Citazioni (sbagliate), che passione!


Pubblicato in Cultura e società e Religioni e sètte
9 maggio 2014
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Sul grup­po Fede e scien­za a con­fron­to su Fb, è sta­ta ripor­ta­ta una fra­se di Ein­stein: “La scien­za sen­za la reli­gio­ne è zop­pa, la reli­gio­ne sen­za la scien­za è cie­ca”.
Ora, lo spun­to è inte­res­san­te ma per i miei gusti è sta­to pro­po­sto in modo ambi­guo. La cita­zio­ne di Ein­stein nel suo con­te­sto ha tut­to un altro signi­fi­ca­to, e poi non si capi­sce dove chi scri­ve ‘vuo­le anda­re a para­re’.
A ‘discol­pa’ di chi ha aper­to la discus­sio­ne c’è che la sua fon­te è sta­ta wikiquote‐ita, che il con­te­sto non lo ripor­ta (quel­la ingle­se sì), e tut­ta­via in gene­ra­le va tenu­to con­to che:

A) cita­re pez­zi di fra­si altrui è faci­le e non pro­va nul­la (o come meglio la met­te qual­cun altro in un com­men­to: in scien­za non esi­ste il prin­ci­pio d’autorità),
B) Le paro­le di per­so­nag­gi come Ein­stein e Dar­win ven­go­no spes­so e con pia­ce­re cita­te male,
C) Sta a noi, se voglia­mo far­ne uso, cita­re quel­le vere, nel loro con­te­sto e maga­ri intro­du­cen­do il discor­so con 2 paro­le nostre.

Oltre a que­sto ho volu­to entra­re nel meri­to del­la cita­zio­ne, per­ché tro­vo anti­pa­ti­co sen­tir usa­re gran­di per­so­nag­gi non cre­den­ti (in que­sto caso, l’agnostico Ein­stein) a soste­gno di tesi oppo­ste che mai in real­tà abbrac­cia­ro­no. Una pra­ti­ca piut­to­sto dif­fu­sa, che meri­ta ogni vol­ta la sua giu­sta con­fu­ta­zio­ne. In que­sto caso:

Per chia­ri­re come la fra­se sopra, cita­ta così, non ren­da ciò che Ein­stein pen­sa­va (e fac­cia ingiu­sta­men­te da spon­da al cre­den­te che la usas­se come ‘pro­va’ dell’importanza del­la sua fede), basta leg­ge­re l’articolo da cui è trat­ta (onli­ne e in ingle­se qui Ein­stein: scien­ce and reli­gion).

Ripor­to sot­to, dall’articolo ori­gi­na­le ingle­se, il pez­zo che ci inte­res­sa. In bre­ve: Ein­stein pen­sa­va che il far­si gui­da­re dall’aspirazione alla veri­tà e alla com­pren­sio­ne è in qual­che modo ‘reli­gio­ne’, e che lo scien­zia­to deve anche ave­re pro­fon­da ‘fede’ nel­la pos­si­bi­li­tà che l’universo sia com­pren­si­bi­le razio­nal­men­te. IN QUESTO SPECIFICO SENSO, che come si vede è ben diver­so da quel­lo comu­ne per ‘reli­gio­ne’ e ‘fede’, espri­me l’idea con la fra­se cita­ta.
Aggiun­ge poi, pro­prio a scan­so di equi­vo­ci, che que­sta sua idea NON RIGUARDA AFFATTO le reli­gio­ni sto­ri­che, e che anzi il con­flit­to fra sfe­ra scien­ti­fi­ca e reli­gio­sa comin­cia pro­prio con il con­cet­to di un Dio per­so­na­le. Di que­sta idea Ein­stein vor­reb­be che i cre­den­ti in cer­ca di eti­ca si libe­ras­se­ro, facen­do uso piut­to­sto del­le for­ze posi­ti­ve pro­prie dell’umanità in sé stes­sa.

Instead of asking what reli­gion is I should pre­fer to ask what cha­rac­te­ri­zes the aspi­ra­tions of a per­son who gives me the impres­sion of being reli­gious: (…) scien­ce can only be crea­ted by tho­se who are tho­rou­ghly imbued with the aspi­ra­tion toward truth and under­stan­ding. This sour­ce of fee­ling, howe­ver, springs from the sphe­re of reli­gion. To this the­re also belongs the faith in the pos­si­bi­li­ty that the regu­la­tions valid for the world of exi­sten­ce are ratio­nal, that is, com­pre­hen­si­ble to rea­son.
I can­not con­cei­ve of a genui­ne scien­ti­st without that pro­found faith. The situa­tion may be expres­sed by an ima­ge: scien­ce without reli­gion is lame, reli­gion without scien­ce is blind.
Thou­gh I have asser­ted abo­ve that in truth a legi­ti­ma­te con­flict bet­ween reli­gion and scien­ce can­not exi­st, I must never­the­less qua­li­fy this asser­tion once again on an essen­tial point, with refe­ren­ce to the actual con­tent of histo­ri­cal reli­gions.
(…) The main sour­ce of the present‐day con­flic­ts bet­ween the sphe­res of reli­gion and of scien­ce lies in this con­cept of a per­so­nal God. (…) In their strug­gle for the ethi­cal good, tea­chers of reli­gion must have the sta­tu­re to give up the doc­tri­ne of a per­so­nal God, that is, give up that sour­ce of fear and hope which in the past pla­ced such vast power in the hands of priests. In their labors they will have to avail them­sel­ves of tho­se for­ces which are capa­ble of cul­ti­va­ting the Good, the True, and the Beau­ti­ful in huma­ni­ty itself. This is, to be sure, a more dif­fi­cult but an incom­pa­ra­bly more wor­thy task. (In Einstein’s Ideas and Opi­nions, pp.41 – 49. From Scien­ce, Phi­lo­so­phy and Reli­gion, A Sym­po­sium, publi­shed by the Con­fe­ren­ce on Scien­ce, Phi­lo­so­phy and Reli­gion in Their Rela­tion to the Demo­cra­tic Way of Life, Inc., New York, 1941).

Chia­rez­za è fat­ta. Sot­to con la pros­si­ma! 😉