Lo spirito rosso del Natale


Pubblicato in Ateismo e Umanesimo
4 gennaio 2008
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Buon nata­le! E un feli­ce, mera­vi­glio­so 2008 a tut­ti noi. Che in que­sto anno che abbia­mo davan­ti pos­sia­mo miglio­ra­re la nostra vita e sen­tir­ci più libe­ri e rea­liz­za­ti. Lo scor­so, duro 2007 abbia­mo pian­ta­to mol­ti pic­co­li semi, ma c’è anco­ra così tan­to da fare!!

Il 25 dicem­bre ho fat­to gli augu­ri ai miei cari e ai miei ami­ci (sul blog no, ma ecco­li in ritar­do!!), e una di essi, atea, si è mera­vi­glia­ta e mi ha iro­ni­ca­men­te rispo­sto: «Augu­ri di buon anno anche a te… ma il nata­le???????!!!! Di mitra, spe­ro!!!!».. 😀
No, non di mitra. Ma nem­me­no di gesù..

Per­ché il nata­le, o meglio l’idea di festeg­gia­re in que­sto perio­do dell’anno, gli ulti­mi di dicem­bre, non è nato con il cri­stia­ne­si­mo ma lo pre­ce­de di seco­li e in tan­te cul­tu­re diver­se. E natu­ral­men­te oggi, è per mol­ti un even­to mol­to diver­so da una festi­vi­tà reli­gio­sa: la nasci­ta di gesù per i cre­den­ti è cer­to impor­tan­te, ma per la mag­gio­ran­za di essi – pen­so si pos­sa dire – è più cen­tra­le uno spi­ri­to di ritro­va­ta ami­ci­zia, di fra­tel­lan­za, un’occasione per scam­biar­si affet­to e doni, e più in gene­ra­le per risve­glia­re i buo­ni sen­ti­men­ti e ripen­sa­re ai valo­ri più impor­tan­ti.

Nel festeg­giar­lo insie­me, in fami­glia il nata­le e con gli ami­ci il capo­dan­no, asse­con­dia­mo quel desi­de­rio di sta­re bene insie­me che tut­ti pro­via­mo – e anche que­sto pen­so si pos­sa dire, sen­za tema di gene­ra­liz­za­re. Sia­mo poi bra­vis­si­mi a scor­dar­ce­ne duran­te l’anno, ma que­sto è un altro pro­ble­ma. Ciò che con­ta è la voglia di sta­re insie­me, di far­ci dei rega­li, di festeg­giar­ci ed augu­rar­ci il meglio del meglio l’un l’altro. Mera­vi­glio­so!
È lo spi­ri­to moder­no del nata­le, quel­la brez­za ros­sa che spi­ra da fine novem­bre alla befa­na..

In que­sto sen­so, che è poi il sen­so ori­gi­na­le pre‐cristiano, se la vivo­no i tan­ti nuo­vi atei e agno­sti­ci, i non cre­den­ti e gli altro‐credenti, che vivo­no per qual­che gior­no con più for­za l’importanza dei lega­mi affet­ti­vi e dei valo­ri di con­vi­ven­za più alti.. E li vivo­no in quan­to tali, per la loro giu­sti­zia e bel­lez­za intrin­se­ca all’uomo, dun­que sle­ga­ti sia dal ricor­do pro­pria­men­te cri­stia­no dell’Avvento, sia dal­la neces­si­tà per nul­la neces­sa­ria di deri­var­li da un qual­si­vo­glia dio.
Libe­ri da simi­li idee, ugual­men­te si ritro­va­no e si ama­no.

Che mera­vi­glia lo Spi­ri­to del Nata­le, sim­bo­lo di amo­re, calo­re e gene­ro­si­tà!

Di fat­to, nel nata­le moder­no si mischia­no tra­di­zio­ni reli­gio­se e seco­la­ri di diver­se cul­tu­re, che in que­sti spe­cia­li gior­ni d’inverno usa­va­no festeg­gia­re. Al pre­se­pe si aggiun­ge o si alter­na l’albero addob­ba­to pro­ve­nien­te dal­la ‘paga­na’ nord Euro­pa, lo scam­bio di doni e il ban­chet­to deri­va­no dal­la festa dei Satur­na­li nell’antica Roma, la data del 25 risa­le al 3° seco­lo EC con il Sol Invic­tus (sim­bo­lo di diver­si dèi, fra cui Mitra) ed è da sem­pre lega­ta alle cele­bra­zio­ni del sol­sti­zio d’inverno (momen­to in cui il sole ‘rina­sce’ e i gior­ni si allun­ga­no). La figu­ra di Bab­bo Nata­le fon­de in sé diver­se figu­re reli­gio­se e popo­la­ri (tra cui Odi­no, che por­ta doni e dol­ci ai bam­bi­ni che aves­se­ro riem­pi­to gli sti­va­li con cibo per il suo caval­lo Sleip­nir, il san Nico­la cri­stia­no e il Father Christ­mas ingle­se), via via per­den­do ogni sen­so reli­gio­so e tra­sfor­man­do­si nel paf­fu­to uomo buo­no e magi­co vesti­to di ros­so nel cor­so del 1800, fino al vero e uni­co Bab­bo Nata­le – seco­la­re e lai­co – che ben cono­scia­mo!

Dun­que, que­sta è la mia rispo­sta alla mia ami­ca: il nata­le non è una festa esclu­si­va­men­te cri­stia­na! E da non cre­den­ti, da uma­ni­sti, pos­sia­mo quin­di festeg­giar­lo quan­to ci pare, legit­ti­ma­men­te!

Sono cer­to che la mia ami­ca avrà per­fet­ta­men­te capi­to. Ho spe­ran­ze anche per Clau­dio Magris.