Adorabili laici ‘intolleranti’


Pubblicato in Cultura e società e Religioni e sètte
18 Gennaio 2008
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[(Segue)]     Vedia­mo­ne alcu­ni:

     La CEI – «Gra­vis­si­mo rifiu­to che mani­fe­sta intol­le­ran­za anti­de­mo­cra­ti­ca e chiu­su­ra cul­tu­ra­le. Tan­to più che la visi­ta del San­to Padre era una cor­dia­le rispo­sta a un invi­to espres­so dagli orga­ni respon­sa­bi­li dell’università, ma reso inef­fi­ca­ce dal­la vio­len­za ideo­lo­gi­ca e ris­so­sa di pochi».
Chia­ro. ‘Gra­vis­si­mo rifiu­to’ di alcu­ni: embè? Il dis­sen­so: ‘intol­le­ran­za anti­de­mo­cra­ti­ca’? ‘Reso inef­fi­ca­ce’ da la col­pa ai mani­fe­stan­ti, ma cosa *impe­di­va* al papa di anda­re? Mani­fe­sta­re le pro­prie ragio­ni e cri­ti­ca­re il papa: ‘vio­len­za ideo­lo­gi­ca’, ‘chiu­su­ra cul­tu­ra­le’ e ‘ris­sa’?
Il sen­so rove­scia­to..

     Rui­ni, vica­rio del papa a Roma: «Il pri­mo sen­ti­men­to è la vici­nan­za al Papa, se pos­si­bi­le più del soli­to. Il secon­do è il dispia­ce­re per quel che è suc­ces­so. Accom­pa­gna­to però da una gran­de sere­ni­tà».
Aaaah..

«Il Papa ha rinun­cia­to per­ché non era­no garan­ti­te le con­di­zio­ni mini­me per un incon­tro costrut­ti­vo ami­che­vo­le e digni­to­so. Non è sta­ta una deci­sio­ne solo uni­la­te­ra­le».
Chia­ra­men­te fal­so. Nota­re che dopo la let­tu­ra del discor­so alla Sapien­za c’è sta­to un lun­go applau­so e una stan­ding ova­tion.. Evi­den­te­men­te que­sto cli­ma del tut­to costrut­ti­vo ami­che­vo­le e digni­to­so non basta­va, si vole­va l’approvazione del 100%! Mode­sto..

«C’è un cli­ma intol­le­ran­te in una par­te pic­co­la, ma mol­to chias­so­sa».
Cli­ma intol­le­ran­te: ma discu­te­re dei moti­vi no? Ovvio, non può esser­ci alcun moti­vo vali­do per chi si ritie­ne al di sopra di cri­ti­ca.
‘Chias­so­sa’ è un ter­mi­ne dispre­gia­ti­vo.

«C’è il male, o se vuo­le il pre­giu­di­zio ormai anti­co, di rico­no­sce­re il dirit­to di par­la­re solo a colo­ro che con­di­vi­do­no deter­mi­na­te posi­zio­ni».
Esat­to, ma nel­la chie­sa.

(All’università,) «Cosa pen­sa che pos­sa impor­re il Papa?».
La sua pre­sen­za in una uni­ver­si­tà sta­ta­le, e una pre­di­ca sen­za dibat­ti­to.

La Chie­sa, se non Ratzin­ger, ha qual­che respon­sa­bi­li­tà in tut­to que­sto, per le divi­sio­ni che si sono aper­te nel­la cul­tu­ra e nel­la socie­tà ita­lia­ne?
«Non toc­ca a me giu­di­ca­re, per­ché sono io stes­so par­te in cau­sa. Fat­ta que­sta pre­mes­sa, sin­ce­ra­men­te pen­so di poter rispon­de­re di no. La Chie­sa non ha respon­sa­bi­li­tà per le divi­sio­ni».
Non toc­ca a lui! 🙂 Ovvia­men­te la chie­sa non non ha alcu­na respon­sa­bi­li­tà per come sia­mo mes­si, quan­to vero!!

«Alcu­ne soli­da­rie­tà sareb­be­ro sta­te più signi­fi­ca­ti­ve se fos­se­ro sta­te più tem­pe­sti­ve».
Sfac­cia­to!

      Bagna­sco, segre­ta­rio di Sta­to vati­ca­no: «Il pri­mo sen­ti­men­to è di gran­dis­si­ma ama­rez­za».
Ari­dai­je..

«Il secon­do sen­ti­men­to è di tri­stez­za per l’immagine che emer­ge del nostro Pae­se: anzi­ché il tra­di­zio­na­le equi­li­brio e la tol­le­ran­za dia­lo­gi­ca che carat­te­riz­za la nostra sto­ria, si fa stra­da un atto di oscu­ran­ti­smo lai­ci­sta».
Cosa? Chia­ma­lo revi­sio­ni­smo sto­ri­co!! Equi­li­brio e tol­le­ran­za sono un appro­do dell’ultimo mez­zo seco­lo, ma fin­ché la chie­sa ha avu­to pote­re..

«Nel modo più asso­lu­to la Chie­sa non rinun­cia al dia­lo­go con la scien­za».
..Per dir­le di sot­to­met­ter­si a una ‘veri­tà più gran­de’. Que­sto è il suc­co. Ci mera­vi­glia­mo che sia la scien­za a non voler ‘dia­lo­ga­re’ (cioè scen­de­re a pat­ti, con­fon­de­re i cam­pi) con la fede?

«Per acco­star­si al pen­sie­ro di chi non la pen­sa come noi è neces­sa­ria una vera sere­ni­tà di giu­di­zio sen­za la qua­le non vi è né con­fron­to né dia­lo­go e quin­di si diven­ta intol­le­ran­ti».
Di nuo­vo una lezio­ne di tol­le­ran­za da chi tol­le­ran­te non è. In pra­ti­ca par­la del­la chie­sa.

      Il car­di­na­le Ersi­lio Toni­ni: «Il Papa ha fat­to bene ad annul­la­re la visi­ta, non ha accet­ta­to la sfi­da con chi non lo vole­va. È una gran­de ama­rez­za per tut­ti, per chi cre­de e anche per chi non cre­de».
Che sfi­da? Vai e par­la, accet­ta che ci sia gen­te che non ti vuo­le e pun­to. ‘Gran­de ama­rez­za’ per chi non cre­de? Ah, que­sta mania di par­la­re per tut­ti..

      Il teo­lo­go don Bru­no For­te: «È demo­cra­zia quel­la in cui una mino­ran­za rumo­ro­sa rie­sce ad impor­re a tut­ti gli altri la pro­pria intol­le­ran­za ver­so le idee altrui?».
Di nuo­vo: il papa ha scel­to da solo, per­ché far fare a dei mani­fe­stan­ti ciò che non han­no fat­to, se non per tira­re l’acqua al pro­prio muli­no?

«Fa vera­men­te tan­ta pau­ra un Papa che invi­ta a usa­re la ragio­ne, dà argo­men­ti per pen­sa­re ed è pron­to a dia­lo­ga­re con tut­ti sul­la base del rispet­to?».
Cosa? Mes­sag­gio di como­do: il papa non invi­ta affat­to ad usa­re la ragio­ne, se non iscrit­ta in ‘una ragio­ne­vo­lez­za più gran­de’ (come vedre­mo dopo). Il papa non da argo­men­ti per pen­sa­re, ma per cre­de­re, attra­ver­so un cate­chi­smo pre­co­ce, dog­mi, coman­da­men­ti, e TdC. Il papa non è pron­to a dia­lo­ga­re con tut­ti, visto che si cre­de infal­li­bi­le e l’unica via fra tut­te, nega dirit­ti a don­ne omo­ses­sua­li e fami­glie di fat­to, demo­niz­za di con­ti­nuo gli atei e non con­si­de­ra pro­prio gli uma­ni­sti.. Altro che ‘rispet­to’!!!

      Padre Livio Fan­za­ga, diret­to­re di Radio Maria: «Non esclu­do, come dico­no alcu­ni gior­na­li, che ci sia­no grup­pi sata­ni­ci tra que­sti stu­den­ti… come grup­pi di atei che han­no come slo­gan ‘Odio la Chie­sa’, ‘Ammaz­zia­mo Cri­sto’ (…) cari ami­ci, non fac­cia­mo­ci illu­sio­ni. Sata­na è dap­per­tut­to, anche nel­le uni­ver­si­tà, non mi mera­vi­glia che ci sia­no dei pro­fes­so­ri cor­nu­ti, con tan­to di tri­den­te e coda (…) Die­tro que­sti per­so­nag­gi c’è sem­pre il mali­gno. Sta­te tran­quil­li che è così, non mi pos­so sba­glia­re su cer­te cose… per­ché non si spie­ga… se tu vai lì e li spruz­zi di acqua san­ta esce fuo­ri il fuo­co, fuma­no».
E buo­na­not­te alla tol­le­ran­za e alla razio­na­li­tà..! 😀
Ma si può cre­de­re – e annun­cia­re – tan­te str*nzate?? ‘Ammaz­zia­mo cri­sto’?????? Pro­fes­so­ri con la coda??? Li spruz­zi di acqua san­ta e fuma­no???? E qua­li gior­na­li pre­go????
Eh già.. per­ché non si spie­ga..
Dav­ve­ro gen­te, non fate­vi illu­sio­ni. Corag­gio, non fate­vi illu­sio­ni!!!

      Avve­ni­re: «Una gior­na­ta ‘nera’ (…) per quei docen­ti (…) che non sono riu­sci­ti a dare una sia pur mini­ma ade­gua­ta moti­va­zio­ne alla loro insof­fe­ren­za ideo­lo­gi­ca».
What? Sie­te voi a non aver capi­to, eppu­re si pote­va.. Nota­re la paro­la ‘ideo­lo­gi­ca’ che riman­da a rigi­di­tà e vuo­to di con­te­nu­to, fal­so.

«Nera per la Sapien­za (…): l’immagine di intol­le­ran­za che ha dato di sé non può che com­pro­met­ter­ne ulte­riormente il pre­sti­gio».
Paven­ta una situa­zio­ne e un peri­co­lo da veri­fi­ca­re!

«Nera per tut­to il nostro Pae­se, che con­ti­nua ad offri­re al mon­do un’immagine nega­ti­va di sé, ag­giungendo alle sue tan­te pec­che quel­la dell’incapacità di por­si in libe­ro ascol­to di una del­le poche voci, come quel­la del Papa, capa­ci oggi di crea­re cul­tu­ra (per­ché è pro­prie­tà del­la cul­tu­ra vera e viva atti­va­re dibat­ti­ti, pole­mi­che, approfon­dimenti, con­fron­ti di intel­li­gen­ze, come appun­to siste­ma­ti­ca­men­te fan­no le pre­se di posi­zio­ne di Bene­det­to XVI)».
Se l’Italia ha que­sta visio­ne è anche per meri­to (inver­so) del­la chie­sa e del­le sue idee pri­mi­ti­ve, mora­le mon­ca, scar­so esem­pio, inca­pa­ci­tà di inse­gna­re. Il ‘libe­ro ascol­to’ non è il pro­ble­ma (ma lo scam­bio di sog­get­to è volu­to): il pro­ble­ma è il papa all’apertura dell’anno in una uni­ver­si­tà sta­ta­le. Ma Napo­li­ta­no no??
Il papa crea cul­tu­ra per­ché crea pole­mi­che e appro­fon­di­men­ti? Beh, ma que­sto vuol dire esse­re fuo­ri dal­la cul­tu­ra e lasciar­la fare agli altri.. ed è tut­ta lì l’opera Ratzin­ger? Che lap­sus! 😀

«Soprat­tut­to una gior­na­ta nera per la lai­ci­tà, e per la lai­ci­tà ita­lia­na in partico­lare, che ha rive­la­to tut­ta la sua de­bolezza intrin­se­ca, tut­ta la sua fra­gi­li­tà».
Suo pun­to di vista.

«L’espressione ‘sana lai­ci­tà’ appar­tie­ne da tem­po al lin­guag­gio del­la Chie­sa ed è sta­ta a vol­te ogget­to di incom­pren­sio­ne, se non di irri­sio­ne: ma mai come oggi es­sa appa­re in tut­ta la sua imme­dia­ta evi­denza. È ‘sana’ la lai­ci­tà, che resta fe­dele ai pro­pri fon­da­men­ti: il buon uso del­la ragio­ne, il dia­lo­go, la rinun­cia ad ogni sopraf­fa­zio­ne e inti­mi­da­zio­ne in­tellettuale, il rispet­to per i dirit­ti uma­ni fon­da­men­ta­li e in par­ti­co­la­re per la li­bertà reli­gio­sa».
Un gran­de comi­co, nè? Da un’immagine irrea­le del­la chie­sa, ma par­la­re è faci­le, poi i fat­ti nega­no.
La sana lai­ci­tà non esi­ste, esi­ste la lai­ci­tà e la lai­ci­tà secon­do la chie­sa, che è pre­te­sa di entra­re ovun­que e intro­met­ter­si a pia­ce­re.

       L’Osservatore Roma­no: «Dubi­tia­mo però che Cini chie­de­reb­be a un rap­pre­sen­tan­te reli­gio­so musul­ma­no di pro­nun­zia­re un mea cul­pa per la per­se­cu­zio­ne di Aver­roè pri­ma di met­te­re pie­de alla Sapien­za. Sia­mo anzi cer­ti che lo acco­glie­reb­be a brac­cia aper­te in nome dei prin­ci­pi del dia­lo­go e del­la tol­le­ran­za. L’opposizione alla visi­ta del Papa non è quin­di moti­va­ta da un prin­ci­pio astrat­to e tra­di­zio­na­le di lai­ci­tà. L’opposizione è di carat­te­re ideo­lo­gi­co e ha come ber­sa­glio spe­ci­fi­co Bene­det­to XVI».
Gran­de inda­gi­ne gior­na­li­sti­ca! O leg­go­no il pen­sie­ro? Quel ‘quin­di’ è com­ple­ta­men­te fuo­ri posto: da del­le mere sup­po­si­zio­ni non con­se­gue con sicu­rez­za un bel nien­te, figu­ria­mo­ci ideo­lo­gie e ber­sa­gli. Ma fa così como­do par­lar­ne..

«Essi gli rim­pro­ve­ra­no di aver ripre­so (…) una fra­se del filo­so­fo del­la scien­za Paul Feye­ra­bend: ‘All’epoca di Gali­leo la Chie­sa rima­se mol­to più fede­le alla ragio­ne del­lo stes­so Gali­leo. Il pro­ces­so con­tro Gali­leo fu ragio­ne­vo­le e giu­sto’. Non si sono pre­oc­cu­pa­ti però di leg­ge­re per inte­ro e atten­ta­men­te quel discor­so. (…) Que­ste cita­zio­ni non veni­va­no usa­te dal car­di­na­le Ratzin­ger per cer­ca­re rival­se e imba­sti­re giu­sti­fi­ca­zio­ni: ‘Sareb­be assur­do costrui­re sul­la base di que­ste affer­ma­zio­ni una fret­to­lo­sa apo­lo­ge­ti­ca. La fede non cre­sce a par­ti­re dal risen­ti­men­to e dal rifiu­to del­la razio­na­li­tà’. (…) In altri ter­mi­ni, il discor­so del 1990 può ben esse­re con­si­de­ra­to, per chi lo leg­ga con un mini­mo di atten­zio­ne, come una dife­sa del­la razio­na­li­tà gali­leia­na con­tro lo scet­ti­ci­smo e il rela­ti­vi­smo del­la cul­tu­ra post­mo­der­na. (…) Un docen­te dovreb­be con­si­de­ra­re come una scon­fit­ta pro­fes­sio­na­le l’aver tra­smes­so un simi­le model­lo di let­tu­ra disat­ten­ta, super­fi­cia­le (…) Né c’entra la lai­ci­tà (visto che) non han­no mai spe­so una sola paro­la con­tro l’integralismo isla­mi­co o con­tro la nega­zio­ne del­la Shoah».
Uao. Che scioc­chez­ze. Dun­que, a una pri­ma occhia­ta il discor­so di Ratzin­ger del 1990 è come suo soli­to un fine lavo­ro di ambi­gui­tà. Ma met­ten­do insie­me i pez­zi il sen­so è chia­ro:

La scien­za deve ave­re dei limi­ti. L’esempio è Gali­leo, con­si­de­ra­to un mito dall’illuminismo per la sua liber­tà di scien­zia­to e inve­ce, guar­da un po’, Feye­ra­bend ci dice che la sua sen­ten­za (il ‘limi­te’ eccle­sia­sti­co) fu più ‘razio­na­le e giu­sta’ di lui, e addi­rit­tu­ra Weiz­sac­ker ipo­tiz­za una linea diret­ta fra lui e l’atomica. Potrem­mo dun­que dire che la chie­sa ave­va ragio­ne su Gali­leo (appun­to quel­lo che cri­ti­ca­no i pro­fes­so­ri!), ma suv­via, sor­vo­lia­mo, non sia­mo risen­ti­ti se ci dite che sba­gliam­mo: qui basti nota­re che la fede è con la ragio­ne ecco­me, ma giu­sta­men­te la inscri­ve (cioè limi­ta) in una ‘una ragio­ne­vo­lez­za più gran­de’.

Sem­mai dun­que la faci­le fra­se sul­la ‘fret­to­lo­sa apo­lo­ge­ti­ca’ mi sem­bra ipo­cri­sia, e il fat­to che oggi si pun­ti su quel­lo per difen­de­re il pez­zo mi sa di.. fret­to­lo­sa apo­lo­ge­ti­ca! 😛
Per­ciò altro che ‘non si sono pre­oc­cu­pa­ti di leg­ge­re’ e ‘scon­fit­ta pro­fes­sio­na­le’, i prof han­no ragio­ne!!!
Inol­tre occhio: ‘ragio­ne’ e ‘ragio­ne­vo­lez­za’ non sono usa­te a caso, ma non sono la stes­sa cosa: una ipo­te­si (dio, per esem­pio) può esse­re ragionevole/possibile ma non pog­gia­re su basi razio­na­li, e pro­prio non vero alla fine di veri­fi­ca.
E la lai­ci­tà c’entra, piut­to­sto non c’entra la frec­cia­ti­na su islam ed ebrai­smo, com­ple­ta­men­te fuo­ri con­te­sto.

«La minac­cia con­tro il Papa è un even­to dram­ma­ti­co, cul­tu­ral­men­te e civil­men­te».
Nes­su­na minac­cia, come abbia­mo visto. Per­ciò nes­sun ‘even­to dram­ma­ti­co’, se non nel­la testa di chi se lo imma­gi­na.

*

Quel che a mio avvi­so è più gra­ve e signi­fi­ca­ti­vo è che non si trat­ta di sem­pli­ce con­trap­po­si­zio­ne di opi­nio­ni. Non si è trat­ta­to di uno scam­bio equo: la radi­ca­li­tà del­la cri­ti­ca, la fero­cia istin­ti­va, il disin­te­res­se per le moti­va­zio­ni dell’altro e la distor­sio­ne dei fat­ti a pro­prio van­tag­gio sono tut­ti indi­ca­to­ri di intol­le­ran­za e cen­su­ra, pro­prio ciò che si rin­fac­cia ai lai­ci mani­fe­stan­ti!
Per­ché? Beh, mi pare di leg­ger­ci alme­no que­sti ele­men­ti: poli­ti­ca­men­te in par­te per visci­da appa­ren­za in vista dei voti, da cre­den­ti inve­ce per scar­sa lai­ci­tà e inti­mo desi­de­rio di teo­cra­zia, sen­so di peri­co­lo per il pro­prio pote­re e la dif­fu­sio­ne del­la pro­pria fede, sgo­men­to per la sem­pre inac­cet­ta­bi­le esi­sten­za di non cre­den­ti e non ingi­noc­chian­ti­si in una socie­tà con­si­de­ra­ta pro­pria e uni­vo­ca­men­te e incri­ti­ca­bil­men­te cat­to­li­ca, e pau­ra di affron­ta­re le moti­va­zio­ni lan­cia­te con­tro un cer­to modo di fare reli­gio­ne, oggi­gior­no cre­scen­ti e in gra­do nel com­ples­so di ero­de­re la fede e pro­por­re alter­na­ti­ve, o quan­to meno il dub­bio.

Con­clu­sio­ne: un suc­ces­so per il papa (il cui discor­so ha così avu­to più eco, e ha già rime­dia­to un altro invi­to), la chie­sa, la com­bric­co­la di poli­ti­ci e intel­let­tua­li bacia­pi­le? Cer­ta­men­te sì. All’interno del loro cir­co­lo, quest’episodio avrà raf­for­za­to i pre­giu­di­zi e le agen­de nei ‘soli­ti sospet­ti’.

Ma è sta­to un suc­ces­so anche per la par­te lai­ca – real­men­te lai­ca (e non suo­ni pleo­na­smo) – dei cre­den­ti e non cre­den­ti che han­no appro­va­to la ‘resi­sten­za’ e non sono casca­ti nel­la rete.
Que­sto even­to ha dichia­ra­to con for­za il disa­gio per una cer­ta chie­sa inva­den­te e la dispo­ni­bi­li­tà e la voglia di una pro­te­sta pub­bli­ca, raf­for­zan­do il nostro sen­so di uni­tà e pre­sen­za come grup­po, deci­so e sem­pre più fol­to.
Un altro ‘van­tag­gio col­la­te­ra­le’ è dato dal fat­to che, una vol­ta invi­ta­to il papa a par­la­re e con­te­sta­to diret­ta­men­te in futu­ro, una voce che si levas­se per par­la­re di scor­ret­tez­za si espor­reb­be al tito­lo di intol­le­ran­te (del­la serie: sta­vol­ta par­la­re ha par­la­to, ora se per­met­ti..).

Infi­ne, cosa di impor­tan­za capi­ta­le, ci ha per­mes­so anco­ra una vol­ta di evi­den­zia­re truc­chi di comu­ni­ca­zio­ne e pro­pa­gan­da: fare que­sto ci met­te sem­pre più in gra­do di for­mar­ci una opi­nio­ne obiet­ti­va, auto­no­ma e veri­tie­ra, e al con­tem­po di iden­ti­fi­ca­re – e giu­di­ca­re – chi usa anco­ra que­sti meto­di ‘spor­chi’ per con­vin­ce­re la gen­te.