Preavviso! La lettura del sito può avere effetti frizzanti sulla fede.. Sono ateo e qui scrivo di umanesimo, quindi anche di religione e dei difetti che ci trovo. Se l'idea ora non ti va, fa' a meno.
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FAQ / 4: fede, ateismo e moralità

Autore Morgan

› Indice › FAQ 1 › FAQ 2 › FAQ 3 › FAQ 4 › FAQ 5

  1. Mi aiuti a capire cos’è l’ateismo?
  2. Ma allora anche il tuo è un catechismo?!
  3. Perché dovrei scegliere l’ateismo?
  4. Credi in un dio, o degli dèi?
  5. Nella Bibbia c’è la Verità: te la sei letta?
  6. L’ateismo è una religione?
  7. Siccome ci credi, l’ateismo è la tua fede, dico bene?
  8. Allora hai fede nelle leggi scientifiche?
  9. Sarà come dici, ma allora vedi che hai fede nella ragione?
  10. La ragione è il tuo Dio?
  11. Ma perché, perché non accetti la fede come modo di capire il mondo?
  12. Che c’entrano le bugie con Dio?
  13. Chi è ateo è immorale. È poi vero?
  14. Ma l’ateismo non è la causa di tutti i mali?
  15. Perché 1 ateo dovrebbe sentirsi spinto ad agire moralmente?
  16. Sei un satanista?
  17. Si può sapere perché hai paura di Dio?
  18. Si può sapere perché ce l’hai su con Dio?
  19. Viviamo tempi infelici: perché distruggere dei buoni ideali?
  20. Perché critichi la Chiesa Cattolica?
  21. Critichi solo la Chiesa Cattolica?
  22. Non ti pare di offendere i credenti?
  23. Non ti pare di offendere la maggior parte della gente?
  24. Che opinione hai del credente che si impegna per gli altri?
  25. Cosa pensi che ti accadrà quando morirai?

Mi aiuti a capire cos’è l’ateismo?

Sì! In greco, ‘a-theòs’ vuol dire ‘senza dio’. L’ateismo, quindi, è la filosofia di chi nega l’esistenza di divinità. Poi ci sono un buon numero di definizioni particolari (forse una per ogni ateo!).. Io non credo che dio esista per assenza di prove sulla sua esistenza, e mi rifiuto di pensare che una fantasia (=idea, elemento immaginario) sia anche una realtà. Però, se dovessero saltare fuori delle prove, sono pronto a cambiare idea (beh, sarei un fesso a non farlo, a quel punto!).

È curioso notare che anche i credenti sono.. atei! Sì! Ad esempio i cattolici sono atei rispetto a Krishna, Thot, Mitra, Madre Terra.. tutti gli dèi delle altre religioni, presenti, passate o possibili! Non credono a nessun dio.. tranne il loro, quindi la differenza con me è.. minima! :-)) Visto che credono senza prove, sarebbe interessante scoprire come ciascun credente ha scelto il suo dio, e non un altro.. In ogni caso, il termine ‘ateo’, o ‘non-credente’, è poco adatto. Non ha senso denotare uno come ‘non credente nell’idea di un altro’. È come se dire ‘Uuuh, guarda questo colore! Non è rosso, non è blu, non è beige, non è seppia, non è rosa antico, non è verde scuro, non è..’ e dillo che è giallo!! Che poi sembra che uno non crede a una cosa che esiste! Semmai è il contrario: io sono scettico, gli altri non-scettici.

Ma allora anche il tuo è un catechismo?

No. La mia è una opinione, non la Verità. Ne propongo una, non ne inculco nessuna, insegno a riflettere su tutte. Se uno arriva all’ateismo sarà per sua scelta, da persona libera di scegliere, e capace di farlo.

Perché dovrei scegliere l’ateismo?

Perché, se c’è differenza fra realtà e fantasia, l’ateismo è la posizione più vicina al reale. È importante scegliere una visione vicina al reale? Sì, se non vogliamo affidarci a una delle infinite possibilità che ci offre la nostra straordinaria capacità di immaginare: conigli tra il viola e l’azzurro, draghi parlanti, maghetti puffolosi, superman, l’email che se la spedisci a 4 amici diventi ricchissimo, un dio onnipotente.. Anche per i credenti la verità è importante, ma sembrano fare un distinzione tra il Vero e il reale. L’Ateismo è flessibile, aperto al cambiamento, e per definizione senza dogmi campati in aria..

Credi in un dio, o degli dèi?

Certo! Credo nel Dio-Treno. Il Dio-Treno ha tante piccole ali che lo spingono di stazione in stazione! Come dici? Non hai mai visto un treno con le ali? Eh, perché le sbatte molto velocemente! Ma ho fede che abbia le ali, e che sia il creatore del’universo. Vuoi delle prove?? Eh no, devi solo crederci, abbandonarti a Lui con tutto te stesso/a.. Non sei convinto? Taci, ateo bestemmiatore!.. Ok, era un esempio di fantasia. Se credo in un dio? Al momento no, non credo in un dio, tantomeno in molti. Non posso dire che non esistano in qualche forma, solo che ancora non ne ho le prove. Dunque mi comporto come se non esistessero. Sono invece certo che il dio della religione cattolica non esista, nella forma in cui ce lo raccontano, per le evidenti scorrettezze della bibbia, un libro la cui produzione nulla ha a che fare con l’ispirazione divina.

Nella Bibbia c’è la Verità: te la sei letta?

In effetti è vero, la bibbia contiene la verità. Leggerla bene è il modo più rapido per perdere la fede..
Io non l’ho letta tutta. Ho letto la maggior parte dei passi salienti del vecchio e nuovo testamento, insieme a libri e articoli per un buon confronto. Mentre questo può sembrare insufficiente a capire il messaggio cristiano - ma in fondo è più di quanto il battezzato medio leggerà mai - mi è bastato per coglierne l’essenza: un volumone di vecchi miti riveduti e fatti non provati, pieno di crimini divini indicibili (seppure di fantasia) e una brutta morale che insegna ad accettare la sofferenza. Un’opera umana malferma che vuole spacciarsi per divina.. È come iniziare a leggere un grosso romanzo: sei tutto ben disposto ma arrivare a metà è più che sufficiente per capire se ne vale la pena.. a meno che non ci si ostini a credere, nel qual caso, già si è convinti prima di leggere e a prescindere dal contenuto. Sai, se ti piace l’autore.. :0)
Altri testi sacri? Ancora no. Il punto è che, se i bei princìpi ispirano sempre, raccontarli per mezzo di dèi e improbabili eventi fantastici spacciandoli per reali è più tipico di una favola. Io faccio le dovute differenze. E resto aperto all’esperienza spirituale e magica, purché non sia il classico paravento per un business.

L’ateismo è una religione?

No. L’ateismo non prevede l’esistenza di dèi, né un culto a loro dedicato. Non accetta verità dogmatiche, non ha vicecapi infallibili e non pratica cerimonie magiche (battesimi lavapeccato, ingestione di dèi, ..).

Siccome ci credi, l’ateismo è la tua fede, dico bene?

No. L’ateismo è una conseguenza di quello che ho capito del mondo, e sono disponibilissimo a cambiare idea (ad esempio, se domani saltasse finalmente fuori un dio.. un qualsiasi dio). La fede presuppone il credere senza discussioni a un’idea astratta. Ma il mondo è concreto e mezzo sconosciuto, io scelgo di farmi appena un’opinione..

Allora hai fede nelle leggi scientifiche?

No, sono opinioni anch’esse, valide fino a prova contraria. La scienza non ha dogmi, adegua sé stessa alla realtà. Questo è molto importante: la scienza non scambia i risultati parziali, delle sue ricerche parziali, di un periodo parziale, per leggi eterne, universali, immutabili.. La disponibilità a capire meglio e a cambiare le idee con altre più valide è un punto fermo dello scienziato serio. Non avendo ancora esplorato tutto l’universo, questa è l’unica cosa che mi trattiene dall’affermare che dio non esiste. E che dovrebbe allo stesso modo invogliare un credente a dire “Forse c’è un’altra spiegazione alle mie domande”.
Le leggi scientifiche sono corroborate da prove, le affermazioni di fede no. Dove la scienza non arriva fa ipotesi, dove la religione non arriva scolpisce certezze..
Sarà come dici, ma allora vedi che hai fede nella ragione?

Sì. La ragione è una capacità umana di base, che comincia il primo attimo in cui abbiamo coscienza di noi stessi, e cominciamo ad esplorare il mondo. Senza, vivremmo senza accorgerci di vivere, e faremmo cose senza accorgerci di farle. In questo non c’è fede, uso la ragione e basta, spontaneamente. È come la vita, me la ritrovo e basta! Ma la ragione è solo uno dei modi di conoscere il mondo! Se decido di continuare ad usarla è perché mi pare il modo migliore, posso accorgermi delle cose, cucinare, parlare, volare, curarmi, e senza tirare a caso! Proprio non so rinunciarci. Però la mia è un’opinione, dunque non è Verità definitiva.. in questo la mia fede è più simile alla fiducia che a un dogma religioso. Mi si dirà che è una finta, perché comunque non la abbandonerei.. In effetti.. È che se ci penso credo non si possa non usare! Mi spiego: forse esistono altri modi di conoscere, e le regole della logica (ad esempio che una cosa non può essere insieme un’altra) e del metodo scientifico non saranno universali.. ma qualsiasi metodo io scelga dovrò accorgermene, dunque fare la differenza con prima, preferirlo in base a dei motivi, giusto? Appunto: e questo è un ragionamento! Nel momento in cui mi accorgo di quello che succede, sto usando la ragione..
Devo ancora rifletterci e forse, lo ammetto, non è così: comunque trovo divertente che come me pure i credenti si affidino alla ragione, al 99%, chessò vogliono il resto giusto, usano una cartina per trovare la strada, studiano per un mestiere, usano la crema solare studiata per proteggere la pelle, si lamentano delle tasse ingiuste e si difendono dalle truffe (cioè da qualcuno che gli vende fumo).. e per l’1% - patacrash! - dio. Dio: la fantasia da cui discende il reale!

La ragione è il tuo Dio?

Il paragone è sbagliato, così si comparano albicocche e bulloni.. Per come la vedo io, la ragione e la fede sono due metodi di esplorare il mondo. La prima arriva a delle leggi scientifiche, la seconda a Dio. Dire che la ragione è il mio dio, è come dire che la fede è il tuo dio! Ragione e fede = strumenti, leggi scientifiche e dio = risultati.

Ma perché, perché non accetti la fede come modo di capire il mondo?

Preferisco la ragione! La fede non mi da motivi di preferire questa o quell’altra credenza.. Sarebbe un caso, dipenderebbe solo da chi mi parla per primo.. Dio, Visnù, Giove, il Dio-Treno.. chi? E perché? E guarda che paradossalmente è *lo stesso* per i credenti di una religione: te li immagini a dirsi l’un l’altro “Hai letto il mio testo sacro? No-o? Ma guarda che è parola di Dio.. che è quella cosa che senti dentro di te! Come, non ti sembra vero? Tu ci ragioni troppo, devi avere fede!”.
Eppoi, guardiamoci in faccia: in un mondo in cui la regola è che una fantasia si può prendere per vera senza prove, ma sai che confusione!!! Magari uno ci prende, ma come farà a saperlo? Non basta solo crederci, per rendere reale una cosa del genere!!

Che c’entrano le bugie con Dio?

Che un dio esista, è un’affermazione e va provata. Non ci sono prove a supporto di questa idea, tantomeno nella forma di una specifica religione. Perciò rimane un’idea. Pretendere vera una idea senza prove è dire una bugia, per quanto bella sia. Costruirci sopra un solidissimo castello di dogmi e autorità non lo rende meno instabile e pronto a cadere! Se l’esperienza personale - che pare essere l’unica ‘prova’ buona - porta altri a credere, buon per loro. Tuttavia per sua natura l’esperienza interiore di una persona non vale necessariamente per altri, non è una prova oggettiva.. Oltretutto, mi chiedo (senza potermi dare risposta) quanto questa esperienza-prova non sia una semplice interpretazione dei fatti, una supposizione sulle cause di un evento dovuta alla formazione religiosa.. Di bugie abbiamo riempito la religione, ma per favore non chiediamo la fede - o il silenzio - a chi non vuole solo credere.

Chi è ateo è immorale. È poi vero?

No. non è mica automatico. Una persona può essere cattiva, e atea. Oppure credente. Dipende solo dalla persona. Il Dio delle religioni non esiste, per quanto ne sappiamo (crederci per fede non rende dio reale): perciò quando parliamo di morale, cioè dell’insieme di regole per un comportamento rispettoso e giusto, parliamo di morale *umana*, anche quando la attribuiamo a un dio. Comunque, nella storia ci sono stati criminali sia atei che credenti (mi spiace, molti più credenti di quanto si pensi! Per saperlo, se vogliamo fare a chi sbaglia.. Vedi la › 3a parte del Piccolo ateo). Così come persone splendide di fede o non credenti. Dunque non è questione di religione o ateismo, la fede non rende automaticamente buoni: conta se una persona decide di rispettare altre persone. E questo lo puoi fare da ateo, da cattolico, da ebreo, da induista, da pagano.. pensa: basta essere una Persona!

Ma l’ateismo nn è la causa di tutti i mali?

No, figuriamoci! L’ateo non è per forza un delinquente, come non lo è il religioso. Non per forza gli mancano valori profondi, legati alla vita e al bene per l’Essere Umano! Anzi. Questo sito ne è una prova.
E allora perché, potresti chiedere, i capi della Chiesa (ma anche tanti forti credenti) lo combattono come cosa ‘fra le più gravi’ oggi, fonte speciale di malvagità? Potrei risponderti che non lo hanno capito bene, ma sarebbe falso: la gerarchia cattolica è abbastanza intelligente da sapere che non è vera l’equazione ateismo=cattiveria. Solo che fà i suoi interessi accuratamente: cosa ne sarebbe di lei, dei suoi privilegi, del suo potere sulla gente, del suo denaro.. se si accettasse l’idea che l’Essere Umano non ha bisogno di un dio per essere una persona meravigliosa? Se si capisse che dio come ce lo raccontano non può esistere? Se si pretendesse di essere lasciati liberi di scegliere fin da piccoli? Se si cominciasse a pensare che la fede cieca come strumento per conoscere la verità non vale un fico secco? Cosa accadrebbe, se si osservasse che l’ateo (come il credente) è buono quando *sceglie* di esserlo? Pif, via tutti quei privilegi e poteri..
La realtà a volte fa male.. Uao, meglio condannarli tutti come malvagi e immorali, etichettarli come causa dei mali peggiori, come veicolo di bassezza interiore.. cambiando le carte in tavola come bari professionisti.
E di conseguenza fra molti credenti alla base c’è confusione su questo: sembra che ‘senza dio’ -il quale per essi è l’unica fonte di Bene - l’essere umano sia automaticamente malvagio.. penso sia spesso dovuta al fatto che da sempre si insegna loro a piazzare subito questa etichetta, tanto che poi non ci si pensa più..
Meglio fare un po’ di chiarezza. :-)

Perché 1 ateo dovrebbe sentirsi spinto ad agire moralmente e costruttivamente?

Costruttivamente, perché, essendo questa l’unica vita che abbiamo, vale molto la pena di spenderla alla grande, dando il meglio, realizzando il meglio, godendo e facendo godere delle meraviglie possibili le persone intorno a noi!
Moralmente, perché è bello e appagante farlo. L’ateo può scegliere il bene tanto quanto il credente.
Con questo non voglio dire che l’ateo *certamente* lo farà.. no. Come tutti, farà una scelta. Solo che non accetterà di farla per onorare un dio, o la sua legge.
Sulla base di cosa sceglierà, se manca un dio? Beh, come per tutti, conta come siamo, e di fondo, come siamo dipende dall’educazione ricevuta da piccolissimi, secondo me. È l’elemento portante:faremo le nostre scelte future soprattutto in base a come siamo cresciuti.

Quando si viene sù nel rispetto, e nessuno se l’è presa duramente con noi per i suoi problemi personali (parlo di adulti contro bambini), allora non si cova l’uovo marcio dell’odio contro le persone. Non si uccidono più le bionde in serie, non si tratta più male il vicino ma anzi si ha cura dei suoi sentimenti e del suo benessere, proprio come del nostro!
E questo vale per credenti e non credenti..
Ora, vuoi che questo sia per una forma di educazione (positiva, morbida e rispettosa, che non dirige né ammaestra, ma che in quanto c’è in qualche modo regola e sospinge), vuoi perché l’Essere Umano è cattivo solo *per reazione* (o, più raramente, per malattia reale: devo ancora trovare una persona dal’infanzia serena che sia cattiva per il gusto di esserlo) per cui tolta l’*azione* subita quella scompare, fatto sta che accade così: un bambino apprezzato come Persona, rispettato nei sentimenti e nelle esigenze, al quale si sia insegnato a realizzare sé stesso come una cosa legittima e onorevole e a non subire l’autorità come perfetta e al di sopra di giudizio, sarà spessissimo una persona adulta libera e capace, che ama il mondo intorno e desidera il meglio per sé e per gli altri.. la vedo come una tendenza ‘naturale’..
Ancora oggi invece, si ha più paura dell’Uomo che fiducia in lui. E allora si preferisce costringere a fare il bene (ma il bene di chi?) invece che insegnarlo, controllare invece che viverlo, confondere con un’autorità esterna piuttosto che cogliere il desiderio di rispetto di ognuno, osannare un dio invece che onorare noi stessi..
Questi sono errori. Perché non producono felicità, ma frustrazione..

È una teoria sull’Essere Umano che sento ora molto concreta e vera, ma che va sviluppata e messa alla prova. Qui è solo accennata: come FAQ, può bastare.

Quando si cresce così, già non c’è più bisogno di un’autorità *esterna* che controlla, giudica, fornisce comadamenti: di certo si squalifica un genitore troppo severo e un politico dittatore.. E di seguito, non c’è neanche più bisogno di inventarsi un superdio per dire noi a noi stessi di essere buoni (non suona come certi papà e mamma?) e di sperare anzi credere con tutte le forze che ci ami perché in fondo in fondo non abbiamo prove finite (appunto). Che poi, per carità, questo modo di essere buoni dia anche buoni frutti, ok, ma non vuol dire che sia la soluzione migliore, se si deve anche passare per un senso di sottomissione e di peccato, di giudizio costante e di insufficienza, di appannamento dei sentimenti e della ragione..
Siamo tutti uguali e potenzialmente capaci, l’autorità superiore non esiste e quella umana è sempre migliorabile.

La tendenza al rispetto, alla felicità e al sano progresso diventa INTERIORE. La spinta al Bene è interiore. Non deve venire a dircelo un dio, o meglio un prete, perché.. è bello e appagante stare bene e fare bene. Solo per questo è giusto.

Beninteso, non che a rifiutare dio si possa arrivare solo da liberi (anche ad es. per il senso del concreto e le prove dei fatti) poi magari uno è str*nzo su altre cose, viceversa anche una persona libera può decidere di credere in qualche misura a un dio di un certo genere.. Esistono poi certamente diversi *gradi* di questa indipendenza, e il cammino di realizzazione che ciascuno di noi nel tempo percorre.. il discorso va quindi completato.

L’ateo dunque non ha un dio cui dare gli onori, un diavolo cui dare la colpa, un paradiso cui aspirare, un inferno da evitare, grazia o aiuto esterno da invocare, amore certo e un superAmico sempre vicino, né leggi morali imposte frammiste ad autorità.
Ecco una persona che si regge con le sue gambe. L’ateo si dà la misura e la forza, è responsabile per le sue azioni, nel successo e nella rovina. Non grazie a un dio di qualche sorta, ma grazie alle sue scelte, alla forza e al coraggio che decide di avere. Ai buoni amici e ai partner quando ci sono, a una rete piccola o grande di appoggio esterna.. Persone.
Può sembrare poco, per alcuni terribile.. accade, in chi è abituato a pensare di essere amato da un Dio. Ma quando una persona crede in sé stessa, la forza che ne scaturisce è quella di un giovane vulcano.
Alla persona è la scelta. Anche quando si sceglie di dire ‘scelga Dio per me’. Eppoi quale dio? Noi parliamo sempre a noi stessi.

Sei un satanista?

No, non sono un satanista. Satana fa parte di quel mondo ‘soprannaturale’ definito dalle religioni in cui io non credo. Certo, molti cristiani sostengono che farmi credere che non esiste ‘è la più grande vittoria di satana!’.. Questa è un’affermazione non verificabile! Se lo fa e non ce ne accorgiamo, allora è abile, ma non ce ne accorgiamo, quindi non possiamo sapere se lo sta facendo.. Mi chiedo allora come fanno quei credenti a essere certi che ‘sto satana non stà ingannando loro.

Si può sapere perché hai paura di Dio?

Domanda trucco: presuppone che un dio esista e che io ne abbia paura. Non credo in dio, dunque non ho paura di lui.

Si può sapere perché ce l’hai su con Dio?

Non credo in dio, dunque non ho proprio niente contro di lui. È un po’ un pregiudizio di certi cattolici.. Gli atei hanno paura di Dio, sono arrabbiati con lui, si ostinano a rifiutarlo.. sono calde e rassicuranti etichette con cui alcuni cristiani giudicano atei e agnostici. Comode, perché non solo danno automaticamente l’idea che la loro posizione sia corretta, ma fanno dell’ateo un mezzo cretino, disperato e incapace per suoi stessi errori di trovare dio. La maggioranza dei non credenti non è affatto così! Una buona parte ha ben studiato il problema, ed è arrivato all’ateismo per gli errori di un testo sacro e le bugie di chi lo insegna. Molti altri, se non credono, è perché non vedono dio da nessuna parte.. È più gentile, ma soprattutto è giusto, dare dignità pensante alle persone, e smetterla con quest’aria da superiori. Anche se certo è difficile: quando non si hanno argomentazioni forti, meglio liquidare l’avversario come stupido prima della discussione..

Viviamo tempi infelici: perché distruggere dei buoni ideali?

Domanda trucco: presuppone non solo che distruggo ideali, ma che i credenti ne sono i veri portatori. Distinguiamo il buon ideale dalla struttura che lo sorregge. Finché il buon ideale è buono, continua ad ispirare. Dunque io non distruggo buoni ideali. Anzi, ne sono ispirato! Giustizia, verità, rispetto reciproco, benessere per tutti.. niente male, eh? Quanto alla struttura, essa può avere caratteristiche e strategie che nulla hanno a che fare con quegli ideali. Ad esempio: se per dare benessere si scegliesse di tenere le persone nell’ignoranza, in realtà sarebbe un danno. Incoerenze del genere vanno - distruggere è esagerato - fermate. Sopratutto in tempi come questi, perché nel parlare chiaro e rispettarci tutti sta la chiave di un domani radioso.

Perché critichi la Chiesa Cattolica?

Critico la Chiesa quando i fatti storici e scientifici contraddicono i suoi dogmi e tuttavia vanta la Verità.
Quando il valore di riferimento non è il Bene per l’Essere Umano ma quello di un dio che sa tutto eppure giudica.
Quando non dice la verità ai suoi fedeli, ma li incolpa, li sminuisce, promette, riscuote, li indottrina, addormenta la loro capacità di ragionare e gioca con i loro sentimenti.
La chiesa cattolica non è al di sopra di critica, e questi sono buoni motivi per farglielo notare!
Parliamo di persone: la gerarchia, preti, suore e i credenti. Tutti questi fanno la Chiesa Cattolica, ma solo alcuni hanno piena responsabilità. Alcuni si sono macchiati di queste colpe intenzionalmente, adottando una dottrina cattiva e credendo di essere ispirati da dio in persona nel fare cose che indignerebbero una iena. Agli altri, che colgono l’aspetto spirituale più puro e fanno del bene davvero, non critico nulla. Certi sforzi positivi non sono affatto facili. Di loro penso che sarebbero grandi persone anche senza un dio. Vorrei che mi dicessero ‘Ho ben chiari gli errori della bibbia e della Chiesa nella storia, e nonostante questo credo’. Gli costerebbe la fiducia in certa gerarchia? Affari della gerarchia.

Critichi solo la Chiesa Cattolica?

No! La CC ci va di mezzo alla grande come religione più diffusa. Fa più danni, ed è un po’ un esempio. In realtà, qualunque ideologia (religiosa o no) che si basi sull’indottrinamento precoce, sulla manipolazione della verità e la sottile violenza psicologica deve sentirsi parte in causa! Come lo è qualsiasi organizzazione che oggi usi la violenza fisica per insegnare.. Non è questione di offese vuote ma di precise responsabilità: se un gruppo (o parte di esso) non usa questi metodi, allora nessun problema!

Non ti pare di offendere i credenti?

Meglio: così possono porgere l’altra guancia e avvicinarsi a Dio.. :-D No, scherzi a parte.. (per i cattolici in linea: ho detto scherzi a parte, è uno scherzo, stò scherzando, chiaro? Non voglio offendere! Te la sei presa? Io proprio rifiuto la regola del porgi l’altra guancia, perciò per forza scherzavo! A pensarci bene, siete voi che lo dite..).
No, non è mia intenzione offendere, ma so che alcuni se ne risentono. Non perchè io usi un linguaggio offensivo o a sproposito (almeno ci provo!). Piuttosto, perché una critica diretta, pur se ben motivata, pesa lo stesso. Ma come ai credenti è consentito professare e insegnare la propria visione del mondo, allo stesso modo è consentito ai non credenti. Se uno non accusa gratuitamente, allora è una questione di coda di paglia, e più che sentirsi offesi stanno ‘rosicando’.. ma è giusto che si possano sentire più campane, no? Se uno offende tanto per farlo, allora comprendo bene chi se la prende - mi offenderei anch’io! - ma non è questo il caso. C’è poi chi si sente offeso solo perché l’altro, con le sue opinioni diverse, non obbedisce, ma questi sono casi la cui stupidità si spiega da sola.
Eppoi, cosa dovrebbero dire atei e non credenti in genere, di fronte all’invadenza giornaliera non richiesta di tanto catechismo?

Non ti pare di offendere la maggior parte della gente?

Che pizza co’ ‘sta storia dell’offendere! Io esprimo una legittima opinione, motivandola, con garbo e talvolta con ironia. Tutto ciò è lecito, fa parte della libertà di parola di cui tutti oggi godiamo (oggi, appunto, perché fino a 60 anni fa parlare tutti non si poteva! Una censura indecente, che la Chiesa Cattolica ha sostenuto e adottato finché ha potuto. Storia.). Quindi no, non mi pare di offendere nessuno. So che ad alcuni non piace quello che dico, ma è un problema loro. È un problema di tutti invece, se uno non si sente di dire quello che pensa perché qualcun’altro si ‘offende’..
La domanda stessa fa ingiusta pressione: non è che se uno dice la sua in automatico offende, né conta che è ‘la maggior parte della gente’ a pensarlo.
Grazie a tutti, siete un pubblico meraviglioso! :-))

Che opinione hai del credente che si impegna per gli altri?

Le azioni positive e disinteressate verso gli altri mi stanno molto bene, e chi le mette in atto ha il mio rispetto e sostegno. Credente? Bene. Non credente? Bene. Certe azioni poi, hanno un costo molto alto, ci vuole coraggio per decidere e forza interiore per compierle. Persino eroismo, purtroppo. Riconosco queste grandi qualità in molte persone, viventi e vissute, alle quali va la mia ammirazione! La mia visione atea della vita mi porta a valutare grandemente l’opera dell’Uomo per l’Uomo, quando il fine è il benessere materiale e interiore delle persone senz’altro scopo (come la raccolta di denaro o la propaganda di un’ideologia)! Sia chiaro, non a costo della loro coscienza.. Che poi questo sia fatto in nome di un dio e non dell’Essere Umano, che dire: pazienza!

Cosa pensi che ti accadrà quando morirai?

Non lo so. Non ci sono prove che l’anima sopravviva, non ci sono prove di un’anima, né di un posto qualsiasi in cui le anime andrebbero a finire. Per quanto ne sappiamo oggi, e per quanto sia scomodo e pauroso pensarlo, la morte è la fine. Facoltà umane ci consentono di immaginare tutta una serie di di paradisi, inferni, purgatori, reincarnazioni e via dicendo, alle quali è possibile credere o affidarsi, per quanto un minimo di dubbio sulla loro realtà dovrebbe restare. Io farò estrarre dal mio corpo gli organi ancora utili, il resto andrà cremato, le ceneri al vento. E funerale laico! Non mi spaventa la morte. Mi spaventa il dolore, e mi fa incavolare quello gratuito, che creiamo noi gli uni agli altri. Non mi interessa cosa accadrà dopo, mi preme quanto bene possiamo stare qui e ora! Se qualcosa di mio rimarrà per un po’, sarà qualcosa che parli di ciò che mi sembrava vero, giusto, buono, bello. Utile? Beh, ai posteri..

Last updated: 19 Ott 2007  |  Post2PDF  |  Stampa Stampa   |  [Torna su]
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