Preavviso! La lettura del sito può avere effetti frizzanti sulla fede.. Sono ateo e qui scrivo di umanesimo, quindi anche di religione e dei difetti che ci trovo. Se l'idea ora non ti va, fa' a meno.
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FAQ / 3: il Bene, il rispetto e la manipolazione

Autore Morgan

› Indice › FAQ 1 › FAQ 2 › FAQ 3 › FAQ 4 › FAQ 5

  1. Cos’è la manipolazione?
  2. Che diamine sono i Trucchi della Comunicazione?
  3. Non pensi di aver scoperto l’acqua calda con i TdC?
  4. Capire, capire.. non c’è una punta di arroganza in tutto questo?
  5. Ho ancora l’impressione che tu vuoi solo distruggere. È così?
  6. E va bene, però ce l’hai proprio con la religione.. Si può sapere perché?
  7. Qual’è il tuo ideale di Bene?
  8. Un po’ utopico, non trovi?
  9. Mica stiamo poi tanto male, in fondo?!
  10. Andrè, non la fai troppo facile?
  11. In tanta razionalità, non dimentichi i sentimenti?
  12. Perché forzi le persone su una strada che non è la loro?
  13. Non credi che ciascuno debba farcela da solo?
  14. Non è forse *vile* rivolgersi direttamente ai più giovani?

Cos’è la manipolazione?

Letteralmente, significa ‘dare forma con le proprie mani’. Si manipola del pongo, ad esempio. E, con la stessa abilità, alcuni manipolano le altre persone, cambiando la forma dei loro pensieri e sentimenti.

Ti pare esagerato? Ma vedi, non dovresti pensarla così, perché ormai tutti lo sanno, e saresti sciocco se proprio tu non lo accettassi. Allora, vuoi fare una figuraccia?..Sto-op! Come stai? Non ti sei sentito/a un pizzico forzato/a a cambiare idea? Se è così, ti chiedo scusa: ho usato apposta queste frasi per un esempio pratico di cosa vuol dire manipolare. Quello che ho detto voleva spingerti a cambiare idea non mostrandoti i pro e i contro e lasciando scegliere te, ma forzandoti a decidere quello che volevo io, non per la bontà dell’idea, ma per evitare di sentirsi fuori dal gruppo (spiacevole) o poco intelligenti (falso). Ho usato una specie di minaccia, nascosta e sottile, sperando di confonderti e farti ‘scappare’ dalla mia parte. Manipolare una persona vuol dire portarla a pensare e a provare sentimenti che normalmente non avrebbe provato, e si distingue dal ‘lavaggio del cervello’ perché quest’ultimo non nasconde la sua forza, mentre la manipolazione è strisciante, vaga, sembra che non c’è. Io prima, per esempio, sembrava che parlassi per il tuo bene, non è vero? E questa è la sua arma migliore: ormai la violenza esplicita la sappiamo vedere e la rifiutiamo, mentre quella psicologica ci lascia confusi senza quasi lasciare tracce. È quel ‘quasi’ che la fregherà.

Che diamine sono i Trucchi della Comunicazione?

Quei modi di parlare che aggiungono un significato alle parole. Esempio: se dico ‘Bravo!’, è un conto, se dico ‘Ma braaaavo, che sei!’ è tutto un altro, no? Nel primo caso stò dicendo a qualcuno che lo apprezzo, nel secondo lo prendo in giro.. La parola è la stessa, è il tono che è cambiato. Il tono è un Trucco della Comunicazione, che qui chiameremo TdC. Ti è mai capitato di sentire quel tono, e poi la persona che si giustifica: ‘Perché, che ho detto, gli ho detto bravo!’.. In effetti è vero, ma ha anche usato un tono ironico per dirgli ‘hai toppato, scemo!’. Su questa ambiguità dei significati è giocata molta parte della comunicazione di ogni giorno, con la forza di TdC più o meno evidenti. Questi trucchi, che possono avere un fine positivo (e piacere) o negativo (e manipolare), hanno molto effetto su di noi: sopratutto sulle nostre emozioni, perché la nostra parte cosciente non li riconosce ancora, e li salta. Conoscerli - ri-conoscerli - vuol dire capire più facilmente cosa una persona dice, e se per caso ha secondi fini verso i quali nascostamente ci spinge.

Una delle 2 aree principali del sito è *dedicata* ai TdC, per spiegarli e capirli. Si chiama.. › lo Scudo galattico

Non pensi di aver scoperto l’acqua calda con i TdC?

No, non credo che siano tanto conosciuti, e la prova sta nel fatto che sono ancora molto usati senza che se ne parli. Finché qualcuno li subisce, sarà utile descriverglieli. Conoscendoli, potrà fermarsi e dire ‘Oé, perché mi fai così?’. E piano piano il nostro modo di parlare sarà più schietto e diretto, ci capiremo tutti meglio, sapremo spiegarci e far stare bene con le nostre parole!

Capire, capire.. non c’è una punta di arroganza in tutto questo?

Non mi pare arrogante, mi pare furbo.

Xfg-qa! Sen bay farrghamoot cu-cù!

Vedi, capire è importante! Importante perché è utile.. Già è difficile così, azzeccarci per fede è come vincere alla lotteria! In fondo anche i credenti vogliono capire, è naturale, con la differenza che loro pensano di avere già capito tutto.. Sai dov’è l’arroganza per me? Nel fastidio di quelli che vorrebbero non ci facessimo mai domande..

Ho ancora l’impressione che tu vuoi solo distruggere. È così?

Non voglio distruggere. No-o. Voglio costruire.
Torna spesso questa domanda/accusa, ma decisamente a sproposito. E io rispondo: non è questo il caso!
Imparare dall’esperienza è una buona cosa, *serve* a non commettere gli stessi errori oggi e nel futuro. Parlare male di uno zeus, ad esempio, non ci fa più né caldo né freddo, sappiamo che è mitologia.. Sono spinto ad usare solo gli strumenti migliori per costruire benessere, e per questo occorre una selezione: alcuni, vecchi e arrugginiti, non aiutano più. E continuare ad usarli non solo limita i risultati, ma è causa di infortuni. Per costruire, occorre prima liberarsi delle brutte abitudini, e cominciare ad usare gli strumenti più adatti! Magari alcuni vanno solo riparati (ad esempio separando la spiritualità da dogmi e gerarchie-pigliatutto), altri invece proprio sostituiti.. ma non sarà possibile finché li considereremo degli ottimi strumenti. Finché - nonostante i risultati - li si magnifica.
Paura della pubblicità comparativa?

E va bene, però ce l’hai proprio con la religione.. Si può sapere perché?

Oh sì, ecco un altro degli argomenti preferiti da molti. Capisco che questo è speciale, essere ‘contro la religione’ è spesso visto come una malvagità, un’ingiustizia, un atto immorale e orribile persino da quelli che credono poco.
Prima di tutto: agire bene o male è una capacità e una scelta umana.
Religiosi di *ogni* credo, umani appunto, hanno definito alcune regole interessanti (e altre meno), ma con loro anche filosofi, intellettuali, politici, e mille brave persone, ogni giorno, da sempre. La religione non fonda la morale né detiene alcun primato o esclusiva su di essa. Mi pare evidente, no?
Secondo, io non sono ‘contro la religione’ tutta, né contro una categoria di persone, ma per la felicità nella coscienza, la libertà, il rispetto reciproco.
In generale, non mi alzo la mattina per litigare. Ognuno può pensarla come vuole, e anzi discutere su dio è spesso stimolante. Inoltre un sacco di persone in gamba sono credenti. Quello che non tollero, e contro cui mi metto, è l’indottrinamento puro, la manipolazione delle nostre coscienze. Perché questo, limitando la capacità di pensare e confondendo i sentimenti dentro di noi, ci rende meno felici di quanto, da liberi, possiamo essere. E questo da ovunque arrivi: manipolare, mentire, corrompere, fare i propri interessi non è un’esclusiva di una religione. Sono contro chi ci mente e deruba, cose ben distinte dalla semplice spiritualità.

Qual’è il tuo ideale di Bene?

Il massimo bene per tutti. Cos’è il ‘massimo bene’? Felicità+consapevolezza. Definisci ‘felicità’? Mettici quello che vuoi, il limite è solo non rompersi le palle a vicenda (Rispetto Reciproco), per il resto.. vai!!!

Un po’ utopico, non trovi?

Utopia è per definizione un progetto bello, anche molto bello, ma irrealizzabile. È questo il caso? Non mi pare! Come minimo possiamo puntare a migliorare la nostra vita, se non proprio a vivere bene, a essere un pizzico più felici. In concreto eh, mica forse un giorno! Chi ha detto che dev’essere così com’è ora, che sempre sarà così? Forse l’Essere Umano non ha mai dimostrato di poter migliorare? Il nostro progresso è un fatto, e diamogliela una spintarella! Forse che non piacerebbe a ognuno di noi vivere meglio, anche un po’ meglio? Ognuno a suo modo, visto che esistono mille felicità.. Noi possiamo fare alcuni dei cambiamenti che servono, quelli urgenti, e incominciare quelli più importanti.. Dopo di noi anche i nostri figli potranno goderne, e a loro spetterà di continuare l’opera, magari.. Il punto è: è importante? Perché se è importante, dobbiamo capire che il mondo va avanti comunque, che cambiamo le cose o meno. Siamo abbastanza creativi, abbastanza intelligenti, abbastanza bravi, volendo abbastanza sensibili, o almeno abbastanza furbi, per cambiare le cose in meglio, non oggi, non domani, ma un po’ oggi e un po’ domani. Il futuro ce lo troveremo fra i piedi. Come vogliamo arrivarci? Dipende da noi.

Mica stiamo poi tanto male, in fondo?!

Dici? Senza entrare nei particolari, ti faccio un esempio di come la vedo: l’Essere Umano può essere felicissimo (diciamo 10) o stare malissimo (-10). In mezzo, una posizione di stasi insìpida. Non stiamo malissimo, ma neanche troppo bene. Un tempo stavamo a -9, armati di bastone difendevamo i figli contro animali selvaggi. Rispetto ad allora, stiamo mooolto meglio, no? Sì, ma nella scala fino al +10 siamo ancora a malapena al centro, galleggiamo fra il -2 e il +2.. Non solo dobbiamo ancora arrivare tutti allo zero (= non stare male), ma possiamo anche salire fino in cima (= stare bene!)! Magari proprio in cima no, ma molto più in alto di sicuro. Perché, ti risulta che sfruttiamo abbastanza la nostra mente? La nostra memoria? La nostra creatività? Che sappiamo parlarci per non farci stare male? E per farci stare bene? Ti risulta che il benessere economico è già di tutti? Che un’ottima salute è di tutti? Ti risulta che pensiamo ai nostri figli come a Persone? Quanti di noi si sentono *realizzati*, e intendo completamente? ..Uuh, se ne abbiamo da fare! Poi, se uno sta già piuttosto bene, bene! A me non basta: voglio anche gli altri a bordo.

Andrè, non la fai troppo facile?

Al contrario. Sarà più difficile di quanto immaginiamo. Difficile, ma non impossibile. Un miliardo di problemi. Ci vorranno 100, 1000 anni? Barabak!! Sarà meglio muoversi!

In tanta razionalità, non si dimenticano i sentimenti?

È possibile, e neanche raro. Ma io adoro i sentimenti e le emozioni, e penso siano fondamentali. Quando si parla di ‘benessere’ per l’Uomo, si parla di loro! Per questo ho l’abitudine di ascoltare il mio stato d’animo, e di restare in contatto con le emozioni delle persone che sento vicine.. Non che ci riesca sempre, non ancora.
Quando non eccede, la ragione ha un vantaggio straordinario: quello di riuscire a fare chiarezza nel turbinio dei sentimenti, chiamarli col loro nome e guardarli, senza vergogna e senza nasconderli, come spesso capita di fare. La manipolazione, invece, obbligando la persona a subìre una dottrina senza potersi ribellare, insegna a non riconoscere i propri sentimenti, a essere contenti nonostante tutto, confonde e reprime! Ad esempio, quanto può essere lontana dagli Esseri Umani una dottrina che spinge a compiacere un dio? È un luogo comune che la fede, quando è obbligo, ricorda i sentimenti. Nemmeno la ragione, se è usata in modo freddo e distaccato: meglio usare fede e ragione in armonia con le emozioni!

Perché forzi le persone su una strada che non è la loro?

Domanda trucco, fatta in realtà di due: forzi le persone? Perché?
La seconda, ovviamente, ha senso solo se la prima è vera, e non lo è. Vediamo:

Forzi le persone?
Ci mancherebbe!
È senz’altro un grosso pericolo, in certi casi fatale per l’anima.. Il termine degli strizzacervelli è forzare l’insight, cioè il guardarsi dentro a forza, per colpa di altri, non al momento giusto per la persona.
Però non vedo un collegamento con Anticatechismo. Mi pare equo dire che il sito per come è fatto non manipola le persone, non le forza affatto nel loro percorso, non impedisce di credere..
Ciò non toglie che possa accadere, una rivoluzione interiore del genere, ma se il lettore è arrivato lì, ha letto le varie intro morbide, ha fatto click per entrare nel Piccolo ateo, ha cominciato a leggere, ha finito di leggere.. Che dire, mi pare che *intendesse* approfondire, secondo i suoi tempi, per sua decisione!
Se facessero una conferenza in un hotel, e una persona ci va, entra, si siede e ascolta tutto.. poi non può alzarsi e dire ‘È tutto vero,ora grazie a voi perdo la fede, bast*rdi!’. :-)
Sinceramente io non mi sento di forzare nessuno. L’ingresso è libero, ci sono avvisi all’entrata, poi all’interno ci sono argomenti scottanti in un linguaggio sereno, se vuoi leggi, se vuoi pensi.

Non credi che ciascuno debba farcela da solo?

Sì!
Un attimo, voglio fare una distinzione: arrivarci da soli vuol dire ‘al termine (o meglio: in un punto) di un proprio personale cammino in cui si è scelto (il più) liberamente possibile’. Giusto?
Ma vuol dire anche ‘senza qualsivoglia aiuto, senza interventi o contatti dall’esterno’, no?
Ecco, è necessario distinguere perché il primo caso è senz’altro desiderabile anche per me. Il secondo affatto!
Come dire: ad imparare ad andare in bicicletta e a camminare si deve imparare da soli, senza un cane che, amorevolmente ma morbidamente ti sostenga se serve. Un aiuto necessario in misura sempre maggiore, quando si tratta di imparare una certa cultura, a fare sesso bene, a aggiustare auto e trapiantare cuori, e persino a creare un quadro, un libro, una statua..
Ci sono delle regole che vanno conosciute, per usarle se sono utili! O infrangerle quando non lo sono più.
Si chiama far tesoro dell’esperienza del passato, ricorrere a un esperto, ascoltare un maestro, discutere a più voci.. per poi decidere da sé!

Davvero dovremmo crescere ‘da soli’, cioè senza elaborare (questo, da soli) benèfici input dalle moltissime fonti positive intorno a noi? Neanche per sogno! Sarebbe sciocco sprecare l’esperienza, i dolori e il piacere di chi ci è già passato e può dirci secondo lui com’è.
Io sento di essere stato fortunato a crescere un po’ più libero. Ora io non voglio lasciare alla capricciosa fortuna la possiblità per molti di cambiare in meglio, se possiamo *fare in modo*che ciò avvenga.
A uno non interessa? Non legge! Invece interessa? C’è!

Certe cose vanno dette, le persone invece *devono* sapere! Sapendo, uno poi decide. Ma prima deve conoscere la situazione, capire le regole, imparare a scegliere, sapere tanto costruire quanto difendersi.
Senz’altro, nei dovuti modi ed entro i loro tempi, per quanto possibile. E senza togliere il gusto della scoperta, certo fermandosi un attimo prima..
Io la ritengo una responsabilità di chi ‘sa’, fare in modo di diffondere notizie importanti e il proprio punto di vista (nota bene: non la V-erità confezionata)..
Senza imporlo, ma che sia a disposizione!

In effetti, c’è chi con questa domanda intende che.. i cattolici possano parlare di dio ai loro bambini e chiedere la fede, ma atei e scettici non possano far loro sapere come la pensano, e questo lo chiamerebbero ‘farcela da soli’.. che ipocrisia!

Non è forse *vile* rivolgersi direttamente ai più giovani?

Dipende come.
Offrire loro più informazioni e nuove, invogliarli alla riflessione e la discussione.. insegnare i rudimenti del pensiero critico, considerarli degni di rispetto e capaci di capire, favorire scelte consapevoli.. senza alcun secondo fine nascosto, gratis e senza imporre niente.. penso sia molto onorevole.

Al contrario: vile è crescere i più piccoli all’ombra di dogmi, addormentando i loro sensi e impedendo alla ragione di maturare e alla vista di svilupparsi liberamente. *Questo* è vile: approfittarsi di un bambino che *non* sa, crescendolo *senza* che possa più capire.

Parlare ai più giovani è doveroso, nei modi giusti e assecondando i loro tempi. Portandoli davanti a una scelta, dopo avergli insegnato a scegliere.

Last updated: 1 Nov 2007  |  Post2PDF  |  Stampa Stampa   |  [Torna su]
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