Tutti i post in: Politica ed economia

Congresso mondiale della famiglia (medievale).
Ma a Verona batte anche un altro cuore (umanista).

Siamo nel 2019 (che evidentemente non significa molto) e c'è ancora gente al mondo così chiusa di mente e di cuore (grazie, fede cieca!) da manifestare in piazza contro l'amore.
Pubblicato in Politica ed economia
23 Marzo 2019
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L’amore, sì, que­sto bel sen­ti­men­to vivi­fi­can­te e uni­fi­can­te che è POSSIBILE PROVARE anche per per­so­ne del pro­prio stes­so ses­so, e che indu­ce a cer­car­si e a sta­re insie­me e a far­si del bene AL DI LA’ di qual­sia­si con­ven­zio­ne, tra­di­zio­ne e det­ta­me sup­po­sta­men­te divi­no.
Se il vostro dio – comun­que ve lo imma­gi­nia­te – vi coman­da disprez­zo e divi­sio­ne davan­ti ad esse­ri uma­ni di cui nega­te la natu­ra e le buo­ne inten­zio­ni, e voi, negan­do la vostra natu­ra e le vostre buo­ne inten­zio­ni, ci cre­de­te ed ese­gui­te, a Vero­na voi e Lui fare­te l’ennesima figu­ra di tro­glo­di­ti sen­za cuo­re.

Per for­tu­na, c’è anco­ra spe­ran­za: Continua ⋯▸

Matteo Salvini e l’Italia che verrà.

Il fatto è che non esistono colori da maschi e da femmine, giochi da maschi e da femmine. Il gioco è gioco, il colore è colore. L'importante è giocare e colorare, giusto Matteo?
Pubblicato in Politica ed economia
11 Settembre 2018 + edit 24 Settembre 2018
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Salvini, differenze, libertà e ruoli di genere

Viva le dif­fe­ren­ze, Mat­teo? Ma le dif­fe­ren­ze di cui par­li sono arti­fi­cia­li, sono quel­le che abbia­mo inven­ta­to noi e che piac­cio­no a te. Si chia­ma, in real­tà, omo­lo­ga­zio­ne.
Le *vere* dif­fe­ren­ze, se capis­si ciò che dici o se non usas­si le paro­le fur­ba­men­te in sen­so inver­so (è gra­ve in ogni caso), le crea­no i bam­bi­ni stes­si, libe­ri final­men­te da ruo­li impres­si e inca­sel­la­men­ti for­za­ti. Continua ⋯▸

Il crocifisso spiegato a Salvini.
Laicità e valori civili prima di qualsiasi fede.

La Lega dal populismo facile propone che, con una legge dello Stato, si renda obbligatorio il crocifisso in ogni più remota stanza dello spazio pubblico. Lo fa perché loro sono cristiani, anzi cattolici. Lo fa per rafforzare un'identità, quella italiana, anzi leghista. Lo fa per segnalare questa identità agli immigrati, anzi a chiunque non sia cattolico. Sia chiaro, per legge, che non c'è trippa per gatti, qui o si è cattolici (e magari leghisti) o si abbozza.
Pubblicato in Ateismo e Umanesimo e Politica ed economia
26 Luglio 2018 + edit 25 Settembre 2018
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In for­ma bre­ve, spe­di­ta ai mag­gio­ri quo­ti­dia­ni il 27/07/18.

Per­ché è que­sto che con­ta: se si è cat­to­li­ci (e maga­ri leghi­sti) allo­ra si è evi­den­te­men­te bra­vis­si­me per­so­ne dal­la par­te giu­sta.

A nul­la, se non a sve­la­re un’ipocrisia con­sue­ta, vale la moti­va­zio­ne scrit­ta nel­la pro­po­sta di leg­ge, che ten­ta di pro­pi­na­re il con­fi­ne cat­to­li­co rap­pre­sen­ta­to dal cro­ci­fis­so come “ele­men­to essen­zia­le e costi­tu­ti­vo e per­ciò irri­nun­cia­bi­le del patri­mo­nio sto­ri­co e civico‐culturale dell’Italia, indi­pen­den­te­men­te da una spe­ci­fi­ca con­fes­sio­ne reli­gio­sa”. Come se que­sto bastas­se a giu­sti­fi­car­ne l’ostensione for­za­ta, e svuo­tan­do in real­tà quel sim­bo­lo dal suo intrin­se­co, pale­se, e gene­ra­to e vene­ra­to in quan­to tale, sen­so reli­gio­so.

Que­sto gio­ca­re con le paro­le, que­sto par­la­re con lin­gua dop­pia, è tipi­co di chi, sapen­do di non poter con­ta­re sul­la tra­spa­ren­za – e spes­so, di ave­re tor­to – affa­bu­la i con­tra­ri – con chi ci cre­de e apprez­za, non gli ser­ve – ten­tan­do di far­gli dige­ri­re l’altrimenti indi­ge­ri­bi­le con reto­ri­ca sofi­sti­ca. Ma sem­pre una sofi­sti­ca­zio­ne rima­ne.

Spie­go.
Sal­vi­ni, voi tut­ti: l’Italia è un Pae­se lai­co, ed è un Pae­se Continua ⋯▸

Laicità, tempi duri a venire.


Pubblicato in Religioni e sètte e Politica ed economia
2 Giugno 2018
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Uno dei moti­vi prin­ci­pa­li che mi spin­ge a cri­ti­ca­re le reli­gio­ni è il fat­to che la fede pos­sa facil­men­te acce­ca­re, pos­sa tra­fig­ge­re la men­te e e i sen­ti­men­ti, ren­der­li inser­vi­bi­li, anzi dan­no­si. Si può cer­ta­men­te dire che la Chie­sa a casa sua (al suo pub­bli­co, ai cat­to­li­ci) può dire ciò che vuo­le, ma allo­ra si deve esse­re pron­ti ad esa­mi­na­re e giu­di­ca­re quan­to det­to, ripe­tu­to e inse­gna­to, l’attimo che ha fini­to di par­la­re. Per­ché ciò che libe­ra­men­te dice non è inno­cuo, ma ha un effet­to che river­be­ra su milio­ni di per­so­ne. Le qua­li poi pen­sa­no e agi­sco­no di con­se­guen­za.

Italia 2018 ministro famiglia

Per esem­pio. Quan­do il papa, con rigo­ro­sa coe­ren­za, affer­ma che gli omo­ses­sua­li non devo­no entra­re in semi­na­rio, che non pos­so­no diven­ta­re pre­ti se ce n’è anche il mini­mo dub­bio (!), per­ché appun­to omo­ses­sua­li, dice una cosa orri­bi­le e ter­ri­bi­le. L’omosessualità non è in sé un pro­ble­ma né una col­pa, Continua ⋯▸

Di Maio, il popolino e il miracolo prossimo venturo.


Pubblicato in Religioni e sètte e Politica ed economia
22 Settembre 2017
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Spe­di­ta oggi ai mag­gio­ri quo­ti­dia­ni.

Caro diret­to­re,
che un Di Maio baci una reli­quia non dovreb­be sca­te­na­re pole­mi­che di con­ve­nien­za. Se pro­prio voles­si­mo indi­gnar­ci, potrem­mo pen­sa­re a tre cose che l’episodio ricor­da con chia­rez­za: l’Italia è un Pae­se a lai­ci­tà zop­pa. Pun­tua­le la poli­ti­ca si genu­flet­te alla reli­gio­ne, nel nostro caso cat­to­li­ca, per sin­ce­ra fede, mero cal­co­lo, dipen­den­za mora­le.
L’Italia è un Pae­se in cui la poli­ti­ca, come la reli­gio­ne, ci par­la per slo­gan, sel­fie, sim­bo­li e pro­mes­se.
L’Italia è un Pae­se in cui il popo­lo è in gran par­te disa­bi­tua­to alla cal­ma rifles­sio­ne cri­ti­ca, e sim­bo­li e pro­mes­se è pron­to a chia­ma­re veri­tà.

Allo­ra il poli­ti­co qual che sia, che – in pri­ma fila come isti­tu­zio­ne – si inchi­na e bacia ampol­le o anel­li, non è che un uomo di quel popo­lo che si è fat­to o è sta­to reso popo­li­no.

Se è così, e pur notan­do le dovu­te ecce­zio­ni, il vero mira­co­lo sarà cam­bia­re que­sta situa­zio­ne.
E non per gra­zia di chi scio­glie­reb­be san­gue qui e lasce­reb­be crol­la­re scuo­le altro­ve, né per mano di chi si limi­ta a pre­ghie­re e devo­zio­ne ver­so alta­ri e scran­ni. Se acca­drà, sarà per l’interesse e nell’interesse di uomi­ni e don­ne dispo­sti a guar­da­re in viso la cru­da – e mera­vi­glio­sa – real­tà.

La sua opi­nio­ne?

25 novembre, Giornata anti violenza donne. Perché parlarne?


Pubblicato in Ateismo e Umanesimo e Politica ed economia
27 Novembre 2016
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2 gior­ni dopo la Gior­na­ta inter­na­zio­na­le per l’eliminazione del­la vio­len­za con­tro le don­ne mi capi­ta di leg­ge­re un post che, in un sospi­ro di ras­se­gna­zio­ne anche giu­sto, rile­va come la vio­len­za sia sem­pre vio­len­za, e dif­fe­ren­zia­re, ghet­tiz­za­re, è per non ammet­te­re che la vio­len­za è gene­ra­ta dal­la socie­tà quan­do c’è un altro, un diver­so. Che è vit­ti­ma al di là del moti­vo del­la sua diver­si­tà.
In fon­do sia­mo tut­ti uma­ni, ricor­da giu­sta­men­te, nes­su­na vio­len­za è accet­ta­bi­le.

Solo che non è sem­pre così. Cioè, sia­mo uma­ni, cer­to. E l’atto vio­len­to non è accet­ta­bi­le, senz’altro.
Ma la vio­len­za non è ugua­le né per qua­li­tà né per quan­ti­tà.
Quan­do i nume­ri ci dico­no che sono 116 le don­ne, e non gli uomi­ni, ad esse­re sta­te ammaz­za­te da uomi­ni, e non da don­ne, al novem­bre di quest’anno (il con­to non è chiu­so, il 2016 non è anco­ra fini­to), per­ché come don­ne sono con­si­de­ra­te un pos‐sesso debo­le, for­se è il caso di sen­si­bi­liz­za­re anche pro­prio nel­lo spe­ci­fi­co. Sen­za for­se.
Come per quel­la sui bam­bi­ni, per dire.
Ser­ve, par­lar­ne. Tipi di vio­len­ze, tipi di vio­len­ti, col­pe­vo­li da iden­ti­fi­ca­re, dina­mi­che da rico­no­sce­re e pre­ve­ni­re, gen­te cui far pren­de­re coscien­za di feno­me­ni pre­ci­si.
Che sono socia­li, sì, ma non sen­za cau­se e quin­di non sen­za rime­di.
Se pri­ma li iden­ti­fi­chia­mo fra gli altri.

Costituzione, prossimo referendum: le ragioni del mio NO.


Pubblicato in Politica ed economia
27 Novembre 2016
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L’Italia ha pro­ble­mi che *que­sta* modi­fi­ca alla Costi­tu­zio­ne *non* affron­ta e non risol­ve, sic­ché non si capi­sce tan­ta pas­sio­ne nel pun­tar­ci sopra.

Una rifor­ma non si fa tan­to per rifor­ma­re, per non ‘resta­re immo­bi­li’, né per far fin­ta di non resta­re immo­bi­li. Una rifor­ma si fa se è uti­le, dove è uti­le. Spe­cie se alla nostra Costi­tu­zio­ne.

Si supe­ra il bica­me­ra­li­smo per­fet­to? Sì, ma non il bica­me­ra­li­smo.
Il sena­to rima­ne, non più elet­to dai cit­ta­di­ni ma dai par­ti­ti, com­po­sto da sin­da­ci e con­si­glie­ri regio­na­li che diven­ta­no part‐time, godran­no d’immunità e rim­bor­si spe­se.
Si abbat­to­no i costi del­la poli­ti­ca? Di pochis­si­mo.
Nono­stan­te gli annun­ci pub­bli­ci­ta­ri di gover­no e soste­ni­to­ri del sì, Continua ⋯▸

Distruggiamo l’Isis! Sì, ma come? Alcune stupide riflessioni


Pubblicato in Ateismo e Umanesimo e Politica ed economia
8 Dicembre 2015
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Il fana­ti­smo, la vio­len­za, cer­to. Ma anche i gover­ni occi­den­ta­li ne han­no col­pa. Fin dall’inizio. Per inte­res­se. Petro­lio, armi, dena­ro, ege­mo­nia.
Tan­to è vero che, per fer­ma­re l’Isis, NON fan­no ciò che è ovvio e neces­sa­rio.
L’alternativa è che sia­no per­fet­ti idio­ti.
Ser­ve un cam­bio di men­ta­li­tà, e ser­ve che noi, IL POPOLO, in mas­sa, rifiu­tia­mo di far par­te di que­sto siste­ma che mas­sa­cra e sfrut­ta per il van­tag­gio sver­go­gna­to di pochi. E ci por­ta la vio­len­za in casa.

Nel video di Jaco­po Fo, alcu­ni ele­men­ti per capi­re.

Giustizia, certo, ma come? Obama, l’Isis e un metodo migliore per risolvere conflitti.


Pubblicato in Ateismo e Umanesimo e Politica ed economia
27 Settembre 2014
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Sul forum dell’Uaar si par­la de ‘L’idea di giu­sti­zia’. Inte­res­san­te, ma anco­ra più inte­res­san­te per me è la que­stio­ne del *meto­do*: è pos­si­bi­le defi­ni­re un pro­ces­so d’azioni capa­ce di assi­cu­ra­re sod­di­sfa­zio­ne a tut­te le par­ti coin­vol­te, pos­si­bil­men­te sen­za ricor­re­re al dolo­re?
Il mio inter­ven­to: Continua ⋯▸