Niente contro i gay. Un Family Day senza (buon) senso.


Pubblicato in Cultura e società e Religioni e sètte
21 giugno 2015
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Al fami­ly­day non un pro­ble­ma gen­der, ma di sem­pli­ce buon sen­so. Che nono­stan­te il rove­scia­men­to dei signi­fi­ca­ti col qua­le inden­de­va­no con­vin­cer­ci (e con­vin­cerSI) di non ave­re ‘nien­te con­tro i gay’, è com­ple­ta­men­te man­ca­to a chi vi ha par­te­ci­pa­to.Il Family Day raccontato da un’Eretica

Que­sta gen­te, cir­ca un milio­ne 400mila solo a Roma ieri (esclu­den­do pure dal con­to i tan­ti bam­bi­ni più pic­co­li – che era­no lì solo per­ché c’erano i geni­to­ri e non pote­va­no capi­re un acci­den­ti del moti­vo per cui ‘mam­ma­fem­mi­na e papà­ma­schio’ fos­se­ro così agi­ta­ti – comun­que una cifra note­vo­le, e solo in rap­pre­sen­tan­za), vive con una men­ta­li­tà arre­tra­ta e osti­le che rifiu­ta la real­tà dei fat­ti e la finan­che bana­le idea che si voglia – e si pos­sa – vive­re a modo pro­prio la pro­pria vita (ed essen­do abi­tua­ti a una fede che gli dice da sem­pre di fare esat­ta­men­te que­sto, è del tut­to ovvio aspet­tar­se­lo).

Ma il bel­lo (o il brut­to) è che se la giu­sti­fi­ca non one­sta­men­te per mez­zo di quel­la fede – ‘io scel­go di cre­de­re a ciò’ – ma con la disin­for­ma­zio­ne (per esem­pio denun­cian­do un ine­si­sten­te pia­no gen­der dell’OMS; o citan­do in bre­ve e a spro­po­si­to un sin­go­lo epi­so­dio avve­nu­to in Ger­ma­nia), e la distor­sio­ne dei signi­fi­ca­ti (‘rispet­tia­mo i gay ma…’; la richie­sta, pura­men­te teo­cra­ti­ca, diven­ta ‘lai­ca’; la ‘leg­ge natu­ra­le’ con cui inten­do­no in real­tà la ‘leg­ge di Dio’, altri­men­ti dovreb­be­ro arren­der­si al fat­to che in natu­ra si pra­ti­ca anche il ses­so gay, che il matri­mo­nio non è pre­vi­sto, e che i ruo­li socia­li di maschi e fem­mi­ne sono un frut­to cul­tu­ra­le).

Que­sto non sareb­be neces­sa­rio: se aves­se­ro del­le argo­men­ta­zio­ni *fon­da­te* esse baste­reb­be­ro da sole. Allo­ra si capi­sce come inve­ce di una pre­oc­cu­pa­zio­ne even­tual­men­te legit­ti­ma que­sti sof­fra­no di allar­mi­smo e para­no­ia, al posto di un rea­le peri­co­lo ci sia la nor­ma­li­tà altrui, inve­ce di una giu­sta rea­zio­ne in dife­sa di un loro dirit­to a rischio si muo­va­no all’attacco degli altri per­ché non ne abbia­no di ugua­li, al posto di un mes­sag­gio vor­reb­be­ro dare un ordi­ne, ed esse­re pure ascol­ta­ti.

Que­sto modo di mascherar(si) la veri­tà, e l’intenzione aper­ta di fare in modo che *tut­ti gli altri pure* si ade­gui­no a ciò che è sol­tan­to la *loro* par­ti­co­la­re filo­so­fia di vita, obbe­den­do tan­to quan­to al dio che secon­do loro la coman­da, è il vero pro­ble­ma socia­le.
Un pro­ble­ma di ori­gi­ne psi­co­lo­gi­ca, lad­do­ve la fede ha mar­to­ria­to la ragio­ne e obbli­ga­to il cuo­re a non ascol­ta­re la pro­pria uma­ni­tà.

Dall’articolo lin­ka­to:

Il pun­to è che io per natu­ra sarò anche nata con una vagi­na e un ute­ro ma tut­to il resto, tut­ti gli altri com­pi­ti e ruo­li che mi sono sta­ti asse­gna­ti, non c’entrano nul­la con la natu­ra, così come non c’entra il matri­mo­nio, che non ha nul­la di natu­ra­le.
La natu­ra non dice che io devo lava­re i piat­ti, fare neces­sa­ria­men­te figli, fare ses­so con un uomo, spo­sar­mi. La natu­ra non dice che io devo com­por­tar­mi così come pia­ce ad alcu­ni e la stes­sa cosa vale per gli uomi­ni, per­ché que­ste valu­ta­zio­ni ste­reo­ti­pa­te e ses­si­ste riguar­da­no tut­ti.
Se tu sei nato uomo, con un pene e sper­ma­to­zoi pron­ti per la ripro­du­zio­ne, non è det­to che tu deb­ba fare “l’uomo” così come lo face­va mio non­no. La natu­ra non dice cosa dovrai esse­re o chi dovrai ama­re.
E que­sto non è “gen­der” ma sem­pli­ce buon sen­so”.