Chiesa e pedofilia, la sempre troppo lunga strada verso una vera redenzione.


Pubblicato in Cultura e società e Religioni e sètte
16 giugno 2015
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La buo­na noti­zia è che qual­co­si­na si muo­ve. La cat­ti­va è che si muo­ve solo qual­co­si­na.

Papa Fran­ce­sco ha, o alme­no annun­cia, buo­nis­si­me inten­zio­ni con­tro la pia­ga mar­cia del­la pedo­fi­lia nel cle­ro. Quan­to poi *fac­cia* effet­ti­va­men­te è sem­pre trop­po poco, mal­gra­do i tito­lo­ni sui gior­na­li ad ogni suo sospi­ro.

papa francesco pedofilia pulizia

In que­sto caso, la noti­zio­na è che: “La deci­sio­ne di Fran­ce­sco (…) è in sin­to­nia con l’intenzione espres­sa più vol­te (…) di estir­pa­re la pedo­fi­lia dal­le par­roc­chie, dagli ora­to­ri, dal­le scuo­le e dai semi­na­ri cat­to­li­ci di tut­to il pia­ne­ta. Quan­to però que­sta mos­sa potrà rive­lar­si effi­ca­ce (o «rivo­lu­zio­na­ria») è dif­fi­ci­le dir­lo oggi.
In quan­to l’obbligo per il vesco­vo di dare segui­to a una denun­cia non va inte­so come obbli­go di denun­cia­re e col­la­bo­ra­re con le auto­ri­tà civi­li, ma solo di infor­ma­re la Cdf riguar­do even­tua­li situa­zio­ni cri­ti­che. Cosa che peral­tro era già pre­vi­sta, solo che in Vati­ca­no man­ca­va un orga­no giu­di­can­te ad hoc per i vesco­vi.
Quin­di solo acci­den­tal­men­te un pre­la­to che si doves­se ren­de­re com­pli­ce di un sacer­do­te pedo­fi­lo, evi­tan­do di segna­lar­lo alle auto­ri­tà pre­po­ste, fini­reb­be sot­to la len­te del­la magi­stra­tu­ra”.

Ecco, quin­di. La novi­tà è un orga­no ad hoc per i vesco­vi per fare una cosa che si pote­va già fare, e tut­to resta pur sem­pre fra le mura di casa. La col­pa, l’indagine e – ovvia­men­te – anche la con­dan­na, che non pre­ve­de un solo gior­no di gale­ra (una cosa così ter­ri­bil­men­te lai­ca!). Noti­zio­na.
Per­ché, dico io, quan­do si trat­ta di pren­de­re di pet­to un pro­ble­ma serio, non si fan­no quel­le due o tre cose vera­men­te neces­sa­rie? Caz­zo, sei il papa no? Li voglia­mo iden­ti­fi­ca­re e met­te­re in gale­ra, que­sti san­tis­si­mi stu­pra­to­ri di bam­bi­ni e chi li copre? A Fran­ce’, la rivo­lu­zio­ne non è un tito­lo su un gior­na­le.

Le INTENZIONI sono sem­pre buo­ne (e sem­pre FACILI). I FATTI man­ca­no però, come la TRASPARENZA. Impa­ria­mo a distin­gue­re gli annun­ci pub­bli­ci­ta­ri dagli effet­ti­vi cam­bia­men­ti, e dal­la qua­li­tà di que­sti cam­bia­men­ti. Daje!