10 motivi per non picchiare i bambini, e perché si continua a farlo


Pubblicato in Ateismo e Umanesimo
26 ottobre 2007
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Die­ci, pre­zio­sis­si­me ragio­ni per non pic­chia­re i bam­bi­ni, dice­vo sta­mat­ti­na. 10 moti­vi, otti­mo! Ma andia­mo fino in fon­do, fam­mi evi­den­zia­re un aspet­to salien­te – deter­mi­nan­te – che lì è solo impli­ci­to ed è bene non lo sia. Non più.

I moti­vi val­go­no oggi ma vale­va­no anche ieri. Se dun­que è vero che que­ste sono le con­se­guen­ze di una infan­zia pas­sa­ta nell’amore ma anche nel­la pau­ra, nel dove­re di obbe­dien­za, nel sen­so di infe­rio­ri­tà, allo­ra è ovvio che pri­ma, quan­do non si sape­va, quan­do la nor­ma era que­sta (chi più chi meno, cer­to! E non par­lo di abu­si estre­mi), da gene­ra­zio­ni indie­tro fino ai nostri geni­to­ri, essi le abbia­no subi­te, e ne por­ti­no oggi il peso addos­so.
Se que­ste 10 cose sono vere, allo­ra è vero che chi ha già subì­to è già segna­to. Ciò che per i ragaz­zi di oggi è descrit­to come rischio, per loro è già acca­du­to. Quei risul­ta­ti *pos­si­bi­li*, sono *la real­tà* dei gio­va­ni di ieri.
Ovvio si fa per tut­te quel­le per­so­ne, a meno che non abbia­no pre­so coscien­za e mes­so nel­la giu­sta luce il pas­sa­to (si può fare!), che le loro azio­ni e le loro capa­ci­tà edu­ca­ti­ve e rela­zio­na­li sia­no pro­prio di nuo­vo quel­le qui sopra.

È que­sta la chia­ve per capi­re la por­ta­ta del pro­ble­ma: un rap­por­to di pote­re oggi ne cau­se­rà doma­ni e ne fù il pro­dot­to ieri. Ciò che è giu­sto evi­ta­re ai nostri figli, noi lo abbia­mo subì­to e dun­que sia­mo por­ta­ti a ripe­ter­lo, non ad evi­tar­lo!
È per que­sto che mol­ti che sono adul­ti oggi con­ti­nua­no a sba­glia­re, coi loro bam­bi­ni, spes­so non vedia­mo pro­prio il pro­ble­ma, cie­chi all’evidenza. Ma non lo vedia­mo per­ché non pos­sia­mo. Abbia­mo dopo­tut­to impa­ra­to noi stes­si ad accet­ta­re l’autorità e l’amore vele­no­so che ci veni­va dato, da per­so­ne che a loro vol­ta l’avevano subì­to e accet­ta­to. Abbia­mo impa­ra­to ad ama­re un ‘nemi­co spe­cia­le’, per­so­ne che – sen­za accor­ger­se­ne – ci ama­va­no dav­ve­ro, e ci mal­trat­ta­va­no dav­ve­ro.
Chi ha voglia di met­ter­le in discus­sio­ne? Chi ha voglia di ripro­va­re quel dolo­re? Sia­mo adul­ti ormai, no?
Eh.. A vol­te non basta. Davan­ti ad essi capi­ta che ci sen­tia­mo anco­ra bam­bi­ni impo­ten­ti. E ciò dimo­stra quan­to sia poten­te il mec­ca­ni­smo.

Frut­to di que­sto, dun­que, ciò sarà natu­ra­le cau­sa di nuo­vi rap­por­ti simi­li, in fami­glia coi part­ner e altro­ve, ma solo fin­ché quel vele­no lo chia­me­re­mo amo­re puli­to. Fin­ché, nell’amore, non dare­mo valo­re al rispet­to, e al rispet­to reci­pro­co. Fin­ché non dis­sot­ter­ria­mo la nostra real­tà di sof­fe­ren­za, fini­ta lì per poter­la sop­por­ta­re, rinun­cian­do a veder­la.

Oggi sia­mo giun­ti al pun­to di sco­pri­re, capi­re che fun­zio­na così. Oggi pos­sia­mo chiu­de­re i con­ti con que­sta peno­sa dina­mi­ca, e pos­sia­mo evi­ta­re – final­men­te – che un brut­to pas­sa­to diven­ti un brut­to futu­ro. Ripren­dia­mo­ne coscien­za! Con empa­tia, intro­spe­zio­ne e pazien­za, for­se con dolo­re, a secon­da del­la nostra sto­ria per­so­na­le. Sare­mo più for­ti e feli­ci, libe­ri di amar­ci e ama­re i nostri figli. E di giu­di­ca­re, nel bene ma anche nel male, i nostri vec­chi. Lo meri­tia­mo tut­ti.