La Gran Bretagna alza le mani sui bambini


Pubblicato in Ateismo e Umanesimo
26 ottobre 2007
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Ave­vo deci­so che il mio pri­mo post dall’apertura del blog sareb­be sta­to su un altro tema. Ma ver­rà dopo, per­ché non ave­vo anco­ra let­to que­sta noti­zia:

LONDRAIl gover­no bri­tan­ni­co ha deci­so di non inter­ve­ni­re sul­la leg­ge vigen­te che rego­la «le scu­lac­cia­te». Il divie­to asso­lu­to di scu­lac­cia­re i figli non fun­zio­ne­reb­be secon­do il mini­stro Kevin Bren­nan, che ha accol­to la posi­zio­ne dei geni­to­ri, i qua­li, pare, voglio­no con­ti­nua­re ad ave­re la pos­si­bi­li­tà di «suo­nar­le», alme­no entro cer­ti limi­ti, ai pro­prio par­go­li. In Inghil­ter­ra e Gal­les le leg­gi che rego­la­no la mate­ria sono diven­ta­te più rigi­de con il Children’s Act del 2004, per fer­ma­re la mano a geni­to­ri che si era­no resi respon­sa­bi­li di puni­zio­ni esa­ge­ra­te nei con­fron­ti dei loro figli, pure aven­do­li defi­ni­ti prov­ve­di­men­ti edu­ca­ti­vi «ragio­ne­vo­li».
Bren­nan, nono­stan­te le pres­sio­ni per ren­de­re anco­ra più restrit­ti­ve le nor­me, dive­nu­te ope­ra­ti­ve dal gen­na­io 2005, ha rite­nu­to di non inter­ve­ni­re, sot­to­li­nean­do che il Children’s Act non sarà modi­fi­ca­to, dal momen­to che sem­bra fun­zio­na­re bene. La leg­ge con­sen­te attual­men­te uno scu­lac­cia­men­to mode­ra­to, ma non puni­zio­ni che pro­cu­ri­no ecchi­mo­si, abra­sio­ni, gon­fio­ri o tagli.
(Il cor­si­vo è mio)

Nell’Inghilterra del 2007, dun­que, i bam­bi­ni sono le uni­che per­so­ne che per leg­ge pos­so­no esse­re pic­chia­te. Sono con­tro l’abuso sui bam­bi­ni, e quin­di con­tro le scu­lac­cia­te per ‘disci­pli­na’. Pote­te capi­re come que­sta noti­zia mi abbia fat­to rivol­ta­re lo sto­ma­co, let­te­ral­men­te.

..

Ma poi, per com­ple­ta­re il post, ho let­to anche altro. E ho potu­to ricor­da­re che no, non tut­ti in Inghil­ter­ra gra­di­sco­no l’educazione old sty­le, e dun­que non tut­ti sono d’accordo con que­sta col­pe­vo­le deci­sio­ne, cioè con la leg­ge tutt’ora in vigo­re. Esi­sto­no asso­cia­zio­ni che a livel­lo nazio­na­le si bat­to­no per­ché la Gran Bre­ta­gna assol­va l’impegno ai dirit­ti uma­ni aggior­nan­do la leg­ge sul­le aggres­sio­ni, per offri­re ai bam­bi­ni la stes­sa pro­te­zio­ne degli adul­ti (CAUA), e quin­di por­re fine alla cru­del­tà sui bam­bi­ni (NSPCC). Fan­ta­sti­co!
Tra­mi­te i mag­gio­ri media ingle­si (1, 2, 3) alcu­ni por­ta­vo­ce han­no ribat­tu­to alle ridi­co­le affer­ma­zio­ni del mini­stro Bren­nan, il qua­le, nien­te affat­to da gen­tle­man, ha can­di­da­men­te affer­ma­to:

L’esame [del­la situa­zio­ne attua­le] ha evi­den­zia­to che per­cuo­te­re [i bam­bi­ni] sta diven­tan­do una for­ma di disci­pli­na meno comu­ne, i geni­to­ri rico­no­sco­no che ci sono meto­di più effi­ca­ci e accet­ta­bi­li. [Tut­ta­via] cir­ca il 70% dei geni­to­ri non ha volu­to che fos­se vie­ta­to, e che un col­po leg­ge­ro risul­tas­se nel­la cri­mi­na­liz­za­zio­ne di un geni­to­re.
Pen­so che sia la posi­zio­ne del sen­so comu­ne e abbia­mo deci­so di man­te­ner­la. Il gover­no man­ter­rà la leg­ge così com’è, in assen­za di evi­den­za che non fun­zio­ni in modo sod­di­sfa­cen­te”.

Chia­ro no? A segui­re, Tim Loughton:

Chia­ra­men­te, ogni adul­to che sia respon­sa­bi­le di abu­so o vio­len­za ver­so un bam­bi­no va incon­tro a tut­to il rigo­re del­la leg­ge. Ma c’è un mon­do di dif­fe­ren­za fra que­sto e cri­mi­na­liz­za­re geni­to­ri amo­re­vo­li che usa­no puni­zio­ni come meglio cre­do­no nell’interesse del loro figlio”.

C’è da imma­gi­nar­se­li men­tre pren­do­no a scu­lac­cio­ni il figlio o la figlia, que­sti geni­to­ri amo­re­vo­li!
Mi spia­ce: c’è un mon­do di dif­fe­ren­za fra un col­po leg­ge­ro, raris­si­mo, infer­to a bam­bi­ni già gran­di­cel­li, in situa­zio­ni estre­me in cui altro non è pro­prio pos­si­bi­le [mod: negli altri casi chie­den­do scu­sa per lo sba­glio, impe­gnan­do­si con loro a non rifar­lo, e sem­pre con­sci di pro­cu­ra­re un male, anche se neces­sa­rio], e l’uso con­sue­to di bot­te e scu­lac­cia­te per puni­zio­ne. Que­sta dif­fe­ren­za non si fa, e anco­ra *trop­pa liber­tà* è con­ces­sa agli adul­ti di sta­bi­li­re quan­ti col­pi si pos­so­no dare pri­ma di con­si­de­rar­si pre­po­ten­ti e ingiu­sti, di puni­re ‘come meglio si cre­de’, ovvia­men­te, ipo­cri­ti, ‘nell’interesse del bam­bi­no’!

Chia­ra­men­te, per­ciò, un cor­no: non si ha anco­ra chia­ro che già que­sto *è* un abu­so. E non si ha la mini­ma coscien­za che non fun­zio­ni in modo sod­di­sfa­cen­te!

Que­sto è anco­ra il *sen­so comu­ne*? E chic­caz­zo­se­ne­fre­ga? La leg­ge non può asse­con­da­re una pra­ti­ca cru­de­le, è il sen­so comu­ne che deve cam­bia­re! Non difen­dia­mo­ci mini­miz­zan­do a paro­le la por­ta­ta di cer­te orri­bi­li abi­tu­di­ni: non voglia­mo sen­tir­ci cat­ti­vi, che si pen­si (e si dica) che sia­mo cat­ti­vi? Non agia­mo come tali.

A que­ste bat­tu­te (bat­tu­te in sen­so di col­pi asse­sta­ti, in que­sto caso), diver­se imme­dia­te e bel­le rispo­ste:

Sir Al Aynsley‐Green, Children’s Com­mis­sio­ner per l’Inghilterra, chie­de la proi­bi­zio­ne com­ple­ta, con la can­cel­la­zio­ne del­la dispen­sa da ‘ragio­ne­vo­le puni­zio­ne’. “I bam­bi­ni e i gio­va­ni in Inghil­ter­ra dovreb­be­ro ave­re lo stes­so dirit­to alla pro­te­zio­ne secon­do la leg­ge offer­to agli adul­ti. Non c’è alcu­na buo­na ragio­ne per cui i bam­bi­ni sia­no le uni­che per­so­ne in GB che pos­so­no anco­ra esse­re pic­chia­te”.
E Dame Mary Marsh, chief exe­cu­ti­ve NSPCC: “Non c’è posto per la puni­zio­ne fisi­ca dei bam­bi­ni. Non sia­mo d’accordo con la visio­ne del gover­no che la leg­ge [attua­le] sia effi­ca­ce. La sezio­ne 58 non ha miglio­ra­to la pro­te­zio­ne dei bam­bi­ni. Con­ti­nue­re­mo la cam­pa­gna per la rifor­ma che darà ad essi pari pro­te­zio­ne lega­le dal­le aggres­sio­ni. NSPCC è deci­sa ad aiu­ta­re i geni­to­ri a tro­va­re alter­na­ti­ve alla puni­zio­ne fisi­ca”.

Aaaaaaah. Refre­shing.

L’argomento dei mal­trat­ta­men­ti a sco­po edu­ca­ti­vo è tosto, pro­prio tosto. A mio avvi­so è una del­le ragio­ni più signi­fi­ca­ti­ve dei mali dei nostri tem­pi. Di tut­ti i tem­pi: quan­do in fami­glia impo­stia­mo le rela­zio­ni sul pote­re del più for­te, quin­di sul dove­re di obbe­dien­za del più debo­le (il mino­re, che non è mino­re per impor­tan­za) pena appun­to la vio­len­za – sul cor­po, ma anche sul­la psi­che e sul­le emo­zio­ni – non solo stia­mo dan­neg­gian­do i nostri bam­bi­ni, ma stia­mo inse­gnan­do loro a fare lo stes­so da gran­di, cioè a costrui­re nuo­ve rela­zio­ni basa­te sul pote­re, sen­za che ce ne accor­gia­mo più.

(…) Così nasce il sen­so puz­zo­len­te di ‘dover obbe­di­re’, e insie­me il desi­de­rio di fug­gi­re dal­la real­tà che ci costrin­ge. Due ten­sio­ni che, oltre a far­ci sta­re male lì per lì da bam­bi­ni, se tenu­te den­tro e non rico­no­sciu­te ci faran­no facil­men­te svi­lup­pa­re ceci­tà sul­la nostra sto­ria per­so­na­le, inco­scien­za del bene e del male, e quel­la rigi­dez­za intol­le­ran­te che è lo spec­chio del nostro pas­sa­to, e che non a caso ritro­via­mo nel­la reli­gio­ne, in poli­ti­ca, nel­la scuo­la, fra i gio­va­ni, e – di nuo­vo e poi anco­ra – in fami­glia.
Mali dei nostri tem­pi.

Non che sia tut­to qui, ma vedo in que­sto edu­ca­re sen­za rispet­to la cau­sa pri­ma di tan­te for­me di sof­fe­ren­za, e del suo costan­te ripe­ter­si. I figli pic­co­li ama­no e ammi­ra­no i geni­to­ri in modo incon­di­zio­na­to, per natu­ra. E poi cre­scen­do ten­de­ran­no a man­te­ne­re que­sto amo­re e difen­de­re la loro figu­ra, è ovvio. Ma solo quan­do si è edu­ca­ti a subi­re, qual­sia­si cri­ti­ca ad essi diven­ta incon­ce­pi­bi­le, inac­cet­ta­bi­le. Apri­re gli occhi su col­pe tan­to gra­vi li col­pi­reb­be diret­ta­men­te, una cosa che abbia­mo impa­ra­to i ‘bra­vi bam­bi­ni’ non fan­no mai, e spa­lan­che­reb­be in noi un vaso di vec­chie sof­fe­ren­ze così oscu­re e lace­ran­ti da sem­bra­re insop­por­ta­bi­li. Meglio tener­le ben tap­pa­te den­tro, è il rime­dio di tan­ti.. ma gli effet­ti col­la­te­ra­li sono anche peg­gio!! []

(…) Un model­lo edu­ca­ti­vo del gene­re ci ren­de dei disa­bi­li emo­ti­vi. (…)

Rap­por­ti così sbi­lan­cia­ti pre­mia­no alcu­ni e fan­no pian­ge­re altri. Non san­no miglio­ra­re. Costrin­go­no al silen­zio inte­rio­re. E allo­ra ripe­to­no sé stes­si in modo for­zo­so e incon­sa­pe­vo­le. Vio­len­za chia­ma vio­len­za, quan­do la vio­len­za è cie­ca. E cie­chi alla vio­len­za si diven­ta, dopo un po’ che le nostre qua­li­tà ven­go­no smi­nui­te, le rea­zio­ni repres­se e l’obbedienza esal­ta­ta. Soprat­tut­to se nei nostri pri­mi anni di vita, in cui sia­mo del tut­to vul­ne­ra­bi­li, biso­gno­si di cura, amo­re, gui­da. Quan­do meglio?
Per­ciò, chia­ma­mi paz­zo, ma tor­no al discor­so fami­glia. È lì che par­te tut­to, ed è lì che si può risol­ve­re. Tor­nan­do a vede­re. A.. sen­ti­re.

Cam­bia­re il model­lo edu­ca­ti­vo, incen­tran­do­lo su empa­tia e rispet­to reci­pro­co ver­so il bene di tut­ti, fin da subi­to, cioè nel­la fami­glia, è la mia (e non solo mia) solu­zio­ne. []

Argo­men­to tosto, dice­vo..
Per i dan­ni che pro­vo­ca, ovvia­men­te, ma anche per­ché ci pre­di­spo­ne a *non accor­ger­ci più* del male che stia­mo facen­do, aven­do­lo dovu­to accet­ta­re qua­le for­ma di amo­re, l’amore che abbia­mo rice­vu­to. Se è così, si capi­sce come il solo toc­ca­re que­sto tasto diven­ti dolo­ro­so. Si trat­ta infat­ti di cri­ti­ca­re la base dei nostri rap­por­ti di ogni gior­no, la nostra pre­di­spo­si­zio­ne al domi­nio dei bam­bi­ni – una real­tà anco­ra trop­po comu­ne – e più anco­ra, la nostra espe­rien­za per­so­na­le.
Anti­ca­te­chi­smo nasce da qui.. mi sono acco­sta­to al deli­ca­tis­si­mo pro­ble­ma di una reli­gio­ne impo­sta solo per­ché l’ho rite­nu­to meno deli­ca­to di quel­lo dell’educazione dei ragaz­zi.. Se al pri­mo sia­mo pron­ti a rea­gi­re, al secon­do sia­mo anco­ra qua­si tut­ti sor­di. Pen­so.
Comun­que, il tema di fon­do è simi­le, per­ciò affron­tar­lo par­lan­do di reli­gio­ne ci ren­de­rà sem­pre più faci­le – meno dif­fi­ci­le – par­la­re poi di edu­ca­zio­ne. E pos­sia­mo risol­ve­re entram­bi.

Sta­vol­ta par­lia­mo di que­sto, bene! Capi­te­rà mol­te vol­te anco­ra. Allo­ra: scu­lac­cia­te per­mes­se per leg­ge? Cer­to, se voglia­mo feri­re e umi­lia­re i nostri figli! Allo­ra pri­ma impa­ria­mo a gesti­re lo stress tor­nan­do a casa, pri­ma impa­ria­mo a non sfo­ga­re la rab­bia con un’abuso, [mod: pri­ma pren­dia­mo atto che il bam­bi­no è una per­so­na, e se il caso con­fron­tia­mo que­sta nuo­va idea con la nostra infan­zia per libe­rar­ci di vec­chie com­pul­sio­ni,] pri­ma assi­mi­lia­mo nuo­ve abi­li­tà di rela­zio­ne con bam­bi­ni e ragaz­zi, POI e solo poi pos­sia­mo esa­mi­na­re la neces­si­tà di scu­lac­cia­te e altre azio­ni pre­po­ten­ti e vio­len­te su di loro. Scom­met­tia­mo che non ce ne sarà più biso­gno? Scom­met­tia­mo che edu­ca­re così ci sem­bre­rà final­men­te assur­do?
Fin­tan­to che fare­no noi adul­ti tut­ti que­sti erro­ri edu­ca­ti­vi, fin­tan­to che il pro­ble­ma sarà nostro e non loro, non c’è ALCUN moti­vo per cui i più pic­co­li deb­ba­no subi­re la for­za del­le nostre man­can­ze.

I bam­bi­ni e i ragaz­zi sono per­so­ne, e come tali – come noi! – han­no il dirit­to di esse­re trat­ta­te. Nes­sun adul­to si sogne­reb­be di col­pi­re un altro adul­to – e a mag­gior ragio­ne qual­cu­no che si ama! – per ‘disci­pli­nar­lo’, esi­sto­no leg­gi in tal sen­so per­si­no per i cri­mi­na­li ma è per un sen­so di giu­sti­zia e rispet­to che non lo fac­cia­mo (per quan­to fra adul­ti entri in gio­co anche la pau­ra del­la rea­zio­ne altrui, il che dimo­stra che con i bam­bi­ni si fa per­ché sono più debo­li e non li temia­mo).
*Rispet­to*, appun­to. È un dirit­to di ogni per­so­na non esse­re col­pi­ta.

Scu­lac­cia­re è una for­ma di mal­trat­ta­men­to, fisi­co psi­chi­co ed emo­ti­vo, e come tale dev’essere fuo­ri leg­ge.

In Euro­pa, qual­co­sa si muo­ve. E in Ita­lia? Secon­do quan­to sono riu­sci­to a tro­va­re (CP art.571 e 2), la leg­ge non entra nei det­ta­gli, ma è sta­ta già inter­pre­ta­ta mol­to bene. Non resta che cam­bia­re il *sen­so comu­ne*, la men­ta­li­tà, quel­la pes­si­ma abi­tu­di­ne che ci fa usa­re i figli come punch­ball nel­la pri­va­cy di una casa, dal­la qua­le il pian­to non si sen­te e il ros­so del culo non si vede, ma anche fuo­ri (mai vista in giro una mam­ma scu­lac­cia­re il figlio o la figlia pic­co­li?).. come fos­se nor­ma­le.

Riman­dan­do­vi alla let­tu­ra di Ali­ce Mil­ler, illu­mi­nan­te sul­la que­stio­ne, tra­scri­vo qui in bre­ve die­ci, pre­zio­sis­si­me ragio­ni per non pic­chia­re i bam­bi­ni:

1. Pic­chia­re i bam­bi­ni inse­gna a que­sti ulti­mi a diven­ta­re a loro vol­ta per­so­ne che pic­chia­no gli altri.
2. In mol­ti casi di cosid­det­to “cat­ti­vo com­por­ta­men­to”, il bam­bi­no sta sem­pli­ce­men­te rispon­den­do nel solo modo che gli è pos­si­bi­le, in base all’età e all’esperienza, alla nega­zio­ne dei suoi biso­gni fon­da­men­ta­li.
3. I casti­ghi distol­go­no il bam­bi­no dall’imparare come risol­ve­re i con­flit­ti in modo uma­no ed effi­ca­ce.
4. “Chi non usa la ver­ga, rovi­na suo figlio” seb­be­ne sia una fra­se cita­ta spes­so, è di fat­to una inter­pre­ta­zio­ne distor­ta dell’insegnamento Bibli­co. [Sor­ry, non sono d’accordo1. Ma cer­to meglio dir­se­la così e poi rispet­tar­li, che non!]
5. Le puni­zio­ni com­pro­met­to­no il lega­me tra geni­to­ri e figli, per­ché è con­tro natu­ra pro­va­re amo­re ver­so chi ci feri­sce. [Giu­sto. Sor­ry again, anche que­sto è bibli­co2]
6. Mol­ti geni­to­ri non han­no mai impa­ra­to nel­la loro infan­zia che ci sono modi posi­ti­vi di rela­zio­ne coi bam­bi­ni.
7. La rab­bia e la fru­stra­zio­ne che non pos­so­no esse­re espres­se in con­di­zio­ni di sicu­rez­za da un bam­bi­no ven­go­no imma­gaz­zi­na­te inte­rior­men­te.
8. Gli sca­pac­cio­ni asse­sta­ti sul sede­re, una zona ero­ge­na nell’infanzia, pos­so­no sta­bi­li­re nel­la men­te del bam­bi­no una cor­re­la­zio­ne tra il dolo­re e il pia­ce­re ses­sua­le, e crea­re dif­fi­col­tà alla per­so­na adul­ta.
9. Le puni­zio­ni cor­po­ra­li espri­mo­no il mes­sag­gio slea­le e peri­co­lo­so del­la “leg­ge del più for­te”, che è ammis­si­bi­le feri­re gli altri, pur­chè essi sia­no più pic­co­li e meno poten­ti di quan­to sei tu.
10. Poi­ché i bam­bi­ni impa­ra­no dai model­li che i geni­to­ri rap­pre­sen­ta­no, le puni­zio­ni cor­po­ra­li espri­mo­no il mes­sag­gio che pic­chia­re è un modo giu­sto di espri­me­re i sen­ti­men­ti e risol­ve­re i pro­ble­mi.

Un’insegnamento gen­ti­le, soste­nu­to da soli­de fon­da­men­ta di amo­re e rispet­to, è la sola via auten­ti­ca ed effi­ca­ce di por­ta­re a un com­por­ta­men­to lode­vo­le basa­to su for­ti valo­ri inte­rio­ri, inve­ce del super­fi­cia­le “buon” com­por­ta­men­to basa­to solo sul­la pau­ra. [O sull’obbedienza. And sor­ry again..3]

Tut­to giu­sto. Qui, però, vor­rei anda­re oltre.

Nota 1 – Dal PA /12: [Gesù] Non si è cura­to di mostra­re l’importanza del rap­por­to coi figli come fon­te del loro benes­se­re doma­ni, non ha rifor­mu­la­to il 4° coman­da­men­to né cor­ret­to le insa­ne abi­tu­di­ni edu­ca­ti­ve del vec­chio testa­men­to (Pr 13,24 e 19,18; Pr 22,15 e 23,13–14; Pr 29,15 e 17; cfr Eb 12,5–11; Ef 6,1–3) pre­oc­cu­pan­do­si di difen­de­re solo i pic­co­li che già cre­do­no dal­le occa­sio­ni di pec­ca­to (Mc 9,42; Mt 18,6; Lc 17,2; skandalizo=incitare al pec­ca­to) e lodan­do­ne l’ingenuità di fede (Mc 10,13–16 e Lc 18,15–17).. cosa a cui appun­to cer­ti meto­di ser­vi­va­no! Bri­cio­le.
A cau­sa di que­sto, per non pochi cre­den­ti anco­ra oggi è uso ‘disci­pli­na­re’ i bam­bi­ni con la for­za, con­vin­ti spes­so in buo­na fede che sia neces­sa­ria per il loro bene, o di cer­to com­bi­ne­reb­be­ro guai!! Lo dice la bib­bia, e se lo dice la bib­bia.. Ma è pro­prio il con­tra­rio: è la pre­po­ten­za ver­so di loro che crea i pre­sup­po­sti del caos! Fra seve­ri­tà e per­mis­si­vi­tà, ci sono modi ben più effi­ca­ci di inse­gnar­gli le rego­le, modi con cui geni­to­ri e figli si accol­go­no inve­ce di respin­ger­si tipo auto­scon­tro, nell’affrontare le effet­ti­ve dif­fi­col­tà di cre­sce­re e con­vi­ve­re. Modi che non sono più un miste­ro, oggi, come han­no capi­to veri edu­ca­to­ri e geni­to­ri sen­si­bi­li, anche cri­stia­ni, supe­ran­do di mol­to que­sti mise­ri rife­ri­men­ti bibli­ci.

Nota 2 – “Ma io vi dico: ama­te i vostri nemi­ci e pre­ga­te per i vostri per­se­cu­to­ri” Mat­teo 5,44; Luca 6,27 e 35

Nota 3 – Dal PA /4: Tu, io, noi, dav­ve­ro sen­za un dio non sarem­mo capa­ci di capi­re che la vio­len­za gra­tui­ta è uno schi­fo? Dav­ve­ro abbia­mo biso­gno che un dio ce lo ven­ga a dire? Rego­le asso­lu­te.. altri­men­ti cosa, ci met­te­rem­mo for­se a pista­re le vec­chiet­te e ruba­re ai bam­bi­ni? :-))
Bah!.. Cer­to obbe­di­re è più faci­le che ave­re fidu­cia in sé stes­si, che pren­der­si la respon­sa­bi­li­tà di deci­de­re se una cosa è giu­sta. Ma è nostra respon­sa­bi­li­tà, non pos­sia­mo far fin­ta di non aver­la, con­ce­de­re che altri lo fac­cia­no per noi con la scu­sa che non pos­so­no sba­glia­re.. Non sareb­be giu­sto nem­me­no se fos­se vero.
Far­lo è un vero oltrag­gio a noi stes­si, è sot­to­va­lu­tar­ci e offen­der­ci sen­za ragio­ne.. Ed è *declas­sa­re* il valo­re dei prin­cì­pi eti­ci.
Quan­do una cosa è buo­na, dire che è buo­na solo per­ché pia­ce a Dio o per­ché è ‘quel­lo che Gesù fareb­be’ è sva­lu­ta­re il signi­fi­ca­to di *buo­no* e l’importanza dei suoi bene­fi­cia­ri.
Quan­do una cosa è cat­ti­va, evi­tar­la solo per­ché non è paro­la del dio o per­ché egli ‘ci puni­rà’ è infi­schiar­se­ne del­la sua gra­vi­tà e trat­te­ne­re l’uomo dal capir­la e scan­sar­la per le sue con­se­guen­ze.
Che bon­tà c’è nel fare una cosa solo ‘per­ché lo dice la bib­bia’, o per ‘ricom­pen­sa nei cie­li’?
La ricom­pen­sa per aver fat­to una cosa giu­sta è nel bene pro­cu­ra­to, pun­to.