Laicità, tempi duri a venire.


Pubblicato in Religioni e sètte e Politica ed economia
2 giugno 2018
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Uno dei moti­vi prin­ci­pa­li che mi spin­ge a cri­ti­ca­re le reli­gio­ni è il fat­to che la fede pos­sa facil­men­te acce­ca­re, pos­sa tra­fig­ge­re la men­te e e i sen­ti­men­ti, ren­der­li inser­vi­bi­li, anzi dan­no­si. Si può cer­ta­men­te dire che la Chie­sa a casa sua (al suo pub­bli­co, ai cat­to­li­ci) può dire ciò che vuo­le, ma allo­ra si deve esse­re pron­ti ad esa­mi­na­re e giu­di­ca­re quan­to det­to, ripe­tu­to e inse­gna­to, l’attimo che ha fini­to di par­la­re. Per­ché ciò che libe­ra­men­te dice non è inno­cuo, ma ha un effet­to che river­be­ra su milio­ni di per­so­ne. Le qua­li poi pen­sa­no e agi­sco­no di con­se­guen­za.

Italia 2018 ministro famiglia

Per esem­pio. Quan­do il papa, con rigo­ro­sa coe­ren­za, affer­ma che gli omo­ses­sua­li non devo­no entra­re in semi­na­rio, che non pos­so­no diven­ta­re pre­ti se ce n’è anche il mini­mo dub­bio (!), per­ché appun­to omo­ses­sua­li, dice una cosa orri­bi­le e ter­ri­bi­le. L’omosessualità non è in sé un pro­ble­ma né una col­pa, amar­si e sco­par­si fra uomi­ni (o don­ne) non sono que­stio­ni “intrin­se­ca­men­te immo­ra­li e con­tra­ri alla leg­ge natu­ra­le”, né cose che pre­giu­di­ca­no l’attività di un pre­te più che a un ete­ro (e fa comun­que voto di casti­tà, come un ete­ro. Sai quan­ti omo­ses­sua­li sono sta­ti pre­ti fino ad ora? Eee!). Solo una visio­ne limi­ta­ta e distor­ta del­la ses­sua­li­tà e del­la psi­co­lo­gia uma­na può scor­ger­vi un “pec­ca­to gra­ve”.
Non a caso, una que­stio­ne di fede.
Fede cie­ca e acce­can­te, in una inter­pre­ta­zio­ne del mon­do sot­to­po­sta non alla real­tà dei fat­ti, cioè al mon­do stes­so, ma a ciò che si pre­su­me esse­re desi­de­rio e coman­da­men­to di un per­fet­tis­si­mo dio. La cui infal­li­bi­li­tà – per defi­ni­zio­ne – impe­di­sce il dub­bio e l’analisi a chi vi aves­se affi­da­to sé stesso/a, con la con­giun­ta sod­di­sfa­zio­ne per­so­na­le di dire cer­ta­men­te il giu­sto, di fare sicu­ra­men­te il bene.
Che pena!
Caro, sim­pa­ti­co, buon Fran­ce­sco, che brut­ta cosa l’omofobia!

E quan­do inse­gna­men­ti simi­li, pro­nun­cia­ti da chi da vica­rio evi­den­te­men­te se ne inten­de, ven­go­no ascol­ta­ti, cre­du­ti e assor­bi­ti con altret­tan­ta fede, allo­ra il nume­ro di per­so­ne che impa­ra a pen­sar­la così e ad agi­re di con­se­guen­za si fa tri­ste­men­te, peri­co­lo­sa­men­te alto.
Allo­ra capi­ta che uno di que­sti cre­den­ti diven­ti mini­stro del­la Fami­glia,
e in quan­to cat­to­li­co cer­chi di far pesa­re la sua par­ti­co­la­re fede sul­la nazio­ne inte­ra. Per­ché è chia­ro, si cre­de nel giu­sto. Infal­li­bil­men­te.

Fon­ta­na, Sal­vi­ni, comin­cia­mo male, malis­si­mo.
Tene­te la vostra fede lon­ta­no dal­la poli­ti­ca, lascia­te che le per­so­ne pos­sa­no esse­re feli­ci nel fare tut­to ciò che non fa male a nes­su­no. Par­la­te al vostro dio, e ascol­ta­te­lo: sie­te cer­ti che sareb­be con­ten­to di voi? Baste­reb­be cre­de­re di no.

Lai­ci­tà e dirit­ti uma­ni. La bat­ta­glia con­ti­nua.