Teatro Italia: va in scena la ‘laicità devota’


Pubblicato in Ateismo e Umanesimo
17 gennaio 2008
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Da lai­co non vedo per­ché il ret­to­re di una gran­de uni­ver­si­tà sta­ta­le avreb­be dovu­to con­cor­da­re la visi­ta un lea­der reli­gio­so – che pare si sia per­si­no auto‐invitato – alla ceri­mo­nia per l’inizio dell’anno acca­de­mi­co.
Da lai­co non vedo per­ché sce­glie­re un per­so­nag­gio le cui ana­li­si sono sem­pre for­te­men­te limi­ta­te da pre­giu­di­zi e infar­ci­te di sofi­smi.
Da lai­co non vedo per­ché un papa rea­zio­na­rio che vede la ragio­ne sot­to­po­sta alla fede e non nascon­de la sua avver­sio­ne per la scien­za lai­ca dovreb­be tene­re in tale spe­ci­fi­ca e par­ti­co­la­re occa­sio­ne nien­te­me­no che una ‘lec­tio magi­stra­lis’, poi giu­sta­men­te slit­ta­ta in un sem­pli­ce discor­so d’inaugurazione.
Da lai­co non vedo per­ché dovreb­be esse­re il capo di uno sta­to che ha un’idea tut­ta sua – e spes­so non con­di­vi­si­bi­le – dei dirit­ti uma­ni e solo nel 2001 ha abo­li­to la pena di mor­te a far­ci lezio­ne sul­la stes­sa.
Da lai­co cono­sco bene l’astuzia del papa e sospet­to che avreb­be sfrut­ta­to l’evento per una lun­ga pre­di­ca sul­la fede, soste­nen­do la sua neces­si­tà alla veri­tà e alla ragio­ne (e non ave­vo tor­to).
Da lai­co – ma appun­to non era que­sta l’occasione – avrei pre­fe­ri­to sen­ti­re altre voci, o che alme­no intor­no a que­sto suo inter­ven­to si fos­se pre­vi­sto un dibat­ti­to, negan­do il qua­le avrem­mo assi­sti­to all’ennesima inva­sio­ne di cam­po cat­to­li­ca, con i suoi dog­mi entra­ti là dove inve­ce si vuo­le sul serio il con­fron­to e la ricer­ca.
Da lai­co tro­vo che veni­re all’Università in una cir­co­stan­za simi­le a par­la­re di sé sareb­be sta­to deci­sa­men­te fuo­ri luo­go, inap­pro­pria­to, ‘incon­gro’.
Da lai­co per­ciò con­di­vi­do la con­te­sta­zio­ne – legit­ti­ma, in un pae­se demo­cra­ti­co, anche se i nostri poli­ti­ci non sem­bra­no con­cor­dar­lo (!) – e pen­so si aves­se ogni dirit­to di mani­fe­sta­re il pro­prio disac­cor­do, secon­do quel­la liber­tà di espres­sio­ne che per l’appunto va dife­sa da chi la vor­reb­be solo per sé.
Da lai­co esul­to per un chia­ro (final­men­te chia­ro!) segno di mal­con­ten­to e disap­pro­va­zio­ne, e con­si­de­ro un suc­ces­so per la demo­cra­zia e il libe­ro pen­sie­ro il fat­to che la visi­ta non ci sarà.
Da lai­co osser­vo comun­que che in real­tà è sta­to il papa stes­so a sce­glie­re di rinun­cia­re all’incontro, non l’università a nega­glie­lo, per ragio­ni imma­gi­no più ine­ren­ti la fac­cia­ta (e la delu­sio­ne) che non il buon sen­so.
Da lai­co vedo il papa ogni gior­no più vol­te su tut­ti i media, e che non par­li alla Sapien­za non è come dire che lo si cen­su­ri o non abbia spa­zio per espri­mer­si (!), solo che non può far­lo dove e quan­do gli pare aspet­tan­do­si il ben­ve­nu­to solo per­ché ‘è il papa’.
Da lai­co tro­vo squal­li­do che pra­ti­ca­men­te tut­ti i TG non si sia­no degna­ti di par­la­re del­le ragio­ni dei con­te­sta­to­ri, altro sin­to­mo di lai­ci­tà ‘a sen­so uni­co’.
Da lai­co mi infa­sti­di­sce – ma non mi sor­pren­de – vede­re la chie­sa sfrut­ta­re l’occasione per pian­ger­si vit­ti­ma di una lai­ci­tà che essa stes­sa ha pro­vo­ca­to e con­ti­nua a disprez­za­re, abu­san­do­ne.
Da lai­co mi infa­sti­di­sce – ma non mi sor­pren­de – vede­re poli­ti­ci intel­let­tua­li e gior­na­li­sti nuo­va­men­te ingi­noc­chia­ti col papa, sen­za sop­pe­sa­re i moti­vi del­la cri­ti­ca e come al soli­to distor­cen­do i fat­ti e rove­scian­do i signi­fi­ca­ti, come se ‘lai­ci­tà’ fos­se il dirit­to di anda­re a casa di chiun­que ed esse­re sor­bi­to e applau­di­to al di là di chi è, chi rap­pre­sen­ta, cosa dice e quan­to uno ha voglia di ascol­tar­lo, pena l’essere tac­cia­ti di cen­su­ra e intol­le­ran­za.

No: lai­ci­tà non è cer­to que­sto.
La ‘lai­ci­tà devo­ta’ è un gran brut­to spet­ta­co­lo.