Il forum Uaar chiude. Troppa libertà uguale nessuna libertà.

Il forum Uaar è chiuso e in sola lettura. Era prevedibile? Certamente. L'asprezza dell'atmosfera è stata determinante, nel mandare via affezionati utenti e anche nel non favorire nuova partecipazione. Una piaga affatto nuova, che negli anni non si è saputo gestire. Diciamocelo.
Pubblicato in Ateismo e Umanesimo
2 marzo 2018 + edit 1 ottobre 2018
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...

Sen­za fare nomi né dare col­pe,
mi sal­ta all’occhio che fra l’applicazione rigi­da del rego­la­men­to e la discre­zio­na­li­tà con­ces­sa alla mode­ra­zio­ne non si è tro­va­ta una via di mez­zo effi­ca­ce.
A que­sto cre­do vada aggiun­ta la rego­la non scrit­ta con cui di fon­do l’amministrazione ha pen­sa­to al forum come luo­go in cui se non tut­to mol­to è con­ces­so, in nome del­la liber­tà di paro­la e dell’auto-moderazione per matu­ri­tà civi­le.
Con ciò si è crea­to il ‘para­dos­so del­la tol­le­ran­za’ di pop­pe­ria­na memo­ria e, come appun­to pre­ve­di­bi­le, que­sto nostro bel­lo spa­zio è sta­to divo­ra­to dall’intolleranza di chi tan­to civi­le – non per for­za cari­no e coc­co­lo­so, sem­pli­ce­men­te civi­le – non è.

Per quan­to duro sia da accet­ta­re, in assen­za di matu­ri­tà civi­le e men­tre la si for­ma, la tol­le­ran­za deve poter tute­la­re sé stes­sa.

Ora, se una spe­ran­za di ria­prir­lo c’è, a me pare ovvio che l’impostazione vada cam­bia­ta, a costo di allon­ta­na­re i meno civi­li. ‘Costo’? Più costo­so è allon­ta­na­re gli altri, e chiu­de­re il forum.

Dico chia­ro che io stes­so non amo né ban né cen­su­ra, per me la solu­zio­ne non è il ‘pugno duro’.
Imma­gi­no inve­ce un siste­ma di mode­ra­zio­ne che vi giun­ga solo in casi estre­mi, e che nel men­tre adot­ti altri meto­di. Da pen­sa­re.

Per esem­pio:

  • Una sezio­ne ‘war zone’ in cui si spo­sti­no i fla­me e sia con­ces­so con­ti­nuar­li, ma solo lì. In que­sto modo il resto del forum reste­reb­be puli­to e respi­ra­bi­le, e in quel­la sezio­ne va chi vuo­le sapen­do cosa ci si fa.
  • Un’altra idea può esse­re quel­la di una ‘stan­za del­la ver­go­gna’, in cui i post fuo­ri misu­ra di un uten­te ven­go­no migra­ti piut­to­sto che can­cel­la­ti. Un altro modo per non ban­na­re né cen­su­ra­re ma di poter leg­ge­re e giu­di­ca­re da sé, se si vuo­le.
  • L’opzione, per la mode­ra­zio­ne, di flag­ga­re un uten­te come troll o fla­mer. Un ‘award’ gua­da­gna­to sul cam­po per rei­te­ra­te moda­li­tà ver­bal­men­te aggres­si­ve tipo quel­lo, in posi­ti­vo, di ‘esper­to’ visto in altri forum, per­ché i let­to­ri vec­chi e nuo­vi abbia­no una pre‐indicazione pri­ma di inte­ra­gi­re e l’utente stes­so – maga­ri! – tor­ni a rego­lar­si. (Nel qual caso, via il flag!).
  • L’opzione estre­ma, per gli admin, di nascon­de­re i post dell’utente reci­di­vo – una sor­ta di ‘igno­re’ deci­so cen­tral­men­te per tut­ti – e la pos­si­bi­li­tà per gli altri di visua­liz­zar­se­li solo se desi­de­ra­no.

Ben ven­ga­no altre idee.
Tut­to que­sto dopo abbon­dan­ti ‘car­tel­li­ni gial­li’ a mo’ di pre­av­vi­so, al solo sco­po di sol­le­ci­ta­re un cam­bia­men­to auto­no­mo dei toni sen­za altre con­se­guen­ze. Dare più di una pos­si­bi­li­tà ai sin­go­li di rego­lar­si da sé è pra­ti­ca a mio avvi­so impre­scin­di­bi­le. Il resto però allo­ra deve tor­na­re in mano alla mode­ra­zio­ne, con la volon­tà in esse­re di dare pre­ce­den­za a rap­por­ti civi­li come base impre­scin­di­bi­le del­la discus­sio­ne, e non ad atteg­gia­men­ti che mina­no tan­to gli uni quan­to le altre. Que­sto lo abbia­mo già toc­ca­to con mano e ci sia­mo scot­ta­ti, non fun­zio­na.

Qual­sia­si ago­rà uma­na deve pre­ve­de­re dei palet­ti (mini­mi), e non è che non ci si rie­sce, a par­la­re civil­men­te. Biso­gna però appli­ca­re quei palet­ti (solo quan­do, ma ogni vol­ta che, ser­ve). Che c’erano già – nel rego­la­men­to – ma appun­to non abbia­mo sapu­to tene­re sù. Fino­ra 😉

Ecco, i miei due cen­te­si­mi, offer­ti nell’eventualità spe­ra­ta di una futu­ra ria­per­tu­ra del forum. Che vale, nono­stan­te la con­cor­ren­za dei social, per i suoi par­ti­co­la­ri van­tag­gi di aggre­ga­zio­ne e non disper­sio­ne. Se solo voles­si­mo.