismo, Censura, Chiesa Cattolica, Comunicazione efficace e TdC, Condizionamento, Convivenza, Crescita interiore, Cristianesimo, Dio, Dipendenza, Diritti umani, Dogmi e pregiudizi, Educazione, Esperienze, Estremismo, Etica, Famiglia, Felicita, Fenomeni paranormali, Filantropia, Filosofia, Giovani, Giustizia, Illuminazione, Intolleranza, Ipocrisia, Laicita, Libero Pensiero, Logica e scienza, Miglioramento personale, Miracoli, Misteri, Misticismo, Mitologia, Motivazione, New Age, Nonviolenza, Oscurantismo, Pace, Papa, Passione, Peccato, Plagio, Politica, Preti in gamba, Privilegi della Chiesa, Propaganda, Pseudoscienze, Ratzinger, Relazioni umane, Rispetto reciproco, Satana, Satanismo, Satira, Scetticismo, Scuola, Sette e Culti, Societa, Stare insieme, Storia, Successo, Suggestione, Teologia, Truffe, Umanesimo, Valori, Vaticano, Verita
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08
2008
Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo / Il perché e il percome di una vita senza dèiHabemus librum! È proprio lui, pronto, prontissimo: il ‘Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo’! Ragazzi, buon divertimento.. ;-D * Scarica qui l’ebook: › Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo (20.09.2009. PDF, 1.9Mb) Per leggere online: Comincia subito! Vai alla › Introduzione * Il Piccolo Manuale di Umanesimo Ateo è un libro sull’ateismo, posizione filosofica di chi non crede ad una divinità, e sull’umanesimo, cioè una *visione di vita* che gioca alla pari con quella religiosa, eppure non si aggrappa agli dèi. Nel PMUA troverete anche le ragioni che mi spingono a pensarla così, tra le quali gli errori che attribuisco a certe religioni, nella dottrina e nel modo di presentarcela. Negli anni in cui il libro è stato disponibile online è stato scaricato oltre 13.000 volte! Un vero record.. * (*) Un grazie di cuore a Calogero Martorana per avermi concesso all’inizio (e che inizio strepitoso!) di rivedere in libertà il suo ‘Piccolo Ateo’ originale! Potete trovare quello, i suoi blog e altri scritti molto interessanti, all’indirizzo › www.calogeromartorana.it Tags:Agnosticismo, Altre religioni, Ateismo, Bibbia, Catechismo, Chiesa Cattolica, Condizionamento, Crescita interiore, Cristianesimo, Dio, Dogmi e pregiudizi, Educazione, Etica, Felicita, Filosofia, Illuminazione, Libero Pensiero, Logica e scienza, Miglioramento personale, Miracoli, Misteri, Misticismo, Mitologia, Papa, Peccato, Plagio, Privilegi della Chiesa, Propaganda, Pseudoscienze, Ratzinger, Rispetto reciproco, Satana, Scetticismo, Scuola, Suggestione, Teologia, Truffe, Uaar, Umanesimo, Valori, Vaticano, Verita
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04
2008
Il Papa in Usa parla, io in Italia scrivo. Caro direttore..Spedita ai maggiori quotidiani e settimanali, il 25/04/08 Dopo gli applausi, una riflessione sui discorsi del Papa in Usa Caro Direttore, Tags:Chiesa Cattolica, Dio, Dogmi e pregiudizi, Etica, Propaganda, Storia, Umanesimo, Verita
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5
02
2008
Diretta radiofonica: c’è sempre una prima volta!Oggi mi sento: A tutto pensavo, ma non che ieri sarei stato invitato a parlare in radio! Ricevo una email urgente da Marco Malaspina, che preparava la sua trasmissione del martedì su Radio Città del Capo, emittente indipendente di Bologna: «Nel corso di ‘Pigreco Party’ ci piacerebbe intervistarti sul manuale di anticatechismo e su quanto accaduto alla Sapienza». Socc’mel! A me!? Che figata!! (segue) → Tags:Agnosticismo, Anticlericalismo, Ateismo, Comunicazione efficace e TdC, Cristianesimo, Dio, Etica, Giovani, Libero Pensiero, Motivazione, Umanesimo
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12
01
2008
La religione come fonte del male: il ‘nuovo ateismo’ e il mio punto di vistaOggi mi sento: È stato definito ‘nuovo ateismo’ quel movimento moderno, di proporzioni crescenti in Italia e nel mondo, di atei orgogliosamente tali - filosofi, scienziati, intellettuali, artisti, persino politici, e naturalmente persone comuni - i quali non hanno più problemi a dichiararsi pubblicamente non credenti, ed anzi a far sentire la propria opinione attraverso libri, siti web, progetti, interventi, interviste e quant’altro. Non che l’ateismo sia una cosa nuova in sé, ma è proprio questo vociare, questo sollevare questioni sull’etica e la religione, l’aperto rifiutare la veste di ‘persone cattive’ gentilmente offerta dal pregiudizio religioso, l’intenzionale attività pubblica, a farne un movimento ‘nuovo’ e innovatore. Nel 2007, a dimostrazione di come i tempi siano maturi, Dawkins, Hitchens, Harris, Dennett, Onfray, D’Arcais, Odifreddi, hanno fatto parlare di sé al punto che l’ateismo (segue) → Tags:Agnosticismo, Anticlericalismo, Ateismo, Bibbia, Chiesa Cattolica, Convivenza, Crescita interiore, Cristianesimo, Dio, Dipendenza, Diritti umani, Etica, Famiglia, Filantropia, Nonviolenza, Relazioni umane, Rispetto reciproco, Societa, Umanesimo, Valori
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2007
L’Occidente è nato dalla fede.. noi crediamo!Ripescato all’Uaarquesto vecchio articolo di Baget Bozzo (La Padania, 10/2001), il mio commento si è scritto da solo: Noi da cristiani crediamo che.. (segue) → Tags:Bibbia, Chiesa Cattolica, Comunicazione efficace e TdC, Dio, Ecumenismo, Preti in gamba, Propaganda, Stare insieme, Storia, Uaar, Verita
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10
2007
5. In cosa credere? Il cuore dell’UmanesimoChe illuminazione! Dio non c’è, e quando preghiamo parliamo al lampadario. · Che le idee siano imposte o che siano scelte? Dalla risposta a domande come queste dipende il nostro futuro! Ad esempio: come possono pensare i credenti di possedere la Verità ultima, di fronte a un universo di cui conosciamo così poco?? Bizzarra idea! Ma non è un problema.. uno ha la sua bella idea assoluta, la accarezza, se la coltiva, al limite ne chiacchiera un po’ al parco con gli amici, così, se capita, e poi tutti al cinema.. Però spesso, questa idea assoluta, chi ce l’ha non resiste: la deve anche divulgare. Il che è carino, davvero, perché è bene informare tutti di una cosa buona. Il problema nasce solo quando uno dice: «Ho capito. No, grazie», e questo chiaro e semplice rifiuto non è sufficiente perché smettano di strapparti ad uno ad uno i peli delle ascelle. Non è accettabile che un’idea venga spiegata come ‘Certezza Assoluta Immutabile Le Altre Fanno Tutte Schifo Parlo Solo Io Zitti Tutti’. In altre parole: non è accettabile che venga imposta (v. capitoli successivi). E attenzione: persino l’ateismo e la scienza possono arrivare a queste posizioni rigide! Se facciamo della scienza, o di una filosofia, un altro dio infallibile, e cominciamo a venerarla come in una religione. Inutile dire che questo punto di vista, che si chiama ‘Scientismo’, offre il fianco alla stessa critica che facciamo qui alle ideologie religiose: avere un’idea va benissimo, pensare che sia perfetta e immutabile è un grosso errore, perché non si può dire che non si riveli una sciocchezza. La scienza in realtà non parte da verità assolute, e non ne produce. Al contrario, parte dai fenomeni che osserva, e ne tenta una spiegazione concreta e verificabile. Questa spiegazione verrà discussa e confrontata, usando i metodi via via migliori, con ogni nuovo dato: se la spiegazione regge resta e ok, altrimenti si corregge, completa o sostituisce.. e ok lo stesso! Molti coscienziosi scienziati – e così gli storici – sono atei, ma altri sono credenti. Tutti, quando sono al lavoro, guardano i fatti e accantonano le opinioni personali. Ovvero, le accantonano come certezze. È ovvio: uno studio serio che cominci da credenze non verificabili e/o non discutibili sarebbe una contraddizione in termini, e una pista sicura verso conclusioni quantomeno equivoche. È per questo che la teologia, per quanto magniloquente e razionale si sforzi di essere fin dal suo nome, poiché parte da queste premesse non è scienza, ma filosofia.. con un tocco fantasy. Si può parlare di una idea/premessa/metodo/strumento/legge ‘migliore adesso’, non di una idea/premessa/metodo/strumento/legge ‘perfetta sempre’! Questa lungimirante morbidezza di giudizio viene spesso fraintesa dai critici del cosiddetto ‘relativismo’. Hai già sentito questa parola? Essi condannano la società moderna sempre meno credente, lamentando fra l’altro il fatto che ormai quando si dice che una cosa è vera, allo stesso tempo si pensa che tutte le altre sono vere allo stesso modo, perché tanto ‘tutto è relativo’. La verità non esiste: un principio vale l’altro, dunque nessuno importa. Eeeeh? Lo facciamo da sempre, lo fa ogni governo democratico come l’Italia, e anche il cristiano prende ogni giorno un sacco di decisioni senza rompere le scatole a Dio, no? Ovvio e straovvio anche per te? Già! Se lo scorda facilmente il credente abituato a pensare ‘Dio o niente’. Richiede un certo sforzo convincere sé stessi di non avere altra scelta fra questi due estremi, e di valere così poco. In realtà, fra l’assoluto e l’assurdo, fra dogma e deriva, fra perfezione e lesione cerebrale, c’è un mondo intero. E ci siamo noi. La verità è possibile, eccome. Una di queste verità è che viviamo scegliendo. Un’altra è che per vari motivi ci capita anche di errare, anche quando credevamo di assecondare un dio! Per questo è comico credere di avere in mano l’assoluto.. Meglio prendere atto con buona modestia del fatto che anche quando pensiamo che una cosa sia sacrosanta, non possiamo escludere che domani troveremo di meglio, o che per altri non funzioni affatto. E se succede? Beh, si accetta che, per dei buoni motivi, val bene cambiare idea o ritoccarla. Altrimenti no. Nulla di tragico, anzi sembra un’idea intelligente, vero? Solo che per natura insidia gli statici e vecchi dogmi di fede.. Hai presente, quelle idee a forma di chiodo fisso, a cui tanti credenti si aggrappano fortemente pur di restare fra le nuvole.. E questo è il vero ostacolo: se non c’è assoluto, non c’è dio. Chi ne ha bisogno – chi sostiene di conoscere l’unica Verità possibile su tutto – teme questa utile flessibilità nel giudicare, e si batte contro di essa con ogni mezzo, al punto da compiere un frequente errore di ragionamento: la descrive come non è – ne abbrutisce i tratti, ne fa una grottesca caricatura – e poi addita con severità l’inverosimile spaventapasseri! In questo caso, disponibilità e apertura vengono letteralmente scambiate per menefreghismo, eterna indecisione.. debolezza! «Ok, ma non è forse vero che la cultura moderna dice ‘Tutto è relativo’?». La cultura moderna no, parte di essa sì. E sbaglia! Hai capito bene: il detto ‘tutto è relativo’ è sbagliato, e non tanto perché è un paradosso (cmq se ne esce con una mossa ingegnosa[3]), ma perché troppo generico. Verità ci sono, per esempio l’Italia ha vinto i mondiali 2006, non ci piove! Tutto, poi, che ne sappiamo? Quindi è più giusto dire ‘questa cosa in particolare è relativa’, ‘in quel campo non c’è assoluto’, eccetera. In fondo è solo un modo di dire, eppure è in voga fra alcuni cristiani criticarci l’intera cultura occidentale moderna.. Gli sembra perfettamente logico che se tutto è relativo->vale quello che mi pare->tutti contro tutti->caos->il caos è male->il male è male->the book is on the table->che fare->è ovvio->il rimedio è->l’estremo opposto:->l’assoluto, immutabile ed eterno->volere del mio-> Paradossalmente, lo dimostra proprio un’idea cristiana, quella della ‘morale assoluta’: se esiste davvero, come mai fra le diverse confessioni cristiane e persino al loro interno, tanti bravissimi studiosi e devoti credenti hanno spessissimo idee opposte sui grandi temi etici? Ci sono cristiani a favore e contro la pena di morte, l’aborto, le coppie di fatto, la guerra, il razzismo, la ricchezza, la tolleranza del diverso, .. Bibbia alla mano e spiritosanto nel cuore, ciascuno di essi afferma convinto/a che la propria idea è: A) Giustissima B) Immutabile C) Esattamente quella di Dio, l’un con l’altro contraddicendosi! Per quanto ne sappiamo e a guardare la nostra storia, anche l’ideale più universalmente condiviso, la regola più efficace e insuperata.. sono frutto d’Uomo. Ma poniamo per assurdo che siano di Dio: perché *dovrebbero* essere assoluti? Sapendo bene che nella storia l’uomo evolve e matura, potrebbe averci dato delle tracce aspettandosi che piano piano le adattiamo al meglio. Non sarebbe logico da parte sua? Ok questo dal punto di vista logico. E da quello pratico? Ah! Il relativismo si sposa con il rispetto di culture diverse e dei progetti di vita personali, in cui ciascuno ha tutta la libertà che è possibile avere senza scroccare quella dell’altro. Per trovare il giusto equilibrio, esigenze e desideri vanno mediati, così che senza invadere ognuno possa spingersi fino a realizzare sé stesso/a nel modo che preferisce, suo proprio e unico. Il relativismo garantisce questo diritto. Anzi, solo questa è etica. Perché se non abbiamo scelto da soli fra bene e male, allora abbiamo eseguito un ordine, recitato un copione, guidato bendati in un parco giochi. Niente di più. Ad esempio, le leggi di uno Stato laico (cioè non religioso) non dipendono da un dio, eppure in genere sono molto efficaci, con il vantaggio che possono essere migliorate nel tempo. Non è vero, allora, che in una visione di vita che usi il relativismo non ci siano buone regole, durature ed efficaci. Ci sono, ma non le chiamiamo assolute, perché sappiamo bene da dove vengono, e che vanno migliorate. Per niente banderuole, quindi, né indifferenti né frivoli né opportunisti né antisociali.. Ooh essere buoni *sì può*, essere in gamba *possiamo*! Diamoci fiducia, finalmente! Esiste forse lo sport perfetto, o il telefonino perfetto? No, ognuno ha il *suo* sport, il suo telefonino perfetto! E tra 6 mesi ne esce un modello migliore! Ciò che conta è fare sport, è comunicare con facilità, e non ci vuole mica un dio per capirlo! * Questo modo di pensare, la coscienza che le regole possono essere cambiate se è giusto, poiché sono loro al nostro servizio e non viceversa, è benefico e sta all’opposto di quel grande problema che è la rigidità di pensiero. Viene facile, soprattutto quando si immagina di interpretare il volere degli dèi, chiudersi sulle proprie idee e non metterle più in discussione, cercare persino di imporle. Viene facile, facilissimo.. darsi dei dogmi e farli diventare più importanti delle *reali* esigenze di noi Persone! Questo ha senza dubbio dei vantaggi – dà un gran senso di sicurezza, di tranquillità, di intelligenza, di padronanza.. – che però sono apparenti, perché si basano per fede sull’idea falsa che una certa specifica visione del mondo sia vera senza prove, giusta per forza, naturale per tutti. Ogni ‘legge di dio’ che esce dalla bocca di uomini è legge di uomini. Ogni ‘regola oggettiva’ scritta da uomini è regola relativa, temporanea, migliorabile, come tutte le regole scritte dagli uomini.. anche se ottima, anche quando essi la chiamano ‘universale’. ‘Universale’ è una semplice parola, un aggettivo, che molti in passato hanno usato per la propria *particolare* visione del mondo, in contrasto l’uno con l’altro, trovandosi naturalmente obbligati a cambiarla nel tempo per sopravvivere o vedendola lentamente dimenticata o combattuta dal resto del mondo, spesso a ragione. Ma coerente rispetto a cosa? Possiamo dire che essi sono eterni e assoluti? Niente affatto, non conoscendo il futuro.. potremmo anche supporre di sì, visto che il loro valore è semmai cresciuto nel tempo, ma nemmeno loro sfuggono alle leggi del cambiamento e non sono al di sopra di critica: non importa da quanto li usiamo, ciò che importa è quanto per noi essi siano ancora importanti, se oggi (e poi domani) rappresentano una buona meta e insieme un grande mezzo per raggiungerla, se ci risuonano dentro come fonte di ispirazione e crescita.. Finché sarà così, ed è ancora così, li prenderemo a vigorosa luce sul nostro cammino.. Princìpi religiosi, cristiani magari? Nooo.. Princìpi umani, giacché proprio a nessuno piace essere ucciso o ferito o derubato o rinchiuso.. e a tutti viene naturale amare e fare amicizia.. Princìpi realmente *universali* (quindi non solo religiosi) che le persone più ispirate hanno coltivato da molto prima del cristianesimo e della bibbia, in popoli di tutti i tempi, in quasi tutte le religioni indistintamente e anche al di fuori di esse[4]. Ma metti che questi princìpi vengano da dio: li accoglieresti in te solo perché ‘lo ha detto Dio’, o se li senti davvero giusti? Perché li senti giusti? Fantastico!! Prova che quei valori sono già da prima in te, e infatti li hai usati per scegliere. Chi qui rispondesse ‘perché lo ha detto Dio’ a prescindere dalla loro bontà, magari dando per scontato che siano buoni ma senza rifletterci e capirlo, non ha alcuna idea di morale, è come ra.dio.comandato/a. Anche quando fa del bene. Lascia che siano altri a decidere per lui/lei, si limita ad eseguire. Non è lui/lei a scegliere. Ma ti faccio una domanda molto seria: se Dio concedesse l’omicidio, se avessimo certezza di NON andare all’inferno per questo: ti sentiresti libero/a di farlo? Davvero prenderesti la vita di altri? Si dice che dio, essendo Giustizia, non può che agire bene. Non importa, il punto è essere pronti a scegliere il bene, invece di fotocopiarlo. E questo, più tardi, ci aiuterà a capire se è proprio vero che dio non sbaglia mai. Se è dio a deciderla, l’etica è relativa a lui, non assoluta! Se invece è giusta in sé, allora dio è solo un post-it che ce la ricorda. Grazie, ma possiamo farlo anche da soli! Valori e ideali come quelli ci vengono spontanei, se non repressi, non c’è bisogno che siano emessi o convalidati da un dio e non vanno racchiusi in una ideologia, perché vi stanno stretti.. Sono proprietà e privilegio naturale di tutti gli Uomini e Donne, miccia interiore capace di accendere le nostre fantastiche potenzialità!! Già!.. Eppure che gara che fanno certe fedi per arrogarsi l’origine dell’etica umana! Che recita intorno ai propri dèi, che sarebbero la fonte di regole universali senza le quali gli Uomini non saprebbero comportarsi se non da criminali.. da peccatori!! Un’idea che quando non si crede, o si smette di credere, perde completamente di senso, talmente è ovvio che è falsa. Sarebbe un teatrino divertente da guardare, se però da quel palco la religione (da noi l’alto clero cattolico e chi lo prende in parola) non tentasse di far entrare anche chi la snobba nella casa degli specchi deformanti, per appioppare anche a loro questo sgradevole modo di credersi persi e dipendenti dagli dèi.. Quando una persona agisce in modo estremamente crudele, noi diciamo che il suo comportamento è ‘disumano’. Disumano, cioè del tutto contrario alla natura umana. Quindi sappiamo che l’espressione migliore di questa natura è il bene. Mi rattristo a pensare che invece ci sono molte persone che davvero si ritengono cattive dentro per il solo fatto di essere.. persone! A loro faccio una domanda diretta, nuda e cruda: ti senti un assassino/un’assassina che ha bisogno di essere fermato/a? Ti senti un ladro, un maniaco pericoloso, un predatore sociopatico? Scommetto che non è così. I problemi li creiamo noi. Perché non dovremmo essere anche capaci di risolverli? L’Uomo può comportarsi in modo eccelso o pessimo, spesso a seconda di come è stato cresciuto, cioè di quanto è stato *rispettato* e stimato da bambino, e se gli è stata data *fiducia*.. L’Uomo può essere buono, saggio, altruista.., per capacità interiore, per il fatto che è umano, libero e consapevole, e quindi capace di accorgersi del bene e del male ..e di scegliere il bene. Di più, questa è l’unica condizione nella quale egli sarà veramente sincero, veramente grande! «A me hanno detto che senza Dio la mia vita non ha senso!» Classico.. falso! La tua vita ha grande valore, senso e motivo d’essere, che esista un dio o no. I nostri amori, i nostri genitori, i bambini, gli amici e le amiche restano e non cambiano, perché il loro valore dentro di noi non dipende da dio. Gli affetti ci sollevano, i successi ci gratificano, l’umanità continua a progredire e la natura torna sempre a stupirci con le sue inaspettate meraviglie.. Con o senza un dio, la vita ha senso se un senso le daremo. Prova a pensare che Dio non c’è: la tua esistenza perde forse importanza? Forse che non puoi più fare mille cose buone, essere una persona veramente in gamba? Se ti avessero detto che senza dinosauri la nostra vita non vale un soldo, a dinosauri estinti che dovremmo fare? Ma dio non esiste, i dinosauri sono andati da tempo, e noi siamo ancora qui, perché la vita continua! Voglio che ti sia chiaro: anche chi crede in Dio si dà uno scopo nella vita da solo, perché un dio non c’è. Idee come ‘senza un dio la vita non avrebbe valore – il mondo sarebbe caos – l’universo non esisterebbe – ciò che è giusto non si capirebbe – l’uomo sarebbe cattivo’ sono prive di fondamento, e prima ancora di provarle (cosa che la Chiesa non è mai stata in grado di fare) mi sfugge il loro senso. Sono preconcetti, tristissime affermazioni immaginarie e incoerenti mascherate da conseguenze logiche, destinate a creare la necessità di un dio dove non serve. Non semplici nozioni, ma idee dure e sporche che si vanno a legare alle emozioni come gramigna, come virus di un’influenza esistenziale. Sono falsi problemi, e vere e proprie *trappole mentali* che ci incatenano alla fede dal profondo. Io trovo qualcosa di profondamente corrotto nell’inculcare a qualcuno che ‘non ha senso vivere’ se non c’è Dio. Si sminuisce il valore intrinseco della vita e della persona, si confinano opportunità e sentimenti in un barattolo di religione, e si crea dipendenza da tutti quelli che, con la scusa di quel Dio, vorrebbero dirigere i nostri passi. Chiediti: «Qual’è lo scopo della mia vita? Quale voglio che sia? Chi voglio essere, cosa voglio realizzare?». La risposta a questa domanda è quello che cerchi, e tutto quello che ti serve per dare un senso stupendo alla tua vita! * Un tempo, mettere certe regole in bocca a un dio era un ottimo modo per farle accettare, e certamente per farsi obbedire stabilendo ‘ordine’ nella società. Oggi non abbiamo più bisogno di questo trucchetto, così come quando cresciamo non sono più i nostri genitori a darci regole ma siamo noi stessi a farlo. Anzi, se continuassero non impareremmo mai, e saremmo sempre prigionieri di ciò che loro decidono che ci serve e ci piace!! È il Bene il nostro scopo, o Dio? Libertà è il concetto grande, ognuno la vive come vuole. Se questa forzata equivalenza di 2 concetti in realtà diversi può avere un senso all’interno di un certo gruppo, magari non ne ha per tutti gli altri. Anzi, agli occhi di quest’ultimi, se l’avessero da sopportare, diventerebbe piuttosto una vanitosa e al limite villana esagerazione. Ecco altri esempi: Dio è il nome di UN dio fra tanti dèi (presunti, s’intende), perché non dargli un nome suo? Un’idea veramente universale non può appartenere solo a una particolare religione, perché pretenderlo? La Giornata Mondiale della *Gioventù* non dev’essere della sola gioventù-cattolica, perché non usare un nome specifico, o organizzarla sul serio con tutti gli altri? Le radici cristiane d’Europa sono solo parte del suo patrimonio (e non sempre la migliore), perché non dirlo? Se il cristiano è europeo, mica l’europeo è di sicuro un cristiano! Il crocifisso *non* è simbolo dei soli diritti umani (ammesso che li rappresenti) ma di un’intera religione, e perciò non va messo nei luoghi pubblici, visto che ci sono milioni di non cristiani, pur attentissimi a quei diritti, che non si possono ritrovare in quel simbolo; concetti come vizio e grazia, tentazione e sacrificio, perfezione e colpa non sono un prestito dal cristianesimo ma è questo che li ha fatti propri; il fatto che Gesù abbia detto cose positive non ne fa l’unico grande Maestro della storia; essere buoni non è per forza essere credenti, essere credenti non è per forza essere cristiani, essere cristiani non è per forza essere cattolici (il cattolicesimo è una varietà di cristianesimo, ne esistono molte altre).. Visto quante insolite ‘coincidenze’? Le avevi già notate? Sono forzature logiche usate come trappole emotive: facci caso, e nota quanto spesso vorrebbero suscitare l’idea che il cristianesimo sia ovunque, e che sia sempre buono. E che esserne fuori sia drammatico! È una trappola emotiva quando dà la sensazione interiore che abbiamo torto marcio per quanta ragione possiamo avere (eh, mica è dio che sbaglia!), e che il semplice non essere cristiani è male, a prescindere dai propri valori e dalle proprie azioni. L’assurda e boriosa idea che ‘senza Dio è il male’ è suggerita in particolare da due altre finte equivalenze clamorose. * *Amore* non ha bisogno di dèi, la sua stessa essenza è già meravigliosa, e basta a sé stessa.. Noi tutti, come umani, possiamo bagnarci ai suoi zampilli, farlo crescere dentro di noi e riversarlo fuori, viverlo, e diffonderlo a tutta potenza.. senza l’inutile carico aggiuntivo della fede.. E senza dargli altri nomi!!! * Stranuccio, eh?, quest’uso delle parole.. Sì a inseguire e vivere Amore e Verità, ma attenzione a non comprare pure 7 chili di dottrina, 4 litri di dogmi e una confezione maxi-formato di soprannaturale non richiesta: sembra un’offerta speciale, ma costa molto. * Dove andar cercando l’amore, se non nel cuore delle persone? Dove cercare la poesia e la passione, se non nella vita? Dove trovare ispirazione, se non nella grandezza di chi ci ha preceduto? Dove trovare la verità, se non nel reale? Basta con la propaganda di questa idea che la religione sia l’unico modo di essere etici. È falso. Quando vedi una persona che fa il bene, che si comporta in modo moralmente giusto, quella non è religione: è etica. C’è bisogno di fede in Dio per fare il bene come c’è bisogno di un violino per pescare. L’etica umana non richiede metafisica, e non giustifica alcuna teologia. Sulla strada verso il bene, la giustizia e il benessere, arrivati all’altezza di un ‘Dio’, facciamo un bel salto.. e via spediti verso la vera mèta! Più giusto, no? Se già non credi più agli dèi, sai bene che le scelte che fai provengono da te e tua ne è la responsabilità. Se ancora usi la fede, invece, prova per un po’ a immaginare che nessun dio ti segue. Dico sul serio: per qualche giorno, fai finta di non credere. Vedrai che non solo sceglierai ancora lo stesso.. sceglierai anche bene!! Quando ascolterai discorsi su Dio o la fede, poi, riflettici come se fossi ‘ateo/a’, e vedi come ti suona rispetto a quello che credi di solito. È una prova, vedi un po’. «Io, per sapere come comportarmi, mi chiedo: ‘Cosa farebbe Gesù?’». Sì? E da domani chiediti ‘Cosa farebbe Superman?’. Non scherzo mica: scegli il supereroe o l’eroe che conosci meglio e ammiri, e chiediti cosa farebbe lui o lei. Funziona lo stesso, vedrai, e con in più il vantaggio che non serve convincersi che chi ti ispira è reale. Puoi anche prendere ad esempio tuo nonno, una professoressa in gamba, insomma una persona che stimi.. nemmeno loro si trovano nella tua situazione, ma puoi ben provare a immaginare cosa farebbero. Non c’è mica solo la Bibbia: prendi altri miti (ve ne sono alcuni altrettanto appassionanti), le grandi avventure narrate nei libri e nei film, e anzi l’intera nostra *storia* di esseri umani.. è pieno di eroi indomiti e feroci nemici, di traditori e maestri, di passione, genio e poesia, grandi insegnamenti, azioni eccezionali e sogni realizzati, sacrifici d’amore e scelte radicali.. Guarda che non è un modo di dire: hai idea di quanti medici e infermieri, soldati, vigili del fuoco, mamme e papà piuttosto che giovani volontari o leader di popolo o perfetti sconosciuti si sono trovati a compiere altissimi atti di coraggio per amore, amicizia, giustizia? Solo qualche esempio di persone che non soltanto hanno agito per nessun altro fine, ma non vogliono nemmeno essere chiamati eroi, quasi come se «un altro, al mio posto, avrebbe fatto lo stesso».. Vite eccezionali, attimi sublimi.. Possiamo imparare da ogni esperienza di vita. Dopotutto, che gesù faccia sempre la cosa giusta possiamo solo immaginarlo. Davvero sarebbe perfetto in tutto oggi nella vita di tutti i giorni? I personaggi-mito, i superfighi che ai flash li vedi sempre felici e sorridenti, nella realtà non esistono: sono persone molto diverse, al di fuori di quei pochi minuti in tv o delle frasi di un libro. E anche da come li vediamo nei film che ci facciamo in testa su di loro. * Se davvero Superman o Gesù esistessero perfetti come li vorremmo, sarebbe forte, ma sai allora cosa sarebbe ancora meglio, che la fame nel mondo sparisse, e che io fossi miliardario! * Ma allora la religione è *in sé* cattiva? Per me no, anzi a volte sulle questioni etiche siamo anche molto vicini, il che è fantastico!! Tutte le religioni, interpretate benignamente, hanno saputo dare a loro modo gioia, speranza e ispirazione a tanti! Bene, si può dire allora forse che l’ateismo è sempre migliore dal punto di vista morale? * Prima abbiamo detto che non c’è traccia di dio, ora possiamo dire che non ce n’è nemmeno bisogno. Se un giorno scopriremo che un dio esiste? Vedremo! E nel frattempo? Perciò sì che chiama alla speranza, ma stavolta a una speranza fondata! Infonde gioia di vivere e voglia di fare, accende maturità e coraggio, invita all’amicizia e all’amore profondo.. stimola conoscenza e indipendenza.. libera emotivamente.. sprona a realizzare sé stessi.. Non è soltanto essere atei e agnostici, c’è molto di più: è vivere insieme una vita armoniosa e ricca, dinamica e appagante, completa! Senza dio, e rispettabile. Umanesimo perché si fonda sull’Uomo che, come essere senziente e intelligente, è responsabile del suo mondo. Secolare perché ateo e naturalistico: l’uomo si realizza nella natura per ragione e compassione. Ragione e compassione, allora! L’umanesimo punta alla vita e alla qualità della vita, per noi e chi verrà. Contestiamo ogni forma di oppressione e condizionamento, soprattutto attraverso la cultura, il dialogo e l’azione per diritti umani, l’esempio. Cerchiamo verità e giustizia, e per questo non abbiamo dogmi, nemmeno sui nostri più fermi princìpi. Nel farlo ci serviamo degli strumenti più efficaci: la scienza e l’etica sono fra questi, la fede no. Molti fra noi si danno da fare animati da vibrante filantropia. Sosteniamo che questo amore per l’essere umano sia un ideale più alto dell’amore per un dio. Che preparare un mondo migliore sia un fine più giusto del prepararsi a un paradiso. Che fare del bene agli altri è importante quanto farlo a noi stessi. Che realizzare sé stessi è più saggio che realizzare il piano di altri su di noi. Che il rispetto sia una guida migliore del dogma. Bello, eh? ^_^ Esistono al mondo gruppi e associazioni umaniste per ritrovarsi e operare insieme! E questo è stupendo. Non servono battesimi, investiture, benedizioni per diventare un/una umanista, lo si è e basta. L’idea di una cerimonia ufficiale è divertente, però come segno di una scelta già in atto e di benvenuto nella comunità, non certo come fosse un rituale propiziatorio, definitivo, o in qualche modo ‘purificante’ come quelli di tipo religioso.. Le organizzazioni umaniste si distinguono per i nomi, i programmi e le finalità sociali e politiche più diverse, perché umanesimo non è che l’insieme dei princìpi che le ispirano, e sono questi che contano. Princìpi per la persona. È come.. un ombrello filosofico per tutti noi! Un ombrello che potemmo chiamare anche Razionalismo etico, Naturalismo, Ateismo positivo, Brights, Esistenzialismo, Secolarismo.. Umanesimo è solo la definizione più usata, oggi nel mondo; e la più chiara, a mio avviso. Si può vivere questi stessi princìpi anche senza un nome, certo! Ma un nome è subito chiaro, visibile, capace di unire e di ispirare, se è questo che vogliamo. «Quindi, se anch’io cominciassi a pensare che Dio non esiste, non resterei solo/a!». Esatto! La tua vita sarebbe piena lo stesso, di ideali, valori, progetti e.. amici! Stiamo parlando di una visione di vita che non è nata ieri! Ha una storia lunga ben 2500 anni (chi tiene alle tradizioni è accontentato!) nei temi di filosofie occidentali e orientali. Passando per l’umanesimo classico del ’400 italiano – rispetto al quale sviluppa i suoi valori in modo più coerente e operativo, e perde l’esaltazione erudita della cultura antica – e naturalmente per l’illuminismo, nel ’900 assume la sua forma moderna e compiuta. Ai giorni nostri è un movimento ben conosciuto, con personalità, peso e in espansione. Intellettuali, filosofi, scienziati, artisti, attivisti e gente comune finalmente ne parlano a viva voce, come del loro modo di vivere e come di un passo avanti nell’arte della convivenza fra i popoli. Sotto questa ‘bandiera’ umanista, oggi nel mondo si raccolgono diverse centinaia di milioni di persone non credenti – come in Usa e Canada, in Inghilterra, Francia, Spagna, Norvegia e Polonia, .. – in gruppi ampi e dinamici o di fatto. In Italia il termine è ancora usato poco, malgrado i non credenti crescano di numero ogni giorno e siano sempre più attivi nel sostenere proprio questi princìpi, e non altri! Si conosce a malapena il Movimento di Silo (un gruppo internazionale, non specificamente ateo, che si ispira al modello umanista) ma non l’Umanesimo come tale: sentirai più spesso parlare ora di etica, ora di diritti, ora di laicità (corrente per l’indipendenza fra Stato e Chiese), ora di scienza e libero pensiero, di equità, salute, ateismo, secolarizzazione.. Quanto più efficace sarebbe dirli tutti con una sola parola! Umanesimo proprio racchiude e rappresenta tutte queste cose insieme, una filosofia di vita che abbiamo già in tanti senza chiamarla così, e a molti altri piacerebbe scoprire! Sì, penso ai tanti atei ‘dispersi’ e soli, che infine possono sentirsi parte di un gruppo sano e attivo; vedo credenti insoddisfatti in cerca di bene e di vero crogiolarsi al pensiero che fuor di religione una vita piena e nobile è una realtà.. Sarà fantastico quando anche in Italia queste forze umaniste si uniranno, moltiplicando dell’ateismo la spinta costruttiva!!! Prendiamone atto: su tutti questi temi siamo oltre il dilemma dio o non dio. Se è vero che sosteniamo e difendiamo tali idee, che siamo uniti e concordi su questi princìpi, il nostro ateismo è un tassello di una concezione del mondo ben più ricca e profonda. Chiamarla per nome è non solo straordinariamente conveniente a livello di comunicazione, ma anche proprio più preciso, coerente, corretto! Prima lo capiamo, meglio è. L’umanesimo secolare è una realtà mondiale cui apparteniamo. Facciamolo ufficialmente. Usiamo la potenza di un nome che non è un passe-par-tout, come non lo è dirsi credenti, ma ci mette automaticamente sullo stesso piano in quanto persone CON una visione di vita, anziché un gradino più in basso, SENZA. Lasciamoci vedere non solo come mancanti di qualcosa, la fede negli dèi, ma come dotati, di etica, ragione, passione e compassione.. È vero! In Italia gli atei e gli agnostici sono ormai svegli. In larga parte non abbiamo più paura di dichiararci non credenti e molte iniziative locali e nazionali riscuotono consensi sempre più ampi. Quanti fra noi sono soddisfatti e questo gli basta? Sta bene. Io sono tra quelli che guardano oltre. Oggi più che mai è importante a mio avviso non solo difendere i diritti dei non credenti, non solo criticare qui e là certe uscite di preti e politici, e invocare – giustamente – laicità, ma opporci su larga scala alla loro invadenza nel cuore e nella mente delle persone, e proporre in cambio, in un senso non anti-religioso ma propriamente non religioso, una nuova visione della vita. Fieri, di quei valori e quei modi. Diretti, franchi, coerenti, uniti. Equilibrati e disponibili, ma non più disposti a lasciar fare tutto ai soliti noti. In questo libro ho sostenuto che la religione non è garanzia di nulla e che soffre di difetti intrinseci. Ho anche descritto una filosofia compiutamente naturale che ne è priva, perché desume i suoi princìpi non da un libro, ma dall’esperienza e dalla psicologia umana, realisticamente. Abbiamo le carte in regola per essere non l’alternativa, ma la prima scelta. E penso sia ora di offrirla a tutti. Lasciami attaccare un bel pippone su quanto per me è importante farlo (poi decidi tu se lo è davvero). Questo, se è vero che la nostra è una società in cui già molti (e molti giovani!) sembrano aver perso la bussola dei valori, il senso del bene e del male e quello della responsabilità personale, nel pieno fallimento delle istituzioni politiche e religiose nei loro compiti sociali. Altri, all’opposto, si sono fatti più austeri e inflessibili nei loro princìpi, moralisti e sprezzanti con quelli altrui, fino alla censura e alla condanna violenta.. Il gusto della vita, il diritto alla salute e al benessere, alla libertà e alla conoscenza, l’aspirazione a realizzarsi, l’idea stessa di miglioramento, sono forze che in molti stanno tragicamente spegnendosi, ammutolite da un mondo incomprensibile fatto per i ricchi e i potenti, da gente senza scrupoli che ci addormenta con sveglie e specchietti high-tech, l’avere e l’apparire, e si prende in cambio la pienezza della nostra vita. Poche righe, un’analisi incompleta, e certamente manca tutta una parte bella che è altrettanto vera ed è bene ricordare, ma sono o non sono queste linee di tendenza gravi, diffuse, e viepiù pericolose? Riconosciamone i segni: ci servono nuovi strumenti e strategie più efficaci, ora! Siamo nel mezzo di un momento epocale, sull’orlo dell’autodistruzione eppure a un passo dal rinnovamento. Pensaci: mai come ora idee come diritti umani ed ecologia sono state così sentite, la scienza produce incredibili opportunità, la Rete consente di scambiare notizie preziose, tanta gente è esasperata e proprio per questo pronta a cambiare, perché vuole una vita diversa e migliore. È fuori dubbio che gli uomini possano fare male.. ma vi siamo forse condannati? Chi lo crede, si condanna. Come atei umanisti è facile non essere contenti di come oggi va il mondo, e sentire una responsabilità nei suoi confronti. Trovo per molti versi drammatica la situazione mondiale e sono addolorato, preoccupato, spaventato. Provo rabbia e piango, guardando questa spirale che lentamente ci esaurisce. Sono anche cosciente però che possiamo risalire dal fondo. Invertire il corso. Smettere di incasinarci la vita e poi ricostruire, fino a risplendere! Non solo perché ci è naturalmente possibile, ma perché oggi sappiamo come fare. La storia dell’umanità non è stata solo balorda, e cambierà in meglio se ci lasciamo il peggio alle spalle. Basta con i soliti vecchi errori che ci hanno portato sin qui, e ci porterebbero chissà dove. Oggi sappiamo perché sono accaduti, cosa va fatto in modo nuovo e come.. Tra la rigidità di una fede e l’incertezza, tra l’indottrinamento e l’ignoranza, tra la dura imposizione e l’abbandono a sé stessi, tra il totalitarismo e il nichilismo, tra la diserzione, la guerra e la complicità, c’è una via dolce, che possiamo chiamare umanista. L’umanesimo rappresenta così una svolta, una direzione diversa. È un modo per crescere, maturare, responsabilizzarsi, prendere in mano la propria vita e realizzare noi stessi senza scordare l’altro. Insieme! La crisi morale che stiamo passando deve finire, o sarà peggio. Dobbiamo prenderla in carico e risolverla! È il momento perciò di riconsiderare la proposta umanista e farne tesoro.. Ok, ora potrei anche sentirmi in imbarazzo. Sembrano le parole semplici di un sognatore, e non vorrei aver dato l’impressione di parlare come dal pulpito, sventolando la ricetta della medicina per i mali del mondo, cose che intendo evitare accuratamente. Sia chiaro allora che io non c’entro, contano le idee che scrivo. Sia chiaro che non intendo far vestire una divisa con scritto ‘umanista’, aspiro a un accordo per libera scelta di ciascuno su l’insieme minimo di valori e strumenti per vivere e convivere sempre meglio. Nessuna verità assoluta, ma un’analisi della società e dell’uomo, vizi virtù e potenzialità, che può essere discussa e ripensata. Nessuna magia, ma duro lavoro di riorganizzazione e paziente sviluppo di abilità efficaci, per quanto inconsuete. Nessuna utopia da regno felice delle favole, ma uno scopo pratico e condiviso che l’esperienza e la storia ci dicono possibile. Nessun obbligo legale o morale, se non quello verso le nostre rispettive coscienze. Nessun premio, nessuna punizione, se non nelle conseguenze dirette e verificabili delle nostre azioni.. «Bene! Ma oh, ne faremo mica un’altra forma di indottrinamento?». Chiaro che no! Per scelta. Quando si vuole comunicare un’dea importante, in particolare se riguarda temi come questi, il rischio che si usino metodi scorretti, che ci siano scopi nascosti e verità non ancora comprese, è sempre molto alto. Lo scetticismo è legittimo e le nostre antennine fanno bene a vibrare. La risposta è che l’umanesimo ateo rigetta l’idea stessa di indottrinamento e dogma, e realisticamente dovremo essere sempre vigili per non cadere, come persone, in questo errore. A noi di starne alla larga, di operare alla luce del sole, di fare autocritica e lasciare aperte le mani.. Fermo questo, via libera al messaggio! Come una cosa preziosa che si vuole condividere, e come quel possibile contributo in vista di un cambiamento di cui si sente fortemente il bisogno, se il bisogno c’è. * «Beh, anche il Papa parla di Umanesimo..». Oh sì, certo che lo fa. Ma è anche ovvio che parla di un’altra cosa! Cioè usa la stessa parola in un senso diverso – inverso – tanto per cambiare.. Infatti crede che l’uomo si realizzi soltanto in Dio, perciò il suo umanesimo non è altro – e non può essere altro – che farne la volontà. Un umanesimo del tutto particolare! * «L’umanesimo è una religione? L’ateismo è una fede?» No.. Ateo/a è il semplice modo per definire chi non ha fede, chi non crede, così come c’è chi ha la passione per i giochi di ruolo o l’hobby di intagliare il legno, e chi no. Non ha senso dire che questi hanno la passione di non giocare ai gdr, o l’hobby di non intagliare.. «Può un credente essere un umanista?» Certamente! A patto che sia disposto ad agire in nome dell’uomo prima che di Dio, a mettere ragione ed empatia e non comandamenti avanti a tutto. E anche se credesse che il bene dell’uomo è Dio o da Dio, la scelta di campo gli si pone, e farà la differenza. * Detto questo, desidero buttarti lì delle dritte che trovo buone per prendersi cura di sé stessi. Alcuni spunti da me, allora. Non sono né tutti né sacri. Puoi raccogliere quelli che senti veri, e metterci del tuo! Sono fra i miei princìpi e modi di fare, ma te li offro come consigli: se desidererai farli tuoi e usarli, sia solo perché li senti giusti. Ok: abbiamo visto che, in generale, *è possibile* essere persone fantastiche. In molti vorranno consigliarti. Diremo un mare di cazzate, e forse qualche cosa che ti risuonerà dentro. Ascolta tutti, decidi da te. Nel giudicare, fai affidamento sulla tua capacità di pensare e sul tuo cuore libero, sono entrambi essenziali. Le emozioni sono importanti: nel passeggiare verso il tuo benessere impara ad ascoltarti, ad ascoltare quelle altrui, soprattutto di chi ami, e a comunicarle, con cura, e in tempo. La sentirai come un’espressione d’amore.. Inoltre questa cosa da sola spesso risolve il difficile dello stare insieme, e se non risolve lo allevia. E in più, previene! Abbi fiducia in te stesso/a. Sei una grande persona, con speciali qualità, magnifico talento!! Rispetta te stesso/a, rispetta gli altri, gli animali, la natura, le cose. Ne sarai felice. Metti in ciò in cui credi passione smisurata, e trasformerai la tua realtà! Punta alla felicità: scegli il tuo tipo preferito (ricorda solo che senza coscienza ed etica è meno profonda), trova la via migliore per arrivarci, persevera con entusiasmo, fino a raggiungerla!! Realizza i tuoi sogni. Pochi sono quelli irraggiungibili! A questo proposito, sappi che ‘impossibile’ è una parola che alcuni pronunciano troppo in fretta. Andando verso il futuro, non scordarti del presente, eh? È un viaggio, mica una corsa, quindi c’è spazio anche per pause, relax, dolci distrazioni, cambi di programma.. La vita non è sempre bella. Sii forte. Se ami, ama senza paura. Amare espone al rischio di soffrire, eppure a volte vale la pena correrlo. Solo, fai in modo di capire quando.. Amando, non scordarti di te stesso/a! Non recare danno, finché puoi, e se devi, fanne solo quanto basta. (Ricorda che comunicare previene e spesso risolve). E poi? Pensa, gioca, emozionati! Divertiti in ciò che fai! Parla almeno un’altra lingua, avrai a disposizione molte più risorse.. Impara dai successi e dagli errori (sgradevoli, ma una miniera d’oro di consigli, e di opportunità), anche non tuoi. Guarda le cose da più punti di vista, anche nuovi e creativi. Rompi pure le regole, se una volta conosciute le trovi poco efficaci, costrittive o sciocche.. Non solo sarà un piacere liberatorio, ma ne nascerà del buono. Comunica efficace. Se tieni gli occhi aperti, in molte situazioni potrai scoprire o vivere qualcosa di eccezionale.. Sii presente a te stesso/a. Nell’agire, fatti consapevole delle conseguenze. Ne sarai responsabile. E guiderai la tua vita dove vuoi. A volte i tuoi sforzi andranno in fumo. Correggi, ricomincia! Una delle cose belle dell’esistenza è che qualsiasi cosa sia successa, per quanto a lungo sia successa, il futuro può essere diverso. Guarda il mondo intorno a te, la senti questa meraviglia che toglie il fiato? Ogni tanto respirala.. godi di esistere.. dimostra gratitudine.. apprezza quello che hai (è un’immensa ricchezza, anche se ci sei abituato/a).. Coltiva la tua serenità. Se qualcuno o qualcosa ti fa stare male, parlane con chi ha fiducia in te ed ha a cuore i tuoi pensieri e sentimenti anche se al momento non vedi soluzione. Vedrai che c’è, e la troverai. La storia, l’arte, la vita pullulano di eroi.. conoscili, ammirali, scegli i tuoi preferiti e lascia che il loro esempio e la loro storia ti ispirino, ma non costringerli ad essere perfetti, e non spegnere il tuo senso critico: cambia la tua classifica con coraggio, se occorre. Sappi inoltre che nessuno è nato maestro, che puoi superare qualsiasi di loro, e che c’è molto onore in un apprendista attento e poco in un maestro arrogante. Credi nelle persone.. in genere fanno del loro meglio, e possono sempre migliorare. Che poi succeda, però, non è scontato. Perciò sii generoso/a d’altre possibilità con chi per te lo merita, ma sii anche pronto/a a ridurre questa fiducia a chi ne approfitta, a chi non si accorge di sbagliare nonostante tutto, e a chi chiede scusa anche 1001 volte ma poi non cambia. Le persone sono fantastiche, ma se agiscono male non dobbiamo per forza subire: in questo il rispetto reciproco è un’idea che aiuta molto, perché consente di trovare equilibrio fra l’importanza che gli altri meritano e quella che meriti tu! Perché anche tu – stampatelo – meriti rispetto. *Nes-su-no* può imporre la sua idea, farti sentire male per averla rifiutata, oscurare le altre o impedirti di scegliere. A meno che non voglia offendere te e la tua intelligenza, e ostacolare la tua libertà a suo vantaggio. Il benessere è un uguale diritto di tutti. * È il caso di preoccuparsi, sapendo che quello in cui crediamo potrebbe un giorno rivelarsi falso? Non direi. Sbagliare è umano, come si dice, nel senso che è possibile. Cambiare idea non è un vero problema: quando qualcosa ci sembrerà migliore, più corretta o utile, è bene pensarla così più che non farlo! * Va bene va bene, diciamocelo: alcune volte il dubbio viene. :-)) Il dubbio che ci sia ‘altro’! Ad esempio se viviamo delle coincidenze incredibili, o abbiamo delle ‘sensazioni’ su qualcosa che poi accade.. E se una teoria curiosa ci affascina.. o si fanno nuove scoperte.. o accade un fatto ‘straordinario’.. E di fatti straordinari ne accadono, di quelli che la scienza non sa ancora spiegare e la fede guarda in un modo tutto suo. Mica sappiamo tutto del nostro universo! Benvenuto sia il dubbio, quindi, che ci spinge a capire il mistero. Benvenuto il mistero, che rende più magica la vita. E benvenuta questa vita.. che non è solo razionalità e verità.. ma anche emozioni, sensazioni, curiosità.. intuizione, immaginazione, bellezza, gioco, scambio.. sgrammaticature.. entusiasmo, incoerenza, passione, prodigio.. euforia, turbamento, spontaneità, risate, meraviglia e.. Bene, siamo alla fine della prima parte. Come stai? Per tirare le somme: 1. Puoi dire che Dio esiste? * [3] Il paradosso sta nel fatto che se l’affermazione‘Tutto è relativo’ è sempre vera, allora è.. falsa, poiché non è relativa! Però nessuno dice che sia un assoluto, soprattutto in senso religioso! Inoltre è sufficiente riformulare la frase per uscire dal paradosso senza negarne il senso. Un esempio? ………….. ‘Esiste solo questa verità, che tutto il resto è relativo’. [4] Due esempi tra infiniti altri: nell’antica Grecia (500 AEC) fu teorizzata la democrazia, una forma di governo destinata a favorire i diritti umani e base della politica moderna. Nel 70 AEC Spartaco guidò migliaia di schiavi verso la libertà dall’oppressione di Roma, che piegò nel sangue la rivolta crocifiggendo (!) i superstiti lungo tutta la via Appia, a perpetuo monito. Insomma, da sempre abbiamo lottato per la libertà, la giustizia, l’indipendenza.. Da sempre ci siamo sacrificati per le nostre città, i nostri figli, i nostri amori, i nostri amici e noi stessi! L’aspirazione a difendere tali princìpi è così profondamente umana! Si è sviluppata con l’esperienza della sofferenza e l’esigenza primordiale di vivere sempre meglio. Nel tempo, l’attaccamento dei primitivi al proprio clan è divenuta sensibilità per tutto il genere umano, al di là delle tante differenze e indipendentemente dai credo religiosi – i quali a volte non la maturarono affatto, preferendo giudicare l’uomo secondo una scala totalmente differente: il grado di obbedienza nella loro autorità e quello della fede nei loro dogmi. [5] NOTA BENE: “La società ne ha bisogno, tu da che parte stai? Unisciti a noi e questo diverso, speciale modo di vivere cambierà la tua vita, dandoti la felicità che hai sempre desiderato”.. Fermiamoci qui: simili parole ce l’hanno in comune movimenti politici e filosofici, le religioni, i culti minori, le sette, i gruppi di miglioramento professionale e personale eccetera, fino all’ultimo venditore porta a porta, e tutti in un modo o nell’altro te le diranno, perché credono in quello che fanno. E magari è davvero buono. Ma si dà il caso che frasi simili siano usate anche da chi ha la parlantina sciolta e convinzione per due, ma progetti sociali insensati e metodi ‘portentosi’ di scarsa efficacia.. O, peggio, da chi ha secondi fini (il denaro? Il sesso? La totale devozione? Il prestigio? Il potere? ..) e usa il suo bel viso per ottenerli. Non è raro, lo sappiamo.. E non è difficile scoprire la differenza, grattando la superficie. In particolare, diffidiamo in presenza di precisi segnali, come: perfetto il gruppo / resto della società malvagio o ostile – pressione o coercizione emotiva – responsabilità che diventa dovere, obbedienza, senso di colpa – sublimazione di desideri e bisogni – isolamento spinto (anche solo mentale) – sorveglianza costante (anche solo emotiva) – contatti e informazioni dall’esterno limitati – dubbio e ricerca visti con sospetto – trucchi di comunicazione e logica impropria – esaltazione dei fondatori a miti – tesi indiscutibili e più o meno bizzarre – promesse pompose ed esagerate – previsioni troppo facili o inverificabili – .. Non dare per scontato che il sistema non attacchi con persone intelligenti e sane: è fatto per coinvolgerci a livello di emozioni, istinti, bisogni primari, schemi mentali specifici.. senza forza bruta. 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Piaciuto? Prova questi!
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2007
2. Quali prove abbiamo che esiste un dio?In generale le persone più grandi, famose o raffinate, paiono subito ‘esperti’. Spesso diamo per scontato che abbiano più esperienza e cultura, che siano dei gran saggi, affidabili e nel giusto. Ma, detto semplicemente, non è affatto sicuro che abbiano sempre ragione, su ogni argomento. Quando si parla di fede e di dogmi, i credenti in effetti dicono spesso cose che non possono provare: dio esiste, dopo la morte vai in Paradiso, la madonnina piange se fai il cattivo, eccetera. Dicono che ci si deve credere ‘per fede’, a occhi chiusi, cioè senza pensarci, oppure offrono prove da poco, personali interpretazioni e spiegazioni teologiche che sfiorano la letteratura fantasy. Ah, la Bibbia.. Nella terza parte vedremo un bel po’ delle sue fantasie. Quello che possiamo osservare con certezza, riguardo a cosa succede dopo la morte, è.. un bel niente! Nessuno, dopotutto, è mai tornato per raccontarci come vanno le cose, e non c’è certezza che una parte di noi se ne vada in un posto chiamato ‘inferno’. A soffrire per sempre poi! Allora, la domanda era: quali prove abbiamo per credere in Dio? Perché, si è mai fatto vedere? Vedere così, con esattezza, con semplicità, scusa ci sei? Sì, eccomi qua! * Il solito prete, o un appassionato credente, invece, ti direbbe che le prove del suo dio ci sono, e comincerebbe: la tradizione, la bibbia, i miracoli, la storia, l’esperienza, la logica, la scienza.. e persino l’etica. Ok, vediamo: – «In 2000 anni di storia, milioni di persone ci hanno creduto, in tanti non possono sbagliare!». E invece sì, se tutti hanno creduto alla stessa illusione iniziale! E poi, nella lunga storia dell’Uomo, altri milioni di fedeli hanno creduto a un sacco di altri dèi. Tutti veri? – «La Bibbia afferma che Dio esiste, ed essendo parola di Dio non si sbaglia». Pensaci. Riesci a vedere l’errore? La risposta è fra i TdC alla fine del libro. – «Vedi come quella donna si è salvata? E quell’uomo guarito? Questi sono miracoli di Dio!». Ma questa deduzione è campata per aria, potrebbe essere stato il caso, o un altro dio (non cattolico), o l’energia universale.. E.. si può proprio dire che sia guarito in modo miracoloso? Prima, accertiamolo. – «Cristo, risorto da una vita di miracoli, ne è la prova». Storicamente infondato. Basta crederci? – «La bellezza della Natura ci parla di Dio». Dov’è la connessione? O tutto può voler dire tutto? Se si crede a un Dio dal senso artistico, tutto fa quadro.. La Natura va gustata per sé stessa, non guardata pensando tutto il tempo all’‘autore’.. a rischio di perdersi la vera magia dell’attimo presente. – «Io sento Dio dentro di me». Eh, ma lo senti tu dentro di te, mica io dentro di me! E poi, i credenti di un sacco di religioni sentono il loro dio.. la differenza? L’emozione di una presenza, la sensazione di un contatto, la percezione di un messaggio, un’esperienza mistica, una visione.. non è possibile che siano soltanto interpretazioni? Dopotutto, non hanno né mittente, né timbri, né istruzioni per l’uso, né garanzie. Sono anonime per natura, vaghe quanto a contenuti, e le ragioni per pilotarne il senso – magari involontariamente – sono forti e numerose. È l’incontro che crea emozione e fede, o sono l’emozione e la fede che creano l’incontro? Sarà meglio sincerarsene. – «Dio è per definizione migliore di qualsiasi essere concepibile. Dunque esiste, perché se gli mancasse l’esistenza non sarebbe il migliore». La famosa ‘prova ontologica’ sembra efficace, ma lascia come un senso di dubbio, di qualcosa che non torna (tanto che è usata quasi niente). È perché non funziona, e ora vediamone i motivi. Cioè, siccome ho l’idea di un essere perfetto che deve esistere, allora esiste. O anche: siccome immagino un dio, e suppongo sia il migliore in tutto, allora deve esistere. Ferrea logica? No, un simpatico esercizio mentale: un’idea creata a misura ancora non si trasforma in realtà. Un’idea è un’idea. Ed *è possibile* che esista una cosa tanto infinitamente migliore? Qualsiasi cosa sia, se non può, allora è vano attribuirgli l’esistenza per via concettuale. Prima quindi, l’osservazione di dio. Poi il concetto. – «Vedi che perfezione l’universo? È fatto a misura d’uomo, ed egli stesso non può essere uscito fuori per caso!». Perfezione? Ne riparliamo al prossimo terremoto? Guarda poi che è il contrario, prima c’è l’universo, poi l’uomo vi si adatta per sopravviverci. E non ‘per caso’: si è evoluto per selezione naturale[1] in qualche miliarduccio di anni. Che gran fico!! – «Come l’orologio denota un orologiaio, così la natura il suo architetto». Ma l’orologio è un insieme di parti preesistenti, mentre la natura sarebbe creata dal nulla.. L’orologiaio ha delle mani, degli strumenti di precisione, a 10 anni non sa costruire e a 100 morirà. E Dio? Ah, di orologi ce ne sono tanti, anche di universi? A dire il vero, vengono costruiti pure grattacieli sottomarini e computer: fanno un sacco di architetti, no? Ecco, la connessione è solo superficiale, ignora ipotesi naturali e pone all’inizio un’incognita più grande.. Dio. Il quale, al contrario dell’orologiaio, è un inarrivabile mistero! Ops, ma questo rende vana la similitudine.. Come mai accettare la (maggiore) complessità di Dio non è un problema? Questa relazione orologio-orologiaio si osserva in natura: con che logica può essere usata per provarne una di tipo soprannaturale? Perché per spiegare il cosmo, ne usciamo letteralmente fuori? Che cosa sappiamo di cosa c’è oltre, e quali leggi vi governino? – «Chi vuoi che abbia creato l’universo?». E chi dice che è stato creato? E un eventuale creatore è anche giudice? Magari non ci si fila proprio.. E perché dev’essere onni-potente? Magari invece è solo molto-potente. Metti allora che esista un creatore, ma che al di sopra egli abbia un altro dio, un padre e una madre, un datore di lavoro.. E se questo non fosse che l’esperimento di fisica di un piccolo extraterrestre al concorso di scienze della scuola, in un sistema stellare ancora più grande? – «L’universo non può mica essere sbucato dal nulla!». E infatti chi lo dice? Proprio il credente, che non ha difficoltà ad accettarlo.. a patto che ci abbia pensato un dio. Ma affermarlo è arbitrario, e se è già difficile studiare le leggi che hanno governato il lontanissimo inizio dell’universo conosciuto, perché complicare le cose implicando persino un essere al di là di esse? Perché porre un dio dietro a eventi ancora ignoti? Perché tanta fretta? Ci sentiamo in ansia, per il non sapere tutte queste cose? Di fronte all’immensità e al mistero, è comprensibile. E perché invece non curiosi e affascinati! Cercare una spiegazione è una magnifica e vitale spinta tipicamente umana. Anche la scienza nasce da lì! Però poi non ha fretta, non si accontenta, e non complica pur di semplificare. – «Come può la vita essere nata da ciò che non era vivo?». Sebbene non manchino interessanti esperimenti a supporto della sua generazione spontanea (abiogenesi), non sappiamo con certezza com’è apparsa la vita sulla Terra. Sempre liberi di credere che sia stato Dio, o un dio, o l’ingegneria genetica di una razza aliena proveniente da Vega7, ma non confondiamo ‘risposta’ con ‘ipotesi’ o ‘preferenza’. Se non sapessimo come sboccia un fiore, avrebbe senso credere alla magia di una fata? Romantico, ma non scientifico. – «Ma c’era una possibilità su un quinquiliardo che la Terra stesse a questa esatta distanza dal Sole, e che la vita vi si formasse!». Ma dai? E come si calcola tale percentuale? E perché insistere a vederlo come un privilegio per noi, come se ne fossimo lo scopo? Questa visione antropocentrica (l’uomo come fine ultimo di Dio) è cara alla fede per pregiudizio: come credere che un universo così vasto possa essere stato creato per degli esserini sperduti su un pianeta ai suoi margini? Se l’universo si fosse disposto diversamente, invece, è probabile che ci sarebbe stato un altro equilibrio, con altre leggi e altre costanti fisico-chimiche, e forme di vita tutte diverse. E se invece questo nostro fosse l’unico stato possibile, appunto vorrebbe dire che la natura fisica dell’universo doveva essere così, esclusivamente di suo. La realtà è che non sappiamo cosa poteva accadere, ed è un errore contare a ritroso le possibilità che questa mano di carte uscisse, dopo che è uscita! Il vincitore di una lotteria non è l’oggetto di un piano a sua misura, ma un partecipante come gli altri, tutti con le stesse probabilità. Qualcuno doveva pur vincere, n’est pas? La fede offre spiegazioni, ma non conoscenza. Di fronte a questo spettacolare, gigantesco, antichissimo e inesplorato spazio stellare, presumere di averne decifrato l’enigma senza averlo studiato è pura illusione. – «Le regole morali, perché siano affidabili, devono provenire da una autorità assoluta: Dio». Già.. gli umani sono imperfetti e peccatori, da soli si autodistruggerebbero, e se si danno una regola morale sarà stupida o cmq carente e instabile. Che immagine ridicola dell’uomo! Davvero limitante: più lo si crede incapace e cattivo, più lo si obbliga semplicemente a obbedire, meno gli si insegnerà a essere grande e a imparare dai suoi errori. Così resterà incapace e cattivo.. Ma al mondo tutte le regole vengono dagli uomini, anche le migliori e le più durature: crederle assolute, e persino divine, non prova alcunché. – «Allora provami che Dio NON esiste!!». Lo farò, non appena proverai tu a me che la gallina dalle uova d’oro NON esiste. Lo so che non puoi farlo, è per questo che io ci credo! O no? – «L’albero di Dio si riconosce dai suoi frutti». Eh. I buoni frutti, come dire che vengano da Dio? C’è un collegamento reale, o è solo il pregiudizio di una fede? I frutti cattivi, come dire che non vengano da Dio, quando ad esso si ispirano? Solo il pregiudizio di un’altra fede? Riconosci in ciò l’albero dell’uomo? – «Dio si fa trovare da chi lo cerca». Apparentemente semplice ed efficace, no? Ma invano un ateo offrirà a Dio di mostrarsi, pur chiedendolo col cuore in mano e mente pronta, per mille e mille volte.. Non ci saranno segni inoppugnabili e definitivi, nessun miracolo certamente suo, nessuna parola, nessuna abbraccio, nessun incontro diretto. Dio si mostra solo a chi già crede, o credere vuole. – «Dio non ci forza a credergli, ci da segni che sta a noi accettare come prove». Appunto. Eccetera. Alcuni credenti arriccerebbero ora il naso in disapprovazione: se tali argomenti hanno occupato migliaia di libri nei secoli, e richiesero giorni e giorni solo per essere formulati da così tanti arguti filosofi e teologi sopraffini, due paginette di obiezioni non vanno forse liquidate per superficialità? È questa, invece, un’obiezione superficiale: la forza di ogni argomento va valutata in sé stessa, non per quanto ha coinvolto o sconvolto l’altrui pensiero! Solo questo dev’essere il criterio di giudizio, perché il tema può essere di fatto più semplice, essere stato mal analizzato nonostante fiumi di inchiostro, o semplicemente essere vecchio e sorpassato.. Non passiamo più un istante a meditare sul modello geocentrico del sistema solare, visto che la Terra non è al centro di nulla dal ’500.. La maggior parte dei discorsi teologici sono dello stesso stampo. È molto più facile oggi – in tempi di libero pensiero e democrazia – demolire certe trovate un tempo maestose, da parte di scienza, logica e sensibilità moderne. Inaccurati e astratti, essi dimostrano soltanto quanto può fuorviare la forza di una fede che venga prima dei fatti. Se tali contro-argomenti sono da respingere, lo si faccia mostrandone l’errore, non li si eviti solo perché sviluppati in meno di un’enciclopedia. Ora fatti un favore: riflettici. Qui pure si va in profondità. Ma per prima cosa in direzione della verità e dell’uomo, non della fede, né di Dio. Instancabile, ma ormai in imbarazzo, il prete (o chi per lui), se ancora non si lascia sfiorare dal minimo dubbio e non rinuncia ad ‘illuminarci’, può ricorrere ad argomenti-patacca: ▪ Minimizzare: «L’ateismo, che banalità» ..E perché?? ▪ Elucubrare: «In realtà tu senti dio ma non lo vuoi ammettere» ..Eeeh?? ▪ Mischiare le carte in tavola: «Dio è Bene, si fa il bene solo in lui» ..Beh, forse Dio è Bene, ma Bene non è solo Dio. Senza, infatti, fare Bene si può eccome! ▪ Molle opportunismo: «Credici, che se c’è t’è convenuto» ..Reversibile: se non c’è, tutta la nostra sola vita così? Se poi c’è, non sarà felice che abbiamo cercato e ragionato da soli? ▪ Fraintese mancanze: «Beh, l’alternativa atea cosa offre di valido?» ..Il meglio della religione senza il peggio della religione, più qualche altra buona cosa, umana originale doc. ▪ Sconcertare: «..Sai che umiliazione derivare dalle scimmie? Sai quanto più affascinante è l’idea di un dio nel mondo?» Umiliante no, ora siamo umani! Affascinante sì, ma.. vero? ▪ Prendere per i fondelli: «Sei troppo piccolo/a per questi discorsi» ..Detto da uno che ci ha battezzato a pochi mesi! ▪ .. E infine, vinto dalla tua ‘testardaggine’ e incavolato per la tua precisione, il povero prete dirà forse la mitica frase: «Non c’è bisogno di prove per credere in Dio, basta la fede» ..E grazie! In fondo, sono convinto, neanche lui crede che ‘basta la fede’. Infatti usa spesso la ragione, in ogni momento della sua giornata.. solo che non può applicarla alle basi del suo credo, che crollerebbe d’un botto. Avere fede senza prove è una cosa ad alto rischio. «Ragazzi, Dio è una carota! Lo so per fede!». Fa ridere. Una prova fa la differenza fra la verità e una balla colossale, fra i fatti e le superstizioni, fra la migliore approssimazione della realtà e le false certezze di un’illusione. * D’accordo che uno crede in quel che gli piace, ma meglio qualcosa che dia una certa garanzia di esistere, no? * «Però tu non puoi provare che Dio NON esiste». È vero. La cosa è semplice: o abbiamo prove sufficienti e ragioni consistenti per ritenere che una cosa esista, oppure no. Ci vuole forse fede per affermare che non esistano fino a prova contraria, o è l’unica scelta logica e funzionale? In questo senso dunque, la scienza può dire eccome che ‘dio non esiste’, come fa per tutta la miriade di esseri divini e forze magiche partorite e rimaste nella nostra fantasia. L’argomento iniziale dunque non ha alcuna forza di prova diretta o indiretta di un dio, e citarlo come tale dimostra piuttosto una certa ingenuità. Facciamo luce quindi su un altro errore che in fondo ne consegue: il fatto che la scienza ancora non spieghi certe cose, non rende una alternativa qualsiasi automaticamente vera. Non è *abbastanza* per ritenerla vera. “Non sappiamo cosa causa il fenomeno X, dunque la causa Y che io sostengo è vera!” -> ragionamento errato. Si può certo sempre credere con fede, uscendo appunto di razionalità. Perché hai presente quando non trovi più un calzino, o sparisce l’accendino, o il numero di forchette di casa non torna più? Un classico, a chi non è successo? Beh, c’è chi dice infatti che nelle nostre case vivano dei buffi omettini minuscoli che amano farne collezione.. Li vedresti, se avessi gli occhiali di farfalla, ma il calzino sparito è la prova che esistono! O no? Basterebbe chiamarle ipotesi.. Ipotesi ufo, ipotesi folletti, ipotesi piccoli uomini minuscoli che vivono nascosti in casa mangiano briciole e escono quando dormiamo, ipotesi uomonero, ipotesi reincarnazione, ipotesi.. Dio. Nondimeno, gli dèi potrebbero esistere. Ma abbiamo modo di saperlo, finché vorranno giocare a nascondino, i birbanti? Semplicemente.. finché non si faranno vivi.. finché non si faranno collegare ai fatti con certezza.. dobbiamo pensare che tutti questi esseri non esistono. Quando succederà, se succederà, sarà un piacere cambiare idea. E magari intanto cercare, con forza e perseveranza, la verità, scrostando via il falso, sulla base delle ipotesi più probabili e attendibili.. ‘Dio’, idea generica, non è fra quelle, così com’è costruito su attributi tanto vaghi.. Qualcuno sa com’è una cosa ‘perfetta’? E una ‘trascendente’? Bah! In realtà il credente non intende un’idea dio in generale, ma quella del *suo* dio, di cui pretende di sapere eccome! Beh, a parte quest’ovvio paradosso – che dovrebbe da solo bastare – meglio ancora: così è possibile una critica diretta. Se si comincia a definirlo bene, c’è un modo sicuro di vedere se *quel dio* non esiste: basta capire se per caso alcune di queste sue qualità non siano.. contraddittorie. Infine: è una regola lampante che è chi fa l’affermazione a doverla dimostrare. Chiunque può parlare, e parlare è facile, verificare invece richiede impegno, e gettare l’impegno di provare delle straordinaaaaarie idee personali sulle spalle di chi è lì per essere convinto è troppo comodo.. e scorretto. Dire che una cosa esiste impegna chi lo dice a provarlo! Chi ascolta invece ha il diritto di non fare nulla, di aspettare spiegazioni, e di essere scettico/a fino al momento in cui ne verranno date di convincenti. Non dovrebbe essere difficile, basta rendere chiari i motivi per cui si è certi di quanto si afferma.. E sappiamo anche che le persone, per loro natura, cercano sollievo dalla paura dell’ignoto e della morte, consolazione per la perdita dei cari e un desiderio a volte insostenibile di riabbracciarli, e speranza per il futuro, la giustizia e il benessere che gli mancano, e tutto l’amore, la stima e l’aiuto di cui hanno bisogno.. E che in queste delicatissime circostanze è facile crearsi illusioni. E allora? Quando una fede nasce e si diffonde per motivi come questi, o ne è intrisa al punto da non riuscire a separarli, non ce n’è abbastanza per dedurre che ‘Dio’ è una comoda idea, un’utile creazione umana, un perfetto appiglio sagomato a ciccio? Una soluzione tattica veloce ma inaccurata? Uhm, bah.. coloro che credono in un dio dovranno decidersi a mostrarlo, questo dio, altrimenti la loro verità non sarà distinguibile da quella di un’altra religione.. Né da interessanti ipotesi, né da rozze invenzioni, da frottole, fantasie o totali imposture. Fino a quell’istante, come fidarsi? Fraintendere la storia e usare impropriamente la scienza è purtroppo un difetto ricorrente nel ragionare della fede. Capita così di avere l’impressione che esse spieghino, difendano o almeno suggeriscano l’esistenza di un qualcosa chiamato dio, e inoltre di essere del tutto razionali nel proprio credere. Quando si fanno errori del genere, invece, pur senza volerlo, si dimostra esattamente il contrario. Una informazione accurata e l’abitudine a una logica corretta permette di non perseverare, di insegnare bene, e di sostenere le proprie opinioni in modo inappuntabile. Perché no, anche la propria fede: in quanto fede, e nulla più. * Yumm.. Era un punto importante. Cosa ne pensi? * Se un dio esistesse come esistono il Monte Bianco e Vienna, non staremmo a discuterne: gli atei non esisterebbero, e vi sarebbe al mondo una religione sola. * «Chiaramente, stai rifiutando Dio!». Può di sicuro sembrare, a chi ci crede. Dopotutto per essi dio esiste, e dunque l’ateo, è lui che si rifiuta di ammetterlo. È un errore, però, e da non sottovalutare. Intanto, per ripudiarlo, dovrebbe esistere. E se un dio esistesse, ce ne sarebbero prove inequivocabili. Mancando, perciò, le parti si rovesciano: c’è chi si picca di conoscerlo. Non atei che rinnegano, disconoscono e respingono un essere che non esiste, ma credenti che lo presumono e lo pretendono, per ragioni diverse. L’affermazione è anche mal posta: atei e agnostici non credono ad alcun dio. Non hanno niente contro uno di essi in particolare, come qui sembrerebbe.. Che ripudino *tutti gli dèi*? Avrebbe poco senso: «Chiaramente, stai rifiutando Dio, Yahveh, Allah, Geova, Marte, Anubis, Tangaroa, ..». «La fede è fiducia, e tutti usiamo la fiducia, anche tu». Vero.. solo in parte! Guardala così: non è un caso se la religione (tutte) chiede ‘fede’ e non ‘fiducia’. Altra differenza: una cosa è la fiducia in qualcuno perché gli si riconosce un valore o un’abilità, un’altra è la fede nell’*esistenza* di quel qualcuno. La seconda per me è ingiustificabile: non ha senso credere vera una cosa in assenza di prove, in presenza di contraddizioni o nonostante prove del contrario! Nessuno si sogna di credere per fede alla luna di formaggio o alla pentola d’oro all’inizio dell’arcobaleno.. e per gli dèi è lo stesso discorso. Se la scienza usasse la fede per conoscere, saremmo ancora fermi all’idea che il sole gira intorno alla terra e che i fulmini li lancia Giove. Saremmo letteralmente ancora là. Domanda (da un milione di dollari): dimmi, quali altre cose credi – o crederesti – esistere per fede? La fede dunque non è fiducia. Chiamarle uguali è semplificare, al solo scopo di giustificare la fede.. E se tutti usiamo la fiducia, che in effetti è utile e anzi necessaria, la cecità è un limite: nello scegliere dove portare i nostri passi non è meglio vedere se la strada è libera o c’è un campo minato davanti a noi? Chiediti: per quale ragione dovrei credere questa cosa? «Ma tu credi in qualcosa: che Dio non esiste. Vedi che pure tu hai una fede?», dicono alcuni. Io rispondo: «Fede? La nostra ‘fede’ è del tutto diversa! · Io ho una opinione. Voi avete un credo che chiamate Unica Verità. Insomma, un conto è la fede assoluta, altro è una opinione provvisoria fondata su ogni evidenza del momento, perciò non astratta e non dogmatica. * Filosoficamente, le caratteristiche di Dio sono un bel problema, senza contare il suo alter-ego cattivo.. In effetti abbiamo inventato un dio che non si capisce se è buono o no, se è giusto o no, se è onnipotente o no.. È uno strano dio, che però viene agghindato come avesse le migliori qualità al massimo del top, tutte insieme. Bello no? Si prende un uomo, si vede che ha dei limiti e fa degli errori, si immagina un essere che non ne abbia e non ne faccia mai. Shakerare e servire con ghiaccio. Gusto forte? Puoi solo immaginarlo: anche perché tutte quelle qualità cominciano presto a fare a cazzotti. Pensa all’idea di Trinità: Padre+Figlio+Spirito fanno UN SOLO dio. 3 per 1, cos’è, un saldo? 3 persone che vengono l’una dall’altra eppure sono eterne, distinte l’una dall’altra ma ciascuna Dio tutto intero e anzi un solo Dio. Sono diversi, e però identici! E attenzione: una è *anche vero uomo*, quindi in realtà è una specie di quartetto! Per aggiungere stravaganza all’inverosimile, ovunque sia ha il corpo di un uomo.. e anche i limiti (come la non-eternità), se non i difetti, dell’uomo! Ancora: Dio sarebbe ‘perfetto’, e questa perfezione sarebbe essere onnipotente (che significa che può fare tutto), onnisciente (sa tutto), onnipresente, trascendente (al di là della natura), eterno, e giusto e buono al massimo grado. Alleluia! Nient’altro? Se è perfetto è completo, se è completo come può beneficiare del nostro amore? Come può un essere perfetto provare il turbine dei sentimenti (amore, compassione, tristezza, preferenza, ..), e lasciarsi influenzare dall’esterno (cosa necessaria per cambiare sentimenti)? Se è perfetto non ha da imparare niente, ma se non può imparare è perfetto? Perché un essere perfetto si interesserebbe di cose imperfette? Anzi, cos’è davvero la ‘perfezione’, e dov’è? Come può un essere infinito non comprendere anche noi e tutte le cose? Se è infinito, incorpora forse gli opposti, quindi il male come il bene? Se trascende spazio/tempo e materia/energia, come fa ad interagire con questo mondo che è l’esatto contrario? Come può essere al contempo al di là della natura e onnipresente in essa? Se è invisibile, quanti altri esseri invisibili potrebbero esserci? Se è onnipotente, come fa ad essere anche buonissimo (non può fare il male), e onnisciente (non può essere ignorante, né conoscere molte emozioni come paura, debolezza, dolore, desiderio, ..)? Se è onnisciente non ha creatività, anzi non può nemmeno pensare, ragionare, perché conosce già tutto, ogni conseguenza, ogni soluzione. E.. un essere proprio perfetto, può desiderare, cioè può non avere e sentire la mancanza o la voglia di qualcosa? Se è perfetto e buonissimo, perché mai richiede adorazione? Se è onnipotente può forse morire, avere imperfezioni, soffrire di malattie, non essere onnipotente, sbagliare, migliorarsi? Come fa ad essere onnisciente + incorporeo (non ha esperienza diretta di canto o di nuoto, per dire), o onnisciente + buonissimo (non avrà odiato o ucciso, ad esempio [ehm.. se per convenienza dimentichiamo il VT!])? Se è onnisciente, come fa a conoscere emozioni come attesa, sorpresa, curiosità o speranza? Se lo è, (=>conosce già il suo destino), come fa ad essere libero e onnipotente? Se lo è (=>conosce già il nostro destino), noi siamo davvero liberi? Oppure è lui ad essere limitato dal nostro imprevedibile libero arbitrio? Se lo è (=> conosce già le nostre ‘scelte’), come può essere soddisfatto o deluso da noi? Anzi, che ci ha creato a fare? .. Se un essere con qualcuna di queste belle qualità esistesse sarebbe veramente un fico (magari un po’ annoiato, ma fico), ma un essere con *tutte* queste qualità che insieme si oppongono non può esistere, come non può esistere un quadrato anche tondo! Un essere ‘perfetto’ può esistere solo nella fantasia, il solo posto in cui possiamo immaginare anche gli Altibassi, quel popolo di ventenni di settant’anni tutti molto alti e bassissimi, con grossi nasi piccoli piccoli.. :-)) In realtà, perfezione è un termine indefinibile: poiché non l’abbiamo mai osservata in natura, ce ne facciamo un concetto a nostra misura, migliorando per astrazione e sintesi pezzi della nostra esperienza. Un’abilità tutta umana, da cui nasce l’arte, la filosofia, la matematica, ma che lasciata vagabondare da sola costruisce simboli privi di senso reale, magnifiche chimere senza peso. L’idea cristiana di Dio è incoerente con sé stessa, quindi resta un’idea. Il passo successivo – che poteva essere cercare prove di esistenza – si rivela già inutile. A meno che.. A meno che non si ammette che Dio può essere incoerente, non limitato dalla logica, illogico. Allora sì che potrebbe esistere, però.. potrebbe essere tutto e il contrario di tutto! Allora potrebbe esistere *qualsiasi* essere illogico che immaginiamo! Non se ne potrebbe mai dare descrizione certa, sciocchezze e fantasie farebbero brodo, ognuno cercherebbe la sua e non capirebbe quella dell’altro. Perché, se si salta fuori dalla logica, tutto diventa possibile: anche che 1=3, che un dio si infili in un disco di pane, e che il mio orologio sappia giocare a tennis. ?? A molti cristiani piace affermare che la ragione non è in contrasto con la fede, anzi la sostiene. Ma come si possono conciliare? Se ci fossero ragioni logiche, razionali, naturali sul tema, non solo non gli sarebbe più necessaria la fede, ma non si lo chiamerebbe più.. soprannaturale! Diventa chiaro come la neve quindi, che le due sono quanto mai lontane: davanti a tanti misteri la ragione si fa prudente e indaga come può, la fede prosegue da sola di gran passo, la sorpassa e se ne va senza voltarsi, nemmeno a salutare. La scusa ufficiale è che la dottrina è solo definita meglio, in sostanziale ‘continuità’. Giusto, è la fede che si deve adattare alla ragione e alla sensibilità, perché esse – appunto – non la sostengono.. ma questo continuo cambiare dal passato fa a pugni con le idee di ‘immutabilità’, ‘assoluto’ e ‘ispirazione divina’. Come si può sostenere l’uno e le altre insieme? Eppure c’è chi lo fa.. Non tutti, in verità: alcuni – più coerenti ma distanti dalla realtà – negano che la dottrina debba cambiare, e restano a prima del Concilio Vaticano II, o anche solo alla bibbia. Ma in entrambi i casi si da precedenza alla fede, e si chiede alla realtà di piegarvisi. Quando accade, le ragioni della ragione hanno meno valore, la logica sfugge alle regole, la scienza rinnega sé stessa, e il cuore, eh, si adatta e si inchina al nuovo senso che si da alle parole. «Ma il mio Dio è Ragione, dunque la mia fede non può non essere razionale!». Uhmm.. Dire, semplicemente dire, a parole, che dio=ragione, non implica che sia vero. La teologia e la scienza, fede e ragione, di sicuro desiderano e puntano entrambe alla verità. Ma ciascuna ha la sua. Nel capire, la prima procede per dogmi e affermazioni non provate, certezze ‘assolute’, ispirazioni mistiche, rivelazioni infallibili, libri sacri, giustificazioni al rovescio, storie misteriose, sopra-naturale, singole esperienze, interpretazioni personali, deduzioni spicce, emozioni, buffe razionalizzazioni e non di rado con errori logici e pregiudizi. L’altra no. Lei, l’opposto. La fede non risponde a nessuna domanda. Ingegnosamente improvvisa. Senza prove, robe come dio, anima, aldilà, finalità, verità assoluta, rivelazioni resurrezioni e reincarnazioni, razionalmente le si può mettere al limite fra le ipotesi da verificare. Come fa la scienza. Come non fa la religione. La prima non ne esclude nessuna, e cerca la verità. La seconda le crea e si fissa su di esse, senza più tendere alla verità. Ma presupporle è arbitrario, necessarie non sono, e dirle vere perché la scienza non ne sa ancora nulla è un errore di ragionamento in sé stesso. Sintesi e scioglimento: i ragionamenti proposti per fede partono da assunti inconsistenti, quindi gli argomenti a favore sono falsi, ergo le conclusioni non reggono. Ça suffit. Non mi sentirai dire che la ragione è in assoluto il modo migliore sempre. Deificare la scienza non è.. scientifico! È solo il metodo più affidabile, al momento, per indagare e capire la realtà, e offrire il massimo grado possibile di sicurezza sull’esistenza e il funzionamento delle cose. Il ‘massimo grado’, perché la ricerca è progressiva! È un continuo esplorare, mettere in dubbio, accertare, perfezionare! L’esperienza ci insegna che una scoperta tira l’altra, e che potremmo sbagliarci completamente.. C’è così tanto da capire! A noi sta – con coraggio, decisione e giusta modestia – di fare del nostro meglio. La certezza assoluta in scienza non esiste, esiste un costante affinamento della conoscenza. «E gli assiomi?». È vero che la scienza parte dagli assiomi, anch’essi dei presupposti non provati.. ma assioma e dogma non sono la affatto stessa cosa: l’assioma è una premessa *convenzionale*, oppure attualmente auto-evidente - come il principio di non contraddizione - di cui si *ipotizza* la verità per ricavare teorie funzionali, coerenti, capaci di previsioni e verificabili sperimentalmente. Si può benissimo cambiare o aggiungere (formulando così teorie nuove), e pure scartare all’istante se fosse contraddetto dall’esperienza. L’assioma è un punto di partenza che consente conoscenza, derivato e sottomesso ai fenomeni, valido solo finché li spiega bene, e sempre sotto esame. È anche semplice, preciso, osservabile, congruo e necessario, in un gruppo di pochi, ben scelti, essenziali e sufficienti. Chiara la differenza, no? Non è esagerato dire, dunque, che usare la fede è.. non razionale, irrazionale. Intendiamoci! Non vuol dire essere stupidi, svaniti o polli. Chi crede possiede certo intelligenza e cultura anche grandi, le usa e ci tiene a farlo in tutti gli altri campi, con tutte le altre religioni, e persino su parti meno centrali della sua dottrina. Sui fondamenti invece ha certo le sue ragioni, ma non.. secondo ragione. In quel momento ha abbandonato la strada di una cauta, rigorosa e profonda ricerca, per la scorciatoia sentimentale, ma piripinda, del mistero ‘soprannaturale’. Allora: fede e ragione sono campi distinti, non si mischiano, non si aiutano, non dipendono l’una dall’altra, sui temi comuni competono, ma possono certamente convivere, a patto di non imporsi l’una all’altra. A ciascuno la sua scelta su quello che ritiene essere il metodo più affidabile per la ricerca del vero. * Se esiste, se c’è un piano divino, perché Dio non ce lo dice chiaro? Forse rimane nell’ombra perché ‘ci lascia liberi di scegliere’.. Eh? E come facciamo a scegliere un’ombra? 1) Dio è (creduto) onnisciente, e conoscere tutto di noi, anche il futuro. Se così fosse, inevitabilmente noi non siamo mai stati liberi. Ne abbiamo l’impressione, ma per lui siamo bamboline. Bene, se questa è la scelta che offre il dio cristiano, che se ne stia del tutto fuori dalle scatole. E.. Dèi, Atlantidèi, Fatine dei denti, Extraterrestri, Agenti Smith, .. Il silenzio di tutti questi esseri invisibili non è prova che esistano né che ci guidino, e una ‘azione non firmata’ resta al massimo un fenomeno dalle cause ancora da chiarire. Quindi, vediamo: è dimostrato che Dio esiste? Come vedi gli argomenti a favore riportati sopra? E i rispettivi contro-argomenti? Conosci altre prove, le hai esaminate? Sono sufficienti, o forse indizi, o solo aria calda? Di quale dio, cmq, di preciso? Se un fatto ha cause ancora sconosciute, convincersi che è stato dio è Verità o Interpretazione? Tu che ne pensi? Non ‘credere’ e basta, ragiona con la tua testa, e il cuore al sicuro dalla stretta indelicata di alcuni: magari arrivi lo stesso a un certo dio, magari invece te ne libererai del tutto, in ogni caso sarà per tua libera scelta e non per imposizione, sarà perché ti senti soddisfatto/a della tua ricerca e non per aver creduto alla cieca. Meglio, così, giusto? [1] Sulla Teoria dell’Evoluzione girano dei malintesi, classici esempi di ‘logica apparente’. Tipo: «È come se un jet si assemblasse per caso in un tornado!» –> Per niente: il ‘caso’ è solo una delle condizioni necessarie. Le altre sono: riproduzione (e un jet non si riproduce), molto molto tempo (altro che un tornado), biocompatibilità delle parti (quelle di un jet sono pezzi inerti), mutazione e selezione naturale (e un jet non vi è sottoposto!). Quest’ultima, non è affatto casuale. In ogni generazione, una specie subisce minuscoli cambiamenti: quelli funzionali la rendono più capace di sopravvivere, cioè più adatta all’ambiente e abile in certe cose, e dunque prevarranno sugli altri. Nell’arco di milioni di anni la specie si sarà evoluta, sarà più completa e complessa, molto diversa da prima, o nuova. Tags:Altre religioni, Catechismo, Cristianesimo, Dio, Dogmi e pregiudizi, Libero Pensiero, Logica e scienza, Propaganda, Scetticismo, Storia, Verita
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15
10
2007
Cos’è Anticatechismo.it? Il manifesto e le faqAnticatechismo.it, dedicato ai giovani e aperto a tutti, nasce per ospitare ‘Il Piccolo Ateo’, mio libero adattamento del libretto di Calogero Martorana, cui va il merito di aver realizzato per primo nell’universo (credo) un anti-catechismo per giovanissimi (età scuole medie). Tags:Agnosticismo, Ateismo, Bibbia, Catechismo, Chiesa Cattolica, Comunicazione efficace e TdC, Condizionamento, Crescita interiore, Dio, Diritti umani, Educazione, Etica, Felicita, Libero Pensiero, Miglioramento personale, Nonviolenza, Propaganda, Storia, Teologia, Umanesimo, Verita
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12
10
2007
Un viaggio lungo un click. Altri luoghi (in Rete) molto, molto interessanti!Finalmente anche qui la pagina dei links! Gli amici, i siti interessanti e utili.. Internet, che gran cosa!* ..E l’elenco crescerà nel tempo (anche grazie alle vostre segnalazioni).
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