Libertà per il poeta Ashraf Fayadh, condannato per ateismo. Petizione su Change.org


Pubblicato in Ateismo e Umanesimo
25 novembre 2015
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Libertà per Ashraf Fayadh contannato in Arabia Saudita
Pro­mos­se l’ateismo”?
Ammet­tia­mo­lo: e allo­ra? Qual è il pro­ble­ma?
Si può esse­re bra­ve per­so­ne da atei, quan­to cat­ti­ve da cre­den­ti, ed epi­so­di come que­sto ne sono la pro­va. Sem­pli­ce­men­te ‘cre­de­re in dio’ non signi­fi­ca nul­la, se poi – anzi pri­ma – non si sosten­go­no i dirit­ti civi­li. È su que­sto che si gio­ca­no i rap­por­ti uma­ni e la pace, per­ché solo que­sto con­sen­te equi­li­brio e reci­pro­ci­tà.

In un mon­do in cui ogni cre­den­te fos­se pron­to a impor­si con la for­za su chi non la pen­sa come lui – ateo o d’altro cre­do – sta­rem­mo dav­ve­ro bene?
Cre­de­re di fare ‘il vole­re di dio’ è trop­po faci­le e trop­po como­do: qual­sia­si fol­lia è per­do­na­ta.

Nel 2013 è sta­to tra i cura­to­ri del­la mostra Rhi­zo­ma alla Bien­na­le di Vene­zia. È sta­to arre­sta­to nel gen­na­io del 2014 e nel mag­gio del­lo stes­so anno è sta­to con­dan­na­to a quat­tro anni di pri­gio­ne e 800 fru­sta­te da un tri­bu­na­le di Abha, nel sudo­ve­st dell’Arabia Sau­di­ta. Dopo che il suo pri­mo ricor­so è sta­to respin­to, una nuo­va cor­te lo ha con­dan­na­to a mor­te.
È accu­sa­to di aver pro­mos­so l’ateismo con i suoi testi inclu­si nell’antologia poe­ti­ca “Instruc­tions within” (2008), di aver avu­to rela­zio­ni ille­ci­te, di aver man­ca­to di rispet­to al pro­fe­ta Mao­met­to e di aver minac­cia­to la mora­li­tà sau­di­ta. Faya­dh, 35 anni, è rap­pre­sen­tan­te dell’organizzazione di arti­sti britannico‐saudita Edge of Ara­bia”.