Spe salvi fortuna iuvat


Pubblicato in Religioni e sètte
20 gennaio 2008
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Ho in can­tie­re un post sul pol­pet­to­ne ‘Spe sal­vi’, del­la qua­le – man­co a dir­lo – non con­di­vi­do pres­so­ché nul­la. Intan­to, ecco un arti­co­lo lun­go e bel­lo di Gala­ri­co sull’enciclica, tro­va­to in Clerofobia.it:

Il cri­stia­ne­si­mo non ave­va por­ta­to un mes­sag­gio sociale‐rivoluzionario come quel­lo con cui Spar­ta­co, in lot­te cruen­te, ave­va fal­li­to. Gesù non era Spar­ta­co, non era un com­bat­ten­te per una libe­ra­zio­ne poli­ti­ca, come Barab­ba o Bar‐Kochba”.
Lo dice testual­men­te papa Ratzin­ger nell’enciclica Spe sal­vi. Fare le rivo­lu­zio­ni è peg­gio d’una con­dan­na, una sor­ta di male­di­zio­ne divi­na, pro­prio per­ché fal­li­sco­no tut­te!
Per for­tu­na Cri­sto non ha mai chie­sto que­sto ai suoi disce­po­li, alla sua chie­sa. “Ciò che Gesù, Egli stes­so mor­to in cro­ce, ave­va por­ta­to era qual­co­sa di total­men­te diver­so: l’incontro col Signo­re di tut­ti i signo­ri, l’incontro con il Dio viven­te e così l’incontro con una spe­ran­za che era più for­te del­le sof­fe­ren­ze del­la schia­vi­tù e che per que­sto tra­sfor­ma­va dal di den­tro la vita e il mon­do”.
Mira­co­lo! L’uomo schia­vo fuo­ri pote­va diven­ta­re libe­ro den­tro! [segue -> ]